Ci sono partite dove portare il risultato a casa conta (ancor di più) più di qualsiasi altra cosa. Questo perché non è solamente una questione riguardante i 90 minuti più recupero ma perché quel risultato potrebbe condizionare in un modo o nell’altro il prosieguo della stagione.
Ebbene, Atalanta-Cagliari di ieri era una di quelle partite. Bisognava ripartire dopo lo scivolone di Verona e dare continuità allo splendido successo contro il Chelsea in Champions League. E la vittoria era l’unico modo di ripartenza possibile.
Fortunatamente, la vittoria è arrivata. E’ arrivata con sofferenza, è arrivata con un pizzico di buona sorte come si evince dalle modalità delle due reti di Gianluca Scamacca, è arrivata con una grande forza mentale dato che il rischio di crollare dopo il momentaneo 1-1 cagliaritano siglato da Gaetano era elevato.
Ora, per far davvero sì che i tre punti con i sardi siano quelli della svolta, occorrono due cose. La prima, immediata, è il turnover. Palladino deve cominciare a ruotare di più gli elementi a disposizione altrimenti il rischio di infortuni da stress è molto forte e, in alcuni casi, è diventato realtà come negli episodi di Bellanova prima e di Djimsiti poi.
La seconda è il mercato. Da questa testata abbiamo sempre ribadito che la rosa dell’Atalanta fosse corta in difesa. Con l’infortunio di Djimsiti e Kossounou in partenza (assieme a Lookman) per la Coppa d’Africa, il reparto si fa sempre più assottigliato. Quindi, dal 3 gennaio occorrerà almeno un volto nuovo. A meno che Palladino opti per una retroguardia a 4.
