Questa sera alle ore 21:40 torna BergamoNerazzurra in diretta

Questa sera alle ore 21:40, sulla pagina Facebook e sul canale Youtube di BergamoNerazzurra, torna BergamoNerazzurra in diretta. Con il direttore Giuseppe Pucciarelli e i suoi ospiti parleremo del pareggio in casa dell’Inter e del ritorno – non così inutile come sembra – degli ottavi di Champions League in casa del Bayern Monaco. Vi aspettiamo numerosi.

Inter-Atalanta 1-1, l’editoriale – Subito tappata la bocca agli italiani medi

Diciamocela tutta: neanche il più inguaribile degli ottimisti tra i tifosi atalantini avrebbe scommesso il solito euro simbolico su un risultato diverso dal segno “1” per Inter-Atalanta di ieri.

Troppo fresca la batosta presa martedì in Champions League dal Bayern Monaco per consentire di mettere in campo una squadra libera da ripercussioni psicologiche e da strascichi fisici in grado di tenere botta contro una capolista riposata e pur sempre competitiva nonostante le assenze di Lautaro Martinez, Calhanoglu e Bastoni.

Invece, la compagine di Palladino ha settato il suo interruttore alla voce “cuore” decisa, nonostante le difficoltà, a interrompere la striscia di sconfitte consecutive contro l’Inter.

Difficoltà che – oltre a quelle note iniziali – sono aumentate di un’unità al 26′ quando Pio Esposito ha portato in vantaggio l’Inter al primo tiro in porta complice anche un Carnesecchi non irreprensibile.

Nella ripresa, però, la voglia di non arrendersi all’inevitabile è apparsa chiaramente negli atalantini in campo. Una voglia accompagnata dal ritorno (finalmente) di Ederson e (nel tratto finale) di De Ketelaere in campo e si è immediatamente capito perché il sottoscritto predichi come il tasso tecnico dell’Atalanta sia soggetto a un crollo esponenziale in loro mancanza.

Una voglia accompagnata dall’uscita dal terreno di gioco di Scamacca e Samardzic che purtroppo confermano ancora di più come il solo nome e il solo tasso tecnico siano condizioni necessarie ma non sufficienti per portare in dote alla squadra un contributo degno di tal nome.

Una voglia accompagnata dall’aver superato l’unico momento che poteva cristallizzare la partita in favore dell’Inter grazie a Carnesecchi (magistrale su Thuram) e poi concretizzata da Krstovic in un gol contestato dall’Inter per un fallo che non ci sta per nulla di Sulemana su Dumfries. Così come non c’è nulla nel contatto Scalvini-Frattesi.

Episodi decisamente più “leggeri” rispetto alla francesina di Lautaro Martinez su Toloi in area in un Inter-Atalanta di qualche anno fa, tanto per fare un esempio.

L’Inter si è poi chiusa nel silenzio stampa e i tifosi sono arrabbiati e gridano allo scandalo. Lo so, agli italiani medi che tanto hanno vomitato il loro malcelato veleno verso l’Atalanta (e anche ai giornalisti che li rappresentano, tipo Bezzi e Sabatini) dopo la goleada subita dal Bayern Monaco non pare vero di non poter fare lo stesso dopo la gara di San Siro.

Tutti questi “fenomeni”, infatti, erano pronti a mettere la mano sul fuoco per un’Inter che avrebbe dato quattro-cinque gol a un’Atalanta stanca e sfiduciata. E invece sono rimasti a bocca chiusa. Bocca loro tappata dai ragazzi di Palladino.

Atalanta, punto d’orgoglio a S.Siro: con l’Inter è 1-1

L’Atalanta riscatta parzialmente la scoppola con il Bayern Monaco uscendo imbattuta da S.Siro, impattando 1-1 con la capolista Inter. Una partita che non passerà alla storia per la bellezza visto che si sono affrontate due squadre in crisi fisica e mentale decisa da due episodi.

Inter in vantaggio con Esposito al 26′ ma sul tiro del giovane centravanti italiano ha severe responsabilità Carnesecchi. L’Atalanta, timida nel primo tempo, cresce nella ripresa grazie all’ingresso di Ederson e De Ketelaere, al 61′ rischia di subire il raddoppio ma Carnesecchi si riscatta ipnotizzando Thuram e all’82’ trova il pareggio con Krstovic che concretizza un cross di Sulemana. L’Atalanta sale a quota 47 punti e aspetta lo scontro diretto tra le sue più immediate inseguitrici, Sassuolo-Bologna.

Atalanta – Bayern Monaco 1-6, l’editoriale – Tre categorie di differenza. E Capello va ancora ascoltato…

Tre categorie di differenza: sono quelle che ci sono attualmente tra Atalanta e Bayern Monaco. E ieri sera – abbiamo aspettato volutamente 24 ore per far sbollire la rabbia – si sono viste tutte.

La prima categoria è quella della differenza tra le due rose dove non c’è partita, ma lo si sapeva. La seconda categoria è quella dell’ampliamento di questo gap. Già a rose complete non c’è partita, figuriamoci se l’Atalanta viene privata dei suoi calciatori più forti come De Ketelaere, Raspadori, Ederson e Scalvini.

La terza categoria, spiace dirlo, l’ha creata del tutto Raffaele Palladino. La formazione presentata ieri non ha avuto né capo né coda ma ha significato semplicemente consegnarsi armi e bagagli a un massacro.

E sinceramente non ci è piaciuta la spocchia con cui Palladino si è rivolto a Capello che giustamente gli ha chiesto conto di scelte alquanto incomprensibili. Così non ci è piaciuta la spocchia di qualche addetto ai lavori che parla di un Capello superato. Don Fabio, piaccia o non piaccia, di calcio ne capisce. E va ascoltato. Sempre.

Palladino: “Complimenti al Bayern, oggi ha vinto il pubblico. Io non mi snaturerò, non giocherò mai a uomo”

Le dichiarazioni di Raffaele Palladino subito dopo la dura sconfitta della sua Atalanta per 6-1 nell’andata degli ottavi di Champions League contro il Bayern Monaco.

Sulla partita: “Intanto facciamo i complimenti al Bayern Monaco che è una squadra fortissima, ingiocabile a tratti, stasera il migliore in campo è stato il pubblico, li voglio ringraziare perché ci hanno sostenuto dal primo all’ultimo minuto. Vederli giocare dalla panchina ti impressiona, giocano ogni pallone con la qualità giusta e con la velocità giusta e ti farebbero male a prescindere dal sistema di gioco. Questa è un’esperienza che ci fa crescere e la rigiocherei così perché se siamo arrivati fino a qua e perché abbiamo questa mentalità e questo DNA, non mi piace snaturarmi e alla squadra non piace snaturarsi“.

Sull’eventuale contraccolpo psicologico: “Questa squadra ha sempre dimostrato di saper reagire alle sconfitte e già da sabato reagiremo“.

Sulla scelta del modulo offensivo: “Ci aspettavamo che loro potevano metterci in difficoltà con i calciatori veloci e con loro valori, noi non difenderemo a zona, sono di questa mentalità e non la cambierò, o si vince o si impara. Teniamo pure conto che abbiamo quattro assenze e ho preferito dare continuità alla prestazione con l’Udinese

Figuraccia Atalanta, il Bayern Monaco tracima 6-1

Il Bayern Monaco passeggia sull’Atalanta nella partita valevole per l’andata degli ottavi di finale di Champions League imponendosi 6-1.

Tre gol per tempo: nella prima frazione vanno in rete Stanisic, Olise e Gnabry, nella ripresa gol di Jackson, ancora Olise e Musiala. In pieno recupero arriva il gol della bandiera firmato da Pasalic. Ma un altro dato va enunciato: il punteggio è addirittura stretto ai bavaresi. Differenza tecnica e fisica esponenziale tra le due formazioni e il risultato è stata la logica conseguenza.

Atalanta-Udinese 2-2, l’editoriale – Una Quaresima da 4-4-2

Chi è credente sa benissimo che sta vivendo il periodo della Quaresima, un arco temporale che rappresenta la preparazione alla Pasqua. Un periodo ingiustamente bollato come fatto solo di “digiuni” e “penitenze” ma che è invece caratterizzato dalla riflessione e dalla preghiera per giungere “rinati” al giorno più importante della Cristianità.

Facendo una comparazione che speriamo non urti la sensibilità di nessuno, l’Atalanta sta vivendo la sua Quaresima. E la partita di ieri con l’Udinese rappresenta una fotografia pressoché perfetta del periodo tosto che sta vivendo la Dea.

Rinunciare forzatamente a tre uomini come De Ketelaere, Raspadori ed Ederson (a proposito, Zingonia, ci sono novità in merito a questa situazione che sta diventando stucchevole?) già è una scocciatura non da poco.

Se a questo si aggiungono partite ogni tre giorni (conquistate per merito, ci mancherebbe), legni a volontà (anche ieri un altro palo), reti prese su palle inattive come se piovesse (anche ieri un altro gol subito in questo modo) e due calciatori che stanno rendendo un centesimo delle loro potenzialità (Kossounou e Bellanova), la spiegazione del 2-2 con l’Udinese è presto fatta.

Da questa gara, però, giusto trarre una considerazione: passando al 4-4-2 l’Atalanta ha rimontato i friulani in men che non si dica con la doppietta di Scamacca.

Questo modulo – come insegnano i maestri di tattica – è quello che permette a una squadra in forte difficoltà di tenuta fisica (e l’Atalanta lo è) di risparmiare energie, di difendere con ordine e di attaccare con più criterio.

E permetterebbe – Palladino ci consenta di dargli questo consiglio non richiesto – ai sopracitati Kossounou e Bellanova di eseguire ruoli più conservativi (rispettivamente il centrale difensivo e il terzino destro) e più semplici da fare per aiutarli a superare il loro momento no in maniera che finalmente possano dare il loro contributo alla squadra.

Speriamo che il tecnico napoletano tragga quest’insegnamento dalla ripresa di ieri. Una Quaresima da 4-4-2 per poi tornare a essere completi, convincenti e competitivi per difendere il settimo posto da Bologna e Sassuolo. Inutile fare voli pindarici, questo è l’unico realistico obiettivo dell’Atalanta in questo campionato.

Lazio-Atalanta 2-2 (semifinale andata Coppa Italia), l’editoriale – Ingiusto pretendere di più

Sinceramente? Ci stupiamo di chi si sia stupito. E ci stupiamo ancora di più di chi stia criticando la prestazione e il risultato ottenuto dall’Atalanta ieri a Roma contro la Lazio nella semifinale di andata di Coppa Italia.

Si affrontavano due squadre che stanno vivendo due momenti completamente diversi. La Dea è in pieno tour de force, è in corsa su tre fronti e vede assenti tre dei suoi quattro elementi più forti (e, a tal proposito, se la società ci facesse sapere qualcosa di più su Ederson perché – lungi da noi fare gossip – i tempi della sua assenza stanno contraddicendo la definizione “affaticamento muscolare” sarebbe cosa gradita).

Dall’altra parte, invece, la Lazio, semicitando Zaccagni, ieri si giocava una grande parte di stagione e ha giustamente fatto all in sulla sfida di ieri.

Ecco perché la compagine di Palladino doveva ottemperare a due scopi: lasciare aperta la qualificazione e risparmiare quante più energie possibili. Missione compiuta.

Durante la gara, l’Atalanta ha naturalmente alternato fasi di pressione a fasi di contenimento proprio per evitare di dissipare energie fisiche e mentali. Però, quando ha accelerato, ha dimostrato la sua maggiore qualità.

Due reti fatte rispondendo quasi immediatamente ai due gol laziali che sono sembrati più frutto di casualità e di errori gratuiti (soprattutto quello di Dia dopo lo svarione di Pasalic), un altro annullato per il mezzo ginocchio di Zappacosta in fuorigioco e una traversa colpita dallo stesso esterno nerazzurro.

Sull’altra sponda, solo una parata di Carnesecchi su un tiro di Taylor da fuori oltre ai gol e tanto generosa quanto infruttuosa pressione. Segno che i biancocelesti sono stati molto cinici da questo punto di vista.

Quindi, di cosa stupirsi? Di cosa lamentarsi? Certo, a tutti noi piacerebbe che la questione qualificazione si chiudesse già. Ma, per le condizioni al contorno che abbiamo detto e ridetto, non era possibile. Ed è ingiusto pretendere di più.

Palladino: “Buonissima partita, discorso qualificazione aperto”

Le dichiarazioni dell’allenatore dell’Atalanta Raffaele Palladino dopo la semifinale di andata di Coppa Italia in casa della Lazio terminata 2-2 rilasciata ai microfoni di SportMediaset

Sulla partita: “Abbiamo fatto una buonissima partita contro una buonissima squadra, partita piacevole contro una squadra di qualità contro quella di Sarri. Abbiamo fatto meglio nel primo tempo nel quale abbiamo avuto diverse occasioni ma non siamo stati incisivi. Della ripresa mi è piaciuta la voglia di riprendere subito il risultato, alla fine è un pareggio giusto“.

Sul discorso qualificazione: “Aspettiamo il secondo tempo in casa, il discorso qualificazione è aperto, 50 e 50“.

Sull’essere in corsa per tre obiettivi: “Per noi è motivo di grande soddisfazione essere in corsa per tre obiettivi ma è anche molto stancante“.

Sui singoli: “Musah è un calciatore che ha giocato meno ma ora sta avendo più spazio ed è molto importante per noi come lo sono tutti i componenti della rosa. Samardzic? Sta avendo continuità, è un calciatore che mi piace molto ma deve migliorare negli ultimi 25 metri perché ha nelle corde le qualità per poterlo fare“.

La Lazio chiama, l’Atalanta risponde: 2-2 nella semifinale d’andata di Coppa Italia

Termina 2-2 la semifinale di andata di Coppa Italia tra Lazio e Atalanta. Il primo tempo finisce 0-0, con la Dea che recrimina per una rete annullata a Krstovic per fuorigioco di ginocchio di Zappacosta e per la traversa colpita dallo stesso esterno.

Nella ripresa la Lazio colpisce due volte, prima con Dele-Bashiru al 47′ e poi con Dia (che sfrutta un regalone di Pasalic) all’87’ ma l’Atalanta in entrambi i casi risponde subito prima con Pasalic al 51′ e poi con Musah all’89’. Il 21 o il 22 aprile il ritorno.