Ieri sera l’Atalanta è uscita sconfitta per 1-0 dal Newcastle nell’amichevole pre-campionato disputata al “St. James’s Park“. Una sconfitta immeritata sia per l’episodio del gol partita di Wood avvenuto su un rigore molto generoso, sia per una partita che è stata molto equilibrata.
Partita equilibrata dove si è rivista però la stessa Atalanta del finale di stagione. Una Dea attenta difesa dove sono spiccati sia Sportiello che Musso autori di buone parate ma soprattutto Okoli, l’unico a giocare 90 minuti con personalità e buona condizione (Palomino può procedere in maniera calma a dimostrare la propria innocenza per la positività al clostebol metolita). Un centrocampo propositivo dove Ederson convince sempre di più e con l’unica nota stonata di uno Scalvini ancora in ritardo di condizione. Ma un attacco che però si è confermato evanescente.
Gasperini ha schierato il trequartista (ruolo nel quale si sono alternati Ederson, Pasalic e Malinovskyi) dietro due punte (si è partiti da Zapata-Muriel, si è terminati con Boga-Lammers) ma la sterilità offensiva è rimasta tale.
L’allenatore dell’Atalanta ha spesso affermato come il tasso tecnico della Dea si è indebolito con gli addii di Gomez e Ilicic (come se lui non centrasse nulla con queste situazioni, ma è un altro discorso) e che bisogna comprare attaccanti di un certa qualità se si vuole crescere.
Bene, ma siccome la società sembra non sentire da questo orecchio (gli attaccanti tecnici pronti prendono ingaggi che vanno oltre il tetto dei 2 milioni d’ingaggio, tetto che era tale con Percassi e che è rimasto anche con l’accoppiata Percassi-Pagliuca, mah), tocca all’allenatore mettere mano con l’altra arma che rende vincente una squadra di calcio: la tattica.
Assodato che nessun calciatore dell’Atalanta abbia la qualità tecnica per ricoprire il ruolo di trequartista (forse il solo Ederson potrebbe avvicinarsi), perché insistere su un modulo che prevede la presenza di questo ruolo? Dato che in rosa si ha un’ala offensiva pura come Boga e dal mercato sta arrivando un’altra ala offensiva pura come Lookman, perché Gasperini non torna al modulo che adottava al Genoa, un 3-4-3 puro con tridente Boga-Zapata-Lookman?
Oppure, visto che in rosa vi sono molte mezzali di inserimento (Ederson, Pasalic, Malinovskyi) e che la qualità degli esterni non è eccelsa, perché non provare un 4-3-3 alla Sarri, affidando a Koopmeiners le chiavi della regia di centrocampo?
Già immaginiamo gli strepiti dei talebani gasperiniani, quelli per cui il Vate di Grugliasco è infallibile e che penseranno: “ma tu chi sei? Sei diplomato allenatore? Come osi dare suggerimenti tattici a Gasperini?“.
Sappiano costoro (ma tutti in generale) che compito del giornalista è anche l’analisi della realtà e fornire una propria opinione in merito. Poi, che Gasperini sia l’allenatore dell’Atalanta e che deciderà lui, è talmente pacifico che diventa stucchevole scriverlo. Aggiungiamo solo la speranza che il tecnico piemontese continui a restare a lungo sulla panchina della Dea. Perché vorrebbe significare che le cose stanno andando bene.
De Roon sui social: “Fidatevi, saremo pronti”
“Fidatevi, saremo pronti per l’inizio della stagione“. Questo il messaggio social di Marten de Roon al termine dell’amichevole con il Newcastle persa 1-0. Noi non possiamo far altro che fidarci dell’olandese…
Newcastle-Atalanta 1-0, il tabellino
Il tabellino di Newcastle-Atalanta 1-0, amichevole precampionato terminata pochi minuti fa al “St.James’s Park” di Newcastle, tratto da calciomagazine.net
NEWCASTLE (ENG): Pope N. (Portiere), Almiron M., Anderson E., Burn D., Fraser R. (dal 45′ st Bondswell M.), Longstaff S., Murphy J. (dal 37′ st Longstaff M.), Schar F., Targett M., Trippier K., Wood Ch. (dal 45′ st Stephenson D.). A disposizione: Bondswell M., De Bolle L., Gillespie M. (Portiere), Longstaff M., Miley J., Munoz S., Murphy A., Stephenson D., Turner-Cooke J.
ATALANTA (ITA): Sportiello M. (Portiere), De Roon M., Ederson (dal 19′ st Pasalic M.), Koopmeiners T. (dal 19′ st Freuler R.), Maehle J. (dal 33′ st Ruggeri M.), Muriel L. (dal 33′ st Lammers S.), Okoli C., Scalvini G. (dal 33′ st Malinovsky R.), Toloi R. (dal 19′ st Djimsiti B.), Zapata D. (dal 33′ st Boga J.), Zortea N. (dal 19′ st Hateboer H.). A disposizione:
Reti: al 39′ pt Wood Ch. (Newcastle (Eng)).
Telenovela Pinamonti, Inter “alleata” della Salernitana
Telenovela Pinamonti, ennesima puntata. La situazione attuale è la seguente: il calciatore ha sempre l’Atalanta come prima scelta e al massimo potrebbe optare per il Sassuolo come alternativa. L’Inter, invece, detentrice del cartellino dell’attaccante di Cles, starebbe spingendo verso la Salernitana.
La società di patron Iervolino è infatti l’unica ad aver accettato senza colpo ferire le richieste dell’Inter: 20 milioni per il cartellino di Pinamonti con “recompra” fissata a 30. E il sodalizio nerazzurro potrebbe essere alleato dei granata, in quanto Pinamonti sarebbe già stato avvertito che rischierebbe di passare un anno in tribuna se non accetta la destinazione Salerno. Vedremo i prossimi aggiornamenti di questa estenuante trattativa.
Caso Palomino, facciamo chiarezza. Il precedente di Lucioni
Come oramai è noto, José Luis Palomino è stato trovato positivo al Clostebol, uno steroide anabolizzante, nell’ambito di un controllo a sorpresa di Nado Italia, l’agenzia antidoping nazionale. Il difensore dell’Atalanta è stato momentaneamente sospeso.
Una vicenda che ricorda il fresco precedente di Fabio Lucioni. Il difensore del Frosinone venne trovato positivo al Clostebol in un controllo dopo Benevento-Torino (all’epoca, Lucioni era capitano dei sanniti) del 3 settembre 2017. La responsabilità della sua positività se la prese il medico sociale Walter Giorgione, che ammise di aver somministrato al calciatore uno spray cicatrizzante fuori dalla lista dei farmaci consentiti e contenente la sostanza dopante.
Lucioni scontò comunque un anno di squalifica, spalmato in tre diverse parti a causa di sospensive e ricorsi. Il Benevento non fu assolutamente condannato in quanto per le vicende riguardanti il doping la responsabilità è totalmente individuale. Quindi, allo stato attuale, l’Atalanta non rischia nulla. Con buona pace dei tifosotti italiani medi frustrati nella vita subito pronti a gettare fango sulla Dea (5 anni di Maalox sono duri da buttar giù).
Certo, c’è la possibilità che tra qualche giorno nell’Atalanta escano fuori 15 positivi e allora cambierebbe tutto. Ma è un’ipotesi che, al momento, vale l’ipotesi che lo stesso numero di positivi esca dal Milan o dal Napoli (attenzione, solo un esempio, eh). Quindi, rimaniamo assolutamente sul presente.
Telenovela Pinamonti, si inserisce la Salernitana
La telenovela di mercato dell’estate 2022, quella che dovrebbe portare all’approdo di Andrea Pinamonti a Bergamo si arricchisce di una nuova puntata.
Secondo quanto riporta il Corriere dello Sport, la Salernitana si sarebbe inserita e avrebbe raggiunto con l’Inter un accordo sulla base di cessione del cartellino a 20 milioni e recompra fissata a 30. Ora tocca a Pinamonti, che non ha fatto mistero di preferire l’Atalanta anche ad altre destinazioni (Monza e Sassuolo in primis) trovare l’eventuale accordo con il sodalizio granata.
Pinamonti, la “recompra” ultimo ostacolo
Accelerata per la oramai estenuante trattativa che dovrebbe portare Andrea Pinamonti all’Atalanta. L’ultimo ostacolo riguarda il diritto di “recompra” che l’Inter, attuale detentrice del cartellino, vorrebbe inserire e fissare a 30 milioni di euro. Ma entro la prossima settimana dovrebbe arrivare il sì definitivo.
Atalanta, poker rifilato al Como
L’Atalanta ha battuto il Como 4-0 nella partita amichevole disputata a porte chiuse a Zingonia. Per la Dea reti nella ripresa di Palomino, Ederson, Zortea e Lammers. Da segnalare la prova dell’olandese che, seppur separato in casa perché sul mercato, ha fornito a Zortea l’assist del 3-0 e ha segnato il punto del decisivo 4-0.
Tavares e quell’incrocio con Brighton e Salernitana
Quest’oggi è stata la giornata di Nuno Tavares. Il terzino sinistro portoghese classe 2000 di proprietà dell’Arsenal potrebbe approdare all’Atalanta con la formula del prestito secco.
Ma la trattativa non è semplicissima, visto che per il portoghese vi è la concorrenza del Brighton. Il club inglese dovrebbe cedere l’esterno mancino spagnolo Marc Cucurella al Manchester City per sostituire Zinchenko passato proprio all’Arsenal.
Rispetto all’Atalanta, il Brighton potrebbe offrire il denaro necessario per acquistare Tavares a titolo definitivo. Denaro che non arriverebbe solo dall’eventuale cessione di Cucurella ma anche da quella di Neal Maupay alla Salernitana. L’attaccante francese classe 1996 dovrebbe approdare in granata per una cifra che si aggira attorno ai 10 milioni di euro.
L’affare si farà? Probabilmente sì, ma sicuramente sarà molto difficile.
Pagliuca e quella domanda che sorge spontanea
Antonio Lubrano, giornalista e personaggio televisivo degli anni ’90, noto per la trasmissione “Mi Manda Lubrano” su RaiTre, era solito iniziare i suoi interventi con un intercalare divenuto celebre: “La domanda sorge spontanea“.
Ebbene, dopo i primi 20 giorni della sessione estiva di calciomercato 2022 dell’Atalanta (vogliamo considerare solo l’inizio ufficiale, ben sapendo che le trattative sono scattate dal fischio finale dell’ultima di campionato contro l’Empoli), prendiamo in prestito l’intercalare caro a Lubrano e affermiamo che una domanda ci sta sorgendo spontanea: qual è il senso dell’investimento di Stephen Pagliuca nell’Atalanta?
Il patron della franchigia dei Boston Celtics e da febbraio azionista di maggioranza della Dea si trova in questi giorni a Bergamo per confrontarsi con i Percassi. Sperando che da questo confronto arrivi la conferma di quell’assicurazione (affermata sempre a mezzo comunicato e mai dal vivo, sebbene questo non sia un requisito fondamentale se pensiamo che anche i Friedkin a Roma sono sempre in silenzio) di costruire un’Atalanta competitiva.
Bene. Peccato che Atalanta competitiva dovrebbe significare l’ingaggio di 2-3 calciatori che accrescano il tasso tecnico della compagine di Gasperini (con il Vate di Grugliasco che, tra le righe delle sue ultime parole, ha espresso proprio questo concetto). E ingaggiare calciatori con un determinato tasso tecnico significa solo una cosa: rompere il muro dei 2 milioni d’ingaggio.
Ricordate le parole di Federico Bernardeschi, svincolato dopo l’ultima esperienza alla Juventus e approdato al Toronto, pronunciate qualche giorno fa? L’ex bianconero aveva ringraziato Gasperini e D’Amico dell’interesse, ma non si è andati oltre quello proprio per l’ingaggio (Bernardeschi a Toronto percepirà 4 milioni l’anno).
E quindi la domanda, dicevamo, sorge spontanea. Che senso ha la presenza di Pagliuca in società se non si possono/vogliono prendere 2-3 calciatori pronti con un ingaggio superiore ai 2 milioni di euro? Attenzione, nessuno qui pretende l’acquisto di giocatori dagli stipendi faraonici. Ma 2-3 elementi di qualità superiore che percepiscono ingaggi tra i 2 e i 4 milioni dovrebbero essere alla portata di un’Atalanta gestita da due soci che teoricamente dovrebbero avere entrambi una buonissima solidità economica.
Aspettiamo fino all’1 settembre. Altrimenti, la risposta al quesito non potrà essere di natura tecnica.
