Gasperini: “Ilicic è recuperato. Gomez? Decide la società”

Le dichiarazioni dell’allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini subito dopo la vittoria della sua squadra con la Roma per 4-1, tratte da tuttomercatoweb.com

Sulla partita: “La squadra ha fatto bene, abbiamo vinto con la Fiorentina e abbiamo pareggiato con la Juve. Abbiamo vinto contro la Roma, senza Champions abbiamo qualche energia in più. Le difficoltà sono le stesse per tutti, le prestazioni non sono mai state scontate. Mi dispiace non aver parlato della squadra, i risultati adesso ritrovano maggiore considerazione. Spero che anche oggi venga dato il giusto risalto“.

Su Ilicic: “Ha fatto qualcosa di importante negli allenamenti, ha fatto due allenamenti strepitosi. Mi ha dato sensazione di esserci, ma con continuità. Prima era discontinuo, possiamo dire che lo abbiamo recuperato. Io sono contento per lui, per tanti motivi. È un giocatore straordinario, sono contento per la sua rinascita“.

Su Gomez: “Quando si arrabbia un allenatore succede qualcosa, quando si arrabbia un presidente è un po’ più difficile. E’ una cosa che si aggiusterà con la società e aggiusterà la società. Siete un po’ pesanti, abbiamo pareggiato con la Juventus, vinto con la Fiorentina, con l’Ajax e stasera e ancora ci chiedete questo. C’è stato un comunicato e basta“.

Sull’attacco: “Eravamo in deficit, poi abbiamo trovato le soluzioni come il gol di Remo contro la Juventus. Adesso abbiamo più fiducia, anche perché ho recuperato gli uomini d’attacco“.

Su Muriel e Miranchuk: “Siamo contenti, sono soddisfatto dell’ingresso di Miranchuk, ma anche di Muriel“.

Zapata: “Non siamo mai andati via. Gomez è il nostro capitano”

Dopo il successo per 4-1 sulla Roma, Duvan Zapata si è soffermato ai microfoni di Sky Sport. Queste le sue dichiarazioni, tratte da tuttomercatoweb.com

Sulla partita: “Se siamo tornati? Non siamo mai andati via, abbiamo avuto un periodo un po’ sfortunato, ma oggi abbiamo fatto una grande partita. Non era facile ribaltarla così, siamo stati tutti bravi“.

Sul suo gol: “Vivo per il gol: a volte non è la cosa più importante, conta anche far giocare bene la squadra, ma sono contento di averlo ritrovato“.

Su Ilicic e Gomez: “Ilicic ci ha aiutato a giocare meglio: in attacco è stato devastante. Siamo contenti per lui, si vede che è già in grande forma. Gomez è ancora con noi, è il nostro capitano, e speriamo di ritrovarlo in campo insieme a noi“.

Atalanta-Roma 4-1, il tabellino

Il tabellino di Atalanta-Roma 4-1, tratto da corrieredellosport.it

ATALANTA (3-4-2-1): Gollini; Djimsiti, Romero (1′ st Palomino), Toloi; Hateboer, De Roon, Freuler, Gosens (44′ st Mojica); Pessina (1′ st Ilicic), Malinovskyi (36′ st Miranchuk); Zapata (27′ st Muriel). A disposizione: Depaoli, Gyabuaa, Lammers, Rossi, Sportiello, Sutalo, Traore. Allenatore: Gasperini.

ROMA (3-4-2-1): Mirante; Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Pellegrini (36′ st Villar), Veretout (36′ st Perez), Spinazzola (21′ st Peres); Pedro (28′ st Cristante), Mkhitaryan; Dzeko. A disposizione: Calafiori, Diawara, Fazio, Jesus, Kumbulla, Lopez, Mayoral, Santon. Allenatore: Fonseca.

ARBITRO: Di Bello

MARCATORI: 3′ Dzeko (R), 14′ st Zapata (A), 25′ st Gosens (A), 27′ st Muriel (A), 40′ st Ilicic (A).

NOTE: Ammoniti: Malinovskyi, Gasperini (A); Pellegrini, Mirante, Mancini (R) . Recupero: 3′ pt, 0′ st. 

Atalanta-Roma, le formazioni ufficiali

Le formazioni ufficiali di Atalanta-Roma:

Atalanta (3-5-1-1) – Gollini; Toloi, Romero, Djmisiti; Hateboer, Freuler, De Roon, Pessina, Gosens; Malinovskyi; Zapata. A disp.: Sportiello, Rossi, Palomino, Sutalo, Depaoli, Mojica, Gyabuaa, Miranchuk, Ilicic, Diallo, Lammers, Muriel. All.: Gasperini
Roma (3-4-2-1) – Mirante; Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Pellegrini, Veretout, Spinazzola; Pedro, Mkhitaryan; Dzeko. A disp.: Farelli, Pau Lopez, Juan Jesus, Santon, Fazio, Kumbulla, Calafiori, Cristante, Villar, Diawara, Majoral, Perez. All.: Fonseca

Gomez out con la Roma con il placet di Percassi. E i giardini di Zingonia sullo sfondo

Non c’è cattivo più cattivo di un buono quando diventa cattivo“. Una frase che è una delle battute più iconiche del cinema italiano, pronunciate dal grande Bud Spencer in “Chi trova un amico, trova un tesoro“, film interpretato in coppia con il partner di sempre, Terence Hill.

Una frase che è diventata molto di vita per persone buone e accondiscendenti, ma che non bisogna provocare in maniera gratuita altrimenti…si arrabbiano (tanto per restare sul filone Hill-Spencer).

E chissà se Antonio Percassi non abbia pronunciato questa frase a Giuseppe Riso, procuratore del Papu Gomez, quando quest’ultimo gli ha chiesto candidamente di liberare gratis il proprio assistito.

Una richiesta assurda alla quale, ovviamente, il Presidente dell’Atalanta ha risposto picche. E allora, casualmente, dopo la gara con l’Ajax è arrivato il famoso post su Instagram messo un’ora prima dei sorteggi per gli ottavi di Champions League. E sempre altrettanto casualmente il Papu ha canticchiato l’inno della Juventus prima della sfida con i bianconeri. Come sempre altrettanto casualmente Gomez non ha esultato con i compagni al gol del pareggio di Freuler.

Naturale che di casuale non vi sia proprio nulla, ma si tratta di una vera e propria strategia atta a trovare lo spiraglio legale per potersi liberare gratuitamente.

Ma Percassi, spiace per il Papu, non è nato ieri. E quel comunicato in cui si spiega che l’allenatore non ha convocato, con l’avallo della società, Gomez, per scelta tecnica è una perla dal punto di vista giuridico-sportivo. In quanto le decisioni tecniche dell’allenatore sono insindacabili e non possono essere sospette di alcun mobbing.

Allora che si fa? Semplice. Gomez a gennaio può andarsene, certo. Ma se ne va solo alle condizioni dettate dall’Atalanta. Che sono note ai più: 15 milioni di euro, in denaro contante e/o in contropartite tecniche utili alla causa nerazzurra. Quindi, proposte di scambi risibili (come quella che vedrebbe uno scambio alla pari tra Caldara e il Papu, offerta che non sta in piedi per il semplice fatto che purtroppo Mattia non può dare ora garanzie dal punto di vista fisico) verranno rispedite al mittente.

O si fa il tutto alle condizioni di Percassi, dunque, o Gomez rimane, per ora. Con i giardini di Zingonia pronti ad attenderlo.

Atalanta, i convocati per la Roma. Non c’è Gomez, ma torna Ilicic

L’indiscrezione trova conferma. Alejandro Gomez non è stato convocato per la partita di domani contro la Roma, valevole per la 13/a giornata di Serie A 2020/2021. Il Papu è stato escluso dall’elenco dei 23 convocati, tra i quali rientra Josip Ilicic. Presente anche Rafael Toloi. Assenti gli infortunati Caldara e Pasalic e Piccini, oramai messo ai margini della rosa. Questo l’elenco completo.

PORTIERI: Gollini, Rossi, Sportiello
DIFENSORI: Depaoli, Djimsiti, Gosens, Hateboer, Mojica, Palomino, Romero, Sutalo, Toloi
CENTROCAMPISTI: De Roon, Freuler, Gyabuaa, Malinovskyi, Miranchuk, Pessina
ATTACCANTI: Diallo, Ilicic, Lammers, Muriel, Zapata

Gasperini: “Gomez? Parliamo di calcio. Mercato? Voglio gente contenta di restare all’Atalanta”

La conferenza stampa dell’allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini alla vigilia della sfida con la Roma.

Su Gomez: “Se vogliamo parlare di calcio bene. Ne stiamo parlando da giorni, ma domani abbiamo una partita importante. Dobbiamo preparare questa gara che sentiamo, la nostra attenzione è rivolta alla sfida di domani“.

Sulla Roma: “Troviamo una squadra in condizione e che fa tanti gol, hanno trovato il passo giusto. Era una squadra di valore già lo scorso anno, oggi troviamo una delle big del torneo. Arriva in un momento in cui il campionato è in una parte accesa. Tutte le migliori squadre stanno dando il massimo, è una partita molto interessante, visto anche il nostro momento. Si incontrano due squadre che vogliono far bene. Fonseca ha fatto un gran lavoro, la Roma stava facendo bene anche lo scorso anno. Quest’anno, partendo dall’inizio del campionato, si vede che hanno delle conoscenze consolidate, stanno facendo quello che tutti vediamo. Per noi domani sarà una partita importante: lo scorso anno è andato bene, ma ogni gara è diversa. Parliamo di due squadre che si conoscono bene dal punto di vista tattico. Le prestazioni sono sempre state buone, a volte non sono state valorizzate col risultato, ma la squadra ha creato tanto. A volte gli episodi cambiano le partite, ma la squadra è sempre stata in partita anche col Verona. È chiaro che nell’ultima partita con la Juve abbiamo regalato qualche situazione, almeno nel primo tempo. Abbiamo fatto anche delle cose positive, poi è certo che si lavora sugli errori“.

Sul mercato: “Speriamo di recuperare presto Pasalic, a gennaio c’è la sosta. Non ho intenzione di chiedere giocatori alla società, vedremo a gennaio di avere gente contenta di stare qua. Maehle? Non lo so, te lo dirò se arriverà. Oggi c’è la Roma, poi c’è il Bologna. Sul mercato poi si fanno un sacco di nomi, finché non sono ufficiali non ha senso commentare“.

Sugli ex atalantini ora in forza alla Roma: “Sono quattro giocatori forti, Spinazzola quest’anno sta facendo più degli altri anni. Stanno facendo delle cose incredibili. Su Ibanez vi dico la verità, siamo tutti dispiaciuti: poteva essere un giocatore importante, a differenza di Romero aveva fatto pochi campionati in Italia. Sta venendo fuori con un po’ di rammarico, è un giocatore che ha dimostrato di avere caratteristiche importanti“.

Sui singoli: “Ilicic? Si è allenato anche bene, l’ho visto calciare con buona forza. Ha superato questo problema. Miranchuk? Purtroppo l’ho avuto poco a disposizione, si è presentato con un infortunio abbastanza lungo. Poi c’è stato il Covid. È un giocatore di indubbio valore e cerca sempre gli attaccanti, è geniale in queste cose. Ho la sensazione che non sia proprio quel giocatore offensivo, ama giocare in mezzo. È più un giocatore da ultimo passaggio, bisogna rispettarlo per ciò che sono le sue caratteristiche. Arriva da un campionato diverso, dobbiamo scoprirlo di volta in volta. Ha alcune qualità molte importanti, dobbiamo cercare di far diventare utili queste caratteristiche“.

Sul turnover
: “Io questa storia la capisco sempre meno. Abbiamo pagato le partite in Champions, anche lo scorso anno dopo il lockdown abbiamo giocato 8 partite di seguito. In campionato siamo riusciti spesso a recuperare le batterie in quattro giorni“.

Sulle 600 partite di Percassi presidente: “Sono contento per ciò che rappresenta, poi la storia del presidente è davvero singolare. Spero che possa farne altre seimila“.

Sull’assenza di pubblico allo stadio: “Non è per piaggeria, il calcio senza pubblico non piace a nessuno. Nessuno pensava a dieci mesi così, come tutti stiamo cercando di vivere al meglio questa situazione sperando passi più in fretta possibile. Siamo sottoposti a controlli, viviamo tale e quale a tutti“.

Sulla scelta dei capitani: “È fatta in base all’anzianità, all’appartenenza e al numero di partite giocate. Io sono per più capitani: per me De Roon, Freuler e Toloi sono tre capitani visti tutti questi fattori“.

Sugli assenti: “Non ci sono recuperi particolari. Caldara sta facendo bene, speriamo di rivederlo a gennaio. Pasalic ci vuole un po’ più tempo, Ruggeri ne ha per 15 giorni. Miranchuk si è allenato, gli altri stanno bene“.

Sul calendario e la classifica: “Abbiamo giocato undici partite, ci sono ancora 27 giornate da giocare, credo sia opportuno concentrarsi su ogni singola partita. Il calendario di gennaio? Dobbiamo adeguarci“.





Sempre più “Atalantest”, occhio a Kovalenko

Dopo Malinovskyi e Miranchuk, il vento dell’est potrebbe continuare a spirare in quel di Zingonia. Radio mercato dà per prossima l’intesa tra l’Atalanta e il centrocampista ucraino classe 1996 Viktor Kovalenko. Mediano bravo negli inserimenti, Kovalenko è in scadenza di contratto con lo Shakhtar Donestk, club che è stato finora l’unico della sua carriera. Vedremo se sarà un affare che si concretizzerà già adesso oppure bisognerà attendere giugno.

Juventus-Atalanta, l’editoriale – Manca sempre un soldo per fare una lira

Oramai sta diventando una sorta di tradizione. Per la terza stagione di fila, l’Atalanta lascia l'”Allianz Stadium” di Torino con un punto in classifica in più ma con tanto rammarico per non aver ottenuto il bottino pieno. Una sequela che venne aperta dall’1-1 del 19 maggio 2019, con Mandzukic che nel finale rispose a Ilicic nella sfida che però consentì all’Atalanta di ipotecare la prima storica qualificazione in Champions League.

Poi, il 2-2 dello scorso 11 luglio, con la Dea due volte avanti con Zapata e Malinovskyi , due volte raggiunta da due calci di rigore generosissimi (eufemismi) trasformati da Cristiano Ronaldo. E, infine, l’1-1 di ieri. Sì, forse dei tre è il pareggio più “giusto”, in quanto pure la Juventus ha avuto le sue occasioni e Gollini è risultato essere il migliore dell’Atalanta.

Ma se contemporaneamente è stato Szczesny il migliore dei bianconeri, beh, qualcosa vorrà pur dire. Globalmente, l’Atalanta ha disputato una partita “regolare” per tutti i 90 minuti più recupero. Dove per “regolare” si intende una gara decisamente alla pari con un avversario che, nonostante tutto, resta il principale accreditato per la conquista di quello che sarebbe il suo decimo scudetto consecutivo.

Una gara “regolare” nel suo andamento a folate. La Juventus si è fatta preferire nei primi dieci-quindici minuti di ogni frazione, mentre è stata la Dea ad avere il pallino del gioco nei restanti frangenti. E, soprattutto nella ripresa, ha costruito diverse occasioni dove Szczesny è salito sugli scudi.

Così come è salito sugli scudi Gollini. Sono stati almeno quattro le parate decisive compiute dall’estremo difensore nerazzurro, tra le quali l’intervento dove ha messo la faccia (nel vero senso del termine) su Morata e poi l’aver detto no a Ronaldo sull’ennesimo rigore generosissimo (eufemismo bis) fischiato da Doveri per fallo di Hateboer sul calciatore numero uno degli antisportivi (d’altronde, è figlio di un altro che faceva dell’antisportività il suo marchio di fabbrica e le pere non cadono mai lontano dall’albero).

Una prestazione, quella del portiere nerazzurro, da Nazionale senza se e senza ma. Così sugli scudi è salito Remo Freuler, autore di una perla, la rete del pareggio, di bellezza uguale solo alla rete segnata nella sfida degli ottavi contro il Valencia nella scorsa stagione. Un gol che impreziosisce l’ennesima prestazione di livello.

Un altro elemento da sottolineare dalla sfida di ieri è stata la pacifica convivenza della nuova e della vecchia Atalanta, intendendo con questi aggettivi le vesti tattiche della Dea. Nel primo tempo, il 3-5-1-1 vincente sia a Liverpool che ad Amsterdam con due centrocampisti offensivi deputati anche all’interdizione come Pessina e Malinovskyi accanto a Zapata. Nel secondo tempo, il 3-4-1-2, con il Papu Gomez dietro Miranchuk e Muriel, tutti e tre entrati nella ripresa.

Già, il Papu. Vero, al gol di Freuler si è isolato e non ha esultato grandemente. Ma è altrettanto vero che, appena entrato, lo stesso svizzero gli ha ceduto spontaneamente la fascia di capitano e i compagni lo hanno cercato sempre. La maretta tra l’argentino e Gasperini è ancora pienamente in corso, però ieri entrambi i contendenti si sono comportati professionalmente. Con il bene dell’Atalanta come unico obiettivo. E allora perché non ipotizzare che possano continuare cosiì?