Atalanta-Sassuolo 2-1, l’editoriale – Scusate l’anticipo

Scusate l’anticipo” era una trasmissione sportiva della RAI che andava in onda il sabato pomeriggio nei primi anni Novanta. Condotto dal giornalista Michele Giammarioli, il programma anticipava i temi degli eventi sportivi (campionato di calcio in primis) che sarebbero accaduti il giorno dopo. Romantico il titolo che quasi si scusava con i telespettatori di anticipare al sabato gli argomenti sportivi della domenica, altri tempi.

Un titolo che però torna di attualità perché è il più calzante nel descrivere l’attuale momento dell’Atalanta, vittoriosa ieri contro il Sassuolo per 2-1 nella partita valida per la 10/a giornata di Serie A 2022/2023 e nuovamente tornata in vetta alla classifica in attesa del Napoli, impegnato alle 18 contro il Bologna.

Di attualità perché l’Atalanta di questa stagione sta anticipando (e di gran lunga) la sua “ricostruzione”. Il nuovo atteggiamento nell’affrontare le partite da parte della formazione di Gasperini è stata una delle grandi novità in assoluto di questa stagione calcistiche. Un atteggiamento che ha portato ottimi frutti in termini di risultati. Ma osteggiato, a parole, proprio dallo stesso Vate di Grugliasco che ha più volte ribadito come il comportamento più pragmatico e meno spettacolare sia stata una sorta di medicina che la squadra ha dovuto assumere per provare a tornare a essere quella di prima.

Ebbene, sembrerebbe davvero che l’Atalanta stia marciando a tappe forzate in questa “terapia”. Proprio come l’Udinese, anche con il Sassuolo si sono visti sprazzi di vecchia Dea nel bene e nel male. Nel bene per le azioni avvolgenti in chiave offensiva che hanno coinvolto molti calciatori, vedendo la decisiva zampata degli esterni (con Soppy chiaramente sugli scudi). Nel male per qualche occasione di troppo lasciata agli avversari sebbene, checché ne dica Dionisi, il portiere più impegnato è risultato essere Consigli e non certo Sportiello.

Quindi, un’Atalanta che potrebbe presto tornare a essere definitivamente la solita Atalanta. Ma se in questo processo di metamorfosi al contrario mantenesse una sorta di duttilità che le consentirebbe di vestire l’abito adatto a ogni occasione, beh, male non sarebbe.

Questa sera alle 21:30 torna “BergamoNerazzurra in diretta”

Questa sera alle ore 21:30 torna “BergamoNerazzurra in diretta“. Vi aspettiamo sulla Pagina Facebook di BergamoNerazzurra.net per parlare dell’Atalanta che ha impattato 2-2 a Udine e che ora si ritrova seconda in classifica a -2 dalla capolista Napoli. A condurre il direttore di BergamoNerazzurra.net Giuseppe Pucciarelli. Vi aspettiamo numerosi.

Udinese-Atalanta 2-2, l’editoriale – Nel pieno rispetto dei ruoli

Una squadra, l’Atalanta, completamente trasformata nell’atteggiamento rispetto allo scorso anno. Non più esageratamente (alle volte) offensiva, ma più compatta, pronta a “soffrire” senza concedere spazi per poi pungere a sua volta sfruttando le doti tecniche presenti nella sua rosa.

L’altra, l‘Udinese, sbarazzina, fresca, con un gioco brillante. Una compagine che non si arrende mai, come dimostrano le quattro rimonte completate su otto giornate. E con un leader tecnico imprescindibile: Gerard Deulofeu.

Insomma, due squadre dai connotati ben precisi che attraverso questi avevano scalato le posizioni principali della classifica ed erano arrivate in questa situazione allo scontro diretto della Dacia Arena di ieri pomeriggio. Uno scontro diretto che ha visto entrambe le formazioni sciorinare il meglio del loro repertorio di questa prima parte di stagione e che si è concluso con il logico risultato del pareggio.

L’Atalanta ha infatti fatto l’Atalanta di questo periodo. La squadra di Gasperini (auguri per la sua 300/a panchina ufficiale con la Dea) ha retto l’impeto iniziale dei bianconeri friulani per poi imporre la qualità tecnica con una coppia d’attacco, quella tra Muriel e Lookman, che sta dimostrando di avere un’intesa sempre più performante.

Ma anche l’Udinese ha fatto l’Udinese di questo periodo. I friulani hanno approfittato dell’episodio chiave, ossia della punizione che Deulofeu nel 67′ ha trasformato in gol dell’1-2 (su fallo contestato dagli atalantini) per poi schiacciare l’Atalanta nella propria metà campo, trovare il gol del pari con Pérez e sfiorare un clamoroso 3-2 con Arslan in pieno recupero.

E quindi con entrambe le squadre che hanno disputato la partita nel pieno rispetto dei ruoli fin qui recitati, il pareggio, spettacolare a detta degli osservatori esterni, è stata la logica conseguenza. Certo, un copione favorito da una doppia sostituzione al 65′, quella di Lookman e Muriel fuori per Malinovskyi e Hojlund, apparsa ai più un tantinello prematura, ma tant’è.

Alla fine, la sensazione comune nonostante la rimonta subita è stata quella di punto guadagnato. Alla “Dacia Arena” Roma e Inter ci hanno rimesso le penne, l’Atalanta ha sfiorato il colpaccio. Varrà qualcosa la differenza? A sensazione, non saremmo sorpresi di rispondere “sì”.

Atalanta, 2-2 col Brusaporto in amichevole

Termina 2-2 l’amichevole infrasettimanale dell’Atalanta contro il Brusaporto, formazione di Serie D, disputata questo pomeriggio a Zingonia. Gli uomini di Gasperini sono andati due volte sotto per le reti della compagine bergamasca siglate da Granillo e dal figlio d’arte Maspero e per due volte hanno recuperato con Ederson e Boga.

La “provocazione”: al prossimo “Odio Bergamo”…

Due le notizie di giornata in casa Atalanta: la diagnosi dell’infortunio muscolare a Rafael Toloi (il capitano ne avrà per una ventina di giorni) e l’ammenda di 12000 euro comminata alla società nerazzurra per i cori intonati (assolutamente stigmatizzabili, lo ribadiamo per l’ennesima volta) dalla tifoseria nerazzurra domenica scorsa nei confronti del presidente della Fiorentina Rocco Commisso e del suo portiere Pietro Terracciano.

Peccato che non vi è mai la stessa solerzia nel punire i cori “odio Bergamo” che accadono in quasi tutti gli stadi. Per chi deve decidere, evidentemente, esprimere un sentimento di odio nei confronti di una città e di una comunità come quella bergamasca è pura “goliardia”.

Allora tocca all’Atalanta enfatizzare l’attenzione nei confronti di questo becero ciarpame orale. Come? Alla prossima partita della Dea in trasferta, il capitano dell’Atalanta prende il pallone tra le mani e va dall’arbitro a dire: “o la smettono o usciamo dal campo“. Un po’ come fece Zoro in un Messina-Inter di qualche anno fa.

Non cambierà nulla, anzi passeremmo per patetici? Provocazione fine a sé stessa? Può darsi. Ma qualcosa va fatto. Perché a essere sempre buoni si passa per scemi. E non è il caso.

Cori contro Commisso, Atalanta multata

Ammenda di 12000 euro alla società Atalanta per avere suoi sostenitori, prima dell’inizio della gara e al 1°del secondo tempo, intonato cori offensivi di matrice territoriale nei confronti di un Presidente e di un calciatore della Società avversaria“. Questo quanto disposto dal Giudice Sportivo della Serie A dopo i cori contro il presidente della Fiorentina Rocco Commisso e il portiere viola Pietro Terracciano intonati dalla tifoseria atalantina domenica scorsa durante Atalanta-Fiorentina 1-0.

Questa sera alle 21:30 “Bergamonerazzurra in diretta”

Questa sera alle ore 21:30 torna “BergamoNerazzurra in diretta“. Vi aspettiamo sulla Pagina Facebook di BergamoNerazzurra.net per parlare dell’Atalanta vittoriosa contro la Fiorentina per 1-0 e che prosegue a essere capolista della Serie A in coabitazione col Napoli. A condurre il direttore di BergamoNerazzurra.net Giuseppe Pucciarelli. Vi aspettiamo numerosi.

Atalanta-Fiorentina 1-0, l’editoriale – Il rosa ci piace più del viola

Ottava giornata di Serie A 2022/2023, Atalanta-Fiorentina 1-0 con Lookman matchwinner. La formazione di Gasperini con questo successo mantiene la vetta della classifica in coabitazione con il Napoli con 20 punti e manda i viola, diretti concorrenti per una posizione europea, a -11.

Questi i numeri. L’analisi più generale della partita ha visto una sorta di fusione tra “vecchia” e “nuova” Atalanta. Si sono visti infatti sprazzi della Dea che pressava alto su ogni pallone, che cercava molto gli esterni (vedi Soppy) e che si affidava a “tuttocampisti” (vedi Koopmeiners). Il gol-vittoria di Lookman è stato figlio di quella qualità in avanti che la “vecchia” Atalanta aveva.

Luis Muriel, finalmente, ha giocato una partita ai suoi livelli. Corsa, sacrificio e tecnica a disposizione della squadra, come ha dimostrato in occasione della rete dove si è bevuto 3 avversari prima di servire a Lookman un pallone solo da spingere in rete.

Della “vecchia” Atalanta sono però rimasti anche i difetti, come quello della mancanza di concretezza nello sfruttare le occasioni (quella sciupata da Maehle grida ancora vendetta). Difetto da correggere assolutamente in fretta.

Ma ieri si è continuata a vedere anche la “nuova” Atalanta. Quella squadra compatta, che concede poco agli avversari (miglior difesa con 3 solo reti subite e quinta “porta immacolata” stagionale), concede poco allo spettacolo (terzo successo per 1-0) e che soprattutto ancora non conosce cosa voglia dire andare in svantaggio.

Se questa fusione dovesse continuare, beh, di soddisfazioni per i tifosi atalantini ce ne saranno e ancora diverse. Frattanto ci godiamo il rosa che caratterizza la maglia del primato in classifica, in un’ideale comparazione con il Giro d’Italia. Colore che ci piace molto ma molto di più del viola.

La sparata ipocrita di Barone…contestata dagli stessi fiorentini

Intervenga la Lega, il CONI e persino il Governo“. Questa la reazione di Joe Barone, direttore generale della Fiorentina, al coro (ovviamente stigmatizzabile, ci mancherebbe altro) che la Curva Nord dell’Atalanta ha intonato verso il Presidente della società viola Rocco Commisso.

Un coro rivolto verso una persona che è invisa ai tifosi dell’Atalanta per i motivi noti ai più e che, lo ripetiamo, è assolutamente stigmatizzabile. Però è stigmatizzabile anche la sparata di Barone. Per un motivo molto semplice: trasuda di ipocrisia da tutti i pori.

Dove era Barone quando dalla Curva Fiesole si intonavano cori contro i morti della tragedia dell’Heysel e contro la memoria del Grande (il maiuscolo non è un refuso) Gaetano Scirea? Dove era Barone quando Dusan Vlahovic è stato etichettato come “zingaro” dall’intero stadio “Franchi“? Dove era Barone quando nel suo stadio si è provato ad aggredire fisicamente un allenatore avversario (Luciano Spalletti in Fiorentina-Napoli)?

Insomma, Barone l’ha fatta fuori dal vaso. Tant’è vero che a prendere le distanze da questa uscita sono i tifosi della Fiorentina stessi. I social viola sono pieni di simpatiche “prese in giro” verso il dg (“chiama anche l’ONU e la NATO visto che ci sei” la più gettonata) ma soprattutto di aspre critiche verso la società considerata la squadra allestita.

Quindi, Barone, continui a guardare la trave che ha nell’occhio prima di puntare il dito verso le pagliuzze altrui.