Dopo Koopmeiners e De Roon ieri, quest’oggi è toccato a Joakim Maehle esordire con la sua Danimarca ai Mondiali di calcio Qatar 2022. L’atalantino ha giocato una buona partita partendo da titolare e arrivando fino alla fine dell’incontro ma la sua Nazionale non è andata oltre lo 0-0 con la Tunisia. I danesi hanno colpito un clamoroso palo nella ripresa con l’ex atalantino Cornelius.
Qatar 2022, iniziato il mondiale di Koopmeiners e De Roon
Una manciata di minuti ma sufficienti per decretare iniziato il Mondiale di calcio Qatar 2022 per gli atalantini d’Olanda Teun Koopmeiners e Marten de Roon. I due sono subentrati nel corso del secondo tempo nella sfida del girone A che gli Orange hanno vinto contro il Senegal per 2-0 (gol di Gakpo all’84’ e di Klaassen al 98′).
Koopmeiners ha rilevato Berghuis al 79′ mentre De Roon ha fatto il suo ingresso in campo al quarto degli otto minuti di recupero concessi subentrando all’autore del primo delle due reti degli arancioni.
La Gazzetta dello Sport: Atalanta su Zaynutdinov
Con il “vuoto” dovuto al Mondiale di calcio Qatar 2022, la sessione invernale di calciomercato 2023 avrà virtualmente un mese e mezzo in più di vita. E già le prime voci cominciano a riempire le pagine dei giornali e i siti internet.
Secondo quanto riporta La Gazzetta dello Sport, l’Atalanta sarebbe sulle tracce di Bakhtiyor Zaynutdinov. Kazako classe 1998, Zaynutdinov è uno di quei calciatori che piacerebbe a Gasperini visto la sua versatilità dato che può agire sia come trequartista che come esterno destro a tutta fascia. Ruolo, quest’ultimo, che sta coprendo nel 3-5-2 del Cska Mosca, la sua attuale squadra.
Proprio le quotazioni al ribasso dei calciatori dopo lo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina potrebbero favorire l’operazione. Si potrebbe chiudere a 4 milioni di euro.
De Zerbi e la coerenza gratis (e a targhe alterne)
Ieri sera, presso una trasmissione dell’emittente Sportitalia della quale era ospite, l’allenatore del Brighton Roberto De Zerbi ha trattato vari punti. Tra questi vi è stato spazio anche per l’Atalanta. Rispondendo a una domanda, De Zerbi, bresciano e tifoso del Brescia ha ammesso schiettamente che non potrebbe mai allenare la Dea.
Teoricamente, un’asserzione che ci sta e che merita rispetto. Teoricamente, appunto. Perché qualche anno fa lo stesso De Zerbi alla stessa emittente dichiarò che da professionista non avrebbe avuto problemi a diventare allenatore dell’Atalanta. Ma a netto del cambiamento di idea (che ci può stare) vi è anche un altro fattore. Totalmente umano.
Già, perché a essere coerenti e tutti di un pezzo “gratis” sono buoni tutti. Però vorremmo vedere De Zerbi rifiutare l’Atalanta se un giorno Percassi o Pagliuca gli proponessero un quadriennale con un ingaggio da 4 milioni l’anno (badate bene, è un’ipotesi utopistica, eh). Se dovesse lo stesso dire: “no, grazie“, allora ci toglieremmo il cappello e lo applaudiremmo. Ma, appunto, lo faremmo a seguito di una prova di coerenza concreta. Non certo astratta.
Questa sera torna BergamoNerazzurra in diretta
Questa sera alle ore 21:45 torna “BergamoNerazzurra in diretta“. Vi aspettiamo sulla Pagina Facebook di BergamoNerazzurra.net per parlare della sconfitta dell’Atalanta in casa con l‘Inter ma anche del clima tutt’altro che distensivo tra il tecnico Gian Piero Gasperini e la società. A condurre il direttore di BergamoNerazzurra.net Giuseppe Pucciarelli. Vi aspettiamo numerosi
Atalanta-Inter 2-3, l’editoriale – Serve una replica del Conclave di Viterbo
Viterbo, anno 1270. I cardinali di Santa Romana Chiesa sono riuniti da due anni oramai nella città laziale per decidere il successore di Clemente IV. Una situazione di stallo che esaspera il popolo viterbese. Il capitano della città Raniero Gatti per dare una svolta, con l’aiuto della sua popolazione, sequestra de facto i cardinali all’interno del Palazzo dei Papi dicendo loro che non sarebbero usciti da quel luogo se non avessero eletto il nuovo Pontefice. E per far capire la bontà delle proprie intenzioni, i viterbesi guidati da Gatti prima riducono il vitto ai cardinali poi scoperchiano addirittura il tetto al Palazzo.
Il Papa poi venne eletto l’anno successivo (Gregorio X), ma quello che passò come primo Conclave della storia ebbe il suo ruolo nell’elezione. Ebbene, i tifosi dell’Atalanta per ovvi motivi non possono farlo ma occorrerebbe davvero un altro “conclave” a Zingonia. Stephen Pagliuca, Antonio Percassi e Gian Piero Gasperini si devono chiudere in una stanza e uscirsene da lì solo con la presenza di un comunicato nel quale si chiariscono una volta e per tutte gli obiettivi dell’Atalanta stagione 2022/2023.
Perché questo teatrino del rimpallo di responsabilità tra società e tecnico ha stancato e deve finire una volta per tutte. Percassi che quando parla se ne esce sempre con la frase scaramantica della salvezza (una squadra che punta a salvarsi non spende 80 milioni sul mercato), Gasperini che continua a chiedere chiarezza alla società su cosa ottenere ma che nel frattempo persegue nel collezionare topiche clamorose.
Dopo l’insensato turnover di Lecce, la gara con l’Inter di ieri è stato condizionata da un clamoroso errore di valutazione. Nel primo tempo, Gasperini l’aveva incartata a Inzaghi, schierando un ottimo 4-2-3-1, mettendo Scalvini a centrocampo e alzando Koopmeiners come trequartista di destra. In questo modo, i meneghini avevano le linee di passaggio bloccate e si sono dovuti affidare solamente a lanci lunghi e a cross dalla trequarti, trovando il gol del pareggio con molta fortuna e con un Musso che non esce neanche se lo pagano.
Poi, nell’intervallo, la “genialata”. Fuori Scalvini, dentro Malinovskyi. Koopmeiners riportato a centrocampo e l’ucraino a destra conferma di essere un corpo estraneo alla squadra. L’Inter trova un’autostrada da quella parte e prima Dimarco fornisce a Dzeko l’assist dell’1-2 e poi c’è l’angolo della sfortunata deviazione di Palomino per l’1-3. Un errore da straccio del patentino.
Un errore che dimostra come Gasperini non sia sereno e come si stia stancando di fare da “parafulmine”. La sensazione netta è che la storia d’amore tra la società e il tecnico di Grugliasco sia finita da un pezzo e che le due parti sono costrette a rimanere insieme solo per il contratto. Una sensazione che può essere cancellata solo da un’uscita pubblica chiara e perentoria da parte delle due parti. Uscita che deve avvenire ad horas e che potrebbe svoltare questa stagione.
Gasperini: “Io e la società dobbiamo avere le stesse idee, altrimenti è un problema. Non posso vivere una situazione ambigua”
Le dichiarazioni di Gian Piero Gasperini subito dopo la sconfitta della sua Atalanta per 3-2 contro l’Inter
Sul periodo: “Come risultati peggio di così non poteva andare. Dispiace soprattutto oggi e col Napoli, dove meritavamo qualcosa di più. Forse paghiamo il pizzico di fortuna a inizio stagione ma abbiamo giocato alla pari con squadre forti“.
Sulla partita: “Il pareggio ha ridato la forza all’Inter, un pareggio casuale. Riscaldamento si è fatto male Toloi, ho deciso di giocare a 4. Il cambio Scalvini-Malinovskyi? Volevo riportare Koopmeiners a centrocampo, nel finale siamo venuti fuori molto bene. Tra i tre gol non abbiamo corso molti pericoli, ma c’è una situazione che ci penalizza è prendere gol nell’area piccola. Siamo troppo bassi, dobbiamo porre rimedio. La squadra comunque è vivace, corre e attacca con coraggio, prestazioni come oggi ti pongono fiducia nel futuro. Cambi in attacco non determinanti, ma oggi Hojlund è entrato molto bene con freschezza e vivacità“.
Sulla Champions League: “Arrivare in Champions è una strada dura, manca e lavoriamo per cercare di ricostituire una squadra degna di arrivarci. Ma ricordiamo che la Champions è stata una cosa straordinaria non ripetibile facilmente“.
Sul rapporto con la società: “La società sa le mie idee e le mie posizioni, sarà la società a dettare strategie e obiettivi e io devo valorizzare quello che crea la società. Ma dobbiamo avere le stesse idee, altrimenti è un problema. Se compri Hojlund, Soppy e Lookman li devi far giocare. Sei anni fa feci la rivoluzione? Sì, ma erano giocatori con i quali non ho avuto 6 anni di condivisione, ora è molto più difficile. Questa cosa va decisa prima, è la base. Non posso stare in questa situazione, perché la devo vivere? Non posso essere messo in grado di fare queste scelte“.
Su Malinovskyi: “Malinovskyi ha fatto 14 partite su 15, si fanno tante chiacchiere. Lui è così, ha percentuali sbagliate nei passaggi poi ti inventa i tiri. Va accettato per come è fatto“.
Atalanta-Inter 2-3, il tabellino
Il tabellino di Atalanta-Inter 2-3 tratto da goal.com
ATALANTA-INTER 2-3
MARCATORI: 25′ rig. Lookman (A), 36′ e 56′ Dzeko (I), 61′ aut. Palomino (I), 77′ Palomino (A)
ATALANTA (3-4-1-2): Musso; Palomino, Demiral (68′ Okoli), Scalvini (46′ Malinovskyi); Hateboer, Ederson, Koopmeiners, Maehle; Pasalic (83′ Boga); Lookman, Zapata (69′ Hojlund).
INTER (3-5-2): Onana; Skriniar, De Vrij, Bastoni (72′ Acerbi); Dumfries (72′ Bellanova), Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan (80′ Brozovic), Dimarco (80′ Gosens); Lautaro (84′ Correa), Dzeko.
Arbitro: Chiffi
Ammoniti: De Vrij (I), Skriniar (I), Onana (I), Dzeko (I)
Gasperini: “Lecce? Rifarei tutto. Se punti alla classifica non prendi i giovani…”
La conferenza stampa della vigilia di Atalanta-Inter del tecnico della Dea Gian Piero Gasperini, tratta da tuttomercatoweb.com
Sulla partita di domani: “Domani ci sarà un’altra partita di alto livello, chiude questa prima parte di una stagione anomala, con una lunghissima pausa. Arrivano due squadre a pari punti che cercheranno di finire bene questa partita“.
Sull’Inter: “Squadra che non ha mai pareggiato? Come leggerla bisogna chiedere a Inzaghi. È una squadra che non è partita bene, ma è di assoluto valore, ha perso qualche partita male, ma è una fase capitata a tutti, tranne al Napoli. Molte sono rientrate, possono fare una gran striscia di risultati, hanno un gran valore. L’Inter ha pressione? Talmente ne ha che nell’ultima partita ha fatto sei gol“.
Su Gosens, ex di turno: “Stava molto meglio con la maglia dell’Atalanta. Ha iniziato a segnare. Ha avuto un impatto difficile, ma sta recuperando delle posizioni, per tutto quello che ci ha dato possiamo fare il tifo per lui, ma da gennaio“.
Su Lecce: “Dispiace per Lecce, abbiamo fatto una brutta partita, abbiamo compromesso tutto con quei due minuti, ci hanno sicuramente tolto fiducia. Nella ripresa c’è stata poca lucidità e tanta frenesia. Dobbiamo pensare all’Inter, l’attenzione è tutta lì. A Lecce hanno giocato Pasalic, Malinovskyi, Sportiello, Djimsiti, Soppy, Okoli – che ha fatto gran parte del campionato molto bene -, se vogliamo solo Ruggeri e Zortea, li ho buttati dentro perché mi sembrava il momento giusto. Sono due ragazzi che si allenano con la squadra dal 4 luglio, è stata una scelta ponderata. Nel Lecce giocavano tanti giovani: noi abbiamo fatto una brutta partita, compromessa dagli episodi, ma sono tutti giocatori dell’Atalanta, non sono stati presi al bar, hanno giocato già in serie A lo scorso anno. Si può giocare male e perdere, buttare via la partita perché c’è sempre un avversario, ma rifarei tutto. È andata male, quando si perde è giusto fare critica, devono essere accettate, non è una pazzia“.
Sulla stagione dell’Atalanta e gli obiettivi: “C’è questa ossessione di classifica, ma cosa significa? Se batti l’Inter vinci il campionato o se perdi retrocedi? Avete questa ossessione, ma non mi riguarda. Se è tutto rapportato a Champions, Scudetto e robe varie…come buon campionato intendo quello di poter avere del buon materiale, in modo tale da mettere la società nelle condizioni di poter far bene in futuro. La strada comunque la deciderà la società: se mi diranno di combattere per lo Scudetto mi impegnerò al massimo per farlo, se mi diranno di far crescere i giovani e valorizzarli farò questo”.
Sui giovani: “Quando prendi un giocatore giovane lo devi far giocare, se l’obiettivo è la classifica devi prendere altri giocatori. L’Atalanta deve avere chiaro qual è l’obiettivo, poi lo dirà al proprio allenatore. Voi siete messi lì per andare a cavalcare determinate situazioni, come il fatto di chi gioca o chi non gioca. Questo a Bergamo non c’è mai stato, questa roba sta roba sta alimentando certe cose. Sai cosa conta? Il risultato. Ma quale? 27 punti sono pochi o tanti? Li abbiamo ottenuti in un momento con gente fuori: devi creare un obiettivo. Vuoi vincere la Champions? È bella dura, ma uno si mette lì e ci prova“.
Sui singoli: “De Roon? Per domani non sarà disponibile, mi auguro che possa esserlo per il Mondiale. È un piccolo infortunio, si metterà a disposizione della nazionale. Palomino? Sta molto bene, con grande voglia e determinazione. Non è facile buttarlo dentro, ma atleticamente sta bene, moralmente ancor di più. Mi piacerebbe poterlo utilizzare, ma è a posto“.
Sugli atalantini al Mondiale: “Abbiamo quattro giocatori sicuri, ci auguriamo che possano fare un’ottima manifestazione. Musso? Normale sia deluso, ha fatto parte della nazionale per tanto tempo, sperava di rientrare nella rosa“.
Sul programma da tenere durante il Mondiale: “Riprenderemo il 28 novembre, avremo un programma fino al 4 gennaio con tutte le amichevoli, ci alleneremo qui a Zingonia, sarà un’occasione per fare buoni allenamenti con tanti giocatori. Speriamo di riavere anche Muriel e Zappacosta“.
Lecce-Atalanta 2-1, l’editoriale – Gemello, restituisci la panchina a Gasperini
Lo sappiamo che per i motivi noti ai più Carlo Mazzone non sta simpatico all’ambiente atalantino. Però quest’allenatore soleva dire che aveva un gemello che ogni tanto si comportava male e faceva le bizze. Beh, dopo ieri sera possiamo dire che anche Gian Piero Gasperini ha un gemello: quello che si è seduto ieri al suo posto in panchina.
Ed è un gemello che di calcio ne capisce poco. Perché solo uno che non bazzica la materia pallonara ha potuto partorire una formazione degna dell’appellativo che Fantozzi rag. Ugo affibbiò illo tempore alla Corazzata Potemkin, con un turnover inutile e dannoso.
Inutile perché l’Atalanta non sta giocando le Coppe Europee (e con questi lampi di genio sarà durissima tornare a giocarle). Inutile perché dopo domenica vi è una sosta di 50 giorni quindi questa fatica supplementare sarebbe stata tutt’altro che insuperabile. Inutile perché ha privato una squadra contemporaneamente del suo regista difensivo (Demiral), del suo regista in mediana (Koopmeiners) e del suo migliore uomo in attacco (Lookman). Dannoso perché è costata una sconfitta su un campo dove prendere punti era obbligatorio e che non ti risparmia da rischiare una terza probabilissima sconfitta contro l’Inter domenica.
Il problema è che il gemello oltre alla genialata iniziale che comunque aveva prodotto un’Atalanta ancora attaccata alla partita al 45′ ne ha aggiunta un’altra. Passi per la sostituzione obbligata De Roon-Koopmeiners, ma è inconcepibile il non aver buttato subito nella mischia Lookman e Demiral (e sì, caro gemello, del fatto che fosse in diffida ce ne sbattiamo allegramente) ma aver aspettato molto per i cambi e averli fatti a buoi già abbondantemente scappati dalla stalla.
Infine, il capolavoro, le dichiarazioni post partita. Il gemello ha affermato che i cambi dall’1′ non sono stati molti (ma no, che vuoi che siano 10 cambi su 11?), che Zapata e Malinovskyi hanno fatto bene (solo il gol, ma poi, ndr?) e che è stata colpa solo di 5 minuti. Fermiamoci a un malinconico “mah”.
E auspichiamo che domenica contro l’Inter in panchina torni Gasperini. Questo gemello ha fatto più danni della grandine. Però una cosa prima di andarsene (speriamo per sempre) dovrà fare: chiedere scusa ai tifosi dell’Atalanta presenti al “Via del Mare” ieri sera.
