Grande festa dell‘Atalanta nello spogliatoio del “Via del Mare” di Lecce dopo la vittoria per 2-0 ai danni dei salentini che vale la qualificazione alla prossima Champions League.
VIDEO: pagina Instagram Atalanta Bergamasca Calcio
Alle 23:30 festa Champions a Zingonia
L’Atalanta rientrerà da Lecce alle 23:30. Per quell’ora è prevista a Zingonia una calorosa accoglienza da parte dei tifosi della Dea per festeggiare la qualificazione Champions e per caricare la squadra in vista della finale di Europa League a Dublino contro il Bayer Leverkusen.
Atalanta, sei in CHAMPIONS LEAGUE! A Lecce è 2-0 per la Dea
L’Atalanta centra la quarta qualificazione in Champions League della sua storia. La certezza matematica è arrivata con il successo ottenuto pochi minuti fa in casa del Lecce per 2-0 grazie ai gol di De Ketelaere al 48′ e Scamacca al 54′. Un successo firmato Percassi, Pagliuca e Gasperini. E ovviamente GRAZIE RAGAZZI!!!!!
De Roon: “Andrò a Dublino e farò il tifo per i ragazzi”
Come era prevedibile, l’infortunio occorso a Marten De Roon nella finale di Coppa Italia con la Juventus impedirà all’olandese di disputare la finale di Europa League a Dublino contro il Bayer Leverkusen mercoledì prossimo (e sono a rischio anche gli Europei).
L’olandese ha affidato ai suoi social tutta la sua frustrazione: “Qualche giorno fa non avrei mai pensato di scrivere queste parole: non posso giocare la finale di Europa League. Quella che doveva essere la settimana più importante della mia carriera, è diventata l’incubo più grande. È difficile anche perché non voglio mettere troppa negatività intorno al sentimento: l’orgoglio che provo per la nostra squadra, la città di Bergamo e i tifosi per aver giocato la finale.
Quell’orgoglio collettivo dovrebbe far superare la mia tristezza, frustrazione e rabbia. Ma comunque, è molto difficile. All’inizio a volte era difficile da credere: eravamo in finale di coppa E in finale di Europa League. Ho visto compagni di squadra correre come nessun altro, ho sentito tifosi cantare come nessun altro ed è una sensazione che ricorderò sempre.
Guardate la mia faccia quando entro in campo. È semplicemente pura felicità. Il mio viaggio si è concluso a metà strada, ma il viaggio dell’Atalanta continuerà… Mercoledì prossimo viaggerò a Dublino, resterò con i ragazzi, vivrò verso quel primo fischio come farei normalmente, ma una volta iniziato non c’è più niente che possa fare in campo. Griderò più forte che posso. Grazie a tutti quelli che hanno mandato un messaggio e sono rimaste solo due parole da dire: Forza Atalanta.”
Atalanta-Juventus 0-1, l’editoriale – Una proporzione e un’equazione
Vi ricordate le proporzioni? Quella struttura matematica dove “:” si legge “sta” e “=” si legge
“come”?. Ebbene, la proporzione che viene in mente dopo la finale di Coppa Italia persa dall’Atalanta con la Juventus per 1-0 è la seguente: Juventus : Champions League = Atalanta : Coppa Italia.
Così come la Vecchia Signora ha perso 5 finali di seguito della massima manifestazione
calcistica continentale dopo l’ultimo successo del 1996, così la Dea ha perso 5 tondini tricolori di fila dal successo del 1963.
Evidentemente, come Eupalla non ha perdonato alla Juventus il giro di campo con la Coppa
insanguinata dell’Heysel (29 maggio 1985) altrettanto non ha perdonato all’Atalanta l’aver
conseguito il suo unico successo il 2 giugno 1963 quando il bergamasco Papa Giovanni
XXIII era agonizzante (sarebbe volato in Cielo il giorno successivo).
Ovviamente, stiamo “provocando”. Anche perché sulla partita non ci sta molto da dire. Una
cosa doveva fare la Juventus: trovare il vantaggio per poi chiudersi dietro. E l’ha fatta.
Due cose non doveva fare l’Atalanta: passare subito sotto e farsi sopraffare dalla tensione. E
purtroppo entrambe le cose sono state fatte.
Questo ci fa pensare a un’altra struttura matematica: l’equazione. Equazione semplice e
scontata. Gian Piero Gasperini non è un allenatore in grado di preparare mentalmente e
tatticamente una squadra che affronta una finale.
Il tecnico di Grugliasco non ha ancora capito che quei 90 minuti rappresentano una cosa a
parte rispetto a tutto il resto e se occorre snaturarsi tatticamente, va fatto.
Così come è necessario trasmettere tranquillità nello spogliatoio e quel suo passeggiare
nervosamente ripreso dalle telecamere tutto trasmetteva meno che tranquillità.
Ecco perchè (anche se lo speriamo con tutto il cuore) difficilmente a Dublino l’esito sarà
diverso da ieri. Speriamo che Gasperini possa smentirci. Saremmo i più felici incompetenti
del mondo.
Gasperini: “Non abbiamo fatto una brutta partita. De Roon? Mancherà”
Le dichiarazioni del tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini subito dopo la sconfitta nella finale di Coppa Italia con la Juventus per 1-0 rilasciate ai microfoni di Mediaset.
Sulla partita: “Cosa è mancato? E’ mancato che avevamo difronte un avversario forte che si è difeso molto bene, abbiamo avuto alcune occasioni, non credo che abbiamo fatto una brutta partita, tutt’altro. Il nostro avversario non ha fatto più di noi. Siamo dispiaciuti ma non delusi, abbiamo ancora obiettivi importanti“.
Sull’assenza di Scamacca: “Siamo stati un po’ lenti al limite dell’area e poche volte abbiamo fatto la giocata veloce, l’assenza di Scamacca si è fatta sentire. Loro una volta in vantaggio si sanno difendere bene e non è facile aprire i loro spazi, nella ripresa è accaduto grazie alla nostra pressione e alla loro fatica ma non abbiamo trovato la giocata“.
Sul futuro: “Abbiamo fuori De Roon e Kolasinac ma recuperiamo Scamacca“.
Sull’assetto tattico: “Abbiamo rischiato troppo uno contro uno? Abbiamo preso solo il gol al quarto minuto ma per 86 minuti abbiamo rischiato niente, solo la traversa di Miretti“.
Atalanta, la Coppa Italia resta stregata. La Juventus si impone 1-0
L’esperienza della Juventus ha avuto ancora la meglio e i bianconeri conquistano la Coppa Italia 2023/2024 battendo 1-0 l’Atalanta con una rete di Vlahovic al 4′. La Dea, contratta nel primo tempo, reagisce nella ripresa ma va a sbattere sul palo colpito da Lookman e sulla parata di Perin su Ederson al 93′. In contropiede, la Juventus si divora il 2-0 con Miretti
Gasperini: “Ci manca l’ultimo miglio ma abbiamo fatto qualcosa più di un trofeo”
La conferenza stampa della vigilia della finale di Coppa Italia del tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini tratta da tuttomercatoweb.com.
Sulla finale: “Ho sempre pensato che la Coppa Italia fosse l’unico trofeo per l’Atalanta, in quanto Scudetto e Champions erano distanti. E invece è la terza volta che arriviamo in finale: le altre due non sono andate bene ma siamo testardi e insistiamo. Impensabile l’Europa League ma i ragazzi sono stati splendidi e hanno fatto un percorso incredibile, al quale ora manca l’ultimo miglio. Vogliamo vincere la finale“.
Sull’eventuale ruolo di favoriti: “Se sarà l’Atalanta più forte lo vedremo più avanti, sicuramente è un’Atalanta giovane e che può diventare ancor più forte. Non è facile rinnovarsi e rimanere competitivi. E sul favorito… Di sicuro arriviamo con grande entusiasmo e la Juventus ha avuto risultati sotto le loro aspettative in queste settimane, ma rimane una squadra indubbiamente forte“.
Sulla partita: “Ogni partita è diversa, non ci illudiamo che possa essere simile a quella con la Roma. Tatticamente l’assenza di Scamacca ci costringerà a provare altre soluzioni e di questo sono dispiaciuto. Non tanto per me quanto per lui, è stato privato di una finale… E lì devi portare i giocatori migliori, non toglierli. Forse dovremmo adeguarci al resto d’Europa, che almeno in semifinale le ammonizioni si azzerano. Con la Juve sarà un altro tipo di partita, spero che arriveremo domani con lo stesso spirito con cui siamo arrivati a sfidare la Roma dopo la qualificazione col Marsiglia e la stessa voglia di vincere. Così avremo più chance“.
Sull’attesa di Bergamo: “Bergamo vive un momento di fibrillazione sportiva e l’Atalanta catalizza i pensieri della città. Sarà così domani, ma anche nelle altre competizioni. Questo momento è fantastico, però già abbiamo fatto qualcosa dal mio punto di vista di più forte di un trofeo. Qualcosa che rimane solido con la squadra: a volte vinci trofei o Scudetti e non li festeggi, qui invece rimarremo legati alla storia dell’Atalanta“.
Sul suo ruolo nel calcio in caso di successo oppure no: “Questo è soggettivo: probabilmente se vincerò la coppa sarò bravo, altrimenti no. Dico però che a Crotone e a Genova sono accolto con grande stima e questo per me è un traguardo che vale più di una coppa. Rispetto comunque i parametri delle altre persone: nella vita si deve superare se stessi e i propri limiti. E indipendentemente ci sarà sempre qualcuno di più bravo, ma nella vita non possono esserci solo 3-4 vincenti. Ognuno vince le proprie battaglie, questo è il vero segreto. C’è chi non può competere ma questo non significa non essere bravi e capaci“.
Sul fatto che questa possa essere l’Atalanta più forte: “L’Atalanta di Ilicic, Zapata, Gomez, Muriel, Gosens, Freuler è stata capace di fare 98 gol, aveva una qualità realizzativa e di spettacolo. Questa potenzialmente è una squadra che può diventare la più forte, se saprà crescere e migliorarsi. Io pretendo sempre molto… Credo che l’Atalanta su questa base possa far scalare ancora una posizione alla squadra, se saprà muoversi come ha sempre saputo fare“.
Sui complimenti di Guardiola: “Guardiola è un amico (ride, ndr). Lo ringrazio… Le partite che abbiamo dovuto affrontare in stagione hanno dato autostima alla squadra e domani incontriamo chi ha il valore delle primissime, anche se in campionato non ha fatto i risultati che si aspettava. Liverpool, Marsiglia e Sporting ci hanno dato forza, così come la vittoria sulla Roma in campionato dell’altra sera. Aver giocato tanto ci ha aiutato, pur avendo tolto delle cose. Merito ai giocatori per aver avuto la volontà di giocare ogni tre giorni da febbraio in poi. Hanno raggiunto la capacità di rigenerarsi che li ha portati a questa stagione incredibile“.
Su Liverpool come svolta della stagione: “Una delle svolte, anche se noi pensiamo sempre a percorsi differenziati. A Liverpool abbiamo avuto la consapevolezza di arrivare in finale, ma per la Coppa Italia è stata Milano con il Milan”.
Sul confronto con le partite con la Juventus in campionato: “Le finali sono diverse dalle partite di campionato, ci sono meno margini psicologici di rimonta: bisogna stare attenti agli episodi e avere concentrazione, poi la fiducia e l’energia positiva possono portare a qualcosa in più“.
Su un metodo Gasperini replicabile: “Non sarà facile ma sicuramente è replicabile: abbiamo dato fiducia e speranza a quelle società che non sono di primissima fascia, senza introiti così alti come altre squadre ma che magari con idee e capacità della società di rilanciarsi e di rifarne altrettanto forti. Questo è l’unico modo perché società con i nostri numeri possano essere competitive. Per questo è diventato molto importante andare in Champions, così come la capacità di realizzare cifre da reinvestire grazie alle cessioni. Hai però anche la necessità di sbagliare molto poco sul mercato o diventa difficile recuperare. Però abbiamo margini già per il prossimo anno, se raggiungeremo la Champions: oltre agli acquisti sono cresciuti molto prodotti del vivaio come Carnesecchi, Ruggeri e Scalvini, oppure Koopmeiners e Ederson o chi gioca davanti che raggiunge valori incredibili. Certo, è più difficile perché le risorse non le hai a prescindere ma te le devi creare. Se ci siamo arrivati, è giusto che nel calcio anche chi non ha certi numeri sogni e possa competere per certi traguardi”.
Guardiola: “L’Atalanta? Può battere tutti”
In alcune dichiarazioni rilasciate a media locali, l’allenatore del Manchester City Pep Guardiola ha esaltato l’Atalanta.
“Tutti pensano che – ha dichiarato Guardiola – il Liverpool abbia fallito quest’anno. Non è così. Il Liverpool non ha fallito e resta una squadra vincente. Ha giocato contro l’Atalanta. E l’Atalanta è una squadra che può battere tutti. Contro la Roma domenica ha fatto una prestazione incredibile“.
Atalanta-Roma 2-1, l’editoriale – Bellezza e masochismo
Sembrano essere due parole apparentemente distanti tra di loro. Eppure, “bellezza” e “masochismo” hanno trovato un denominatore comune: l’Atalanta.
La squadra di Gasperini che ha battuto per 2-1 la Roma ieri è stata il perfetto anello di congiunzione tra questi due vocaboli.
“Bellezza” perchè la Dea, nei primi 70 minuti di gioco, è stata letteralmente stupenda. Ha annichilito la Roma, ha abbagliato gli occhi, ha suscitato grandi emozioni nei suoi tifosi e in tutti gli appassionati di calcio.“
Masochismo” però perchè la quantita industriale di occasioni da rete gettate alle ortiche ha consentito alla Roma di rimanere in partita e di tornare a galla grazie a un rigore assurdo inventato da Guida. E se non fosse stato per la parata di Carnesecchi su Pellegrini staremmo parlando d’altro.
Un campanello d’allarme quindi deve risuonare in ottica finali. Juventus e Bayer Leverkusen sono due squadre essenzialmente ciniche e non perdoneranno un’Atalanta masochista.
In ogni caso, la Dea ieri si porta a casa la qualificazione diretta in Europa League nella peggiore delle ipotesi. Ed è già un grandissimo risultato.
Alla faccia dei “bachechisti”, soprattutto di ex direttori di giornale che ora possono fare solo i comici in trasmissioni televisive di quart’ordine.
Anche se l’Atalanta non dovesse vincere un trofeo, questa stagione resterebbe spettacolare. Piaccia o non piaccia loro.
