Atalanta, i convocati per il Milan

L’Atalanta ha comunicato l’elenco dei convocati per la sfida di domani al Milan, valevole per la 19/a giornata di Serie A 2020/2021. Sono 23 i calciatori chiamati, in pratica l’intera rosa tranne l’epurato Gomez e l’infortunato Pasalic. Questo l’elenco completo.

PORTIERI: Gollini, Rossi, Sportiello
DIFENSORI: Caldara, Depaoli, Djimsiti, Gosens, Hateboer, Maehle, Palomino, Romero, Ruggeri, Sutalo, Toloi
CENTROCAMPISTI: De Roon, Freuler, Malinovskyi, Miranchuk, Pessina
ATTACCANTI: Ilicic, Lammers, Muriel, Zapata

Gasperini: “Il Milan? Sta facendo qualcosa di straordinario. Deluso dalle ultime due prestazioni?”

La conferenza stampa della vigilia di Milan-Atalanta del tecnico della Dea Gian Piero Gasperini, tratta da tuttomercatoweb.com

Sulla partita: “Domani ci si aspetta una partita tanto attesa, tra due squadre che vogliono imporsi sul campo. Io non rinnego niente nemmeno delle ultime due partite, l’altro giorno abbiamo fatto quello che dovevamo fare. Arriviamo a questa partita con un buon morale, ci presentiamo davanti alla prima in classifica e cercheremo di fare la miglior partita possibile“.

Sul Milan: “È cambiato tanto il Milan, è merito di Pioli e della società. Quello che ha fatto il Milan è qualcosa di straordinario. È una squadra forte, poi una società come il Milan capisce il momento, questo può essere un anno buono e sta intervenendo sul mercato, è un segnale. Il mercato che sta facendo? Si tratta della volontà della società di cogliere l’attimo. Questa è una stagione in cui c’è anche maggior vantaggio su Juventus e Napoli, lo colgo in questo senso“.

Su Ibrahimovic: “Ha le sue caratteristiche, è unico e singolare. Il Milan ha dimostrato di essere una squadra, ha scombussolato le opinioni di tanti commentatori. Il Milan è stata capace di sopperire alla mancanza di Ibra, è un grandissimo merito. Il calcio singolo è importante, ma la squadra è fondamentale. In questo tipo di partite ti aspetti qualità di gioco, a volte non è così. È un momento particolare, speriamo che possa essere una partita in grado di soddisfare tutti, non è facile giocare al meglio. I presupposti ci sono per entrambe“.

Sul momento della squadra
: “Se avessimo vinto avremmo punti in più. Io sono critico nelle partite in cui abbiamo fatto meno, come ad esempio con la Samp nel secondo tempo. L’Atalanta ha fatto due ultime gare in cui ha avuto 7-8 palle gol. L’altro giorno, prendere gol dopo 20 secondi in un contesto di una gara giocata bene difensivamente, poteva essere pericoloso. Per me pareggiarla è stato un merito. Siamo lì insieme a Napoli, Roma, Lazio, non la vedo così deludente“.

Sulle squadre che fanno le barricate contro l’Atalanta
: “La mancanza di pubblico consente questi atteggiamenti, è difficile assistere a quello che abbiamo visto nelle ultime due gare. Siamo partiti bene, c’era un arbitraggio più all’europea. Con una classifica così compressa le partite iniziano a contare di più, sembra essere già a fine campionato. Ogni punto è strappato al limite, ma non solo nelle nostre partite. L’altro giorno abbiamo giocato soltanto 40 minuti effettivi, diventa davvero poco. Col pubblico diventa più difficile, ma non sono mezzi illeciti“.

Su come evitare i rigori solitamente dati al Milan: “Non devi far fallo in area di rigore, se non fai fallo non prendi rigori. È una domanda che avete fatto voi, dico che noi siamo meno bravi a prendere rigori, lo dimostrano i numeri. Forse perché arriviamo poco in area. Se chiedi a me perché abbiamo preso meno rigori ti dico che siamo stati meno bravi, loro non so perché abbiano preso 12 rigori”.

Sui singoli: “Miranchuk e Malinovskyi? Hanno fatto due buone partite, poi non è semplice giocare questo tipo di gare. Hanno dimostrato una buona tenuta, è mancato qualcosa. Se Malinovskyi avesse fatto gol i giudizi sarebbero cambiati. Si stanno adattando, Miranchuk lo stiamo scoprendo adesso. Il gol sbagliato da Malinovskyi? Ha mancato il primo controllo in avanti. Era convinto di avere il compagno dietro, sono attimi. Il primo controllo gli è rimasto dietro, la seconda idea è stata quello di avere il compagno dietroPessina? È un giocatore duttile, che sta facendo molto bene. Si gioca ogni tre giorni. Ilicic sei giorni fa era straordinario, dopo Genoa e Udine…Va bene tutto, ma non posso stare dietro a tutto, i nostri equilibri sono diversi. È una situazione anomala, anche nei giudizi e nelle valutazioni. Noi dobbiamo essere molto poco anomali. Muriel? Alcune cose te le porti dietro, non è che spariscono in due o tre giorni. Nel frattempo ci giochi, ci convivi. Non possiamo fare l’elenco di tutti gli acciacchi che ci sono. Quando esci da queste partite i dolorini ci sono, ma vai avanti e giochi“.

Coppa Italia, ai quarti per l’Atalanta c’è la Lazio

Sarà la Lazio l’avversaria dell’Atalanta nei quarti di finale di Coppa Italia 2020/2021. I biancocelesti hanno battuto, nella sfida valevole per gli ottavi, il Parma per 2-1.

Lazio in vantaggio con Parolo al 23′, pareggio emiliano con Mihaila all’83’, ma al 90′ il portiere ducale Colombi è artefice del più classico degli autogol per un estremo difensore. Sul colpo di testa del laziale Muriqi, infatti, la palla prima incoccia sul palo e poi sbatte sulla schiena di Colombi che si era proteso in tuffo, terminando così in rete.

Atalanta-Lazio si giocherà mercoledì 27 gennaio a Bergamo con fischio d’inizio alle 17:45.

Atalanta, la Supercoppa Primavera è tua. Battuta la Fiorentina

L’Atalanta Primavera ha conquistato la Supercoppa Primavera per il secondo anno consecutivo. I ragazzi di mister Brambilla hanno battuto, nella gara secca per la conquista del trofeo disputata al Gewiss Stadium, la Fiorentina per 3-1.

Atalanta in vantaggio al 19′ con Cortinovis, pareggio viola con Agostinelli al 35′ e reti decisive per la baby Dea siglate nel secondo tempo con Kobacki al 67′ e con Vorlicky al 74′. Complimenti ai nostri ragazzi!

Udinese-Atalanta 1-1, l’editoriale – La formichina, le “vedove” e il mercato

Dopo il Genoa, l’Atalanta continua a vestire i panni di “formichina”. Nel recupero contro l’Udinese, è arrivato infatti un 1-1 che fa nuovamente storcere il naso alla maggior parte dei sostenitori atalantini ma che comunque porta un po’ di fieno nella fascina della classifica di Serie A, che vede ora la Dea quinta in condominio con la Juventus con 33 punti.

Una gara che ha seguito lo stesso copione della sfida contro il Grifone di domenica scorsa, eccezion fatta per gli episodi delle due reti. Primo tempo che ha visto lo sprint iniziale degli avversari, con il gol di Pereyra propiziato da una dormita collettiva dell’intera retroguardia atalantina, con poi l’Atalanta che mano a mano ha macinato gioco, sfiorando prima il pari con Maehle (strepitoso il portiere dell’Udinese Musso sulla conclusione a botta sicura del danese) e poi ottenendolo con l’ennesima, strepitosa giocata di Muriel, al suo undicesimo gol in campionato.

La ripresa ha visto l’Atalanta fare molto predominio territoriale ma non riuscendo mai a trovare il varco giusto, con l’Udinese che si è barricata e ha teso a spezzettare molto il gioco. Gli innesti di Ilicic, Zapata e Gosens, inizialmente tenuti a riposo, non hanno portato gli effetti sperati. Nel secondo tempo, a parte l’incredibile topica di Malinovskyi che, a pochi metri dalla porte, invece di concludere ha cercato un tacco per un eventuale compagno pensando di essere marcato, l’Atalanta non ha creato particolari occasioni.

Questo a causa della spietata semplicità del gioco del calcio. Se una squadra si difende e chiude tutti gli spazi, la compagine che attacca gli spazi se li deve creare. Come? Avendo in campo un calciatore in grado di saltare l’uomo e fare in modo che venga costruita la cosiddetta superiorità numerica. L’Atalanta ha il solo Ilicic in grado di fare questo ma, come ha detto lo stesso Gasperini, con una stagione anomala dove si gioca ogni tre giorni sarebbe ingiusto pretendere che lo sloveno abbia un rendimento costante al 100%.

Così come sarebbe ingiusto pretendere che Malinovskyi possa fare l’Ilicic della situazione. L’ucraino ieri ha messo tanta intensità e non ha avuto (episodio del “tacco” a parte) mai lo spazio per scoccare la conclusione. Ma non sarà mai l’uomo che accenderà la fantasia nel reparto offensivo. E teniamo presente che l’ucraino gioca sempre fuori ruolo, dato che lui è una naturale mezzala da centrocampo a tre (ruolo che occupa diligentemente in Nazionale).

Tecnicamente, chi avrebbe tutte le potenzialità tecniche per sostituire lo sloveno è Miranchuk. Ieri, il russo ha avuto un’opportunità, ma non l’ha sfruttata. La sensazione è duplice. In primis, non si è ancora completato il processo di ambientamento. In secundis, molto probabilmente si tratta di un calciatore che avrebbe bisogno di avere tutta la trequarti per sé, venendo coperto nel tridente offensivo da un calciatore più agonistico come Pessina.

A proposito di Matteo, ieri era in campo, ha fatto tanto lavoro sporco, ma dal punto di vista della mera intensità, ha perso il duello a centrocampo con Arslan. Insomma, lo si è un po’ perso ieri così come si perde Pasalic quando gioca al posto di uno tra De Roon e Freuler.

Una considerazione che apre il tema del mercato. I soloni che credono di avere la verità in tasca possono dire quello che vogliono, ma un centrocampista vero, più votato alla fase di interdizione che di costruzione e capace di far rifiatare a turno sia Capitan Futuro che Remo serve come il pane. Possibile davvero che Sartori non arrivi a capire questo? Sinceramente, non lo crediamo. Se la Roma ha veramente proposto Diawara per un eventuale scambio con Gomez, beh, pensiamo che sia un’opportunità da valutare seriamente.

Già, il Papu. Ogni volta che l’Atalanta compie un passo falso (ammesso che un pareggio a Udine lo sia), si palesano sui social le “vedove” dell’argentino, ossia quei tifosi che lo rimpiangono. Mettiamo subito le cose in chiaro. Ovvio che un calciatore come Papu Gomez manchi a quest’Atalanta. Ma è purtroppo altrettanto ovvio che, a prescindere da come siano andati i fatti, che esistono due fatti incontrovertibili: a meno di clamorosi miracoli, Papu Gomez non giocherà mai più con la Dea e non sembra, vedendo il suo profilo Instagram, che l’ex capitano si sia stracciando le vesti perché non gioca. Quindi, le lamentele delle “vedove” si riducono a essere esercizi di mera retorica che non portano a nulla. Veramente a nulla.

Muriel: “Difficile riaprire partite del genere, ma stiamo facendo bene a livello di gioco”

Le dichiarazioni di Luis Muriel subito dopo Udinese-Atalanta 1-1.


Sulla prestazione di oggi: “Difficilissimo riaprire gare contro squadre che lottano per la salvezza e che cercano il risultato in qualsiasi modo. Noi non abbiamo magari fatto viaggiare la palla sempre velocemente, ma se gli avversari si difendono in 11 giocatori, gli spazi sono pochi. Abbiamo comunque creato occasioni che non sono andate a buon fine, stiamo facendo bene a livello di gioco. Alla fine, il punto preso è importante, dobbiamo continuare così e andare sabato a Milano a prendere punti“.

Sulla gara di sabato: “Partita complicata, ma non credo che il Milan si chiuderà nella propria area. Sarà una bella sfida“.

Sull’essere ex dal dente avvelenato con l’Udinese: “Io cerco di dare sempre il meglio quando gioco, non so perché mi capita di segnare spesso all’Udinese“.

Su Guidolin, che lo criticava ai tempi dell’Udinese per il suo peso: “A Udine mangiavo troppe merendine? No, il dolce non mi piace“.

Sul preferire se partire da titolare o dalla panchina: “Io sono sempre preparato, mi alleno sempre per giocare anche quando non parto titolare“.

Gasperini: “Abbiamo raddrizzato una partita che ci siamo complicati, non ho rammarico. Ilicic? Non può giocare sempre”

Le dichiarazioni di Gian Piero Gasperini post Udinese-Atalanta rilasciate ai microfoni di Sky.

Sulla partita: “Il gol preso dopo 30 secondi ha complicato una partita già difficile di per sé. Abbiamo giocato un ottimo primo tempo per raddrizzarla, poi nella ripresa si è giocato poco. Rammarico? No, non sono queste le partite che ti danno rammarico, la squadra ha giocato quasi tutta la partita nella metà campo loro, se c’era una squadra che doveva vincere era la nostra. L’Udinese ha spezzettato molto il gioco perché a loro il pareggio andava bene“.

Sul turnover:Giocando ogni 3 giorni, abbiamo la necessità di farlo. Sono comunque contento di come sta ruotando la rosa

Sui singoli: “Maehle e Miranchuk? Il danese sta facendo bene, ha ancora difficoltà di inserimento perché è arrivato da pochissimo, Miranchuk ha qualità tecniche, magari ci potrà dare maggior offensività in futuro. Ilicic? Non può giocare sempre con continuità di rendimento tutte le partite, ci dobbiamo adattare con calciatori bravi che però non hanno le sue caratteristiche

Sul Milan: “Da questa sera inizieremo a pensarci, ci teniamo molto perché chiudiamo il girone di andata, siamo in una buonissima posizione e a combattere con degli squadroni. Giochiamo contro la prima in classifica e sarà una partita importante. La più forte? Tanti complimenti, merita di essere lassù. Merito a Pioli e a tutta la squadra“.

Su Muriel: “Posso dirti che è un giocatore straordinario e che ha un’esplosività tale che fa fatica a giocare 90 minuti, ma può giocarne 60-70 ad altissimo livello. Forse sta ottenendo continuità perché lo impiego proprio in questo modo

Udinese-Atalanta 1-1, il tabellino

Il tabellino di Udinese-Atalanta 1-1, recupero della 10/a giornata di Serie A 2020/2021, tratto da calcionews24.com

UDINESE (3-5-1-1): Musso; Becao, Bonifazi, Samir; Stryger Larsen (88′ De Maio), De Paul, Arslan (88′ Molina), Mandragora (57′ Walace, 72′ Deulofeu), Zeegelaar; Pereyra; Lasagna. All. Gotti

ATALANTA (3-4-2-1): Gollini; Toloi, Romero, Palomino; Hateboer (59′ Gosens), De Roon, Pessina, Maehle; Miranchuk (59′ Ilicic), Malinovskyi (81′ Freuler); Muriel (59′ Zapata).AllGasperini

Ammoniti: Pereyra (U), Zeegelaar (U), Bonifazi (U), Romero (A)

Marcatori: 1′ Pereyra (U), 45′ Muriel (A)

Atalanta-Genoa 0-0, l’editoriale – Se non si può vincere, almeno non si perde

Quando vi è la cerimonia di presentazione del calendario di Serie A, il commento più gettonato dei noti e meno noti addetti ai lavori è sempre il classico: “tanto, prima o poi, dobbiamo incontrarle tutte“.

Ebbene, chi ha affrontato almeno una volta nella vita un campionato di qualunque categoria, sa benissimo che questa frase è quanto di più falso che ci sia. Altro che “dobbiamo incontrarle tutte prima o poi”, il momento storico in cui si incontra una determinata squadra conta, eccome se conta. Avesse, infatti, l’Atalanta affrontato il Genoa di un mese fa, molto probabilmente staremmo parlando dell’ennesima vittoria netta della compagine di Gasperini.

Invece, la “sfortuna” è stata quella di aver affrontato un Grifone rigenerato dall’ennesima cura a firma del “medico” più caro ai tifosi rossoblu: Davide Ballardini. In 4 partite, prima della sfida di Bergamo, il Genoa ha fatto 7 punti, frutto di 2 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta assolutamente immeritata contro il Sassuolo. E in più l’aver costretto la Juventus ad andare ai supplementari negli ottavi di Coppa Italia.

Dinanzi, vi era un’Atalanta che si trova nell’ennesimo tour de force di questa stagione e che giocoforza non può essere scintillante in tutte queste partite giocate ogni tre giorni. Una combinazione di fattori che ha portato a una partita equilibrata. Il Genoa si è lasciato preferire nel primo tempo, l’Atalanta nella ripresa ha preso le redini del gioco ma è andata a sbattere contro il muro eretto dal Grifone e con il palo esterno colto da Hateboer nell’azione più nitida costruita dalla Dea.

Una gara dove l’attacco non ha brillato e dove gli esterni, salvo nell’occasione precedentemente citata, sono stati ben imbrigliati. Comunque, vero, non si è vinto, ma non si è perso. Alzi la mano chi non ha pensato di assistere a un déjà di Atalanta-SPAL dello scorso anno. A differenza di quanto accadde 12 mesi fa, però, si è mossa la classifica. In un campionato che può riservare parecchie sorprese dal punto di vista dell’imprevedibilità, mettere fieno in cascina con continuità potrebbe risultare decisivo alla lunga. Quindi, ben venga pareggiare se è scritto che non si può vincere.

Il Papu nuovamente in MTB. L’Atalanta chiarisca

Articolo 8, comma 1, del contratto collettivo tra la Lega di Serie A e l’Associazione Italiana Calciatori (contratto disponibile in rete presso il sito internet dell’AIC, http://www.assocalciatori.it): “al Calciatore è vietato svolgere altre attività sportive, lavorative od imprenditoriali nel periodo di durata del Contratto, salvo esplicita preventiva autorizzazione scritta della Società“.

Articolo 9, comma 1, sempre dello stesso contratto: “Il Calciatore deve curare la propria integrità psico-fisica in funzione delle prestazioni sportive che è tenuto a fornire e deve astenersi da qualsiasi attività che possa mettere a rischio la sua incolumità e la sua migliore condizione psico-fisica“.

Parole che non lasciano spazio a interpretazioni. Salvo autorizzazione della società di appartenenza, un calciatore professionista non può esercitare altre attività sportive. E tra di queste, rientra sicuramente l’escursione in Mountain Bike.

Ieri pomeriggio, per la seconda volta in pochi giorni, Papu Gomez è uscito per una passeggiata in MTB, come mostrato sul suo profilo Instagram. Sport bellissimo, assolutamente. Ma, giustappunto, sport esterno al calcio. E quindi assolutamente vietato, a meno che vi sia il permesso dell’Atalanta.

Benché l’argentino sia fuori rosa, è attualmente contrattualizzato (e, conseguentemente, stipendiato) dalla società bergamasca e quindi ha dei doveri da rispettare. Andare in bicicletta è un’attività splendida, ma comporta seri rischi per l’incolumità dei praticanti (è notizia di ieri l’investimento di sette corridori della Bora-Hansgrohe in allenamento sul Lago di Garda con conseguenze importanti per tre di loro, tra i quali Wilco Kelderman, terzo classificato al Giro d’Italia 2020).

Quindi, l’Atalanta chiarisca. Se il Papu è stato autorizzato a uscire in bicicletta, nulla quaestio. Ma, in caso contrario, la società di patron Percassi si imponga. E tuteli quello che comunque resta un patrimonio della Dea.