Gasperini: “Pronti per giocare contro una grande squadra. Aver centrato il traguardo Champions ci tranquillizza. Momento per lasciare? Vivo di presente”

La conferenza stampa della vigilia della finale di Europa League tra Bayer Leverkusen e Atalanta del tecnico della Dea Gian Piero Gasperini tratta da tuttomercatoweb.com

Sulla partita e sull’assenza di De Roon: “Sotto l’aspetto mentale e psicofisico sì, anche il fatto di aver centrato la Champions domenica ancora di più. Io personalmente sono dispiaciuto dell’assenza di De Roon, per il valore in campo del giocatore e perché meritava una finale. Ha dato tantissima all’Atalanta, dispiace debba perdere proprio la partita più importante. Non è facile, quando giochi per tre mesi ogni tre giorni, poterti esprimere sempre al massimo: abbiamo giocato tantissime gare, molte in modo positivo, c’è rimasto il rammarico della partita contro la Juventus alla quale siamo arrivati non al meglio delle nostre prestazioni. Però adesso c’è un’altra gara, un’altra finale, un’altra coppa. Non abbiamo alibi“.

Sull’aver centrato il traguardo Champions: “Aver raggiunto la Champions domenica è un ulteriore passo, che permette il massimo della concentrazione su questa coppa. È stato sicuramente molto positivo, il mio sentimento maggiore è di attesa. Nel senso che crediamo di aver preparato tutto quello che dovevamo preparare, ora aspettiamo di confrontarci. Dovremo essere bravi a ritrovare la serenità giusta“.

Sulle scelte in attacco: “Scamacca negli ultimi mesi ha fatto un’evoluzione notevole, non solo in termini di gol. Soprattutto in una partita come quella contro la Juventus sarebbe stato fondamentale, anche perché non abbiamo un’alternativa simile nel ruolo. È chiaro che domani ci sono tutti, c’è lui, c’è Lookman, c’è De Ketelaere, il reparto d’attacco è al completo e possiamo ragionare su 90 minuti o anche di più“.

Su come affrontare il Bayer: “Con la consapevolezza che affrontiamo una grande squadra: parlano i numeri, le prestazioni fatte nei mesi. Però nel nostro percorso abbiamo affrontato, sia in Italia che all’estero, tante squadre molto forti. Un po’ di autostima ce l’abbiamo. È una squadra molto ben organizzata, al di là della qualità dei singoli, con soluzioni varie, non solo in attacco. È una squadra duttile, che si difende molto bene e riparte molto bene: vale tutti i risultati che ha fatto, dovremo fare una prestazione molto precisa, molto attenta, dovremo avere anche noi una grande precisione come organizzazione. Poi è chiaro che è una partita, come sempre nelle finali, nella quale bisognerà portare gli episodi dalla propria parte. Noi dobbiamo avere grande rispetto e grande conoscenza di questa squadra, con le italiane ti confronti molte volte e con le straniere molto meno. Col Bayer ci siamo incontrati due anni fa, ma questa è una squadra diversa. Non hai l’abitudine al confronto: quando giochi due partite, andata e ritorno, ti puoi fare un’esperienza anche migliore. Quando giochi una finale secca devi essere bravo ad adattarti e capire come contrapporsi“.

Sui tifosi: “Abbiamo chiesto un grandissimo sacrifico anche a loro, sotto tutti gli aspetti: non ci hanno mai fatto mancare la loro presenza, molto numerosa. Sarà così anche domani, nonostante non fosse agevole. Speriamo“.

Sul fatto se esista o meno un momento propizio per lasciare: “Il momento propizio non lo sai quando ci arrivi, non abbiamo la sfera di cristallo. Si dice che il momento giusto è quando vinci, perché non cali nella considerazione. Però noi non pensiamo mai a quando si lascia, viviamo di presente più che di futuro. Quello che ha fatto Xabi Alonso è molto bello, sicuramente gli si sarebbero spalancate tante occasioni. È molto positivo, un esempio di calcio“.

Sul fatto se il campionato italiano sia diventato più allenante: “È cresciuto, con la presenza di tante squadre sia l’anno scorso che quest’anno nelle finali europee. È cresciuto nel ranking, ci sono anche più squadre in Europa che possano rappresentarci, è un segno positivo per il nostro campionato e speriamo che sia anche una spinta per la Nazionale per diventare competitiva ora che ci saranno gli Europei. A noi giocare tante partite ci ha aiutato: ci siamo allenati un po’ meno, abbiamo sperimentato tanto e abbiamo avuto pochissimi infortuni, cosa che ci ha aiutato per quanto la stagione sia stata durissima. Ora lo possiamo dire: un calendario così compresso, con così tante partite, porta a due cose. O ci abituiamo, o troviamo qualche stratagemma: almeno per noi è stato molto molto impegnativo“.

Lecce-Atalanta 0-2, l’editoriale – Il sollievo della “musichetta”

Due erano le curiosità riguardanti l’impegno dell’Atalanta a Lecce. In primis, la reazione della squadra dopo la sconfitta nella finale di Coppa Italia con la Juventus. In secundis, quanto turnover avrebbe fatto Gasperini in vista dell’altra finale, quella di mercoledì di Europa League contro il Bayer Leverkusen.

Ebbene, le risposte ci sono state. Partiamo dalla seconda curiosità. Il tecnico piemontese (squalificato, in panchina è andato Gritti) tra titolarità e subentri ha ricorso a diversi elementi della rosa scarsamente impiegati come Bonfanti (titolare), Adopo e Bakker, risparmiando tutta la gara a elementi importanti come Ruggeri e Lookman.

Per quanto riguarda la reazione, un po’ di ripercussioni psicologiche ci sono state. Ma non tanto per la sconfitta quanto per l’infortunio occorso mercoledì scorso a Marten De Roon.

I calciatori dell’Atalanta ieri hanno giocato con il pedale dell’acceleratore lievemente schiacciato proprio per evitare di subire infortuni che avrebbero loro compromesso sia la presenza in campo mercoledì sia, eventualmente, anche la partecipazione a un Europeo che è dietro l’angolo.

Fortunatamente, anche i calciatori del Lecce già salvo non si sono dannati l’anima e allora, a parità di carica agonistica, prevale la squadra più tecnica. L’uno-due a inizio ripresa del duo De Ketelaere-Scamacca ha chiuso la partita a favore della Dea (unico brivido il palo di Piccoli su punizione all’87’) e ha spalancato all’Atalanta le porte della quarta qualificazione in Champions League della propria storia.

Un traguardo che certifica la più bella stagione della pluricentenaria storia della Dea. Un traguardo con la quale la squadra di Gasperini fa ciao ciao ai “bachechisti” e che è importantissimo sia per il presente che per il futuro della società di Percassi.

Eh, ma l’Atalanta non vince mai niente“. Intanto c’è quella musichetta che si sentirà a Bergamo in uno stadio finalmente pieno e completo. Una musichetta che sa di sollievo. E che fa rosicare i gufi.

Gasperini: “Ok la Champions, ma per il mio futuro contano le sfide”

Le dichiarazioni di Gian Piero Gasperini ai microfoni di Sky subito dopo la vittoria della sua Atalanta in casa del Lecce per 2-0 che è valsa la quarta storica qualificazione in Champions League per la Dea.

Sulla qualificazione Champions: “Qualificarsi in Champions per l’Atalanta è il traguardo massimo, non è che possiamo pensare a vincere lo Scudetto. Certo, il club ha un futuro radioso quindi chissà. Voglio ringraziare tutti i giocatori, solo felice di questo risultato e va dedicato a tutto l’ambiente di Bergamo, alla società e a tutti quanti“.

Sulla finale di Dublino: “La tranquillità di questo risultato è un motivo in più, abbiamo fatto un percorso durissimo come numero di partite, 53 in totale, ne abbiamo vinte 30. Le ultime cinque vittorie di fila ci hanno dato una grande spinta, la finale con la Juve abbiamo giocato un po’ affaticati, ci è mancata un po’ di velocità, di adrenalina. Oggi gara particolare, ma da qui a mercoledì abbiamo bisogno della miglior Atalanta in assoluto, dal punto di vista dinamico e tecnico. Abbiamo poco tempo per prepararla e mi dispiace tantissimo l’assenza di de Roon, non solo per l’importanza del giocatore ma per lui stesso, verrà in panchina con me sicuramente. E’ una cosa terribile, ma torneremo Dublino con la coscienza a posto, speriamo di fare una impresa per tutta l’Italia“.

Sul suo futuro: “Noi giochiamo questo mercoledì, poi vediamo. Per me la differenza è la sfida, di quanto sei credibile nelle scelte e nelle valutazioni, ma soprattutto la sfida. La Champions conquistata è straordinaria, ma per me è sempre più importante la sfida, capiremo tutto dopo la finale“.

VIDEO – I festeggiamenti Champions negli spogliatoi di Lecce

Grande festa dell‘Atalanta nello spogliatoio del “Via del Mare” di Lecce dopo la vittoria per 2-0 ai danni dei salentini che vale la qualificazione alla prossima Champions League.

VIDEO: pagina Instagram Atalanta Bergamasca Calcio



Alle 23:30 festa Champions a Zingonia

L’Atalanta rientrerà da Lecce alle 23:30. Per quell’ora è prevista a Zingonia una calorosa accoglienza da parte dei tifosi della Dea per festeggiare la qualificazione Champions e per caricare la squadra in vista della finale di Europa League a Dublino contro il Bayer Leverkusen.

Atalanta, sei in CHAMPIONS LEAGUE! A Lecce è 2-0 per la Dea

L’Atalanta centra la quarta qualificazione in Champions League della sua storia. La certezza matematica è arrivata con il successo ottenuto pochi minuti fa in casa del Lecce per 2-0 grazie ai gol di De Ketelaere al 48′ e Scamacca al 54′. Un successo firmato Percassi, Pagliuca e Gasperini. E ovviamente GRAZIE RAGAZZI!!!!!

De Roon: “Andrò a Dublino e farò il tifo per i ragazzi”

Come era prevedibile, l’infortunio occorso a Marten De Roon nella finale di Coppa Italia con la Juventus impedirà all’olandese di disputare la finale di Europa League a Dublino contro il Bayer Leverkusen mercoledì prossimo (e sono a rischio anche gli Europei).

L’olandese ha affidato ai suoi social tutta la sua frustrazione: “Qualche giorno fa non avrei mai pensato di scrivere queste parole: non posso giocare la finale di Europa League. Quella che doveva essere la settimana più importante della mia carriera, è diventata l’incubo più grande. È difficile anche perché non voglio mettere troppa negatività intorno al sentimento: l’orgoglio che provo per la nostra squadra, la città di Bergamo e i tifosi per aver giocato la finale.

Quell’orgoglio collettivo dovrebbe far superare la mia tristezza, frustrazione e rabbia. Ma comunque, è molto difficile. All’inizio a volte era difficile da credere: eravamo in finale di coppa E in finale di Europa League. Ho visto compagni di squadra correre come nessun altro, ho sentito tifosi cantare come nessun altro ed è una sensazione che ricorderò sempre.

Guardate la mia faccia quando entro in campo. È semplicemente pura felicità. Il mio viaggio si è concluso a metà strada, ma il viaggio dell’Atalanta continuerà… Mercoledì prossimo viaggerò a Dublino, resterò con i ragazzi, vivrò verso quel primo fischio come farei normalmente, ma una volta iniziato non c’è più niente che possa fare in campo. Griderò più forte che posso. Grazie a tutti quelli che hanno mandato un messaggio e sono rimaste solo due parole da dire: Forza Atalanta.”

Atalanta-Juventus 0-1, l’editoriale – Una proporzione e un’equazione

Vi ricordate le proporzioni? Quella struttura matematica dove “:” si legge “sta” e “=” si legge
“come”?. Ebbene, la proporzione che viene in mente dopo la finale di Coppa Italia persa dall’Atalanta con la Juventus per 1-0 è la seguente: Juventus : Champions League = Atalanta : Coppa Italia.

Così come la Vecchia Signora ha perso 5 finali di seguito della massima manifestazione
calcistica continentale dopo l’ultimo successo del 1996, così la Dea ha perso 5 tondini tricolori di fila dal successo del 1963.

Evidentemente, come Eupalla non ha perdonato alla Juventus il giro di campo con la Coppa
insanguinata dell’Heysel (29 maggio 1985) altrettanto non ha perdonato all’Atalanta l’aver
conseguito il suo unico successo il 2 giugno 1963 quando il bergamasco Papa Giovanni
XXIII
era agonizzante (sarebbe volato in Cielo il giorno successivo).

Ovviamente, stiamo “provocando”. Anche perché sulla partita non ci sta molto da dire. Una
cosa doveva fare la Juventus: trovare il vantaggio per poi chiudersi dietro. E l’ha fatta.
Due cose non doveva fare l’Atalanta: passare subito sotto e farsi sopraffare dalla tensione. E
purtroppo entrambe le cose sono state fatte.

Questo ci fa pensare a un’altra struttura matematica: l’equazione. Equazione semplice e
scontata. Gian Piero Gasperini non è un allenatore in grado di preparare mentalmente e
tatticamente una squadra che affronta una finale.

Il tecnico di Grugliasco non ha ancora capito che quei 90 minuti rappresentano una cosa a
parte rispetto a tutto il resto e se occorre snaturarsi tatticamente, va fatto.

Così come è necessario trasmettere tranquillità nello spogliatoio e quel suo passeggiare
nervosamente ripreso dalle telecamere tutto trasmetteva meno che tranquillità.

Ecco perchè (anche se lo speriamo con tutto il cuore) difficilmente a Dublino l’esito sarà
diverso da ieri. Speriamo che Gasperini possa smentirci. Saremmo i più felici incompetenti
del mondo.

Gasperini: “Non abbiamo fatto una brutta partita. De Roon? Mancherà”

Le dichiarazioni del tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini subito dopo la sconfitta nella finale di Coppa Italia con la Juventus per 1-0 rilasciate ai microfoni di Mediaset.

Sulla partita: “Cosa è mancato? E’ mancato che avevamo difronte un avversario forte che si è difeso molto bene, abbiamo avuto alcune occasioni, non credo che abbiamo fatto una brutta partita, tutt’altro. Il nostro avversario non ha fatto più di noi. Siamo dispiaciuti ma non delusi, abbiamo ancora obiettivi importanti“.

Sull’assenza di Scamacca: “Siamo stati un po’ lenti al limite dell’area e poche volte abbiamo fatto la giocata veloce, l’assenza di Scamacca si è fatta sentire. Loro una volta in vantaggio si sanno difendere bene e non è facile aprire i loro spazi, nella ripresa è accaduto grazie alla nostra pressione e alla loro fatica ma non abbiamo trovato la giocata“.

Sul futuro: “Abbiamo fuori De Roon e Kolasinac ma recuperiamo Scamacca“.

Sull’assetto tattico: “Abbiamo rischiato troppo uno contro uno? Abbiamo preso solo il gol al quarto minuto ma per 86 minuti abbiamo rischiato niente, solo la traversa di Miretti“.

Atalanta, la Coppa Italia resta stregata. La Juventus si impone 1-0

L’esperienza della Juventus ha avuto ancora la meglio e i bianconeri conquistano la Coppa Italia 2023/2024 battendo 1-0 l’Atalanta con una rete di Vlahovic al 4′. La Dea, contratta nel primo tempo, reagisce nella ripresa ma va a sbattere sul palo colpito da Lookman e sulla parata di Perin su Ederson al 93′. In contropiede, la Juventus si divora il 2-0 con Miretti