Marino: “Sono ricomparsi i fantasmi dello scorso girone di ritorno”

Non parla Gasperini, ma tocca al dg dell’Atalanta Umberto Marino spiegare le ragioni della Dea ai microfoni di Sky. Queste le sue dichiarazioni: “Clima non sereno in squadra, quest’oggi sono comparsi i fantasmi dello scorso anno degli errori che hanno influenzato la corsa per l’Europa. Partita nata in salita, già dal 4′ per il fallo fischiato su Maehle lanciato verso la porta che non c’era. L’espulsione? Episodio analogo accaduto a un calciatore dello Spezia contro la Roma sul quale si discusse se si fosse fallo o meno. La nostra arrabbiatura è legata soprattutto al passato e agli errori arbitrali che abbiamo subito nello scorso girone di ritorno. Vorremmo che la linea di arbitraggio del girone d’andata fosse confermata e non si torni al fischio del piccolo tocco. Ad esempio, Atalanta-Sassuolo si è giocata con 63 minuti di tempo effettivo. Temiamo di essere penalizzati? Se mi vedete qui…

Sassuolo-Atalanta 1-0, il tabellino

SASSUOLO (4-3-3): Consigli; Zortea, Erlic, Tressoldi, Rogerio (46′ Marchizza); Frattesi, Obiang (87′ Harroui), Matheus (67′ Bajrami); Berardi, Defrel (77′ Alvarez), Lauriente (87′ Thorstvedt). A disp.: Pegolo, Russo, Ceide, D’Andrea, Ferrari. All. Dionisi
ATALANTA (3-4-1-2): Musso; Toloi, Djimsiti, Scalvini; Hateboer (66′ Pasalic), De Roon, Ederson (33′ Ruggeri, 79′ Muriel), Maehle; Koopmeiners; Hojlund (66′ Zapata), Lookman (46′ Boga). A disp.: Sportiello, Rossi, Demiral, Okoli, Soppy, Muriel. All. Gasperini

Marcatori: 55′ Lauriente

Arbitro: Marcenaro

Note – Espulsi: Maehle (A), Muriel (A) ; Ammoniti: Rogerio (S), Scalvini (A), Lauriente (S), Defrel (S), Zortea (S), Thorstvedt (S)

Gasperini: “Partita sotto ritmo. Obiettivo Champions? Mai detto così”

Le dichiarazioni dell’allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini, rilasciate ai microfoni di Mediaset, subito dopo l’eliminazione in Coppa Italia della Dea da parte dell’Inter.

Sulla partita: “Abbiamo giocato sotto ritmo, non abbiamo fatto una buona partita sul piano del gioco ma nonostante tutto abbiamo avuto tre occasioni limpide. Sono contento su come abbiamo difeso. Mancavano velocità e reattività e questo ci ha portato a commettere anche errori tecnici“.

Su Lookman: “Perché fuori? Beh, per come è entrato, poteva stare fuori un po’ di più“.

Su Boga: “Sta facendo bene, la sua forza è saltare l’uomo. Faceva movimenti senza palla al Sassuolo? Beh, è stato tanti anni al Sassuolo dove ha fatto tante cose“.

Sulla corsa Champions: “Obiettivo Champions? Non ho mai detto così. Ho detto che il massimo a cui possiamo aspirare è la Champions, è un concetto diverso“.

Inter-Atalanta 1-0, il tabellino – Dea fuori dalla Coppa Italia

INTER: Onana; Darmian, De Vrij, Acerbi; Dumfries (77′ D’Ambrosio), Barella, Calhanoglu (71′ Asllani), Mkhitaryan , Gosens (71′ Dimarco); Lautaro Martinez (85′ Correa), Lukaku (71′ Dzeko). All. Inzaghi.

ATALANTA: Musso; Toloi, Djimsiti, Scalvini (72′ Soppy); Hateboer (67′ Ederson), De Roon, Koopmeiners, Maehle; Pasalic (54′ Lookman), Boga (67′ Muriel); Zapata (54′ Hojlund) All. Gasperini

Marcatori: 57′ Darmian

Arbitro: Chiffi

Atalanta-Sampdoria 2-0, l’editoriale – Una Dea sì e una “nì”

Solo chi di calcio ne mastica poco poteva pensare che Atalanta-Sampdoria sarebbe stata una passeggiata di salute. Per questa Dea versione “Ritorno al Futuro” la gara contro i blucerchiati era un esame importante poiché si sfidava una squadra che, a netto della classifica e dei risultati, è in salute (davvero solo per caso i liguri non hanno raccolto punti con Empoli e Udinese). E, soprattutto, avrebbe fatto densità e non avrebbe concesso gli spazi che (in alcuni casi, inopinatamente per loro) avevano concesso in precedenza Salernitana, Spezia in Coppa Italia e Juventus.

La scorsa stagione, in particolar modo nello scellerato girone di ritorno, l’Atalanta in casa aveva sofferto moltissimo questa tipologia di squadre. La formazione di Gasperini attaccava, non aveva la qualità tecnica per scardinare il muro avversario dove letteralmente rimbalzava e quasi puntualmente veniva punita alla prima infilata.

Allora quali sono state le differenze tra l’Atalanta di ieri e quella del girone di ritorno 2021/2022? In primis, Musso questa volta è stato abile a mantenere il risultato sui binari dello 0-0 nel momento migliore della Samp. In secundis, questa volta la qualità l’Atalanta l’ha messa sul piatto. E, per ora, è tutta nei piedi del tridente della meraviglie Boga-Hojlund-Lookman.

L’ex Sassuolo ha dato il là all’azione del vantaggio con il cross con il contagiri che ha portato in successione al palo di Lookman, al controcross di Hateboer e alla zuccata vincente di Maehle, che evidentemente è convinto di giocare con la Danimarca dato che al secondo gol consecutivo (si scherza). L’anglo-nigeriano si è letteralmente inventato il gol del 2-0 con una perla di tecnica, forza fisica e precisione con quel rasoterra a incrociare sul secondo palo. E Hojlund? Fa a sportellate con la difesa doriana, fa salire la squadra e se non ci sono spazi se li crea e solo Audero gli ha impedito di provare la gioia del gol.

Questa la Dea sì. Ma, oltre alla Dea “sì”, vi è anche una Dea “nì”. Gasperini ieri ha evidenziato l’importanza della panchina in questo calcio delle 5 sostituzioni. Ebbene, quando Zapata, Muriel e Pasalic sono entrati al posto dei tre titolari, la differenza si è vista. Solo Duvan ha dimostrato voglia di fare con alcuni scatti che hanno rammentato i tempi migliori ma ha anche enfatizzato una certa frenesia che si è trasformata in confusione in area di rigore.

Attenzione, non è ancora un problema ma è un campanello d’allarme. Zapata, Muriel e Pasalic devono essere mentalizzati nei “20 minuti” e devono essere convinti che possono essere decisivi nel finale delle gare. C’è ancora tanto spazio per loro in questa Atalanta. Ne siano consapevoli.

Gasperini: “Siamo in un buon momento. Coppa Italia? Ci teniamo. E su Zapata…”

Le dichiarazioni del tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini subito dopo la vittoria della Dea sulla Sampdoria per 2-0.

Sulla partita: “Abbiamo fatto gol dopo una bella azione. L’inizio della partita è stato difficile, ma poi la squadra è cresciuta e stava prendendo campo. Poi è arrivata la giocata giusta per il gol. Una giocata di qualità necessaria per sbloccare una partita non facile perché avevamo spazi chiusi e una squadra fisica, occorreva la giocata di qualità per sbloccare la partita“.

Sul momento della squadra: “Stiamo vivendo un buon momento. Ora siamo nel girone di ritorno, dove le partite contano molto di più, la tensione è molto alta e si ha un maggiore equilibrio con tutte le squadre che stanno bene fisicamente. Giochiamo gara dopo gara, il torneo è ancora lungo. Verificheremo la solidità della squadra settimana dopo settimana“.

Sulla Coppa Italia: “Alla Coppa Italia ci teniamo, cercheremo di andare avanti. Paradossalmente sta diventando più importante il campionato per entrare in Europa, in virtù della classifica che si è creata, ma daremo comunque il meglio di noi stessi. Che gara sarà con l’Inter? Gara secca diversa dalla partita di campionato, visto che c’è la possibilità di supplementari e rigori. Sono due squadre che si conoscono bene, vedremo se riusciremo a fare un passettino avanti“.

Su Zapata e la panchina: “La panchina è determinante in questo calcio dalle 5 sostituzioni. Zapata è entrato bene come è nello stile del ragazzo. Non deve avere la frenesia del gol, ha fatto buone giocate ma in una è stato frenetico e non ha servito Muriel che era meglio appostato“.

Su Scalvini: “Scalvini ha una forte contusione, vediamo domani”.

Su Lookman: “Gol straordinario e bello, mi aggiungo ai complimenti che gli fate voi“.

Sul mercato: “Non chiedete a me, chiedetelo a D’Amico“.

Atalanta-Sampdoria 2-0, il tabellino

Il tabellino di Atalanta-Sampdoria 2-0

ATALANTA: Musso; Toloi, Scalvini (87′ Demiral), Djimsiti; Hateboer, De Roon, Koopmeiners, Maehle (67′ Ruggeri); Boga (67′ Pasalic); Lookman (82′ Muriel), Hojlund (67′ Zapata)

SAMPDORIA: Audero; Amione, Nuytinck (80′ Vieira), Murru; Leris, Winks, Rincòn (62′ Paoletti), Augello; Djuricic (59′ Zanoli); Gabbiadini (80′ Malagrida), Lammers (80′ Quagliarella).

Arbitro: Doveri di Arezzo

Marcatori: 42′ Maehle, 57′ Lookman

Note – Ammoniti: Malagrida (S), Leris (S)

Questa sera alle 22 torna “BergamoNerazzurra in diretta”

Questa sera alle ore 22 torna “BergamoNerazzurra.net in diretta“. Vi aspettiamo sulla Pagina Facebook di BergamoNerazzurra.net per parlare dello spettacolare pareggio in casa della Juventus per 3-3, del caos plusvalenze e del calciomercato. A condurre il direttore di BergamoNerazzurra.net Giuseppe Pucciarelli. Vi aspettiamo numerosi.

Juventus-Atalanta 3-3, l’editoriale – Che bella la “Dea”Lorean

In un’ipotetica graduatoria delle automobili più mitologiche, la DeLorean DMC-12 si collocherebbe sicuramente tra le prime posizioni. Questo per tre motivi: l’iconica apertura ad “ali di gabbiano” delle sue porte; essere l’unico esemplare mai prodotto da parte della casa automobilistica; diventare il simbolo della trilogia di “Ritorno al Futuro” rivestendo il ruolo di “macchina del tempo”.

Ebbene, parafrasando quest’ultima caratteristica, l’Atalanta che ha strappato un punto importantissimo ieri all'”Allianz Stadium” contro la Juventus impattando per 3-3 è stata proprio una “Dea”Lorean. Una bellissima “Dea”Lorean.

Contro ogni aspettativa, considerata anche l’assenza di Koopmeiners per squalifica, Gasperini ha confermato il tridente puro Boga-Hojlund-Lookman. E, come per magia, la “Dea”Lorean si è accesa. L’ex Sassuolo muovendosi su tutto il fronte offensivo con quella maglia numero 10 ha ricordato in piccolo (sottolineiamolo, in piccolo) il Papu Gomez. Il danese si è scontrato con i difensori avversari come lo Zapata dei tempi d’oro. E l’anglo-nigeriano? Certo non può ricordare Ilicic per tecnica, ma come realizzazioni assolutamente sì, dato che con la doppietta di ieri sale a quota 11 gol in campionato.

Poi, però, la “Dea”Lorean si è accesa nel bene e nel male. Come ci sono state 16 reti in tre partite tra campionato e Coppa Italia, vi è anche da dire che l’Atalanta ne ha subite 7. Quindi, si va in campo per segnare un gol in più dell’avversario e non per subirne uno in meno. Proprio come i vecchi tempi. E chissà che questo “ritorno al passato” non possa veramente portare bene.