Abbiamo atteso volutamente 24 ore per commentare quanto accaduto all'”U-Power Stadium” di Monza per aspettare il risultato di Roma-Bologna.
Ebbene, la netta vittoria dei felsinei per 3-1 certifica che in campionato (escludiamo dal discorso le vicende concernenti le Coppe che meriteranno un trattamento indipendente) l’Atalanta lotterà per il quinto posto con l’intera Capitale.
Guai a pensare, infatti, che ci sia solamente la Roma. Attenzione, molta attenzione, va fatta alla Lazio distante soli 3 punti sebbene con una partita in più. Attenzione che va fatta per un semplice motivo: i biancocelesti potranno dedicarsi anima e corpo al campionato e, potenzialmente, potrebbero fare filotto nonostante un calendario non semplicissimo dovendo affrontare tre squadre (Hellas Verona, Empoli e Sassuolo) in lotta per non retrocedere.
Però, visto che le avversarie sono due, in campionato occorrerà la stessa Atalanta vista per 89 minuti ieri a Monza. Ossia una squadra capace di soffrire rischiando il giusto ma consapevole della propria superiorità tecnica e in grado di colpire al momento opportuno.
Ma non deve essere la stessa Atalanta ammirata negli ultimi 5 minuti di partita. Il Monza riapre la gara all’89 con un gol di Maldini (sul quale Carnesecchi non è irreprensibile) e la squadra di Gasperini per l’ottava volta in stagione tra campionato e coppe ha subito/sfiorato di subire due reti nell’arco temporale di 10 minuti tra una segnatura e l’altra.
Sinceramente, anche basta. Una squadra che ambisce a determinati traguardi non può permettersi questo Difetto dove la “D” maiuscola non è un refuso altrimenti rimarrà una bella incompiuta. Gasperini trovi un rimedio alla svelta, altrimenti spunterà un’altra “D”: quella di Dolore.
Immagine tratta dalla Pagina Ufficiale Facebook dell’Atalanta Bergamasca Calcio
