Gosens: “Atalanta, volevo lasciare la mia comfort zone”

Intervenuto ai microfoni dell’UEFA, l’esterno dell’Inter Robin Gosens ha rilasciato alcune dichiarazioni riguardanti la sua carriera. E non poteva mancare un passaggio concernente la sua parentesi all’Atalanta. Queste le sue parole in merito: “All’Atalanta stavo benissimo, ho raggiunto obiettivi importanti. Ma volevo mettermi alla prova. Volevo lasciare la mia comfort zone, volevo vedere se potevo ancora migliorare o avevo già raggiunto il mio apice“.

Questa sera alle 22 torna “BergamoNerazzurra in diretta”

Questa sera alle ore 22:00, eccezionalmente di martedì, torna “BergamoNerazzurra in diretta“. Vi aspettiamo sulla Pagina Facebook di BergamoNerazzurra.net per parlare dell’inaspettata sconfitta casalinga dell’Atalanta a opera del Lecce. A condurre il direttore di BergamoNerazzurra.net Giuseppe Pucciarelli. Vi aspettiamo numerosi.

Atalanta-Lecce 1-2, l’editoriale – Non si fa strada sull’ottovolante

Può una parola assumere sia un significato positivo che uno negativo? Ovviamente sì. Ve ne sono a centinaia di vocaboli che messi in un contesto descrivono qualcosa di bello, messi in un altro illustrano qualcosa di brutto. Tra questi uno spicca per poter descrivere l’attuale situazione dell’Atalanta: ottovolante.

Per i bambini questa parola è sinonimo di gioia e divertimento in quanto rappresenta una delle giostre più amate dove si alternano adrenalina e spensieratezza. Per gli adulti è invece simbolo di variazione repentina di situazioni positive e negative. Uno scenario nel quale è pienamente piombata l’Atalanta.

Settimana scorsa una Dea scintillante espugnava con merito l’Olimpico di Roma, battendo la Lazio per 2-0. Ieri una squadra moscia, spenta e senza nerbo ha ceduto le armi in casa contro il Lecce perdendo per 2-1 e regalando così ai salentini il bis dopo il successo dell’andata.

Cosa è successo? Beh, innanzitutto le assenze hanno avuto il loro peso. E certificano un assunto: questa Atalanta non può rinunciare contemporaneamente al leader del centrocampo e a quello della difesa. Perché Marten de Roon e Giorgio Scalvini hanno dimostrato di dare equilibrio alla squadra di Gasperini ma anche e soprattutto di essere quei calciatori con quel “quid” in più in termini di guida morale del gruppo. E i sostituti? Beh, non ce ne sono in rosa (chiedere alla premiata ditta Pagliuca-Percassi perché).

Poi ci ha messo anche Gasperini del suo con il tridente solo sulla carta lineare ma con Boga impiegato trequartista e quindi nettamente depotenziato nelle sue caratteristiche migliori. E con un Demiral che messo così in campo non serve e che quindi deve essere necessariamente recuperato “mentalmente” (nel senso sportivo del termine) se vuole apportare un contributo decente alla squadra.

In soldoni, l’Atalanta è salita sull’ottovolante e non riesce a scendere, alternando grandi vittorie a inopinate sconfitte. Se non si cambierà in fretta mezzo di trasporto e si ritroverà un minimo di continuità, beh, forse non si tornerà indietro ma non si andrà molto avanti.

Questa sera alle 22 torna “BergamoNerazzurra in diretta”

Questa sera alle ore 22:00 torna “BergamoNerazzurra in diretta“. Vi aspettiamo sulla Pagina Facebook di BergamoNerazzurra.net per parlare della meritata vittoria dell’Atalanta in casa della Lazio ma anche dell’infortunio al legamento crociato che ha messo fine alla stagione di Hans Hateboer. A condurre il direttore di BergamoNerazzurra.net Giuseppe Pucciarelli. Vi aspettiamo numerosi.

Hateboer, stagione finita

Le prime impressioni non erano certo delle più rosee. Ma ora è arrivata anche la conferma. La stagione 2022/2023 di Hans Hateboer può considerarsi conclusa. L’esterno destro olandese si è procurato nella partita di ieri contro la Lazio la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Hateboer verrà operato domani dal noto luminare Dott. Francesco Mariani a Roma presso la clinica “Villa Stuart“.

Lazio-Atalanta 0-2, l’editoriale – Carta di ritorno

Favore ricambiato. Come Sarri aveva incartato Gasperini lo scorso 23 ottobre espugnando il “Gewiss” per 2-0 con le reti di Zaccagni e Felipe Anderson, così ieri il “Vate” di Grugliasco ha esibito al collega la “carta di ritorno”.

La vittoria dell’Atalanta all’Olimpico è stata netta e senza ammissione di replica. La Dea ha dominato sia sul piano di vista fisico che su quello tecnico e la Lazio è stata semplicemente annichilita. Due reti, splendide per costruzione e realizzazione siglate da un ritrovato Zappacosta e da un opportunista Hojlund bravo a sfruttare l’ennesima straripante azione di uno scintillante Lookman e una miriade di occasioni (che però vanno sfruttate nelle prossime uscite) che solo per bravura di Provedel (ah, se fosse entrata la palla di Hojlund dopo che il danese aveva bruciato la coppia di difendenti laziali) e per un pizzico di sfortuna non si sono trasformate in gol.

La Lazio? Solo un paio di occasioni su errati disimpegni dell’Atalanta sui quali Musso è stato prodigioso e nient’altro. Un po’ poco per impensierire una Dea che ieri è stata davvero la migliore della stagione finora. Una squadra che era negli uomini – sostituzione forzata di Maehle a parte – la stessa di quella vista sette giorni fa con il Sassuolo. Con però due novità sostanziali.

In primis, il cambio di ruolo tra Ederson e Koopmeiners con il brasiliano impiegato come centrocampista centrale accanto a De Roon e l’olandese avanzato trequartista. L’ex Salernitana (l’abbiamo ripetuto più volte) è una mezzala da centrocampo a tre, quindi si deve “adattare” per giocare nell’Atalanta. E il brasiliano sta dimostrando di adattarsi molto di più come mediano tutto corsa con un pizzico di tecnica che come trequartista dove deve sia inserire sia dettare l’ultimo passaggio con precisione. Caratteristiche queste ultime che sono proprie di Teun Koopmeiners, con l’olandese che ieri ha dettato calcio tra le linee, annullando sia Milinkovic-Savic che Luis Alberto.

In secundis, l’apporto della panchina. E’ stato quasi commovente vedere Zapata che al momento del raddoppio corre ad abbracciare Hojlund e poi, nei pochi minuti nel quale è stato chiamato in causa, fare a sportellate quasi come i tempi d’oro. Entrati benissimo in partita anche Palomino (con il Tucumano protagonista nel gol di Hojlund) e Demiral. Gasperini l’ha sottolineato subito in conferenza stampa: se si vogliono raggiungere determinati obiettivi, l’apporto della panchina sarà a dir poco fondamentale. Quanto e soprattutto nelle gare da vincere a tutti i costi per esigenze di classifica. La partita con il Lecce sarà già un bel banco di prova in tal senso.

Gasperini: “Migliore Atalanta della stagione. E per raggiungere certi obiettivi…”

Le dichiarazioni di Gian Piero Gasperini subito dopo la vittoria della sua Atalanta in casa della Lazio per 2-0

Sulla partita: “Bellissima partita, io stesso che sono coinvolto dalla gara ho avuto la sensazione che fosse una bella gara. Partita giocata molto bene sul piano tecnico ed è stata la migliore dell’Atalanta finora sia tecnicamente sia dal punto di vista dell’intensità“.

Sui singoli: “Hateboer farà una risonanza qui a Roma, lo sapremo domani cosa ha ma siamo un po’ preoccupati. Mi auguro che Zappacosta possa avere continuità, ha fatto un bel gol e una bella prestazione. Lookman quando gioca in coppia con Hojlund può giocare solo a sinistra a rientrare sul piede migliore, ma sono anche intercambiabili

Sulla prima parte di stagione:Sull’inizio di stagione si è ricamato tanto ma per raggiungere certi obiettivi bisogna giocare come stasera. Vero che partivamo bassi e cercavamo la vittoria con il contropiede ma non è da grande squadra“.

Sulla panchina e su Zapata: “Chi è entrato dalla panchina ha fatto bene. Così come Zapata. Non è facile quando i riflettori si affievoliscono un po’ e riesci lo stesso a dare continuità alle tue prestazioni. Facendo così, la squadra diventa più forte“.

Su Scalvini: Scalvini ha 19 anni ed è un calciatore di grande prospettiva. Lui ha qualità e testa per determinare la sua carriera. Per me, questi ragazzi devono dimostrare in campo e non c’è limite al miglioramento.

Lazio-Atalanta 0-2, il tabellino

LAZIO-ATALANTA 0-2 (0-1)

LAZIO (4-3-3) – Provedel; Marusic, Casale, Romagnoli (39′ Patric), Hysai (57′ Lazzari) ; Milinkovic-Savic, Cataldi (57′ Vecino), Luis Alberto; Felipe Anderson (57′ Pedro), Immobile, Zaccagni. A disp.: Maximiano, Adamonis, L. Pellegrini, Gila, Marcos Antonio, Romero, Basic, Cancellieri All.: Sarri
ATALANTA (3-4-1-2) – Musso; Toloi, Djmsiti, Scalvini (58′ Palomino); Hateboer (62′ Demiral), De Roon, Ederson, Zappacosta; Koopmeiners; Hojlund (89′ Zapata), Lookman (89′ Boga). A disp.: Sportiello, Bertini, Okoli, Soppy, Ruggeri, Vorlicky. All.: Gasperini

Marcatori: 23′ Zappacosta, 65′ Hojlund

Arbitro: Orsato della sezione di Schio

Note – Ammoniti: Zaccagni (L), Scalvini (A), De Roon (A)

Sassuolo-Atalanta 1-0, l’editoriale – Il festival degli errori

Nella settimana del Festival per eccellenza, Sassuolo-Atalanta ha anticipato nel suo piccolo la kermesse sanremese. Solo che a differenza di canzoni e superospiti, al “Mapei Stadium” di Reggio Emilia, i protagonisti assoluti di questo festival di 90 minuti più recupero sono stati gli errori. Realizzati da tutte le componenti in campo.

Affrontiamo velocemente il tema arbitrale. Vero, la direzione di Marcenaro non è stata delle più irreprensibili ma le espulsioni di Maehle e Muriel non sono proprio così campate in aria. Il rosso al danese (deciso dalla chiamata del VAR Nasca perché il direttore di gara aveva comminato l’ammonizione, ricordiamolo) è stato sì eccessivo, però l’esterno atalantino è stato a dir poco ingenuo a fare un fallo del genere in un momento in cui l’Atalanta stava prendendo le misure ai neroverdi. E il colombiano, a partita finita, non può assolutamente lasciarsi scappare quel “sei scarso” verso l’arbitro. Alt, sappiamo benissimo che chi indossa altre maglie agli arbitri può dire pure di peggio ma questo purtroppo accade da che calcio è calcio ed è noto a tutti, quindi è un’aggravante per Muriel.

Poi, gli errori dell’allenatore. Due sono state le manchevolezze di Gasperini. Non vuoi schierare il 3-4-3 per sorprendere il Sassuolo e per difendersi dal suo centrocampo a tre? Ci può pure stare. Allora, però, il tecnico avrebbe dovuto essere coraggioso fino in fondo e lasciare in panchina Lookman, che da seconda punta per caratteristiche fisiche e tecniche non può rendere al suo massimo, e magari ritentare il tandem pesante Zapata-Hojlund?

La seconda pecca è stata quella di non aver saputo arginare la prevedibilissima sfuriata del Sassuolo nella prima parte del secondo tempo. La squadra, invece di creare densità ma allo stesso tempo possibilità di ripartenza schierandosi con uno scolastico ma efficace 4-4-1, si è schiacciata troppo concedendo gli esterni agli emiliani e proprio dalla fascia è arrivato il gol partita di Laurientè.

Infine, i due errori della società. Non lasciamoci ingannare dalla classifica, il gap tecnico tra Atalanta e Sassuolo non è poi così elevato (soprattutto da quando i neroverdi hanno ritrovato tra le proprie fila Berardi). E quando perdi un uomo, questo gap si annulla del tutto. In questa partita, si è sentita la mancanza di un calciatore di qualità in avanti, di un vero e proprio leader tecnico e carismatico. Perché l’Atalanta non ne ha in rosa? Perché calciatori del genere percepiscono un ingaggio superiore al tetto che Percassi e Pagliuca (sì, vogliamo continuare a credere alla fata turchina, siamo inguaribili bambini) hanno imposto.

Il secondo riguarda le dichiarazioni di Marino sui “fantasmi” dello scorso anno riferendosi agli errori arbitrali che hanno caratterizzato il girone di ritorno. Per carità, gli errori ci sono stati. Ma società e allenatore sono stati i principali responsabili del crollo verticale dal terzo all’ottavo posto in classifica. In soldoni, l’arbitraggio non diventi facile alibi di chi non ha voluto mettere mano al portafoglio per rinforzare qualitativamente l’Atalanta.