Brutte notizie in casa Atalanta. Isak Hien è uscito per infortunio durante l’impegno della sua Svezia (vinto per 3-1) nella semifinale playoff per la qualificazione ai Mondiali 2026 contro l’Ucraina. Il difensore atalantino ha sentito un dolore alla coscia sinistra e ha chiesto il cambio. Seguiranno aggiornamenti.
Lutto, è morto Beppe Savoldi
Lutto in casa Atalanta e nel calcio in generale. All’età di 79 anni è scomparso quest’oggi Beppe Savoldi. Bergamasco di Gorlago, Savoldi è cresciuto nell’Atalanta, giocando in Prima Squadra dal 1965 al 1968 dove ha disputato 3 campionati di Serie A mettendo a referto 17 reti in 57 presenze.
Poi la cessione al Bologna dove è esploso definitivamente a livello nazionale. Sette anni sotto le Due Torri, dal 1968 al 1975 con il titolo di capocannoniere della Serie A vinto ex aequo con Rivera e Pulici nella stagione 1972/1973 con 17 gol.
Nel 1975, il passaggio al Napoli dove rimane per quattro stagioni diventando un idolo sotto al Vesuvio grazie alle sue reti. Nel 1980, tornato al Bologna, rimane coinvolto nello scandalo del calcioscommesse e viene squalificato per tre anni e mezzo.
Amnistiato nel 1982 dopo la vittoria dell’Italia ai campionati del mondo in Spagna, disputa l’ultima stagione della sua carriera proprio nell’Atalanta in Serie B. Il 26 settembre 1982 segna contro il Bari il suo ultimo gol con l’Atalanta e nella sua carriera.
Alla famiglia Savoldi le condoglianze da parte della redazione di BergamoNerazzurra.net
Atalanta – Hellas Verona 1-0, l’editoriale – Bisognava vincere, il resto dopo la sosta
Chi ci conosce sa benissimo che non siamo “risultatisti” a tutti i costi. Ma chi ci conosce sa benissimo che alle volte facciamo delle eccezioni a questa filosofia perché esistono determinate situazioni dove conta solo ed esclusivamente il risultato.
Ebbene, Atalanta – Hellas Verona 1-0 di ieri appartiene a queste eccezioni. Sarebbe stato infatti oltremodo ingiusto pretendere dalla compagine di Palladino un gioco spumeggiante e arioso quando siamo arrivati alla fine di un tour de force che ha visto la Dea giocare ogni tre giorni per quattro settimane consecutive.
E, soprattutto, con una limitata rotazione soprattutto in attacco e in mediana considerate le assenze di Ederson, De Ketelaere e Raspadori, rientrati solamente da una settimana.
Ecco perché ieri contro gli scaligeri fanalino di coda nessuno poteva onestamente pensare a un’Atalanta dominante in lungo e in largo. Chi conosce pregi e – soprattutto – difetti di questa squadra più onestamente pensava a una gara dove si sarebbe sfruttata la superiorità tecnica ma dove, alla lunga, la fisicità del Verona avrebbe potuto far rischiare qualcosa.
Il copione della partita è stato esattamente questo. Nel primo tempo l’Atalanta ha sfruttato la sua maggior qualità trovando il gol partita con Zappacosta e soffrendo praticamente nulla.
Nella ripresa, il Verona è cresciuto e ha avuto due pallegol clamorose non capitalizzate (anche per la bravura di Carnesecchi su Orban). L’Atalanta in avanti ha creato poco, eccezion fatta per una traversa spizzata da Krstovic.
Ma, alla fine della fiera, sono arrivati tre punti preziosi che consentono alla squadra di Palladino di mantenere invariato il distacco di 4 punti dalla coppia Juventus-Roma che si stanno dividendo il quinto posto e di avere sempre un vantaggio rassicurante sull’ottava, +7 sulla Lazio.
Contava questo. Ora la sosta giunge al momento opportuno. Per ricaricare le batterie fisiche e mentali verso il finale di stagione.
Partita sporca ma tre punti pesanti: Atalanta – Hellas Verona 1-0
Un’Atalanta non certo eccezionale conquista tre punti pesanti contro l’Hellas Verona vincendo per 1-0. Decide una rete di Zappacosta al 37′. Primo tempo di marca atalantina con un paio di occasioni oltre al gol. Nella ripresa il Verona cresce, ha due occasioni con Bowie e con Orban (bravissimo Carnesecchi) ma non riesce a trovare la rete del pari. Per la Dea, parsa palesemente sulle gambe, solo una traversa scheggiata da Krstovic. L’Atalanta sale a quota 50 punti, a -1 dalla Roma sesta e a +7 sulla Lazio ottava, vittoriosa 2-0 a Bologna
Atalanta, tegola Scamacca
Lesione muscolo-fasciale all’adduttore destro. Questa la diagnosi dell’infortunio occorso a Gianluca Scamacca. Il centravanti salterà Atalanta-Verona di domani e il playoff con la Nazionale.
Bayern Monaco – Atalanta 4-1, l’editoriale – Poco da dire, è il gioco della coperta
C’è davvero poco da commentare sulla gara di ieri tra Bayern Monaco e Atalanta, ritorno degli ottavi di Champions League, che ha visto i bavaresi vincere nuovamente per 4-1 sui nerazzurri dopo il perentorio 6-1 dell’andata a Bergamo.
Nonostante abbia giocato a filo di gas, il Bayern Monaco ha confermato nuovamente di essere al momento la squadra più forte del mondo. Troppo forte per un’Atalanta che ieri è stata prudente nel primo tempo e più coraggiosa nella ripresa, cercando di allungare una coperta che però era troppo corta per difendersi da Kane e compagni.
E così nel primo tempo la Dea è stata prudente, compattandosi dietro ma venendo cinta d’assedio dal Bayern che ha trovato il vantaggio su un generoso rigore fischiato per fallo di mani di Scalvini su tiro di Kane e trasformato dallo stesso centravanti inglese.
Centravanti inglese che nella ripresa dal nulla ha tirato fuori dal cilindro il coniglio del 2-0 con un grandissimo gol (i campioni sono questi). L’Atalanta si è sbloccata e ha cominciato a giocare, costruendo occasioni ma, sempre per il gioco della coperta, esponendosi alle ripartenze tedesche.
Così conseguentemente sono arrivati il 3-0 di Karl e il 4-0 di Luis Diaz che ha sfruttato un clamoroso buco di Kossounou. Fortunatamente Samardzic è riuscito a trovare il meritato punto della bandiera.
Fine, tre categorie di differenza tra le due compagini. Ora però testa al Verona. Sarà il primo passo affinché il paventato addio alla Champions League possa, in queste stagioni, essere solo un “arrivederci”.
Palladino: “Accettiamo il verdetto del campo, come calcio italiano siamo indietro”
Le dichiarazioni di Raffaele Palladino subito dopo la sconfitta della sua Atalanta per 4-1 in casa del Bayern Monaco rilasciate ai microfoni di Sky:
Sulla partita: “Volevamo fare una partita di grande orgoglio, lavorando un po’ più bassi contro di loro, giocandocela in tutto e per tutto contro la squadra più forte che c’è in Europa. Accettiamo il verdetto del campo, volevamo dare tutto e andare a salutare i nostri tifosi che sono giunti fin qui”.
Sull’andata: “Con i “se” e con i “ma” è facile, potevo fare qualcosa di diverso come non farlo, anche stando più bassi il risultato non è cambiato, giochiamo contro una squadra completa sotto tutti i punti di vista, noi abbiamo imparato tanto da queste due partite, accettando il verdetto del campo“.
Sul futuro: “Noi abbiamo come obiettivo la Coppa Italia che manca da parecchio a Bergamo, però non dobbiamo trascurare il campionato, dobbiamo fare dei filotti per cercare di rimanere lì davanti. Dobbiamo dare tutto in questi due mesi e mezzo“.
Sulla differenza con le squadre qualificate ai quarti: “Siamo indietro sulla velocità di scorrimento della palla, sul livello qualitativo e sull’organizzazione. Dobbiamo partire dal settore giovanile a curare la qualità individuale“.
L'”imbarcatina” a Monaco, il Bayern-Atalanta 4-1
L’Atalanta saluta la Champions League con un'”imbarcatina”. Dopo l’1-6 di Bergamo, all’Allianz Arena di Monaco il Bayern si “accontenta” di imporsi “solo” per 4-1.
Il primo tempo si conclude 1-0, con i bavaresi in rete con Harry Kane al 26′ su rigore decretato per fallo di mano di Scalvini e fatto ripetere dopo la prima parata di Sportiello per l’avanzamento del portiere nerazzurro.
Nella ripresa, l’uno-due che decide la partita con un gran gol di Kane al 54′ e la rete di Karl al 56′. Il poker lo sigla Luis Diaz al 70′ sfruttando un clamoroso buco di Kossounou.
Un’Atalanta che comunque ha tenuto il campo in maniera discreta ed è stata punita oltremodo ha trovato il meritato gol della bandiera con un colpo testa di Samardzic all’85’ sugli sviluppi di calcio d’angolo.
Questa sera alle ore 21:40 torna BergamoNerazzurra in diretta
Questa sera alle ore 21:40, sulla pagina Facebook e sul canale Youtube di BergamoNerazzurra, torna BergamoNerazzurra in diretta. Con il direttore Giuseppe Pucciarelli e i suoi ospiti parleremo del pareggio in casa dell’Inter e del ritorno – non così inutile come sembra – degli ottavi di Champions League in casa del Bayern Monaco. Vi aspettiamo numerosi.
Inter-Atalanta 1-1, l’editoriale – Subito tappata la bocca agli italiani medi
Diciamocela tutta: neanche il più inguaribile degli ottimisti tra i tifosi atalantini avrebbe scommesso il solito euro simbolico su un risultato diverso dal segno “1” per Inter-Atalanta di ieri.
Troppo fresca la batosta presa martedì in Champions League dal Bayern Monaco per consentire di mettere in campo una squadra libera da ripercussioni psicologiche e da strascichi fisici in grado di tenere botta contro una capolista riposata e pur sempre competitiva nonostante le assenze di Lautaro Martinez, Calhanoglu e Bastoni.
Invece, la compagine di Palladino ha settato il suo interruttore alla voce “cuore” decisa, nonostante le difficoltà, a interrompere la striscia di sconfitte consecutive contro l’Inter.
Difficoltà che – oltre a quelle note iniziali – sono aumentate di un’unità al 26′ quando Pio Esposito ha portato in vantaggio l’Inter al primo tiro in porta complice anche un Carnesecchi non irreprensibile.
Nella ripresa, però, la voglia di non arrendersi all’inevitabile è apparsa chiaramente negli atalantini in campo. Una voglia accompagnata dal ritorno (finalmente) di Ederson e (nel tratto finale) di De Ketelaere in campo e si è immediatamente capito perché il sottoscritto predichi come il tasso tecnico dell’Atalanta sia soggetto a un crollo esponenziale in loro mancanza.
Una voglia accompagnata dall’uscita dal terreno di gioco di Scamacca e Samardzic che purtroppo confermano ancora di più come il solo nome e il solo tasso tecnico siano condizioni necessarie ma non sufficienti per portare in dote alla squadra un contributo degno di tal nome.
Una voglia accompagnata dall’aver superato l’unico momento che poteva cristallizzare la partita in favore dell’Inter grazie a Carnesecchi (magistrale su Thuram) e poi concretizzata da Krstovic in un gol contestato dall’Inter per un fallo che non ci sta per nulla di Sulemana su Dumfries. Così come non c’è nulla nel contatto Scalvini-Frattesi.
Episodi decisamente più “leggeri” rispetto alla francesina di Lautaro Martinez su Toloi in area in un Inter-Atalanta di qualche anno fa, tanto per fare un esempio.
L’Inter si è poi chiusa nel silenzio stampa e i tifosi sono arrabbiati e gridano allo scandalo. Lo so, agli italiani medi che tanto hanno vomitato il loro malcelato veleno verso l’Atalanta (e anche ai giornalisti che li rappresentano, tipo Bezzi e Sabatini) dopo la goleada subita dal Bayern Monaco non pare vero di non poter fare lo stesso dopo la gara di San Siro.
Tutti questi “fenomeni”, infatti, erano pronti a mettere la mano sul fuoco per un’Inter che avrebbe dato quattro-cinque gol a un’Atalanta stanca e sfiduciata. E invece sono rimasti a bocca chiusa. Bocca loro tappata dai ragazzi di Palladino.
