Atalanta, la risposta al blackout: Parma travolto 4-0

Si attendeva la risposta dell’Atalanta al blackout di mercoledì contro l’Athletic Bilbao ed è arrivata: il Parma a Bergamo viene travolto 4-0.

Due reti per tempo. Nella prima frazione Dea avanti con Scamacca al 15′ su rigore e raddoppia con De Roon al 24′. Nella ripresa, reazione ducale questa volta controllata dall’Atalanta che al momento opportuno colpisce con Raspadori al suo primo gol nerazzurro al 73′ e con Krstovic al 92′. L’Atalanta sale a quota 35 punti in classifica, blindando il settimo posto.

Atalanta-Athletic Bilbao 2-3, l’editoriale – Beffati (in primis Palladino) dalla fretta del “tutto e subito”

La saggezza popolare afferma in un suo famoso proverbio che la gatta, per andare di fretta, fece i figli ciechi. Ebbene, questo detto può interpretare in maniera ottimale la sconfitta subita ieri dall’Atalanta a opera dall’Athletic Bilbao nella sfida valevole per la settima e penultima giornata della fase campionato di Champions League 2025/2026.

Premettendo che l’obiettivo l’Atalanta lo ha già raggiunto arpionando i playoff e che gli ottavi erano e restano un sogno, la gara con i baschi è sembrata essere quella del “tutto e subito”, quella dove chiudere i giochi dimenticandosi di avere un altro gettone a disposizione (e sulla carta pure più abbordabile).

Ed ecco spiegata la scelta di una difesa totalmente nuova rispetto a Pisa e una squadra che nel primo tempo gioca bene, trova il vantaggio con Scamacca ma spinta dalla frenesia di chiudere si divora un paio di occasioni (ed è anche stata sfortunata con il palo di De Ketelaere).

Il calcio, poi, ti presenta il conto. Ed è stato un conto salatissimo. L’Athletic Bilbao passa al 4-2-3-1, Palladino per la fretta di chiudere i giochi non si abbassa inserendo un centrocampista in più perché non pensa che anche il pareggio alla fine della fiera potesse andare bene, i baschi trovano l’1-1 con un’imbucata centrale ed ecco la frittata.

La fretta del “tutto e subito” si tramuta in fretta (cacofonia voluta) in fragilità e nell’ennesimo inspiegabile blackout. Gli spagnoli in un quarto d’ora vanno sul 3-1 e si mettono a riparo dall’assalto finale atalantino che produce il gol del definitivo 2-3 di Krstovic.

Ora si guarda con un pizzico di preoccupazione al futuro. Non tanto per gli ottavi (che se si dovesse vincere a Bruxelles contro l’Union Saint Gilloise e si dovessero verificare delle combinazioni sarebbero ancora possibili) ma quanto e soprattutto per domenica alle 15 contro il Parma.

I blackout cominciano a diventare troppi per una squadra ancora in corsa per tre competizioni. Toccherà all’insonne (parole sue) Palladino trovare delle soluzioni. Anche per correggere alcune sue imperfezioni sulle scelte tattiche. Speriamo che il tecnico napoletano trovi la quadra…in fretta.

Palladino: “Non dormo la notte per capire questi blackout. Gli ottavi un sogno, obiettivo Champions già raggiunto”

Le dichiarazioni dell’allenatore dell’Atalanta Raffaele Palladino subito dopo la sconfitta della sua squadra per 3-2 contro l’Athletic Bilbao rilasciate ai microfoni di Sky

Sulla partita: “Partita difficile da spiegare e analizzare, è stato fatto un primo tempo perfetto sia in fase di possesso che di non possesso e sono state create tante occasioni. Nell’intervallo siamo rientrati in maniera giusta, poi il gol dell’1-1 e il blackout che ne è scaturito. Il calcio è anche questo e le partite di Champions sono anche queste.”

Sull’eventuale ripercussione psicologica: “Questa cosa non ci deve spostare dato che l’obiettivo in Champions l’abbiamo già raggiunto, poi è chiaro che il sogno era quello di andare negli ottavi. In ogni caso, dobbiamo migliorare a stare nelle difficoltà reagendo in maniera passiva“.

Sui blackout: “La notte non dormo per capire perché esistano questi blackout anche perché le partite sono fatte anche di momenti, non riusciamo a stare dentro le gare nei momenti di difficoltà“.

Su come ripartire: “Noi vediamo solo il lato negativo ma sicuramente questa squadra è ripartita con una nuova gestione e comunque siamo su tre competizioni e quindi dobbiamo andare avanti“.

Harakiri Atalanta, l’Athletic si impone 3-2 a Bergamo

Una partita (e forse una qualificazione agli ottavi di Champions) gettata alle ortiche. L’Athletic Bilbao si impone per 3-2 a Bergamo contro l’Atalanta con la Dea che resta a quota 13 punti in fase campionato.

L’Atalanta gioca un primo tempo stupendo, trovando il gol del vantaggio con Scamacca ma poi si specchia un po’ troppo peccando di concretezza. Nella ripresa l’Athletic passa al 4-2-3-1 e trova un quarto d’ora nella quale ribalta Dea e partita.

Guruzeta pareggia al 58′, Serrano raddoppia al 70′ e quattro minuti dopo Navarro la chiude al 79′. L’Atalanta esce dallo sbandamento e accorcia le distanze con Krstovic all’88’, ma è troppo tardi. Ora a Bruxelles contro l’Union Saint Gilloise conta solo vincere.

Pisa-Atalanta 1-1, l’editoriale – Ufficiale, c’è un problema trasferte con le “piccole”

Se tre indizi fanno una prova, ieri abbiamo avuto la conferma di una tesi che piano piano stava facendo capolino nelle menti dei tifosi atalantini: sì, le gare in trasferta su un campo di una squadra in lotta per non retrocedere stanno diventando un problema per l’Atalanta.

La prestazione di Pisa fa il paio con quella di Verona e di Genova. Come al “Bentegodi” e al “Ferraris” anche ieri all'”Arena Garibaldi” si è vista una squadra che, per la maggior parte della partita, è stata totalmente messa alle corde dall’agonismo e dall’intensità dell’avversario.

Certo, a differenza di quanto accaduto a Verona stava quasi riuscendo il colpo firmato Hien a Genova, ossia stava quasi riuscendo di portare a casa una vittoria immeritata dopo il guizzo di Krstovic. Ma sarebbe stato onestamente troppo e due minuti dopo Eupalla ha messo le cose a posto facendo trovare all’esordiente in A Durosinmi il gol del definitivo 1-1.

Il punto guadagnato è l’unico aspetto positivo della trasferta in terra toscana e rende quasi trascurabile il rammarico per aver subito la rimonta. Però in casa Atalanta bisogna interrogarsi seriamente sul blocco mentale che attanaglia la squadra quando si affrontano queste determinate gare.

Palladino ha detto (quasi, ci torneremo tra poco) bene: non è una questione né tecnica né tattica ma puramente psicologica. E allora occorrerà a chi di dovere nello staff dell’allenatore riuscire a motivare i calciatori prima di queste partite perché continuare a perdere punti in queste sfide potrebbe voler significare fare ciao all’Europa per l’anno prossimo.

Però una puntualizzazione al tecnico napoletano vorremmo farla. Sinceramente, si è passati al 4-2-3-1 con troppa disinvoltura e con interpreti non adatti. Noi avremmo tenuto in campo Scalvini e avremmo fatto uscire Ahanor se proprio si voleva perseguire questo spartito tattico.

Il passaggio a questo modulo ha prodotto sì il gol di Krstovic ma è stato un episodio rispetto a un’inerzia della partita che è tornata a essere dalla parte pisana.

Questo non significa che l’Atalanta non debba essere duttile tatticamente ma leggere le gare in maniera da capire quando esserlo e quando no potrebbe alla lunga fare la differenza. Ma sono “errori” che possono capitare. E che Palladino non commetterà nuovamente, ne siamo certi.

Palladino: “Un mese e mezzo fa avremmo perso questa partita”

Le dichiarazioni del tecnico dell’Atalanta Raffaele Palladino subito dopo il pareggio per 1-1 della sua squadra in casa con il Pisa rilasciate ai microfoni di Sky

Sulla partita:Partita difficile su un campo dove hanno faticato grandi squadre. Lo sapevamo e perciò abbiamo preparato una partita sporca fatto di duelli e di seconde palle. Nel primo tempo ci è mancato lo spirito giusto e un impatto fisico davanti. Nella ripresa siamo entrati con un altro piglio, siamo riusciti a sbloccarla ma poi il Pisa ha trovato un gol alla fine anche meritatamente. Un mese e mezzo fa avremmo perso questa partita, invece portiamo a casa un risultato positivo“.

Sulle cause di questa involuzione in queste gare: “Qui non c’è nulla di tecnico e di tattica, bisogna calarsi e sporcarsi in queste partite“.

Su Raspadori: “Raspadori è polivalente ed è funzionale a tante soluzioni. Volevo aprire questa difesa a cinque, ho messo Raspadori per sfondare le linee centrali ma non riuscendoci ho preferito abbassare i quinti, alzare i trequartisti e metterlo tra le linee“.

Atalanta, un punto guadagnato con rammarico. 1-1 a Pisa

L’Atalanta non va oltre l’1-1 all'”Arena Garibaldi” di Pisa nella sfida valevole per la 21/a giornata di Serie A 2025/2026. Primo tempo assolutamente inguardabile da parte della formazione di Palladino con il Pisa che recrimina per aver sciupato un paio di clamorose occasioni.

Nella ripresa i cambi (ingresso di Zappacosta, Ederson e Raspadori) rinvigoriscono l’Atalanta che sfiora il vantaggio con Scalvini. Il Pisa risponde ma all’83’ Krstovic, entrato da poco, trova la zampata dello 0-1. Un vantaggio che dura 120 secondi perché all’85’ un altro neoentrato e all’esordio, Durosinmi, svetta di testa su Ahanor e trova l’1-1. L’Atalanta sale a quota 32 punti in classifica.

Palladino: “Occhio al Pisa, Kolasinac e Kossounou ci sono. E su Raspadori…”

La conferenza stampa della vigilia di Pisa-Atalanta del tecnico della Dea Raffaele Palladino, tratta da fantacalcio.it.

“Il passato è passato. Vedo una squadra affamata, preparata e con la voglia di fare bene. Chiaro che le insidie sono sempre dietro l’angolo perché le cosiddette “piccole” ti possono fermare. I dettagli faranno la differenza e domani affrontiamo una squadra difficile dove servirà la mentalità giusta”.

Palladino su Raspadori: “È un calciatore forte che ha completato il reparto offensivo alzando il livello. Mi è sempre piaciuto molto e la società essendo molto ambiziosa sono riusciti a portarlo a Bergamo. In attacco siamo molto forti. Con l’arrivo di Raspadori l’Atalanta ha molte soluzioni, oltre ai vari Samardzic, De Ketelaere, Maldini, Lookman anche Krstovic che sta facendo molto bene. Loro sanno che devono spingere in allenamento, però sono molto soddisfatto di loro. Ho una squadra pronta a tutto dove tutti sanno cogliere le occasioni”.

Palladino su Bernasconi: “È un giovane con molta personalità dove ha retto l’urto anche della Champions League. Sta facendo molto bene ed è un grande professionista: sicuramente deve continuare così e migliorare su tutto”.

Le condizioni di Kossounou e Kolasinac: “Kossounou sta bene. Ha fatto allenamento differenziato e ci sarà così come Sead che ha recuperato dall’infortunio. Non ci saranno Bellanova, Djimsiti e Lookman”.

Palladino su Zalewski: “È un giocatore molto forte: capace di riadattarsi in qualsiasi posizione. Davanti mi sta dando qualità e imprevedibilità, poi è chiaro che può giocare anche come esterno di centrocampo. Si riadatta a qualsiasi tipologia di partita”.

La nostra risposta a Sabatini? Arriva dal…passato

Stanno facendo discutere le parole che il giornalista Sandro Sabatini ha detto ieri negli studi di Mediaset sul passaggio di Giacomo Raspadori dall’Atletico Madrid all’Atalanta.

Sabatini ha affermato che Raspadori, preferendo la Dea alla Roma, abbia compiuto una scelta di basso profilo tipo Sassuolo.

Premettendo che uno come Sabatini debba sciacquarsi la bocca con la candeggina quando parla dell’Atalanta (e del Sassuolo), affidiamo la nostra risposta a Marco Francioso.

Quest’ultimo rispose così a Sabatini il 4 gennaio 1998 post Inter-Juventus 1-0. Buona visione.

https://youtu.be/sHYWSLKVh3o?si=cnhJ1nSUxaJtYNm1