Serie A, gli impegni dell’Atalanta dalla 30/a alla 32/a giornata

La Lega Serie A ha stabilito gli orari delle partite dalla 30/a alla 32/a giornata. L‘Atalanta sarà impegnata lunedì 17 aprile alle 20:45 a Firenze contro la Fiorentina, lunedì 24 aprile alle 20:45 in casa contro la Roma e sabato 29 aprile alle 20:45 a Torino contro la squadra di Juric
Questo lo specchietto riepilogativo
:
30/a giornata, 17/04/2023, ore 20:45 – Fiorentina-Atalanta
31/a giornata, 24/04/2023, ore 20:45 – Atalanta-Roma
32/a giornata, 29/04/2023, ore 20:45 – Torino-Atalanta

Ilicic, nostalgia canaglia

10 marzo 2020. In uno stadio “Mestalla” di Valencia senza spettatori poiché il maledetto Covid-19 già stava facendo sentire i propri devastanti effetti, una stella insegnava calcio. Josip Ilicic metteva a segno un poker che portò la Dea a battere il Valencia per 4-3 e a qualificarsi ai quarti di finale Champions League 2019/2020.

Una serata fantastica che Ilicic ha ricordato pochi minuti fa sul suo profilo Instagram. Con un modo dolcissimo. Un disegno di una bambino che indossa la mitica 72 col suo nome e che lo guarda in tv segnare una delle sue quattro reti di quella magica notte.

Josip, grazie di esistere!

Questa sera alle ore 22 torna “BergamoNerazzurra in diretta”

Questa sera alle ore 22 torna “BergamoNerazzurra in diretta“. Vi aspettiamo sulla Pagina Facebook di BergamoNerazzurra.net per parlare della vittoria dell’Atalanta in casa con l’Empoli. A condurre il direttore di BergamoNerazzurra.net Giuseppe Pucciarelli. Vi aspettiamo numerosi.

Atalanta-Empoli 2-1, l’editoriale – Rivoluzione o Restaurazione?

Rivoluzione Francese o monarchia assoluta? Napoleone o Congresso di Vienna? Repubblica Romana di Mazzini, Armellini e Saffi o Stato della Chiesa? No, non è l’attacco di un articolo di “Storia Illustrata” o di “Historia” (riviste bellissime purtroppo scomparse da tempo) ma è un punto di partenza interessante (si spera) per raccontare i temi principali del ritorno della vittoria dell’Atalanta in casa contro l’Empoli per 2-1.

Immaginate infatti di potere per assurdo vivere la storia come fosse una partita di calcio e di schierarvi per una delle fazioni in campo. Ebbene, in casa Atalanta ieri si è vissuto un “confronto storico”. Riguardante il reparto offensivo. Nel primo tempo, all’opera si è vista la “Restaurazione“, con Pasalic trequartista alle spalle di Zapata-Muriel. Negli ultimi 15 minuti di gara, spazio alla “Rivoluzione” con il tridente lineare Boga-Hojlund-Lookman.

Risultato? La “Restaurazione” ha prodotto conclusioni, ha sciupato occasioni (due clamorose capitate prima a Pasalic e poi a Zapata) ed è stata punita dall’inesorabile legge non scritta del calcio che ha visto l’Empoli trovare la rete al primo tiro in porta. La “Rivoluzione” ha messo le cose a posto, con Hojlund che ha trovato il gol vittoria. E meno male che un altro “rivoluzionario”, Scalvini, a inizio secondo tempo si è immolato su Caputo evitando un clamorosissimo 0-2.

Quindi, cosa scegliere? “Restaurazione” o “Rivoluzione“? La risposta è oggettivamente salomonica. Vale a dire: entrambe. Perché oggettivamente i giovani hanno più gamba, più freschezza atletica, più desiderio di emergere. Ma altrettanto oggettivamente non possono tirare la carretta da qui fino a fine campionato in quanto non hanno le spalle abbastanza larghe per reggere le pressioni derivanti dalla voglia d’Europa.

Conseguentemente, vi è ancora necessità della “vecchia guardia“. Ma i componenti di quest’ultima devono capire che laddove non riescono più con il fisico devono necessariamente arrivarci con la testa. Zapata l’ha capito, sportellando per 80 minuti con i difensori empolesi e coccolando Hojlund a fine gara. Pasalic l’ha capito, buttandosi negli spazi creati ma peccando di precisione. Purtroppo Muriel, invece, sembrerebbe non averlo capito. Inutile girare attorno alla questione, con questa versione del numero 9 l’Atalanta gioca in 10.

Un “compromesso storico” quindi pienamente attuabile. Anzi, si è già attuato ieri nella rete dell’1-1. Cross (di destro) di un Ruggeri che sta meritando i galloni da titolare, zuccata di De Roon che sta giocando uno dei migliori campionati da quando è a Bergamo. Se i “rivoluzionari” e i “restauratori” prendessero pienamente esempio da questi due allora sì che saremmo ottimisti per il futuro.

Gasperini: “Squadra di carattere, siamo in Europa dalla 1/a giornata. Champions? Facciamo chiarezza”

La conferenza stampa del tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini subito dopo la vittoria della Dea sull’Empoli per 2-1

Sulla partita: “C’è stato del carattere perché in un contesto simile qualcuno si sarebbe potuto un po’ abbattere e demoralizzare, ma nell’intervallo abbiamo lavorato affinché non accadesse questo. Poi sul campo bisognava continuare a fare quello che stavamo facendo. Abbiamo fatto bene per tutti i 90 minuti. Reazione nel secondo tempo? La squadra non ha avuto alcuna reazione perché ha fatto bene, le reazioni le fai quando fai male. Io non giudico in base al risultato, la squadra non è stata mai demotivata neanche con Lecce, Milan, Napoli e Udinese. Ha sempre fatto un’ottima prestazione ed è sempre stata sul pezzo dal punto di vista atletico“.

Sui cambi tardivi: “Ci sono i 5 cambi nel calcio, che non mi piacciono perché nel secondo tempo non si gioca più ma essendoci bisogna utilizzarli. Perché non ho cambiato prima? Perché c’era poco da cambiare in quanto la squadra stava facendo molto bene, non bene. Poi per la prima volta avevo la possibilità di avere tutti gli attaccanti a disposizione. Boga, Hojlund e Lookman possono e devono essere determinanti da subentranti. Hojlund e Lookman hanno fatto bene nel girone d’andata ma Zapata, Muriel e Pasalic si integrano molto bene tra di loro e hanno fatto una buona partita“.

Sulla classifica: “Rimontare alle squadre davanti è molto più difficile, pensiamo al nostro percorso, sono 27 giornate che siamo in zona Europa, ossia dall’inizio del campionato. Non è mai accaduto prima ma purtroppo non c’è percezione di questo“.

Sull’obiettivo Champions League: “Se arriveremo in zona Champions non lo so, non dipende solo da noi ma dipende anche dagli altri, il margine è ancora ampio. Però voglio chiarire una cosa: se l’unico obiettivo dell’Atalanta è il raggiungimento della Champions, mi dispiace, ma mi metto da parte“.

Su Muriel e Zapata: “Per me hanno fatto bene, ma io a differenza vostra (relativo ai giornalisti, ndr) non devo mettere pagelle

Atalanta-Empoli 2-1, il tabellino

Il tabellino di Atalanta-Empoli 2-1


Atalanta: Musso; Toloi, Palomino, Scalvini (76′ Lookman); Zappacosta (89′ Maehle), De Roon, Ederson, Ruggeri; Pasalic (89′ Demiral); Zapata (79′ Hojlund), Muriel (79′ Boga).
A disp.: Rossi, Sportiello, Okoli, Soppy, Colombo, Chiwisa. All.: Gasperini

Empoli: Perisan, Ebuehi, De Winter, Luperto, Parisi; Akpa Akpro (69′ Henderson), Grassi (60′ Ismajli, 79’Walukiewicz), Fazzini (60′ Bandinelli); Baldanzi (69′ Haas); Caputo, Satriano. A disp.: Ujkani, Stubjlar, Cacace, Tonelli, Marin, Stojanovic, Pjaca, Destro, Piccoli. All.: Zanetti

Marcatori: 44′ Ebuehi (E), 58′ De Roon (A), 86′ Hojlund (A)

Arbitro: Dionisi della sezione de L’Aquila

Note – Ammoniti: Henderson (E), Lookman (A), Bandinelli (E), Palomino (A), Ruggeri (A)


Gasperini: “I tifosi siano ottimisti, con l’Empoli serve una vittoria. Zapata?”

La conferenza stampa della vigilia di Atalanta-Empoli del tecnico della Dea Gian Piero Gasperini, tratta da tuttomercatoweb.com

Sulla condizione della squadra: “A che punto sono i recuperi di Zapata, Zappacosta e Pasalic? Abbiamo fuori Koopmeiners e Djimsiti, per il resto Duvan ieri non si è allenato, proviamo oggi, la sua situazione è un po’ delicata, ma a Napoli ha fatto bene, speriamo stia bene oggi“.

Sulla partita di domani: “Abbiamo bisogno di una vittoria per riavvicinarci a quelle davanti e distanziare quelli dietro, dobbiamo partire da domani. Non sarà una gara facile, l’Empoli è una squadra che gioca a calcio, giovane, fresca e frizzante. Per me è una società modello da sempre, dobbiamo giocare una gran bella partita, dovremo avere la forza di reagire“.

Sul rischio di “replicare” lo scorso girone di ritorno: “I tifosi devono essere ottimisti perché siamo lì, abbiamo ancora una posizione di classifica in cui possiamo rimettere tutto in gioco, in questo momento dobbiamo guardare avanti. Tutti fanno fatica a vincere perché c’è equilibrio. Domani dobbiamo avere voglia ed entusiasmo, poi ci sarà una sosta in cui recupereremo gli infortunati: da quel momento in poi dobbiamo giocarci le nostre chance. Perse 9 partite nelle ultime 18? Guardate solo le sconfitte, ma ci sono state anche le vittorie, fanno parte del percorso. Le cose sono due: o l’allenatore non capisce niente, o questo è l’andamento della squadra“.

Sulla tenuta mentale della squadra: “Io ho sempre visto una squadra viva, non una squadra in difficoltà atletica o psicologica. Ho visto anche una squadra convinta di giocarsi le gare, nessuno sotto quell’aspetto può rimproverare nulla ai giocatori“.

Sui singoli: “Hojlund e Lookman? Entrambi hanno dimostrato una buona condizione, questi momenti più o meno favorevoli ce li hanno sempre avuti tutti. Non separate Hojlund e Lookman e Muriel e Zapata, abbiamo bisogno di tutti. Non c’è nessuna crisi né di Hojlund, né di Lookman. Se per due partite non fanno gol o giocano un po’ meno bene non penso sia un problema. Domani c’è un’altra partita. Muriel? Ha una condizione migliore nelle ultime settimane, devo decidere se farlo giocare titolare o meno, ma è sempre entrato quando era in condizione. Molto spesso preferisco utilizzarlo a partita in corso che non dall’inizio. Se dobbiamo vincere le partite dobbiamo avere una fase offensiva prolifica“.

Sul campionato equilibrato: “Tutte le squadre hanno degli obiettivi tutti raggiungibili. Credo che le squadre dietro si sono avvicinate tutte, un po’ a gennaio, un po’ sono cresciute globalmente. Il campionato è diventato più equilibrato, è più difficile vincere per tutte“.

Sull’astinenza da gol: “Non abbiamo costruito poco, anche con l’Udinese abbiamo fatto parecchio. Può essere anche il momento, ci sono anche giocatori che hanno fatto benissimo che magari possono avere una giornata o due negative“.

Sul fattore Coppe Europee: “Negli anni in cui avevi le coppe arrivavi terzo in classifica, è veramente difficile. In linea di massima quando fai le coppe sei più forte, le squadre che fanno le coppe è perché sono più forti. Noi dobbiamo lavorare in questa stagione, dopo 26 giornate siamo lì. Non so se ci siano analogie con altre stagioni, noi comunque ci proviamo, ogni stagione è diversa. Abbiamo tutta la volontà di giocarci le nostre chance“.

Djimsiti, ecco la diagnosi dell’infortunio

 Lesione di primo grado del muscolo semimembranoso della coscia sinistra. Questa la diagnosi dell’infortunio occorso a Berat Djimsiti durante Napoli-Atalanta di sabato scorso. Il difensore albanese salterà Atalanta-Empoli di venerdì prossimo e tornerà a disposizione di Gasperini dopo la sosta.

Le caramelle di Pagliuca

La CBS Sports, importante network statunitense, ha trasmesso ieri un’intervista al copatron dell’Atalanta Stephen Pagliuca (in fondo all’articolo il video). Un’intervista nella quale però l’imprenditore statunitense, pur vestito con la giacca della tuta della Dea, non si è sbottonato più di tanto, anzi.

Alla fine è risultata essere una carrellata di frasi fatte. Tra i punti toccati, Pagliuca ha affermato di aver scelto l’Atalanta sia per le sue origini italiane che per la sintonia con la famiglia Percassi. Ha altresì sottolineato il legame speciale dei tifosi atalantini con la squadra, ha sperticato elogi verso il settore giovanile e il lavoro sia di Luca Percassi che di Congerton. E su Gasperini e il famoso blitz a Boston durante la pausa campionato per il Mondiale Qatar 2022? Solo alcune parole sulla sinergia tra Atalanta e Celtics (e i rispettivi staff tecnici) in merito al duro lavoro e all’organizzazione.

All’unica interessante domanda riguardante il gap tecnico con le grandi del calcio italiano, Pagliuca ha sviato parlando di settore giovanile. Insomma, una “Parole parole parole” di Mina e Alberto Lupo rivisitata, quest’intervista. Sappia però Pagliuca che i tifosi dell’Atalanta di caramelle non ne vogliono più.

https://www.youtube.com/watch?v=PNA0AOev9Tw

Napoli-Atalanta 2-0, l’editoriale – Emergenza calci piazzati

Inutile nasconderlo, la partita con questo Napoli schiacciasassi che si sta avviando alla conquista del suo terzo scudetto era quasi del tutto persa in partenza. Difficilmente la squadra di Spalletti avrebbe concesso un secondo jolly dopo il ko interno con la Lazio della scorsa settimana. A maggior ragione se a sfidarla era un’Atalanta che non sta certo vivendo il suo miglior momento della stagione.

E il calcio, da sport semplice qual è (benché gli addetti ai lavori tendano a complicarlo), ha emesso il suo verdetto. Il Napoli ha vinto agevolmente per 2-0, grazie a una perla di un potenziale fuoriclasse qual è Khvicha Kvaratskhelia e a un gol da calcio d’angolo di Rrahmani sul quale Musso non è esente da colpe.

Già, i calci piazzati. Con una squadra decisamente più debole dal punto di vista tecnico, l’Atalanta dovrebbe curare in maniera accurata questo particolare che potrebbe risolvere tante partite che rimarrebbero in alternativa bloccate. Invece, in queste ultime partite la squadra di Gasperini gestisce questo fondamentale in maniera dilettantesca con gli avversari che sembrano andare sul velluto nel rinviare gli spioventi.

Sono infatti appena 3 le reti segnate da calcio piazzato in stagione: Demiral con la Cremonese, Palomino con l’Inter e Scalvini con la Salernitana. Decisamente poche.

Ma, negli ultimi tempi, anche la difesa sui calci piazzati a sfavore sta lasciando a desiderare. Il gol di Rrahmani di ieri fa il paio con quello di Blin del Lecce di poche settimane fa. Troppa libertà concessa al marcatore e portiere non reattivissimo.

Quindi, una vera e propria emergenza si sta abbattendo sull’Atalanta. Urge porre rimedio con un lavoro specifico a Zingonia. La prima Atalanta di Gasperini, quella 2016/2017, centrò il quarto posto anche grazie alla letalità sulle palle inattive. Questa targata 2022/2023 rischia di perdere l‘Europa grazie all’inefficienza sulle palle inattive. Al tecnico piemontese, ammesso che abbia ancora lo stesso mordente di 6 anni fa, il compito di riuscire a invertire la tendenza.