La conferenza stampa del tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini alla vigilia dell’andata degli ottavi di finale di Europa League contro il Bayer Leverkusen (a differenza di quanto sta accadendo in Italia, Gasperini è costretto dall’UEFA a parlare anche se non ne avesse voglia, pena una multa salatissima. Lega e FIGC, a quando un obbligo di questo genere anche da noi, ndr?), tratta da tuttomercatoweb.com
Sul Bayer Leverkusen: “Il Bayer è una squadra che ha partecipato alla Champions League, ma in Europa League aumenta il blasone di tutte le compagini coinvolte col passare dei turni. Domani faremo le prove per cercare di vedere qual è il nostro valore. Il Bayer Leverkusen è una squadra solida, col Bayern Monaco ha giocato molto bene, ad esempio. Al di là del casa o trasferta dobbiamo pensare al campo e valutare questa squadra nella sua globalità“.
Sulle cause della sconfitta con la Roma: “Non si può sempre spiegare tutto, la prestazione non è stata negativa, viene giudicato spesso il risultato che la prestazione. Le gare di campionato sono equilibrate, basta poco per spostare questo equilibrio. È andata così, non possiamo fermarci. C’è molta carne al fuoco, possiamo ancora giocare partite di valore, ora si giocherà con grande frequenza, anche quando il risultato non arriva puoi sempre rimediare“.
Sull’eventuale ingaggio di Fernando in prestito dallo Shakhtar: “Adesso si è aperta questa finestra di mercato, ma il mercato deve essere fatto quando va fatto, a giugno e a gennaio“.
Sulla mancata continuità: “Dopo l’ultima sosta abbiamo avuto una serie di partite difficili, sul calendario questo ha avuto il suo peso, abbiamo avuto qualche problema col covid e con gli infortuni, tutte queste insieme di cose hanno determinato questo periodo, non c’è stata continuità. Ora c’è una nuova fase dove speriamo di poter fare meglio“.
Sulla formazione: “Ogni gara ci facciamo delle domande, cercheremo di capire come muoverci ma senza snaturare la formazione“.
Su Muriel: “Per me non esiste un problema Muriel, è sempre un ragazzo positivo. A volte fa il suo ruolo bene, a volte meno bene. Ma è davvero un ragazzo positivo“.
Su Zapata: “Zapata è fuori, ma è uno solo, non è un’intera squadra, non credo che abbia grandi possibilità per recuperare in tempi utili“.
Sui 2 anni da Valencia-Atalanta: “Dal punto di vista dei risultati sono stati due anni straordinari, in prosecuzione dei precedenti. Il grandissimo rammarico è che due anni fa siano arrivati i risultati senza la presenza del pubblico, penso alla Champions soprattutto ma anche al campionato. Ci vorrà ancora del tempo per tornare alla situazione precedente. La gara col Valencia in casa è stata l’apice della felicità per i tifosi e per Bergamo“.
Sulla nuova proprietà: “Se ci ho parlato? No, non c’è stata occasione. I nuovi proprietari non sono ancora arrivati qui a Bergamo. Per i tempi non dovete chiedere a me, dovete chiedere alla società“.
Roma-Atalanta 1-0, l’editoriale – Ai giallorossi l’amichevole preparatoria per le Coppe
Merita l’Atalanta di giocarsi le Coppe Europee anche la prossima stagione? Se stiamo a guardare gli scontri diretti, la risposta, purtroppo, è una e una sola: no. Contro le tre avversarie dirette per una qualificazione in Europa League (inutile girarci attorno, è pressoché impossibile scalzare Inter, Napoli, Milan e Juventus dalle prime quattro) Roma, Lazio e Fiorentina, la Dea in 6 partite ha collezionato 2 pareggi e 4 sconfitte. Numeri impietosi.
Roma e Atalanta avevano un’altra cosa in comune: quella di giocare non solo contro, ma anche di avere un impegno infrasettimanale molto importante: l’andata degli ottavi di Europa League per i nerazzurri a Bergamo contro il Bayer Leverkusen e di Conference League per i giallorossi contro il Vitesse. Un impegno infrasettimanale che forse è decisamente più stimolante di una corsa per il quinto/sesto posto in campionato.
E infatti la partita di ieri non passerà alla storia come una delle più emozionanti di questo torneo. Ritmi non certo alti, molti errori tecnici, gioco continuamente spezzettato. Ed allora come ha fatto la Roma a vincere? Semplice, grazie a una giocata di Zaniolo che ha stoppato alla grande un bel lancio lungo e ha favorito la giocata da attaccante vero di Abraham.
Dopodiché, i giallorossi si sono organizzati nel solito catenaccio mourinhiano e la Dea ha fatto la partita, ma spesso si è ridotta a un possesso di palla sterile (ma non ditelo a Marino) che ha portato a una sola occasione da gol con Freuler nel secondo tempo, sulla quale Rui Patricio è stato molto fortunato. E poi nulla.
In pratica, una sorta di Fiorentina bis, dove a far la differenza è stata l’unica occasione sfruttata da un vero centravanti (Piatek), oltre al gol ingiustamente annullato a Malinovskyi.
Si conferma dunque come la scelta di non andare sul mercato degli svincolati per un centravanti sia stata a dir poco delittuosa. In più, Gasperini conferma di non avere idee chiarissime. Vorremmo chiedergli perché di nuovo Pessina e Pasalic esterni. Vorremmo chiedergli perché insistere sul 4-2-3-1 che è un modulo assolutamente depotenziato quando non hai un centravanti di ruolo. Vorremmo chiedergli perché Koopmeiners è stato sostituito.
Ma il Vate di Grugliasco ha deciso inspiegabilmente di non parlare più. Un altro mistero da aggiungere alla rete fitta di dilemmi “made in Zingonia” in questa stagione. Aspettiamo qualche giorno, dato che alla vigilia della sfida col Leverkusen parlerà per forza, in quanto costretto dalla UEFA. E forse anche perché oramai le partite italiane sono “amichevoli”. Quel che conta sono le gare europee.
Marino: “Ci è mancato solo il gol. Gasperini non parla, non vi basto io?”
L’allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini diserta nuovamente la conferenza stampa dopo la sconfitta della sua squadra contro la Roma per 1-0. Per la Dea, parla il dg Umberto Marino. Ecco le sue parole, tratte da tuttomercatoweb.com
Sulla partita: “Ho letto velocemente alcune statistiche: abbiamo avuto un possesso del 65%. Poi ci sono altri valori che indicano una prestazione positiva al di là del risultato. Ci è mancato qualcosa solo nella realizzazione finale. Di oggi restano i 47 punti e una partita in meno, il campionato è lungo e sarà un bel finale. Preoccupato per la sconfitta? Non deve essere motivo di preoccupazione perché abbiamo messo alle corde una squadra che è nata per lottare per il vertice“.
Sul perché Gasperini non parla: “Non vi basto io?“.
Su un eventuale rimpianto sulla cessione di Piccoli: “Piccoli si è fatto male anche a Genova, purtroppo la ruota quando gira male, gira male. Oggi non era facile trovare gli spazi perché la Roma si difesa molto bene“.
Sulla Roma: “Alla Roma va dato atto che è una grande squadra, stasera è mancato poco per portare a casa il pari“.
Sul discorso scudetto: “Conosciamo le nostre potenzialità. Sappiamo cosa possiamo fare, lo Scudetto riguarda altri club“.
Pagliuca: “L’Atalanta come i Celtics, una religione. Ad aprile nuovi dettagli e sarò a Bergamo”
A La Gazzetta dello Sport, il Presidente dell’Atalanta Antonio Percassi e l’azionista di maggioranza relativa Stephen Pagliuca hanno rilasciato un’interessante intervista avente come oggetto, ovviamente, il futuro della Dea. Queste le loro parole, tratte da tuttomercatoweb.com
Così Pagliuca: “Verrò a Bergamo il più spesso possibile, la prima volta nelle prossime settimane, spero ad aprile. Sarò sempre a stretto contatto con la squadra manageriale: nei Celtics il nostro modello è sempre stato improntato sulla leadership e la stabilità del management, la pazienza, il focalizzarsi sui tifosi. A Boston in vent’anni abbiamo avuto lo stesso presidente e general manager, Danny Ainge, e solo tre tecnici. Quando ad aprile, con l’ok della Federazione, sarà ratificata l’ufficialità dell’accordo di partnership, daremo dettagli sui nomi dei soci che mi accompagneranno in questa avventura. Ma nei Percassi abbiamo dei leader fantastici e il progetto non comporta nessuna svolta epocale proprio perché prevede che si continuino a fare le cose come sono state fatte sinora. Da anni ci stavamo interessando alla Serie A. Ho incontrato i Percassi attraverso Luca Bassi, un mio partner in Bain Capital, cinque-sei mesi fa: siamo venuti a Bergamo per Atalanta-Manchester United, abbiamo cenato con loro e capito subito di avere la stessa passione e visione dello sport. Boston è storicamente legata ai Celtics come Bergamo all’Atalanta: sappiamo quanto sia importante per tutta l’area geografica e che buona parte del successo dell’Atalanta sta nel grande supporto della sua gente. Per noi questo è un onore. Ho sentito un feeling simile a quando nel 2003 comprammo i Celtics: i club come una religione in città“.
Così Percassi: “E’ stato un altro atto d’amore per l’Atalanta, che è nel mio cuore, in quello della mia famiglia, dei tifosi e di Bergamo. Ho visto in Steve Pagliuca la mia stessa passione e ambizione, anche lui come me ha un passato nello sport praticato, anche lui con i Boston Celtics ha avuto l’esperienza di una gestione di successo. Giocare nell’Atalanta diventerà un’ambizione“.
Atalanta-Sampdoria 4-0, l’editoriale – A Firenze torna il gelo
No, Atalanta-Sampdoria non è iniziata ieri alle 20:50. E’ iniziata al 94′ di Sassuolo-Fiorentina 2-1 del 26 febbraio, quando Defrel ha smontato le speranze viola di arpionare almeno il pareggio. E’ proseguita al 94′ di Lazio-Napoli 1-2, quando la rete di Fabian Ruiz ha mantenuto i biancocelesti a distanza di sicurezza. Si è definitivamente concretizzata ieri, con il netto successo degli uomini di Gasperini (squalificato ieri, in panchina il “talismano” Gritti) sui blucerchiati per 4-0.
Tutte le vittorie sono importanti ma, parafrasando Orwell, alcune sono più importanti delle altre. E il successo contro la compagine di Giampaolo ha tutte le caratteristiche per appartenere alla seconda categoria. In primis, come scritto, per la classifica. L’Atalanta torna a -3 dalla Juventus quarta con una partita in meno, ne guadagna 3 sulla Lazio settima e sulla Fiorentina ottava, rispedite rispettivamente a 4 e 5 lunghezze di distanza (torna quindi una temperatura artica in riva all’Arno, -5) e risponde alla vittoria della Roma a La Spezia, con i giallorossi di Mourinho distanziati di 3 punti in attesa dello scontro diretto di sabato pomeriggio.
Ma anche e soprattutto per la modalità con la quale questa vittoria è arrivata. D’accordo, la Sampdoria di ieri ha offerto una resistenza davvero debole, ma lo ha fatto perché dinanzi ha avuto un’Atalanta che ha ricalcato quella dei “tempi belli”: forte fisicamente, precisa tecnicamente, concreta il giusto. Diversi calciatori hanno offerto un rendimento mai ammirato in questa stagione.
E parliamo di Pessina in primis, devastante ieri. Ma anche di Hateboer e della cerniera di centrocampo Freuler-De Roon. Quattro calciatori che ieri sono tornati a essere centrali e performanti al loro massimo. Ma tutta la squadra ieri ha sfoderato una grande prestazione e le reti di Pasalic, Koopmeiners (due) e Miranchuk sono state solo le ciliegine sulla torta.
Certo, il gol dello “Zar” e la sua “esultanza” a mo’ di scusa ha un significato che non si può non associare ai drammatici giorni che stiamo vivendo. L’Atalanta è un unicum in Europa, avendo lui e l’ucraino Malinovskyi in rosa. Un “paradosso” che però sembrerebbe aver cementato ancora di più il gruppo, con tutti gli altri ragazzi che si sono chiusi a riccio nel proteggerli.
Chiudiamo con il discorso dei gol. Ora, i più accaniti filo-societari potrebbero urlare ai quattro venti: “avete visto che l’attaccante non serviva?“. Ebbene, rispondiamo loro che la partita di ieri rappresenta la pietra tombale sulla loro tesi. No, non siamo impazziti. Puoi giocare senza un riferimento centrale se e solo se tutti gli elementi della squadra (e quindi, anche quelli dell’attacco “improvvisato”) sono al loro meglio sia fisicamente che tecnicamente, in maniera da occupare gli spazi e creare di continuo occasioni da rete. E, contemporaneamente, l’avversario sbanda paurosamente in difesa (come la Sampdoria ieri).
Infatti, puoi essere anche al top ma se ti ritrovi dinanzi un avversario granitico nel suo reparto arretrato, un grimaldello d’esperienza in avanti ti sarebbe molto utile. Come sarebbe utile inserire un attaccante forte fisicamente negli ultimi minuti di una partita nella quale sei in vantaggio di misura, in maniera da tenere il pallone quanto più possibile lontano dalla propria area.
Oramai però questi siamo e questi rimarremo fino al termine della stagione. Speriamo di non pentircene. A cominciare da sabato contro la Roma.
Marino: “Miranchuk e Malinovskyi? Vale il post di Pessina”
A rappresentare l’Atalanta nel post partita della gara vinta con la Sampdoria per 4-0 ha parlato il dg Umberto Marino.
Sulla convivenza di Mianchuk e Malinovskyi: “Il post di Pessina è lo specchio della situazione. Sono due ragazzi per bene che vivono con grande rispetto uno dell’altro questa vicenda. Siamo un caso unico in Europa, con in rosa un ucraino e un russo e questo dimostra come questi due popoli possano convivere assieme“.
Sulla prestazione: “Credo che l’Atalanta non sia mai mancata da questo punto di vista, è mancata la fortuna nel trovare gol e in qualche episodio sul quale non voglio ritornare“.
Su Malinovskyi: “Malinovskyi si è subito fermato dopo un piccolo problemino al polpaccio“.
Sul Bayer Leverkusen: “Si tratta della squadra più forte assieme al West Ham tra quelle che avremmo potuto prendere. E’ sempre stimolante e bello affrontare squadre forti con la possibilità di portare molti tifosi in uno stadio bello come quello di Leverkusen. Saranno due gare combattute tra due squadre che giocano al calcio“.
Sul campionato: “Giochiamo per l’Europa fino alla fine, campionato veramente lungo e ricco di sorprese“.
Sulla partita con la Roma: “Andata da dimenticare, cercheremo di giocarcela. Già stasera la squadra ha dato segnali forti, non credo che abbia sofferto di meno, anzi“.
Atalanta-Sampdoria 4-0, il tabellino
Il tabellino di Atalanta-Sampdoria 4-0, tratto da calcionews24.com
ATALANTA (3-4-1-2): Musso; Toloi (88′ Cittadini), de Roon, Palomino; Hateboer (82′ Maehle), Koopmeiners, Freuler, Zappacosta (82′ Scalvini); Pessina (82′ Pezzella); Pasalic, Boga (59′ Miranchuk) . A disposizione: Rossi, Sportiello, Muriel, Mihaila, Allenatore: Gritti.
SAMPDORIA (3-4-1-2): Falcone; Ferrari (76′ Vieira), Magnani (45′ Yoshida), Colley; Conti, Thorsby, Ekdal, Murru (67′ Augello); Sensi (45′ Sabiri); Quagliarella (45′ Rincon), Caputo. A disposizione: Audero, Ravaglia, Supryaga, Giovinco, Trimboli Allenatore: Giampaolo.
Marcatori: 6′ Pasalic,, 29′ e 61′ Koopmeiners, 86′ Miranchuk
Pessina su Instagram: “Quell’abbraccio di Ruslan e Aleksej a Zingonia”
Uno splendido post di Matteo Pessina sulla sua pagina Instagram che illustra come la tragicità della guerra tra Ucraina e Russia non stia intaccando il rapporto tra l’ucraino Ruslan Malinovskyi e il russo Aleksej Miranchuk, anzi.
Questo il testo del post: “Sarà banale sentire un calciatore dire “no alla guerra”. Sarà banale sentirgli dire che la guerra è sbagliata, sempre. Ma se fosse davvero così banale non saremmo qui, nel 2022, a ribadirlo tutti insieme. Ci penso da giorni ma non riesco a darmi una risposta: come puó accadere dopo le sofferenze provate negli ultimi due anni? Nel nostro spogliatoio i due popoli coinvolti in guerra hanno i volti di Ruslan e Aleksey. “Mali” un ragazzo introverso, disponibile e con un carattere forte. “Mira” un ragazzo semplice, forse il più buono che conosca, timido e con passioni molto simili alle mie. L’altro giorno, mentre la follia della guerra metteva contro Russia e Ucraina, loro a Zingonia si sono abbracciati. E noi ci siamo stretti a loro e continueremo a farlo in questo momento difficile come una grande famiglia. Questo è il calcio che unisce ciò che la follia umana prova a dividere. Stop alla guerra in Ucraina!”
Sassuolo-Fiorentina 2-1, Defrel al 94′. Questa fa male ai “Commisso boys”, oh se gli fa male
Una goduria per tutti i tifosi del Sassuolo. E dell’Atalanta. Diciamo la verità, siamo sobbalzati tutti quando Defrel ha siglato il gol della vittoria contro la Fiorentina al 94′. I neroverdi hanno sconfitto i “Commisso boys” per 2-1 nell’anticipo serale della 27/a giornata di Serie A 2021/2022. Vantaggio del Sassuolo con Traoré nel primo tempo, pareggio viola (in 10 per l’espulsione di Bonaventura) con Cabral all’88’ e poi la “pera” di Defrel all’ultimo secondo. E questa volta non c’era Hateboer in fuorigioco…
Olympiakos-Atalanta 0-3, l’editoriale – Da Ruslan un Messaggio e un messaggio
Parlare di quello che resta un argomento leggero, il calcio, in una giornata davvero difficile per il mondo sembra essere un esercizio pleonastico. Ma, sebbene in minima parte, anche il rettangolo verde può dare il suo prezioso contributo a portare un sorriso su volti resi tristi e duri dalla tragicità di quella che rimane e rimarrà sempre un’assurdità tutta umana: la guerra.
Una guerra che vede suo malgrado coinvolto Ruslan Malinovskyi. Una sensazione che non vorremmo mai provare, quella che è capitata ieri mattina al nostro “Colonnello“. Immaginate solo per un istante di vivere e lavorare in un Paese straniero e, a poche ore da un importante appuntamento di lavoro, venite a sapere che l’Italia sia stata invasa e che quindi i vostri cari siano a rischio. Vengono i brividi solo a pensarlo.
Questa situazione immaginaria per Malinovskyi è diventata durissima, tostissima realtà nella prima mattinata di ieri. E da buon padre di famiglia, Gian Piero Gasperini ha ovviamente chiesto a Ruslan se se la sentisse o meno di giocare.
Malinovskyi ha detto sì. E in queste situazioni, delle due l’una: o hai la testa (in maniera giustificata) da un’altra parte e non ne azzecchi mezza oppure sfoderi una prestazione da urlo. Per fortuna dell’Atalanta, l’opzione giusta è stata la seconda. Dopo il vantaggio di Maehle, nella ripresa due siluri di sinistro dell’ucraino hanno schiantato le resistenze di un debole Olympiakos e hanno regalato la qualificazione agli ottavi a questa Atalanta.
Due gol che sono stato il messaggio, quello con la “m” minuscola”, che Malinovskyi e compagni hanno voluto inviare al resto della concorrenza italiana ed europea. “Vero, siamo spuntati (per colpevole decisione della società e dello staff tecnico, ndr), siamo pochi ma ce la giocheremo fino alla fine“, questo il testo dell’ipotetica missiva made in Zingonia. Missiva rafforzata da Boga e Koopmeiners che ieri, quando sono entrati in campo, hanno dimostrato di essere loro i calciatori che devono trascinare il gruppo in questo ostico momento.
Ma poi vi è stato il Messaggio. Quello semplice ma efficace, scritto sotto la maglia. “No War in Ukraine“, diretto, schietto, sincero. Accompagnato dalle mani giunte del Colonnello. La semplicità contro l’assurdità? Vero, sembra una lotta impari, una goccia. Ma tante gocce formano l’oceano.
