Lesione muscolo-fasciale all’adduttore destro. Questa la diagnosi dell’infortunio occorso a Gianluca Scamacca. Il centravanti salterà Atalanta-Verona di domani e il playoff con la Nazionale.
Bayern Monaco – Atalanta 4-1, l’editoriale – Poco da dire, è il gioco della coperta
C’è davvero poco da commentare sulla gara di ieri tra Bayern Monaco e Atalanta, ritorno degli ottavi di Champions League, che ha visto i bavaresi vincere nuovamente per 4-1 sui nerazzurri dopo il perentorio 6-1 dell’andata a Bergamo.
Nonostante abbia giocato a filo di gas, il Bayern Monaco ha confermato nuovamente di essere al momento la squadra più forte del mondo. Troppo forte per un’Atalanta che ieri è stata prudente nel primo tempo e più coraggiosa nella ripresa, cercando di allungare una coperta che però era troppo corta per difendersi da Kane e compagni.
E così nel primo tempo la Dea è stata prudente, compattandosi dietro ma venendo cinta d’assedio dal Bayern che ha trovato il vantaggio su un generoso rigore fischiato per fallo di mani di Scalvini su tiro di Kane e trasformato dallo stesso centravanti inglese.
Centravanti inglese che nella ripresa dal nulla ha tirato fuori dal cilindro il coniglio del 2-0 con un grandissimo gol (i campioni sono questi). L’Atalanta si è sbloccata e ha cominciato a giocare, costruendo occasioni ma, sempre per il gioco della coperta, esponendosi alle ripartenze tedesche.
Così conseguentemente sono arrivati il 3-0 di Karl e il 4-0 di Luis Diaz che ha sfruttato un clamoroso buco di Kossounou. Fortunatamente Samardzic è riuscito a trovare il meritato punto della bandiera.
Fine, tre categorie di differenza tra le due compagini. Ora però testa al Verona. Sarà il primo passo affinché il paventato addio alla Champions League possa, in queste stagioni, essere solo un “arrivederci”.
Palladino: “Accettiamo il verdetto del campo, come calcio italiano siamo indietro”
Le dichiarazioni di Raffaele Palladino subito dopo la sconfitta della sua Atalanta per 4-1 in casa del Bayern Monaco rilasciate ai microfoni di Sky:
Sulla partita: “Volevamo fare una partita di grande orgoglio, lavorando un po’ più bassi contro di loro, giocandocela in tutto e per tutto contro la squadra più forte che c’è in Europa. Accettiamo il verdetto del campo, volevamo dare tutto e andare a salutare i nostri tifosi che sono giunti fin qui”.
Sull’andata: “Con i “se” e con i “ma” è facile, potevo fare qualcosa di diverso come non farlo, anche stando più bassi il risultato non è cambiato, giochiamo contro una squadra completa sotto tutti i punti di vista, noi abbiamo imparato tanto da queste due partite, accettando il verdetto del campo“.
Sul futuro: “Noi abbiamo come obiettivo la Coppa Italia che manca da parecchio a Bergamo, però non dobbiamo trascurare il campionato, dobbiamo fare dei filotti per cercare di rimanere lì davanti. Dobbiamo dare tutto in questi due mesi e mezzo“.
Sulla differenza con le squadre qualificate ai quarti: “Siamo indietro sulla velocità di scorrimento della palla, sul livello qualitativo e sull’organizzazione. Dobbiamo partire dal settore giovanile a curare la qualità individuale“.
L'”imbarcatina” a Monaco, il Bayern-Atalanta 4-1
L’Atalanta saluta la Champions League con un'”imbarcatina”. Dopo l’1-6 di Bergamo, all’Allianz Arena di Monaco il Bayern si “accontenta” di imporsi “solo” per 4-1.
Il primo tempo si conclude 1-0, con i bavaresi in rete con Harry Kane al 26′ su rigore decretato per fallo di mano di Scalvini e fatto ripetere dopo la prima parata di Sportiello per l’avanzamento del portiere nerazzurro.
Nella ripresa, l’uno-due che decide la partita con un gran gol di Kane al 54′ e la rete di Karl al 56′. Il poker lo sigla Luis Diaz al 70′ sfruttando un clamoroso buco di Kossounou.
Un’Atalanta che comunque ha tenuto il campo in maniera discreta ed è stata punita oltremodo ha trovato il meritato gol della bandiera con un colpo testa di Samardzic all’85’ sugli sviluppi di calcio d’angolo.
Questa sera alle ore 21:40 torna BergamoNerazzurra in diretta
Questa sera alle ore 21:40, sulla pagina Facebook e sul canale Youtube di BergamoNerazzurra, torna BergamoNerazzurra in diretta. Con il direttore Giuseppe Pucciarelli e i suoi ospiti parleremo del pareggio in casa dell’Inter e del ritorno – non così inutile come sembra – degli ottavi di Champions League in casa del Bayern Monaco. Vi aspettiamo numerosi.
Inter-Atalanta 1-1, l’editoriale – Subito tappata la bocca agli italiani medi
Diciamocela tutta: neanche il più inguaribile degli ottimisti tra i tifosi atalantini avrebbe scommesso il solito euro simbolico su un risultato diverso dal segno “1” per Inter-Atalanta di ieri.
Troppo fresca la batosta presa martedì in Champions League dal Bayern Monaco per consentire di mettere in campo una squadra libera da ripercussioni psicologiche e da strascichi fisici in grado di tenere botta contro una capolista riposata e pur sempre competitiva nonostante le assenze di Lautaro Martinez, Calhanoglu e Bastoni.
Invece, la compagine di Palladino ha settato il suo interruttore alla voce “cuore” decisa, nonostante le difficoltà, a interrompere la striscia di sconfitte consecutive contro l’Inter.
Difficoltà che – oltre a quelle note iniziali – sono aumentate di un’unità al 26′ quando Pio Esposito ha portato in vantaggio l’Inter al primo tiro in porta complice anche un Carnesecchi non irreprensibile.
Nella ripresa, però, la voglia di non arrendersi all’inevitabile è apparsa chiaramente negli atalantini in campo. Una voglia accompagnata dal ritorno (finalmente) di Ederson e (nel tratto finale) di De Ketelaere in campo e si è immediatamente capito perché il sottoscritto predichi come il tasso tecnico dell’Atalanta sia soggetto a un crollo esponenziale in loro mancanza.
Una voglia accompagnata dall’uscita dal terreno di gioco di Scamacca e Samardzic che purtroppo confermano ancora di più come il solo nome e il solo tasso tecnico siano condizioni necessarie ma non sufficienti per portare in dote alla squadra un contributo degno di tal nome.
Una voglia accompagnata dall’aver superato l’unico momento che poteva cristallizzare la partita in favore dell’Inter grazie a Carnesecchi (magistrale su Thuram) e poi concretizzata da Krstovic in un gol contestato dall’Inter per un fallo che non ci sta per nulla di Sulemana su Dumfries. Così come non c’è nulla nel contatto Scalvini-Frattesi.
Episodi decisamente più “leggeri” rispetto alla francesina di Lautaro Martinez su Toloi in area in un Inter-Atalanta di qualche anno fa, tanto per fare un esempio.
L’Inter si è poi chiusa nel silenzio stampa e i tifosi sono arrabbiati e gridano allo scandalo. Lo so, agli italiani medi che tanto hanno vomitato il loro malcelato veleno verso l’Atalanta (e anche ai giornalisti che li rappresentano, tipo Bezzi e Sabatini) dopo la goleada subita dal Bayern Monaco non pare vero di non poter fare lo stesso dopo la gara di San Siro.
Tutti questi “fenomeni”, infatti, erano pronti a mettere la mano sul fuoco per un’Inter che avrebbe dato quattro-cinque gol a un’Atalanta stanca e sfiduciata. E invece sono rimasti a bocca chiusa. Bocca loro tappata dai ragazzi di Palladino.
Atalanta, punto d’orgoglio a S.Siro: con l’Inter è 1-1
L’Atalanta riscatta parzialmente la scoppola con il Bayern Monaco uscendo imbattuta da S.Siro, impattando 1-1 con la capolista Inter. Una partita che non passerà alla storia per la bellezza visto che si sono affrontate due squadre in crisi fisica e mentale decisa da due episodi.
Inter in vantaggio con Esposito al 26′ ma sul tiro del giovane centravanti italiano ha severe responsabilità Carnesecchi. L’Atalanta, timida nel primo tempo, cresce nella ripresa grazie all’ingresso di Ederson e De Ketelaere, al 61′ rischia di subire il raddoppio ma Carnesecchi si riscatta ipnotizzando Thuram e all’82’ trova il pareggio con Krstovic che concretizza un cross di Sulemana. L’Atalanta sale a quota 47 punti e aspetta lo scontro diretto tra le sue più immediate inseguitrici, Sassuolo-Bologna.
Atalanta – Bayern Monaco 1-6, l’editoriale – Tre categorie di differenza. E Capello va ancora ascoltato…
Tre categorie di differenza: sono quelle che ci sono attualmente tra Atalanta e Bayern Monaco. E ieri sera – abbiamo aspettato volutamente 24 ore per far sbollire la rabbia – si sono viste tutte.
La prima categoria è quella della differenza tra le due rose dove non c’è partita, ma lo si sapeva. La seconda categoria è quella dell’ampliamento di questo gap. Già a rose complete non c’è partita, figuriamoci se l’Atalanta viene privata dei suoi calciatori più forti come De Ketelaere, Raspadori, Ederson e Scalvini.
La terza categoria, spiace dirlo, l’ha creata del tutto Raffaele Palladino. La formazione presentata ieri non ha avuto né capo né coda ma ha significato semplicemente consegnarsi armi e bagagli a un massacro.
E sinceramente non ci è piaciuta la spocchia con cui Palladino si è rivolto a Capello che giustamente gli ha chiesto conto di scelte alquanto incomprensibili. Così non ci è piaciuta la spocchia di qualche addetto ai lavori che parla di un Capello superato. Don Fabio, piaccia o non piaccia, di calcio ne capisce. E va ascoltato. Sempre.
Palladino: “Complimenti al Bayern, oggi ha vinto il pubblico. Io non mi snaturerò, non giocherò mai a uomo”
Le dichiarazioni di Raffaele Palladino subito dopo la dura sconfitta della sua Atalanta per 6-1 nell’andata degli ottavi di Champions League contro il Bayern Monaco.
Sulla partita: “Intanto facciamo i complimenti al Bayern Monaco che è una squadra fortissima, ingiocabile a tratti, stasera il migliore in campo è stato il pubblico, li voglio ringraziare perché ci hanno sostenuto dal primo all’ultimo minuto. Vederli giocare dalla panchina ti impressiona, giocano ogni pallone con la qualità giusta e con la velocità giusta e ti farebbero male a prescindere dal sistema di gioco. Questa è un’esperienza che ci fa crescere e la rigiocherei così perché se siamo arrivati fino a qua e perché abbiamo questa mentalità e questo DNA, non mi piace snaturarmi e alla squadra non piace snaturarsi“.
Sull’eventuale contraccolpo psicologico: “Questa squadra ha sempre dimostrato di saper reagire alle sconfitte e già da sabato reagiremo“.
Sulla scelta del modulo offensivo: “Ci aspettavamo che loro potevano metterci in difficoltà con i calciatori veloci e con loro valori, noi non difenderemo a zona, sono di questa mentalità e non la cambierò, o si vince o si impara. Teniamo pure conto che abbiamo quattro assenze e ho preferito dare continuità alla prestazione con l’Udinese“
Figuraccia Atalanta, il Bayern Monaco tracima 6-1
Il Bayern Monaco passeggia sull’Atalanta nella partita valevole per l’andata degli ottavi di finale di Champions League imponendosi 6-1.
Tre gol per tempo: nella prima frazione vanno in rete Stanisic, Olise e Gnabry, nella ripresa gol di Jackson, ancora Olise e Musiala. In pieno recupero arriva il gol della bandiera firmato da Pasalic. Ma un altro dato va enunciato: il punteggio è addirittura stretto ai bavaresi. Differenza tecnica e fisica esponenziale tra le due formazioni e il risultato è stata la logica conseguenza.
