Gasperini: “Sono legato all’Atalanta e lo sarò ancora”

Le dichiarazioni del tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini subito dopo la vittoria della Dea nei confronti del Torino per 3-0 rilasciate ai microfoni di Sky

Sul futuro: “Io sono legato all’Atalanta e lo sarò ancora. D’altra parte, non esiste un virgolettato nel quale abbia affermato il contrario”.

Su Bergamo: “C’è euforia, questa settimana ci aspettano delle feste e respireremo sempre di più questo clima“.

Sulla prossima stagione: “La prossima stagione sarà impegnativa. Non credo come questa dove noi abbiamo giocato sempre ogni tre giorni. Sicuramente si aggiunge qualcuna di importante come la Supercoppa Europea e credo che per una società come l’Atalanta senza trascorsi europei è una bella cosa“.

Sulla sua “doppia personalità”: “Credo di avere due maschere: una quando entro in campo e fuori dal campo credo di essere una persona normale, accetto le interviste di Nebuloni da diversi anni, più normale di così (ride, ndr)”.

Sulle richieste del Napoli: “Sono sempre stato concentrato sull’Atalanta in questo finale di stagione. Il presidente De Laurentiis ha avuto sempre parole di apprezzamento nei miei confronti e lo ringrazio ma alla fine il Napoli ha fatto la sua scelta e sono convinto che farà una grande squadra il prossimo anno“.

Sul prototipo del suo calciatore ideale: “Credo di aver allenato tantissimi calciatori che i prototipi sono diffusi e di tutte le caratteristiche poi ci sono caratteristiche che gli allenatori prediligono. Juric ad esempio. Quando era mio calciatore a Crotone non voleva rimanere. E allora feci dire dal ds che non c’erano offerte per lui. Lo esclusi dalla prima di Coppa Italia con il Catanzaro. Vincemmo, rientrò in rosa, diventammo amici e vincemmo il campionato“.

Atalanta, nessun regalo. Torino battuto 3-0 e quarto posto (per ora)

Nessun regalo. L’Atalanta batte il Torino 3-0 nella sfida valevole per la 38/a giornata di Serie A 2023/2024 e sopravanza il Bologna in classifica al quarto posto, mettendo il terzo della Juventus nel mirino. Un risultato che costringe la Roma all’Europa League la prossima stagione.

Apre la danze Scamacca al 26′, raddoppia Lookman al 43′ e chiude i giochi Pasalic su rigore al 71′. Tre gol e tre annullati (tutti giustamente) rispettivamente a Scamacca e due a Lookman.

Il Torino può comunque sorridere perché il Napoli impatta 0-0 con il Lecce. I granata chiudono al nono posto in classifica e in caso di non sconfitta della Lazio stasera con il Sassuolo e, soprattutto, in caso di vittoria della Conference League della Fiorentina mercoledì nella finale con l’Olympiakos tornerebbe in Europa partecipando proprio alla Conference League.

Fonte immagine: pagina Facebook Atalanta Bergamasca Calcio

Atalanta-Bayer Leverkusen 3-0, l’editoriale – Bergamo, goditela tutta

I numeri non mentono mai. Non lo fanno né i numeri presenti né quelli che richiamano il passato.

E se guardiamo i numeri del passato, la vittoria dell’Atalanta contro il Bayer Leverkusen sembrava essere ineluttabile. Trent’anni fa, una squadra italiana, il Milan, era sfavorita nella finale di Coppa dei Campioni contro il Barcellona. Finì 4-0 per i rossoneri.

In quella partita, siglò una doppietta Daniele Massaro, con addosso la maglietta numero 11. Che numero aveva Lookman? E poi, 25 anni fa l’ultima squadra a vincere questa manifestazione (quando ancora si chiamava Coppa UEFA) è stata il Parma. Quanto vinse contro il Marsiglia? 3-0.

E infine, quando l’Atalanta il 2 giugno 1963 vinse quello che fino a ieri sera è stato il suo unico trofeo, la Dea si impose 3-1 sul Torino con una tripletta, quella di Angelo Domenghini.

Tutto al suo posto, dunque. Ma non solo numerologia. Sette giorni fa, dopo Roma, scrivemmo che Gasperini non aveva ancora capito che le finali fossero un mondo a parte. Ebbene, questa volta la lezione l’ha imparata in fretta.

Il tecnico di Grugliasco ha sorpreso il suo collega Xabi Alonso ritornando al passato, alla sua versione genoana, al 3-4-3 lineare con Lookman e De Ketelaere esterni ai lati di Scamacca. E la sorpresa è durata per tutta la partita.

Ciliegina sulla torta? Il “solito” pallonetto avversario sbagliato. Salah a Bergamo con il Liverpool, Ndiaye a Bergamo con il Marsiglia, Palacios ieri a Dublino. Col senno del poi, segnali che tutto doveva andare come è andata.

Un successo orgoglio di tutta l’Italia calcistica. Ma, ovviamente e particolarmente, per i tifosi atalantini e per Bergamo. Solo pochissimi anni fa, accadde qualcosa che segnò profondamente la città. Questo successo è per quella sofferenza e per una definitiva ripartenza. Bergamo, goditelo tutto!

Immagine tratta dalla pagina ufficiale Facebook dell’Atalanta Bergamsca Calcio

Atalanta, settimana prossima festa con i tifosi

Sul proprio sito ufficiale, l’Atalanta ha annunciato che settimana prossima si terrà una festa con i propri tifosi per celebrare la vittoria in Europa League. Questo il testo del comunicato:

“Quello ottenuto ieri sera a Dublino è un traguardo storico che l’Atalanta vuole celebrare con tutti i suoi tifosi, per questo sta organizzando per la prossima settimana un momento di festa: il programma dell’evento verrà reso noto nei prossimi giorni. In attesa di festeggiare tutti insieme, GRAZIE di cuore a tutti i tifosi per la loro passione ed il loro grande attaccamento! SEMPRE FORZA ATALANTA!!!“

Ancora Gasperini a Sky: “Futuro? Mi trovo in una situazione…”

Gian Piero Gasperini è ritornato ai microfoni di Sky e, tra le varie domande, ha risposto implicitamente a una sul suo futuro. Affermando: “Mi trovo in una situazione in cui uno ha moglie e figli e passa una donna bellissima…“

Fabio Caressa, dallo studio, ha cambiato esempio: “Diciamo che è come qualcuno che vive in una bella casa ma gli propongono di andare gratis in un attico al centro“.

Lo stesso Gasperini ha poi chiosato: “Sono situazioni che si definiranno prestissimo“.

Gasperini: “L’abbiamo meritata, grande impresa”

Subito dopo aver vinto l’Europa League, l’allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini è stato intercettato dai microfoni di Sky.

Sulla partita: “E’ stato straordinario, abbiamo ripetuto Liverpool e Lisbona e dopo aver vinto con i campioni di Portogallo e i primi in Inghilterra all’epoca, abbiamo vinto anche con chi ha dominato la Bundesliga. I ragazzi hanno fatto una prestazione straordinaria“

Sulla scelta del tridente: “Giochiamo spesso col tridente, giochiamo spesso per vincere e oggi bisognava solo vincere. L’abbiamo meritata anche nel punteggio, siamo felici perché vincere l’Europa League è una grande impresa“.

Sull’avere vinto una Coppa: “Questa cosa non mi fa stare meglio di oggi pomeriggio. Voi date troppo peso a queste cose altrimenti quest’anno avrebbero vinto solo Inter e Juventus. Invece ha vinto il Bologna, ha vinto il Verona e ha vinto il Lecce, ognuno ha i suoi obiettivi“.

ATALANTA, SEI LEGGENDA! 3-0 al Bayer Leverkusen, l’Europa League vola a Bergamo

L’Atalanta vince l’Europa League. Sì, avete capito bene! La Dea travolge il Bayer Leverkusen 3-0 grazie alla tripletta di Ademola Lookman. Al 12′, al 26′ e al 75′ le reti storiche del nigeriano. Ed ora è festa!

Gasperini: “Pronti per giocare contro una grande squadra. Aver centrato il traguardo Champions ci tranquillizza. Momento per lasciare? Vivo di presente”

La conferenza stampa della vigilia della finale di Europa League tra Bayer Leverkusen e Atalanta del tecnico della Dea Gian Piero Gasperini tratta da tuttomercatoweb.com

Sulla partita e sull’assenza di De Roon: “Sotto l’aspetto mentale e psicofisico sì, anche il fatto di aver centrato la Champions domenica ancora di più. Io personalmente sono dispiaciuto dell’assenza di De Roon, per il valore in campo del giocatore e perché meritava una finale. Ha dato tantissima all’Atalanta, dispiace debba perdere proprio la partita più importante. Non è facile, quando giochi per tre mesi ogni tre giorni, poterti esprimere sempre al massimo: abbiamo giocato tantissime gare, molte in modo positivo, c’è rimasto il rammarico della partita contro la Juventus alla quale siamo arrivati non al meglio delle nostre prestazioni. Però adesso c’è un’altra gara, un’altra finale, un’altra coppa. Non abbiamo alibi“.

Sull’aver centrato il traguardo Champions: “Aver raggiunto la Champions domenica è un ulteriore passo, che permette il massimo della concentrazione su questa coppa. È stato sicuramente molto positivo, il mio sentimento maggiore è di attesa. Nel senso che crediamo di aver preparato tutto quello che dovevamo preparare, ora aspettiamo di confrontarci. Dovremo essere bravi a ritrovare la serenità giusta“.

Sulle scelte in attacco: “Scamacca negli ultimi mesi ha fatto un’evoluzione notevole, non solo in termini di gol. Soprattutto in una partita come quella contro la Juventus sarebbe stato fondamentale, anche perché non abbiamo un’alternativa simile nel ruolo. È chiaro che domani ci sono tutti, c’è lui, c’è Lookman, c’è De Ketelaere, il reparto d’attacco è al completo e possiamo ragionare su 90 minuti o anche di più“.

Su come affrontare il Bayer: “Con la consapevolezza che affrontiamo una grande squadra: parlano i numeri, le prestazioni fatte nei mesi. Però nel nostro percorso abbiamo affrontato, sia in Italia che all’estero, tante squadre molto forti. Un po’ di autostima ce l’abbiamo. È una squadra molto ben organizzata, al di là della qualità dei singoli, con soluzioni varie, non solo in attacco. È una squadra duttile, che si difende molto bene e riparte molto bene: vale tutti i risultati che ha fatto, dovremo fare una prestazione molto precisa, molto attenta, dovremo avere anche noi una grande precisione come organizzazione. Poi è chiaro che è una partita, come sempre nelle finali, nella quale bisognerà portare gli episodi dalla propria parte. Noi dobbiamo avere grande rispetto e grande conoscenza di questa squadra, con le italiane ti confronti molte volte e con le straniere molto meno. Col Bayer ci siamo incontrati due anni fa, ma questa è una squadra diversa. Non hai l’abitudine al confronto: quando giochi due partite, andata e ritorno, ti puoi fare un’esperienza anche migliore. Quando giochi una finale secca devi essere bravo ad adattarti e capire come contrapporsi“.

Sui tifosi: “Abbiamo chiesto un grandissimo sacrifico anche a loro, sotto tutti gli aspetti: non ci hanno mai fatto mancare la loro presenza, molto numerosa. Sarà così anche domani, nonostante non fosse agevole. Speriamo“.

Sul fatto se esista o meno un momento propizio per lasciare: “Il momento propizio non lo sai quando ci arrivi, non abbiamo la sfera di cristallo. Si dice che il momento giusto è quando vinci, perché non cali nella considerazione. Però noi non pensiamo mai a quando si lascia, viviamo di presente più che di futuro. Quello che ha fatto Xabi Alonso è molto bello, sicuramente gli si sarebbero spalancate tante occasioni. È molto positivo, un esempio di calcio“.

Sul fatto se il campionato italiano sia diventato più allenante: “È cresciuto, con la presenza di tante squadre sia l’anno scorso che quest’anno nelle finali europee. È cresciuto nel ranking, ci sono anche più squadre in Europa che possano rappresentarci, è un segno positivo per il nostro campionato e speriamo che sia anche una spinta per la Nazionale per diventare competitiva ora che ci saranno gli Europei. A noi giocare tante partite ci ha aiutato: ci siamo allenati un po’ meno, abbiamo sperimentato tanto e abbiamo avuto pochissimi infortuni, cosa che ci ha aiutato per quanto la stagione sia stata durissima. Ora lo possiamo dire: un calendario così compresso, con così tante partite, porta a due cose. O ci abituiamo, o troviamo qualche stratagemma: almeno per noi è stato molto molto impegnativo“.

Lecce-Atalanta 0-2, l’editoriale – Il sollievo della “musichetta”

Due erano le curiosità riguardanti l’impegno dell’Atalanta a Lecce. In primis, la reazione della squadra dopo la sconfitta nella finale di Coppa Italia con la Juventus. In secundis, quanto turnover avrebbe fatto Gasperini in vista dell’altra finale, quella di mercoledì di Europa League contro il Bayer Leverkusen.

Ebbene, le risposte ci sono state. Partiamo dalla seconda curiosità. Il tecnico piemontese (squalificato, in panchina è andato Gritti) tra titolarità e subentri ha ricorso a diversi elementi della rosa scarsamente impiegati come Bonfanti (titolare), Adopo e Bakker, risparmiando tutta la gara a elementi importanti come Ruggeri e Lookman.

Per quanto riguarda la reazione, un po’ di ripercussioni psicologiche ci sono state. Ma non tanto per la sconfitta quanto per l’infortunio occorso mercoledì scorso a Marten De Roon.

I calciatori dell’Atalanta ieri hanno giocato con il pedale dell’acceleratore lievemente schiacciato proprio per evitare di subire infortuni che avrebbero loro compromesso sia la presenza in campo mercoledì sia, eventualmente, anche la partecipazione a un Europeo che è dietro l’angolo.

Fortunatamente, anche i calciatori del Lecce già salvo non si sono dannati l’anima e allora, a parità di carica agonistica, prevale la squadra più tecnica. L’uno-due a inizio ripresa del duo De Ketelaere-Scamacca ha chiuso la partita a favore della Dea (unico brivido il palo di Piccoli su punizione all’87’) e ha spalancato all’Atalanta le porte della quarta qualificazione in Champions League della propria storia.

Un traguardo che certifica la più bella stagione della pluricentenaria storia della Dea. Un traguardo con la quale la squadra di Gasperini fa ciao ciao ai “bachechisti” e che è importantissimo sia per il presente che per il futuro della società di Percassi.

“Eh, ma l’Atalanta non vince mai niente“. Intanto c’è quella musichetta che si sentirà a Bergamo in uno stadio finalmente pieno e completo. Una musichetta che sa di sollievo. E che fa rosicare i gufi.

Gasperini: “Ok la Champions, ma per il mio futuro contano le sfide”

Le dichiarazioni di Gian Piero Gasperini ai microfoni di Sky subito dopo la vittoria della sua Atalanta in casa del Lecce per 2-0 che è valsa la quarta storica qualificazione in Champions League per la Dea.

Sulla qualificazione Champions: “Qualificarsi in Champions per l’Atalanta è il traguardo massimo, non è che possiamo pensare a vincere lo Scudetto. Certo, il club ha un futuro radioso quindi chissà. Voglio ringraziare tutti i giocatori, solo felice di questo risultato e va dedicato a tutto l’ambiente di Bergamo, alla società e a tutti quanti“.

Sulla finale di Dublino: “La tranquillità di questo risultato è un motivo in più, abbiamo fatto un percorso durissimo come numero di partite, 53 in totale, ne abbiamo vinte 30. Le ultime cinque vittorie di fila ci hanno dato una grande spinta, la finale con la Juve abbiamo giocato un po’ affaticati, ci è mancata un po’ di velocità, di adrenalina. Oggi gara particolare, ma da qui a mercoledì abbiamo bisogno della miglior Atalanta in assoluto, dal punto di vista dinamico e tecnico. Abbiamo poco tempo per prepararla e mi dispiace tantissimo l’assenza di de Roon, non solo per l’importanza del giocatore ma per lui stesso, verrà in panchina con me sicuramente. E’ una cosa terribile, ma torneremo Dublino con la coscienza a posto, speriamo di fare una impresa per tutta l’Italia“.

Sul suo futuro: “Noi giochiamo questo mercoledì, poi vediamo. Per me la differenza è la sfida, di quanto sei credibile nelle scelte e nelle valutazioni, ma soprattutto la sfida. La Champions conquistata è straordinaria, ma per me è sempre più importante la sfida, capiremo tutto dopo la finale“.