Il mondo non è solo “bianco” o solo “nero” ma contiene al suo interno una varietà di sfumature. E cosa vuoi dirci con questa ovvietà, starete giustamente pensando? Solo introdurre al fatto che esistono situazioni dove due tesi totalmente contrapposte hanno entrambi ragione di essere e sono entrambi pertinenti.
La qualificazione dell’Atalanta ai playoff di Conference League arrivata ieri matematicamente nonostante la sconfitta di misura con il Bologna per 1-0 in casa rappresenta una di queste situazioni. Dato che ha diviso la tifoseria in “celebranti” e “non celebranti”.
Partiamo dai primi. Che, alla base della loro tesi, mettono la coerenza. Perché quando lo scorso novembre Raffaele Palladino è subentrato a Ivan Juric con la Dea in tredicesima posizione essi chiedevano al tecnico napoletano di tornare a vedere un’Atalanta competitiva per l’Europa.
Palladino, numeri alla mano, ha fatto di più: da tredicesimo a settimo posto con la nona qualificazione europea in 10 anni portata a casa. E ha addirittura reso l’Atalanta competitiva per la Champions League/Europa League fino all’inopinato pasticcio difensivo che è costato la sconfitta con la Juventus e ha reso vane le speranze di un’Europa maggiore.
A questo cammino si aggiunge la qualificazione agli ottavi in Champions League (migliore italiana) e una Coppa Italia dove si è persa la possibilità di arrivare in finale ai rigori con la Lazio dopo aver eliminato la stessa Juventus ai quarti.
I secondi, invece, pur non sputando sopra alla Conference, contestano a Palladino e alla squadra una totale involuzione nella parte finale di stagione dove, a parte piccole perle positive come il successo a San Siro col Milan, l’Atalanta è apparsa scocciata, abulica e rinunciataria.
Come ieri col Bologna dove evidentemente ai felsinei la Conference interessava poco perché se avesse premuto di più il pedale con l’acceleratore vincere con tre gol di scarto poteva non essere impresa impossibile.
A questo cammino si aggiungono i passi falsi con Athletic Bilbao e Union Saint Gilloise in Champions dove, con un pizzico di esperienza e malizia in più, l’Atalanta avrebbe potuto accedere direttamente agli ottavi e una gestione troppo rinunciataria della doppia semifinale con la Lazio in Coppa Italia.
Ora manca un’ultima partita. Sulla carta “inutile”, quella di Firenze. Però, avviso ai naviganti: di figuracce i tifosi atalantini non ne vogliono fare. Finire un’avventura (visto che è molto difficile una sua eventuale riconferma) comunque positiva per Palladino con una goleada sul groppone non sarebbe proprio una cosa positiva.
