USG – Atalanta 1-0, l’editoriale – Palladino, perché?

Come con il Lecce qualche anno fa in campionato, come con l‘Inter nella semifinale di Supercoppa Italiana l’anno scorso. Con l’aggravante non minima che si trattava di una partita di Champions League che avrebbe potuto (e attenzione, la rete dello Sporting a Bilbao al 93′ non diventi un alibi) spalancare all’Atalanta le porte degli ottavi di finale.

Invece, Palladino ha trattato questa sfida come fosse un’amichevole infrasettimanale, cambiando ben 8 uomini 8 rispetto alla vittoriosa partita con il Parma. E se lanci questo messaggio a una squadra che già di suo ha tanti problemi di tenuta mentale e di concentrazione, lanci il “liberi tutti”.

All’USG non è sembrato vero, è bastato spingere un po’ sul pedale dell’acceleratore per concludere la sua Champions League a testa alta con un successo di prestigio. L’Atalanta invece è tornata a essere quella di Pisa, quella di Genova, quella di Verona. Molle, inconcludente, pavida. E non svegliata neanche da una vagonata di risultati positivi.

Quindi, inutile continuare a scrivere parole per descrivere questa figuraccia. Ne aggiungeremo solo una, da destinare al principale responsabile della mancata prestazione di ieri: Raffaele Palladino, perché?

Palladino: “Non riusciamo a calarci nelle partite sporche, è una gara che mi dà risposte”

Le dichiarazioni dell’allenatore dell’Atalanta Raffaele Palladino rilasciate ai microfoni di Sky Sport subito dopo la sconfitta in casa dell’Union Saint Gilloise per 1-0

Sono dispiaciuto perché volevamo dare continuità di risultati e di prestazioni, partita peggiore a livello tecnico con errori tecnici sciocchi e questo dà entusiasmo agli avversari. Non riusciamo ancora a calarci nelle partite sporche, questa è comunque una gara che mi dà risposte. Col Bilbao abbiamo fatto 60 minuti perfetti e 15 minuti di blackout che ci hanno impedito di vincere. Gli ottavi comunque erano un sogno, il nostro obiettivo l’abbiamo già raggiunto“.

Palladino il primo colpevole, USG-Atalanta 1-0, Dea ai playoff

L’Atalanta sciupa una clamorosa occasione per entrare negli ottavi di Champions League perdendo 1-0 a Bruxelles contro l’USG già eliminato. Decide una rete di Khalaili al 70′.

Ma il principale responsabile è l’allenatore Raffaele Palladino che cambia 8 calciatori rispetto alla formazione che aveva battuto il Parma dando psicologicamente un messaggio di resa anticipata alla propria formazione, letteralmente dominata dai generosi belgi. E lascia veramente l’amaro in bocca la considerazione che se l’Atalanta avesse vinto sarebbe andata agli ottavi.

Per l’Atalanta invece tocca il playoff con una contro Borussia Dortmund e Olympiacos con andata fuori e ritorno in casa. Venerdì alle 12 il ritorno.

Atalanta, la risposta al blackout: Parma travolto 4-0

Si attendeva la risposta dell’Atalanta al blackout di mercoledì contro l’Athletic Bilbao ed è arrivata: il Parma a Bergamo viene travolto 4-0.

Due reti per tempo. Nella prima frazione Dea avanti con Scamacca al 15′ su rigore e raddoppia con De Roon al 24′. Nella ripresa, reazione ducale questa volta controllata dall’Atalanta che al momento opportuno colpisce con Raspadori al suo primo gol nerazzurro al 73′ e con Krstovic al 92′. L’Atalanta sale a quota 35 punti in classifica, blindando il settimo posto.

Atalanta-Athletic Bilbao 2-3, l’editoriale – Beffati (in primis Palladino) dalla fretta del “tutto e subito”

La saggezza popolare afferma in un suo famoso proverbio che la gatta, per andare di fretta, fece i figli ciechi. Ebbene, questo detto può interpretare in maniera ottimale la sconfitta subita ieri dall’Atalanta a opera dall’Athletic Bilbao nella sfida valevole per la settima e penultima giornata della fase campionato di Champions League 2025/2026.

Premettendo che l’obiettivo l’Atalanta lo ha già raggiunto arpionando i playoff e che gli ottavi erano e restano un sogno, la gara con i baschi è sembrata essere quella del “tutto e subito”, quella dove chiudere i giochi dimenticandosi di avere un altro gettone a disposizione (e sulla carta pure più abbordabile).

Ed ecco spiegata la scelta di una difesa totalmente nuova rispetto a Pisa e una squadra che nel primo tempo gioca bene, trova il vantaggio con Scamacca ma spinta dalla frenesia di chiudere si divora un paio di occasioni (ed è anche stata sfortunata con il palo di De Ketelaere).

Il calcio, poi, ti presenta il conto. Ed è stato un conto salatissimo. L’Athletic Bilbao passa al 4-2-3-1, Palladino per la fretta di chiudere i giochi non si abbassa inserendo un centrocampista in più perché non pensa che anche il pareggio alla fine della fiera potesse andare bene, i baschi trovano l’1-1 con un’imbucata centrale ed ecco la frittata.

La fretta del “tutto e subito” si tramuta in fretta (cacofonia voluta) in fragilità e nell’ennesimo inspiegabile blackout. Gli spagnoli in un quarto d’ora vanno sul 3-1 e si mettono a riparo dall’assalto finale atalantino che produce il gol del definitivo 2-3 di Krstovic.

Ora si guarda con un pizzico di preoccupazione al futuro. Non tanto per gli ottavi (che se si dovesse vincere a Bruxelles contro l’Union Saint Gilloise e si dovessero verificare delle combinazioni sarebbero ancora possibili) ma quanto e soprattutto per domenica alle 15 contro il Parma.

I blackout cominciano a diventare troppi per una squadra ancora in corsa per tre competizioni. Toccherà all’insonne (parole sue) Palladino trovare delle soluzioni. Anche per correggere alcune sue imperfezioni sulle scelte tattiche. Speriamo che il tecnico napoletano trovi la quadra…in fretta.

Palladino: “Non dormo la notte per capire questi blackout. Gli ottavi un sogno, obiettivo Champions già raggiunto”

Le dichiarazioni dell’allenatore dell’Atalanta Raffaele Palladino subito dopo la sconfitta della sua squadra per 3-2 contro l’Athletic Bilbao rilasciate ai microfoni di Sky

Sulla partita: “Partita difficile da spiegare e analizzare, è stato fatto un primo tempo perfetto sia in fase di possesso che di non possesso e sono state create tante occasioni. Nell’intervallo siamo rientrati in maniera giusta, poi il gol dell’1-1 e il blackout che ne è scaturito. Il calcio è anche questo e le partite di Champions sono anche queste.”

Sull’eventuale ripercussione psicologica: “Questa cosa non ci deve spostare dato che l’obiettivo in Champions l’abbiamo già raggiunto, poi è chiaro che il sogno era quello di andare negli ottavi. In ogni caso, dobbiamo migliorare a stare nelle difficoltà reagendo in maniera passiva“.

Sui blackout: “La notte non dormo per capire perché esistano questi blackout anche perché le partite sono fatte anche di momenti, non riusciamo a stare dentro le gare nei momenti di difficoltà“.

Su come ripartire: “Noi vediamo solo il lato negativo ma sicuramente questa squadra è ripartita con una nuova gestione e comunque siamo su tre competizioni e quindi dobbiamo andare avanti“.

Harakiri Atalanta, l’Athletic si impone 3-2 a Bergamo

Una partita (e forse una qualificazione agli ottavi di Champions) gettata alle ortiche. L’Athletic Bilbao si impone per 3-2 a Bergamo contro l’Atalanta con la Dea che resta a quota 13 punti in fase campionato.

L’Atalanta gioca un primo tempo stupendo, trovando il gol del vantaggio con Scamacca ma poi si specchia un po’ troppo peccando di concretezza. Nella ripresa l’Athletic passa al 4-2-3-1 e trova un quarto d’ora nella quale ribalta Dea e partita.

Guruzeta pareggia al 58′, Serrano raddoppia al 70′ e quattro minuti dopo Navarro la chiude al 79′. L’Atalanta esce dallo sbandamento e accorcia le distanze con Krstovic all’88’, ma è troppo tardi. Ora a Bruxelles contro l’Union Saint Gilloise conta solo vincere.

Pisa-Atalanta 1-1, l’editoriale – Ufficiale, c’è un problema trasferte con le “piccole”

Se tre indizi fanno una prova, ieri abbiamo avuto la conferma di una tesi che piano piano stava facendo capolino nelle menti dei tifosi atalantini: sì, le gare in trasferta su un campo di una squadra in lotta per non retrocedere stanno diventando un problema per l’Atalanta.

La prestazione di Pisa fa il paio con quella di Verona e di Genova. Come al “Bentegodi” e al “Ferraris” anche ieri all'”Arena Garibaldi” si è vista una squadra che, per la maggior parte della partita, è stata totalmente messa alle corde dall’agonismo e dall’intensità dell’avversario.

Certo, a differenza di quanto accaduto a Verona stava quasi riuscendo il colpo firmato Hien a Genova, ossia stava quasi riuscendo di portare a casa una vittoria immeritata dopo il guizzo di Krstovic. Ma sarebbe stato onestamente troppo e due minuti dopo Eupalla ha messo le cose a posto facendo trovare all’esordiente in A Durosinmi il gol del definitivo 1-1.

Il punto guadagnato è l’unico aspetto positivo della trasferta in terra toscana e rende quasi trascurabile il rammarico per aver subito la rimonta. Però in casa Atalanta bisogna interrogarsi seriamente sul blocco mentale che attanaglia la squadra quando si affrontano queste determinate gare.

Palladino ha detto (quasi, ci torneremo tra poco) bene: non è una questione né tecnica né tattica ma puramente psicologica. E allora occorrerà a chi di dovere nello staff dell’allenatore riuscire a motivare i calciatori prima di queste partite perché continuare a perdere punti in queste sfide potrebbe voler significare fare ciao all’Europa per l’anno prossimo.

Però una puntualizzazione al tecnico napoletano vorremmo farla. Sinceramente, si è passati al 4-2-3-1 con troppa disinvoltura e con interpreti non adatti. Noi avremmo tenuto in campo Scalvini e avremmo fatto uscire Ahanor se proprio si voleva perseguire questo spartito tattico.

Il passaggio a questo modulo ha prodotto sì il gol di Krstovic ma è stato un episodio rispetto a un’inerzia della partita che è tornata a essere dalla parte pisana.

Questo non significa che l’Atalanta non debba essere duttile tatticamente ma leggere le gare in maniera da capire quando esserlo e quando no potrebbe alla lunga fare la differenza. Ma sono “errori” che possono capitare. E che Palladino non commetterà nuovamente, ne siamo certi.