Atalanta-Udinese 2-2, l’editoriale – Una Quaresima da 4-4-2

Chi è credente sa benissimo che sta vivendo il periodo della Quaresima, un arco temporale che rappresenta la preparazione alla Pasqua. Un periodo ingiustamente bollato come fatto solo di “digiuni” e “penitenze” ma che è invece caratterizzato dalla riflessione e dalla preghiera per giungere “rinati” al giorno più importante della Cristianità.

Facendo una comparazione che speriamo non urti la sensibilità di nessuno, l’Atalanta sta vivendo la sua Quaresima. E la partita di ieri con l’Udinese rappresenta una fotografia pressoché perfetta del periodo tosto che sta vivendo la Dea.

Rinunciare forzatamente a tre uomini come De Ketelaere, Raspadori ed Ederson (a proposito, Zingonia, ci sono novità in merito a questa situazione che sta diventando stucchevole?) già è una scocciatura non da poco.

Se a questo si aggiungono partite ogni tre giorni (conquistate per merito, ci mancherebbe), legni a volontà (anche ieri un altro palo), reti prese su palle inattive come se piovesse (anche ieri un altro gol subito in questo modo) e due calciatori che stanno rendendo un centesimo delle loro potenzialità (Kossounou e Bellanova), la spiegazione del 2-2 con l’Udinese è presto fatta.

Da questa gara, però, giusto trarre una considerazione: passando al 4-4-2 l’Atalanta ha rimontato i friulani in men che non si dica con la doppietta di Scamacca.

Questo modulo – come insegnano i maestri di tattica – è quello che permette a una squadra in forte difficoltà di tenuta fisica (e l’Atalanta lo è) di risparmiare energie, di difendere con ordine e di attaccare con più criterio.

E permetterebbe – Palladino ci consenta di dargli questo consiglio non richiesto – ai sopracitati Kossounou e Bellanova di eseguire ruoli più conservativi (rispettivamente il centrale difensivo e il terzino destro) e più semplici da fare per aiutarli a superare il loro momento no in maniera che finalmente possano dare il loro contributo alla squadra.

Speriamo che il tecnico napoletano tragga quest’insegnamento dalla ripresa di ieri. Una Quaresima da 4-4-2 per poi tornare a essere completi, convincenti e competitivi per difendere il settimo posto da Bologna e Sassuolo. Inutile fare voli pindarici, questo è l’unico realistico obiettivo dell’Atalanta in questo campionato.

Lazio-Atalanta 2-2 (semifinale andata Coppa Italia), l’editoriale – Ingiusto pretendere di più

Sinceramente? Ci stupiamo di chi si sia stupito. E ci stupiamo ancora di più di chi stia criticando la prestazione e il risultato ottenuto dall’Atalanta ieri a Roma contro la Lazio nella semifinale di andata di Coppa Italia.

Si affrontavano due squadre che stanno vivendo due momenti completamente diversi. La Dea è in pieno tour de force, è in corsa su tre fronti e vede assenti tre dei suoi quattro elementi più forti (e, a tal proposito, se la società ci facesse sapere qualcosa di più su Ederson perché – lungi da noi fare gossip – i tempi della sua assenza stanno contraddicendo la definizione “affaticamento muscolare” sarebbe cosa gradita).

Dall’altra parte, invece, la Lazio, semicitando Zaccagni, ieri si giocava una grande parte di stagione e ha giustamente fatto all in sulla sfida di ieri.

Ecco perché la compagine di Palladino doveva ottemperare a due scopi: lasciare aperta la qualificazione e risparmiare quante più energie possibili. Missione compiuta.

Durante la gara, l’Atalanta ha naturalmente alternato fasi di pressione a fasi di contenimento proprio per evitare di dissipare energie fisiche e mentali. Però, quando ha accelerato, ha dimostrato la sua maggiore qualità.

Due reti fatte rispondendo quasi immediatamente ai due gol laziali che sono sembrati più frutto di casualità e di errori gratuiti (soprattutto quello di Dia dopo lo svarione di Pasalic), un altro annullato per il mezzo ginocchio di Zappacosta in fuorigioco e una traversa colpita dallo stesso esterno nerazzurro.

Sull’altra sponda, solo una parata di Carnesecchi su un tiro di Taylor da fuori oltre ai gol e tanto generosa quanto infruttuosa pressione. Segno che i biancocelesti sono stati molto cinici da questo punto di vista.

Quindi, di cosa stupirsi? Di cosa lamentarsi? Certo, a tutti noi piacerebbe che la questione qualificazione si chiudesse già. Ma, per le condizioni al contorno che abbiamo detto e ridetto, non era possibile. Ed è ingiusto pretendere di più.

Palladino: “Buonissima partita, discorso qualificazione aperto”

Le dichiarazioni dell’allenatore dell’Atalanta Raffaele Palladino dopo la semifinale di andata di Coppa Italia in casa della Lazio terminata 2-2 rilasciata ai microfoni di SportMediaset

Sulla partita: “Abbiamo fatto una buonissima partita contro una buonissima squadra, partita piacevole contro una squadra di qualità contro quella di Sarri. Abbiamo fatto meglio nel primo tempo nel quale abbiamo avuto diverse occasioni ma non siamo stati incisivi. Della ripresa mi è piaciuta la voglia di riprendere subito il risultato, alla fine è un pareggio giusto“.

Sul discorso qualificazione: “Aspettiamo il secondo tempo in casa, il discorso qualificazione è aperto, 50 e 50“.

Sull’essere in corsa per tre obiettivi: “Per noi è motivo di grande soddisfazione essere in corsa per tre obiettivi ma è anche molto stancante“.

Sui singoli: “Musah è un calciatore che ha giocato meno ma ora sta avendo più spazio ed è molto importante per noi come lo sono tutti i componenti della rosa. Samardzic? Sta avendo continuità, è un calciatore che mi piace molto ma deve migliorare negli ultimi 25 metri perché ha nelle corde le qualità per poterlo fare“.

La Lazio chiama, l’Atalanta risponde: 2-2 nella semifinale d’andata di Coppa Italia

Termina 2-2 la semifinale di andata di Coppa Italia tra Lazio e Atalanta. Il primo tempo finisce 0-0, con la Dea che recrimina per una rete annullata a Krstovic per fuorigioco di ginocchio di Zappacosta e per la traversa colpita dallo stesso esterno.

Nella ripresa la Lazio colpisce due volte, prima con Dele-Bashiru al 47′ e poi con Dia (che sfrutta un regalone di Pasalic) all’87’ ma l’Atalanta in entrambi i casi risponde subito prima con Pasalic al 51′ e poi con Musah all’89’. Il 21 o il 22 aprile il ritorno.

Sassuolo-Atalanta 2-1, l’editoriale – Che fastidio

Sì, lo ammettiamo, siamo ancora in pieno loop sanremese. E quindi prendiamo in prestito il titolo della canzone di Ditonellapiaga, arrivata terza in classifica, per redigere l’editoriale riguardante Sassuolo-Atalanta 2-1.

Che fastidio…il Sassuolo: se è scritto che ogni squadra ha la sua bestia nera, l’Atalanta ne ha una neroverde. Sconfitta all’andata con conseguente esonero di Juric, sconfitta al ritorno. Per fortuna non ci giocheremo più contro in questa stagione.

Che fastidio…le palle inattive: Beukema sette giorni fa, Koné ieri. Ogni punizione o calcio d’angolo contro l’Atalanta si sta trasformando in un’occasione per l’avversario. E non è un fattore positivo.

Che fastidio…la superiorità numerica: come fare a trasformare un vantaggio in un boomerang? Chiedere lumi all’Atalanta. Esattamente come accaduto con il Genoa, giocare 11 vs 10 ha destabilizzato chi…aveva un uomo in più. Come mai? Boh.

Che fastidio…la mancanza di concretezza: possiamo parlare quanto vogliamo ma sono girati male anche gli episodi. E se Zalewski e Samardzic l’avessero buttata dentro nel primo tempo molto probabilmente staremmo parlando d’altro.

Che fastidio…la sfortuna: sul 3-2 a sfavore all’Olimpico Gatti la butta dentro e fa in modo che la Juventus esca indenne dallo scontro diretto con la Roma; sul 2-1 a sfavore al Mapei Stadium Scalvini coglie una clamorosa traversa. Le classifiche finale si scrivono anche in base a questi episodi.

Che fastidio…gli infortuni: un tour de force da affrontare senza De Ketelaere, Raspadori e (forse) anche Ederson. Uscirne indenni sarà proibitivo.

Che fastidio…chi cambia spesso opinione: vero che il risultato è l’unica cosa che conta, ma non si può passare dall’esaltazione alla depressione e viceversa in men che non si dica.

Atalanta sfortunata, scarica e sprecona: il Sassuolo si impone 2-1

L’Atalanta paga le fatiche di Champions League e si arrende 2-1 al Sassuolo nella sfida valevole per la 27/a giornata di Serie A 2025/2026. I neroverdi hanno meritato il successo nonostante l’inferiorità numerica dal 16′ per l’espulsione di Pinamonti trovando i gol della vittoria con Koné al 23′ e Thorstvedt al 69′.

La compagine di Palladino accorcia le distanze solo all’88’ con Musah ma si mangia le mani per le reti divorate da Zalewski e Samardzic nel primo tempo e per i legni colpiti dallo stesso Samardzic e da Scalvini nella ripresa. L’Atalanta resta al settimo posto con 45 punti.

Atalanta-Borussia Dortmund 4-1, l’editoriale – Quello spiraglio lasciato aperto all’andata

Lo avevamo detto. Anzi, lo avevamo scritto. Il Borussia Dortmund aveva fatto benissimo nove giorni fa. Tranne una cosa. Ossia, aveva alzato il piede dall’acceleratore accontentandosi di vincere solamente 2-0 nell’andata dei playoff di Champions League contro l’Atalanta. Evidentemente perché convintissima che le sarebbe bastato.

Un errore di presunzione. Un errore che lasciava all’Atalanta uno spiraglio per credere nel miracolo sportivo. Uno spiraglio che la compagine di Palladino ha reso concreto fin da subito.

Prima di tutto, copiando dal Dortmund lo stesso primo tempo disputato in Germania. Vantaggio immediato firmato da Scamacca, raddoppio nel finale di prima frazione con Zappacosta. Nel mezzo, praticamente solo Atalanta con Zalewski che mattatore che avrebbe meritato di timbrare il cartellino dei marcatori.

Nella ripresa, la squadra di Palladino non ha commesso l’errore che fece il Borussia all’andata. Non si è specchiata ma ha interpretato ottimamente la doppia fase di sofferenza e di proposizione.

Nella prima è stata compatta e fortunata (vedi palla ciccata da Guirassy e palo colpito da Beier), nella seconda è stata abile a sfruttare una delle sue armi migliori: l’asse De Roon-Pasalic, cross dell’olandese e inserimento puntuale del croato per il 3-0.

Poi, però, non poteva mancare l’episodio che avrebbe potuto cambiare copione alla favola: l’infortunio di Kolasinac, l’inserimento di Ahanor con il diciottenne difensore atalantino che dimostra subito di soffrire la velocità di Adeyemi, anch’egli entrato da pochissimo e puntualmente arriva il gol del 3-1 che porterebbe la sfida ai supplementari.

Ma qualcuno evidentemente non è d’accordo, perché a Eupalla i presuntuosi non piacciono. Ed ecco che quello che sarebbe stato un comodo rinvio da parte del portiere Kobel al 94′ viene intercettato da Pasalic. Cross per Krstovic che subisce una tacchettata in volto da Bensebaini, calcio di rigore e un freddissimo Samardzic dal dischetto non sbaglia portando l’Atalanta agli ottavi.

La presunzione teutonica, dunque, partì a cavallo. E tornò a piedi. Passando per le terre slave degli atalantini decisivi.

Palladino: “Partita che resterà nella storia nostra, nessuno credeva in noi”

Le dichiarazioni del tecnico dell’Atalanta Raffaele Palladino subito dopo la vittoria della sua squadra sul Borussia Dortmund per 4-1 e la conseguente qualificazione agli ottavi di finale di Champions League

Sulla partita: “Partita che resterà nella storia nostra e del calcio italiano, è una partita che rimarrà sempre nella mia mente ed è la migliore per ora della mia gestione. Ringrazio tutti. Era un’impresa difficile ma non impossibile, all’andata abbiamo fatto un po’ di errori tecnici ma davanti ai nostri tifosi e con la positività che avevamo dopo la rimonta con il Napoli abbiamo mostrato tutto il nostro spirito. Encomiabile l’episodio di Krstovic che ci ha creduto nell’ultimo episodio. Probabilmente nessuno credeva in noi e l’ho detto anche ai ragazzi ed è servito da sprone.

Su come è stata preparata la partita: “Abbiamo preparato la partita portando tanti attacchi alla profondità cercando di andarli a prendere alti sul portiere“.

Sul calcio italiano: “Ho sentito tanti commenti a volte non belli sia nei nostri confronti sia nei confronti delle altre squadre, credo che il calcio italiano vada protetto, bisogna essere un po’ più costruttivi e propositivi“.

Sull’ultimo quarto d’ora: “Un mese e mezzo fa questa partita l’avremmo persa, invece ora abbiamo capito come interpretare i momenti di difficoltà e poi hanno fatto, soprattutto negli ultimi minuti, tutto i ragazzi con intelligenza, pazienza e furbizia. Si meritano questa soddisfazione“.

Luca Percassi: “Commosso per questa serata, contento per il popolo atalantino”

Le dichiarazioni di Luca Percassi dopo la straordinaria qualificazione dell’Atalanta agli ottavi di finale di Champions League dopo la vittoria per 4-1 sul Borussia Dortmund rilasciate ai microfoni di Sky

Sulla partita: “Fin dal primo momento abbiamo avuto l’impressione di non aver espresso la migliore Atalanta, direi che il mister ci ha sempre creduto e ha trasmesso la sua voglia a tutti e fa piacere per tutto il calcio italiano e a chi vuole bene all’Atalanta“.

Sull’importanza della serata: “La considero come emozione solo sotto a Dublino. Bellissimo vedere tutto il trasporto che lo stadio ha infuso alla squadra, sono commosso perché di partite gloriose ne abbiamo vissuto tante ma stasera è emersa quella che è l’Atalanta. Siamo orgogliosi che tutto il popolo atalantino può gioire di quella serata“.

Su Pasalic: “Mario è stato decisivo in tantissimi frangenti e mi ha fatto piacere che domenica ha detto pubblicamente di essere orgoglioso di essere atalantino“.

Sulla querelle contro il Borussia Dortmund sull’affare Samuele Inacio: “Poi era una sfida nella sfida anche per il comportamento del Borussia Dortmund nei confronti di un nostro tesserato e magari chi è andato via scappando dall’Atalanta oggi rimpiangerà questa scelta“.

Questa sera alle 21:40 torna “BergamoNerazzurra in diretta”

Questa sera, sulla pagina Facebook e sul canale Youtube di BergamoNerazzurra, torna “BergamoNerazzurra in diretta“. Con il direttore Giuseppe Pucciarelli e i suoi ospiti parleremo della vittoria dell’Atalanta sul Napoli e della vigilia del ritorno dei playoff di Champions League contro il Borussia Dortmund. Vi aspettiamo numerosi.