Esercitare la “virtù” dell’autoreferenzialità non è certo una delle nostre prerogative ma questa volta consentiteci di fare un’eccezione. Quante volte da queste colonne avete letto (oppure, in parallelo, dalla nostra consueta trasmissione del lunedì sera in onda sulla nostra pagina Facebook avete sentito) che l’unico obiettivo realistico raggiungibile dall’Atalanta in questa stagione 2022/2023 era il settimo posto.
Troppo più forti, qualitativamente e tecnicamente parlando, il Napoli, le milanesi, le romane e la Juventus e perciò bisognava puntare a vincere il campionato del centro classifica con Fiorentina, Torino, Bologna, Udinese, Sassuolo e Monza. Obiettivo realistico ma non certo facile da raggiungere, considerata la caratura tecnica delle avversarie.
Ebbene, la vittoria di ieri contro il Verona per 3-1 ha finalmente fatto sì che questo obiettivo sia stato centrato. E con 180 minuti di anticipo. Un traguardo assolutamente meritato. L’Atalanta, infatti, non è mai stata più giù del settimo posto in classifica dall’inizio del campionato. Ossia, da 36 partite a questa parte. Nonostante i problemi di infortuni che hanno (soprattutto in questo periodo) limitato la rosa a disposizione di Gasperini.
Vero, i 61 punti conquistati finora sono stati distribuiti “male”. Ci si è illusi con i 24 punti messi nel carniere dopo le prime 10 giornate, frutto di una Dea che badava solo al sodo e si è pesantemente tornati sulla Terra a causa dei 37 punti messi a referto nelle rimanenti 26 giornate, media da centro della graduatoria. Ma la distribuzione non fa classifica. Fa classifica solo il numeretto scritto accanto al nome della squadra. Quello solo conta.
E questa “cattiva distribuzione” dei punti in classifica fa il paio con l’andamento delle partite dell’Atalanta in questa stagione, soprattutto a partire dal turno di campionato numero 11. Ovvero, per i primi 65-70 minuti la Dea tiene in mano le redini del gioco, reagendo alle disavventure (vedi gol avversario nei primi minuti), segnando e divorandosi gol. Ma negli ultimi 20 minuti la luce si spegne e l’Atalanta naviga in balia delle onde.
La partita di ieri non ha fatto eccezione alla regola. Vero, il Verona è andato avanti al primo tentativo con Lazovic ma l’Atalanta si è subito fatta trovare pronta trovando il pareggio con Zappacosta e poi arrotondando nella ripresa con Pasalic (regalissimo di Montipò) e con un grandissimo gol di Hojlund. Poi, nel finale, nonostante un Verona raffazzonato si è sofferto con gli scaligeri che hanno preso anche due legni, tra cui quello clamoroso di Gaich dopo altrettanto errore clamoroso di Scalvini.
Ma, alla fine, conta il risultato. Atalanta-Verona 3-1, Dea settima e che si mette in poltrona per la finale di Coppa Italia di mercoledì, dove un successo nerazzurro sulla Fiorentina spalancherebbe le porte dell’Europa alla formazione di Gasperini. Il voto alla stagione, già così come è, è un 8 pieno. Ma ci sono ancora 270/300 minuti (180 di campionato più i 90/120 della già citata finale di Coppa Italia) per far sì che la votazione lieviti.
Atalanta-Verona 3-1, il tabellino. Dea certa del 7/o posto
ATALANTA (3-4-1-2) – Sportiello; Toloi, Djimsiti, Scalvini; Maehle, De Roon, Koopmeiners, Zappacosta (55′ Okoli); Pasalic (76′ Ederson); Hojlund (86′ Demiral), Muriel (55′ Lookman). A disp.: Musso, Rossi, Demiral, Bernasconi, Colombo, De Nipoti. All.: Gasperini
VERONA (3-4-2-1) – Montipò; Ceccherini (79′ Coppola), Hien, Cabal; Terracciano (64′ Verdi), Tameze (79′ Abildgaard), Sulemana, Depaoli; Ngonge, Lazovic (58′ Faraoni); Djuric (64′ Gaich). A disp.: Perilli, Berardi, Braaf, Hrustic, Kallon, Magnani, Veloso, Zeefuik. All.: Zaffaroni
Marcatori: 11′ Lazovic (V), 22′ Zappacosta (A), 53′ Pasalic (A), 62′ Hojlund (A)
Arbitro: Sozza della sezione di Seregno
Note – Ammoniti: Koopmeiners (A), Hien (V), Depaoli (V), Faraoni (V)
Zapata, probabile chiusura della stagione
La trafila di infortuni che sta colpendo l’Atalanta in questo finale di stagione sembrerebbe non avere fine. Stando a quanto filtrerebbe dall'”area 51″ di Zingonia, Duvan Zapata dovrebbe essersi infortunato e, a questo punto, dovrebbe aver chiuso anticipatamente la sua stagione. Si attendono conferme più precise in merito.
Questa sera alle 22 torna BergamoNerazzurra in diretta
Questa sera alle ore 22, vi aspettiamo in diretta sulla pagina Facebook di BergamoNerazzurra.net. Con il direttore Giuseppe Pucciarelli e i suoi ospiti parleremo di quanto accaduto sabato con la sconfitta dell’Atalanta in casa della Salernitana che rischia di compromettere il percorso della Dea verso l’Europa
Vi aspettiamo numerosi.
Salernitana-Atalanta 1-0, l’editoriale – Gasperini (e Percassi), perseverare è diabolico
La cultura popolare italiana è piena zeppa di frasi secche che evidenziano verità: i proverbi. E uno di questi proverbi calza a pennello per descrivere l‘Atalanta sconfitta ieri al 93′ dalla Salernitana per 1-0: “sbagliare è umano, perseverare è diabolico“.
Già, perché ieri Gian Piero Gasperini ha perseverato nello stesso errore compiuto la settimana scorsa con la Juventus: quello di voler per forza fare la cicala quando l’Atalanta, per una serie di motivi (infortuni e ristrettezza della rosa in cima alla lista) ora non può permettersi di non fare la formichina.
Sette giorni fa con la Juventus, sul punteggio di 0-0, al quinto del secondo tempo il cambio Boga-Ederson con la scelta poco comprensibile di provare un assetto offensivo per vincere. Scelta punita dal “fato” con l’infortunio che ha determinato la chiusura di stagione anticipata per l’ivoriano e poi dal risultato con la vittoria dei bianconeri.
Ieri un’Atalanta che stava giocando molto bene e che solo per la canonica mancata di concretezza non era avanti nel punteggio, è stata clamorosamente rivoltata dal proprio tecnico: fuori Pasalic, dentro Hojlund. Risultato? Squadra lunga, Salernitana che è andata a nozze negli spazi concessi dalla Dea e al 93′ la “giusta punizione” raffigurata dalla rete di Candreva.
E persino Paulo Sousa, tecnico dei granata, lo ha candidamente ammesso: i due trequartisti nel primo tempo avevano messo in difficoltà la Salernitana stante la mancanza di riferimenti offensivi, poi nella ripresa senza la pressione degli avversari la formazione dell’allenatore portoghese è potuta uscire più agevolmente dal pressing dei calciatori nerazzurri e ha preso conseguentemente il pallino del gioco.
Ieri Gasperini si è assunto le proprie responsabilità concernenti la mancanza di motivazioni dell’Atalanta. Giusto. Peccato aver omesso le proprie responsabilità riguardo l’errata scleta tecnica a inizio secondo tempo.
Ma a proposito di “sbagliare è umano, perseverare è diabolico” squadra e staff tecnico facciano quadrato. Il rischio di sbracare definitivamente in queste tre partite è elevatissimo e onestamente farlo per il secondo anno di fila, beh, anche no.
“Sbagliare è umano, perseverare è diabolico“. Oltre a Gasperini, anche Antonio Percassi sta rispettando questo proverbio. L’Atalanta è stata vittima di attacchi mediatici per gli errati cori della Curva Nord Pisani all’indirizzo di Vlahovic e la società…ha perdurato e perdura in un imbarazzante e assordante silenzio. In aggiunta, la notizia del mancato ricorso per la chiusura per un turno del settore più caldo del tifo atalantino.
Ci auguriamo che almeno nelle sedi opportune Percassi si faccia sentire. Però, Presidente, d’accordo la riservatezza e la tutela di dati e allenamenti. Ma se continuerà a perseverare nel suo intento di far di Zingonia una novella Area 51, beh, rischierà davvero di far disamorare diverse generazioni di tifosi.
Gasperini: “Responsabile di questo calo di motivazioni. Squadra che si è sciolta e senza carattere”
Le dichiarazioni del tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini subito dopo la sconfitta della sua squadra in casa della Salernitana per 1-0 rilasciate ai microfoni di Dazn
Sulla partita: “L’Atalanta ha fatto un discreto primo tempo, ma nella ripresa siamo stati surclassati in tutto. Gol preso al 92′ ma la Salernitana poteva segnare anche prima. Nella ripresa la squadra si è sciolta ed è stata senza carattere, dimostrando una carenza di motivazioni non adeguate alla classifica e al finale di campionato. Mi sento pienamente responsabile“.
Sul gol: “Candreva ha calciato molto bene. Noi abbiamo calciato molte volte ma l’abbiamo fatto male“.
Sul futuro: “Conta solo andare in Europa. Sapendo che arrivare settimi potrebbe non bastare“.
Sugli infortuni: “Soppy si è stirato, Djimsiti ha preso un pestone ma non credo sia nulla di grave“.
Salernitana-Atalanta 1-0, il tabellino
SALERNITANA (3-4-2-1) – Ochoa; Daniliuc, Lovato, Pirola; Mazzocchi (66′ Kastanos), Coulibaly, Vilhena (89′ Bohinen), Bradaric; Botheim (80′ Candreva), Dia; Piatek. A disp.: Sepe, Fiorillo, Gyomber, Troost-Ekong, Sambia, Maggiore, Nicolussi Caviglia, Bonazzoli. All.: Sousa
ATALANTA (3-4-2-1) – Sportiello; Toloi, Djimsiti (70′ Demiral), Scalvini; Zappacosta, De Roon, Ederson, Soppy (48′ Okoli); Koopmeiners, Pasalic (46′ Hojlund); Zapata (65′ Muriel). A disp.: Musso, Rossi, Bernasconi, Mendicino, De Nipoti All.: Gasperini
Marcatori: 90’+3′ Candreva
Arbitro: Piccinini della sezione di Forlì
Note – Ammoniti: Lovato (S), Scalvini (A), De Roon (A), Coulibaly (S)
Atalanta, i convocati per la Salernitana
L’Atalanta ha reso noti la lista dei convocati per la Salernitana. Rientra Hojlund ma è ancora assente Lookman assieme ai lungodegenti Hateboer, Boga e Palomino, all’infortunato Ruggeri e allo squalificato Maehle. Dentro tre Primavera: Bernasconi, Mendicino, De Nipoti. Questo l’elenco completo dei convocati.
PORTIERI: Musso, Rossi, Sportiello
DIFENSORI: Bernasconi, Demiral, Djimsiti, Okoli, Scalvini, Soppy, Toloi, Zappacosta
CENTROCAMPISTI: De Roon, Ederson, Koopmeiners, Mendicino, Pasalic
ATTACCANTI: De Nipoti, Hojlund, Muriel, Zapata
Questa sera alle 21:45 torna BergamoNerazzurra in diretta
Questa sera alle ore 21:45, vi aspettiamo in diretta sulla pagina Facebook di BergamoNerazzurra.net. Con il direttore Giuseppe Pucciarelli e i suoi ospiti parleremo di quanto accaduto ieri con la sconfitta dell’Atalanta in casa con la Juventus e i cori verso Dusan Vlahovic.
Vi aspettiamo numerosi.
Atalanta-Juventus 0-2, l’editoriale – La Roma nel mirino
In primis, una doverosa premessa. Del “caso Vlahovic” ne parleremo alla fine. Perché, prima di tutto, spazio alla partita. Una partita che ha visto l’Atalanta uscire sconfitta in casa con la Juventus (sempre in questo maledetto orario delle 12:30) ma a testa altissima.
Sono stati solo gli episodi ad aver condannato la formazione di Gasperini. Il gol subito da Iling avviene grazie a uno scontro fortuito tra Zappacosta e Koopmeiners che lascia campo libero a Rabiot e il pur bravo giovane esterno bianconero deve solamente spingere in rete un involontario assist di Maehle. In casa Atalanta, invece, i rimpalli sono stati tutti a sfavore, due legni hanno detto di no prima a Scalvini e poi a Zappacosta e, infine, l’unico demerito nel clamoroso gol mangiato da Pasalic nel primo tempo.
Ma, nel complesso, si può essere parzialmente soddisfatti. L’Atalanta ha giocato alla pari contro una squadra che si avvia a essere seconda in classifica (a netto dei processi sportivi che seguiranno) e ha dimostrato lo stato di salute che sta vivendo in questo periodo storico.
Però la soddisfazione e la testa alta non fanno punti in classifica. E la sconfitta con la Juventus mette una pietra quasi tombale alle speranze di qualificazione in Champions League. A maggior ragione se la partita di ieri si porta appresso anche il carico da 90 degli infortuni di Ederson (sebbene per il brasiliano dovrebbe trattarsi solo di un affaticamento) e, soprattutto, di Boga, uscito con una caviglia malconcia dopo uno scontro con Rabiot (e probabilmente per l’ex Sassuolo la stagione può considerarsi conclusa).
Ma, guardando alle spalle, torna il sorriso. Aspettando Bologna-Sassuolo, la sconfitta della Fiorentina a Napoli e il pareggio tra Torino e Monza consegnano virtualmente il settimo posto all’Atalanta. E con un pensierino al sesto posto.
La Roma, avversaria diretta, è assolutamente battibile. Per una serie di motivi. In primis, perché l’Atalanta è in vantaggio negli scontri diretti. Poi, perché i giallorossi stanno facendo i conti con una serie di infortuni che stanno limitando una rosa che ha anche l’impegno in Europa League contro il Bayer Leverkusen che potrebbe togliere ulteriori energie già ridotte al lumicino. E non dimentichiamo Mourinho che, con le ultime uscite, sta praticamente facendo capire a tutti come difficilmente rimarrà sotto l’ombra del Cupolone.
Quindi, una polveriera che potrebbe scoppiare da un momento all’altro. E l’Atalanta deve essere brava ad approfittarne.
Caso Vlahovic. Purtroppo, alcuni tifosi dell’Atalanta hanno il masochismo nel sangue. Vlahovic ti sta antipatico? Benissimo. Insultalo come ti pare ma non puoi chiamarlo “zingaro” perché è un insulto razzista, senza “se” e senza “ma”. E allora, per evitare di generalizzare perché Bergamo e la stragrande maggioranza della tifoseria dell’Atalanta sicuramente razzista non lo è, è ora che le tecnologie individuino i responsabili e li sbattano fuori dagli stadi.
Le parole di Gasperini? Sicuramente sbagliate. Ma fino a un certo punto. Il tecnico della Dea ha sottolineato il doppiopesismo che vige in Italia dove in alcuni stadi (senza far nomi, Firenze e Napoli) si può vomitare di tutto e in altri invece non deve muoversi neanche uno spillo. Razzismo e discriminazione territoriale a intermittenza, insomma. Lo ripetiamo e lo ripeteremo fino alla noia: quanto sarebbe giusto e sacrosanto che Toloi al prossimo “Odio Bergamo” prendesse il pallone tra le mani e “obbligasse” l’arbitro a sospendere l’incontro fino alla cessazione di questo becero coro. Sarebbe il primo colpo all’ipocrita doppiopesismo italico.
