Termina 2-2 il posticipo della 31/a giornata di Serie A 2019/2020 tra Verona e Inter. Gli scaligeri di Juric aprono e chiudono le danze, andando in rete al 2′ con Lazovic e all’86’ con Veloso. In mezzo, le due reti interiste con Candreva al 49′ e con l’autogol di Dimarco al 55′.
Per l’Atalanta si tratta di un ottimo risultato, per due motivi. In primis, l’Inter rimane dietro di una lunghezza alla formazione di Gasperini (66 punti contro 65). E poi perché la Dea conquista la quarta qualificazione in una manifestazione europea consecutiva. Sassuolo e Verona, infatti, sono ottave a 43 punti, quando ce ne sono 21 a disposizione e quindi non possono più raggiungere l’Atalanta. La squadra bergamasca è certa, conseguentemente, di piazzarsi tra le prime sette in Serie A e di centrare così un piazzamento europeo. Un ennesimo traguardo storico raggiunto.
Articolo a cura di Giuseppe Pucciarelli
Atalanta-Sampdoria 2-0, l’editoriale – Segnali di nuova maturità
Dopo la vittoria con il Napoli, ci chiedevamo se l‘Atalanta avesse fatto quel passo in più. Ora possiamo affermarlo: sì, quel passo in più la Dea l’ha fatto. La vittoria di ieri con la Sampdoria per 2-0, la nona consecutiva in campionato, l’undicesima di fila stagionale contando anche i due successi negli ottavi di Champions League col Valencia (record rafforzato), ha confermato il processo di maturazione della squadra di Gasperini.
Lo ripetiamo, a costo di rischiare una stucchevole retorica. Queste 12 giornate (per alcune squadre, Atalanta compresa, 13) rappresentano un campionato non “regolare” nella quintessenza del termine. Perché non è regolare giocare ogni tre giorni in pieno luglio. Giocoforza, le squadre che partecipano a questo campionato non “regolare”, devono diventare, se vogliono ottimizzare il rapporto obiettivo da raggiungere e lo sforzo da profondere, altrettanto non “regolari”.
L’Atalanta di queste ultime partite sta confermando questa tendenza. Considerando che gli impegni dei nerazzurri non termineranno il 2 agosto, Gasperini da qualche giornata a questa parte ha impostato la partita in maniera diversa dalle quali eravamo abituati. L’Atalanta non inizia più le partite con il baricentro avanzato, lasciando “spazio” alle iniziative avversarie che ricorrono spesso e volentieri al pressing.
Ma il pressing non può durare 90 minuti e il calo fisico avversario lascia spazio alla qualità del gioco della Dea. Di chi sta in campo, come Papu Gomez. Di chi invece parte dalla panchina, come Luis Muriel. I numeri del colombiano sono strepitosi in tal senso: 17 reti in campionato (record personale), 10 da subentrato (record stagionale a livello europeo). Ultimo della serie è il destro chirurgico dal limite dell’area che si è piazzato nell’angolino basso alla sinistra di Audero e che è valso il gol del 2-0.
A tutto questo si uniscono i gol da calcio piazzato, fondamentali sempre ancora più decisivi in questa particolare fase della stagione. Erano il cardine della prima Atalanta di Gasperini, poi mano a mano erano scomparsi. Ma, dalla ripresa, sembrano essere tornati ed è un ritorno che ci piace, vero Rafael Toloi?
Infine, ultimo ma non ultimo non si può non sottolineare un dato importantissimo: la gara con la Sampdoria è stata la terza consecutiva senza subire gol al passivo. Non accadeva da due stagioni. Così come Gasperini, di nuovo dopo Cagliari, in un frangente della gara non ha avuto dubbi nell’infrangere il dogma della difesa a 3, schierandosi a 4 dietro e provando tattiche alternative. Segnali di maturità.
Ora mancano pochissimi punti per centrare la matematica certezza della partecipazione alla prossima Champions League. Questo e solo questo deve esserci nelle menti dei calciatori e dei tifosi atalantini. Tutto il chiacchiericcio su qualcosa di più lo lasciamo ai soliti media. Il non lasciarsi distrarre rappresenterebbe un altro indice di maturità.
Articolo a cura di Giuseppe Pucciarelli
Gasperini: “Scudetto? Riguarda la Juventus, noi vogliamo la Champions matematica”
“Scudetto? Una parola che è nelle mani della Juventus. È la squadra più forte del campionato, lo ha fatto vedere anche ieri. A noi interessa la matematica per la Champions, dato che Roma, Napoli e Milan stanno facendo grandi cose. Poi magari penseremo a insidiare Lazio e Inter“. Queste le parole del tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini rilasciate a Sky dopo la vittoria della Dea sulla Sampdoria per 2-0.
Atalanta-Sampdoria 2-0, il tabellino
Il tabellino di Atalanta-Sampdoria 2-0, tratto da diarionerazzurro.it
ATALANTA-SAMPDORIA 2-0 (primo tempo 0-0)
MARCATORI: 75′ Toloi, 85′ Muriel.
ATALANTA (3-4-1-2): Gollini; Toloi, Caldara, Djimsiti (dal 52′ de Roon); Hateboer, Pasalic (dal 69′ Muriel), Freuler, Gosens (dall’86’ Castagne); Gomez; Ilicic (dal 69′ Malinovskyi), Zapata (dall’86’ Sutalo) – A disposizione: Rossi, Sportiello, Tameze, Czyborra, Guth, Bellanova, Colley – Allenatore: Gasperini
SAMPDORIA (4-5-1): Audero; Bereszynski, Yoshida, Colley, Murru; Depaoli, Ekdal (dall’83’ Augello), Thorsby, Linetty, Jankto (dall’83’ Ramirez); Gabbiadini (dall’83’ La Gumina) – A disposizione: Seculin, Chabot, Bonazzoli, Askildsen, Maroni, Léris, Quagliarella, D’Amico, Bertolacci – Allenatore: Ranieri
ARBITRO: Giua di Olbia
NOTE: gara di andata: Sampdoria-Atalanta 0-0 – gara disputata a porte chiuse – ammoniti al 23′ Djimsiti, al 35′ Thorsby, al 55′ Jankto, al 61′ Ranieri e Gasperini e al 65′ Bereszynski – espulso al 65′ Ranieri per proteste – recupero 0′ p.t. e 5′ s.t.
Gasperini: “Sampdoria avversario difficile, pensiamo solo a loro. In questo momento servono concentrazione e condizione”
Le dichiarazioni del tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini, alla vigilia della sfida di domani sera contro la Sampdoria.
Sulla partita: “Affrontiamo un avversario difficile, che è reduce da due vittorie che l’hanno fatto uscire dalla zona calda. Pensiamo solo alla Sampdoria, non alla Juventus. Dobbiamo conquistare dei punti che ci avvicinano al nostro obiettivo“.
Sulla sfida di Cagliari: “Sono soddisfatto che, nonostante 6-7 cambi, l’organizzazione della squadra è rimasta praticamente identica. Il gruppo ha lo spirito alto, sicuramente foraggiato dai risultati. Però nel finale a Cagliari abbiamo sofferto, segno che nel calcio se molli per un attimo, rischi di non portare a casa il risultato“.
Sul momento del campionato: “Sicuramente è un torneo diverso, sia per il momento in cui si sta giocando, sia per l’assenza del pubblico. Occorre mantenere alto sia il livello di concentrazione mentale che quello di condizione fisica“.
Cagliari-Atalanta 0-1, l’editoriale – Ennesimo record, ma la concretezza è rimasta a Bergamo
In primis, due doverose premesse. Prima di tutto, i complimenti. L’Atalanta 2019/2020 entra di diritto nella storia della società bergamasca per aver centrato il record di vittorie consecutive in un campionato professionistico italiano. Con 8 centri di fila, i ragazzi di Gasperini superano l’Atalanta di Mondonico che, nel torneo di Serie B 1994/1995, si fermò a quota 7. E già questo è un dato che fa tremare i polsi dalla contentezza.
E poi Luis Muriel, che in maniera chirurgica dal dischetto mette a referto il suo sedicesimo gol in campionato, issandosi in vetta alla classifica dei marcatori atalantini.
Poi, prima di addentrarci nell’analisi della sfida della “Sardegna Arena” siamo vicini a Simeone. Purtroppo per lui, una regola assurda ha praticamente costretto l’arbitro La Penna ad annullargli uno splendido gol. Così come fu giustamente annullato la rete di Gomez con il Sassuolo per l’involontario mani di Gosens. Fortunatamente, dal prossimo anno, le cose torneranno come prima.
Partiamo dai lati positivi della sfida contro i rossoblu. Innanzitutto, la seconda gara di fila senza prendere gol con uno Sportiello che non ha dovuto fare una parata che sia una. Un dato da non sottovalutare, dopo che dietro nelle prime tre partite dopo la ripresa si era ballato e parecchio.
Poi, il turnover. Un “male” necessario considerato il periodo e le gare ravvicinate. Si sono accomodati in panchina Papu Gomez, Ilicic, Zapata, Gollini, Freuler, Gosens, ma chi gli ha sostituiti non ha certo fatto sentire la loro mancanza. Anzi.
Menzione particolare in tal senso meritano Tameze e Sutalo. Il francese ex Nizza è stato un motorino quasi perfetto in mediana, recuperando una quantità industriale di palloni. Il “quasi” è dovuto però a quel retropassaggio da infarto nel finale di partita che per poco non costava il gol del pareggio del Cagliari. Il croato è stato molto preciso, diligente e ordinato, dimostrando che può tornare sicuramente utile nel futuro.
Infine, l’attacco. Resta di gran lunga il migliore della Serie A, ma a Cagliari è tornato ad aleggiare uno spettro che pareva essere stato sconfitto: quello della mancanza di concretezza.
Alla “Sardegna Arena” l’Atalanta ha tirato 22 volte in porta, ha costruito 6 nitidissime occasioni da gol e ha centrato due pali, uno con Muriel e uno con Hateboer, ma non ha chiuso la partita, nonostante la superiorità numerica. Ieri è andata bene, ma nel calcio non sempre possono filare lisce le cose se non chiudi i giochi.
Anche perché mettere la parola fine al discorso quarto posto il prima possibile significa poter pensare a quella città portoghese, Lisbona, dove chissà…
Articolo a cura di Giuseppe Pucciarelli
Gasperini: “Peccato non averla chiusa. Frettolosi i cambi in attacco”
Le dichiarazioni del tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini dopo la vittoria della sua formazione a Cagliari per 1-0.
Sulla partita: “Siamo soddisfatti della vittoria, ma certo è stato un peccato non aver chiuso la gara e averla tenuta aperta fino alla fine, nonostante la superiorità numerica. Ci è mancata un po’ di lucidità, anche mentale. Mi prendo la colpa di aver cambiato in maniera frettolosa tutti e tre i giocatori in avanti“.
Sul futuro: “Record di punti? Il nostro obiettivo ora è chiudere il discorso aritmetico per la Champions, poi penseremo anche a quello e, se c’è la possibilità, anche a migliorare la posizione in classifica“.
Cagliari-Atalanta 0-1, il tabellino
Il tabellino di Cagliari-Atalanta 0-1, sfida valevole per la 30/a giornata di Serie A 2019/2020.
CAGLIARI (3-4-1-2): Cragno; Pisacane (75′ Klavan), Carboni, Walukiewicz; Nandez, Ionita (66′ Faragò), Rog, Lykogiannis (66′ Mattiello); Nainggolan (66′ Birsa); Joao Pedro, Simeone (75′ Ragatzu). A disposizione: Ciocci, Rafael, Boccia, Cigarini, Ladinetti, Gagliano, Paloschi. Allenatore: Zenga.
ATALANTA (3-4-1-2): Sportiello; Caldara, Palomino, Sutalo (83′ Toloi); Hateboer (73′ Gosens), De Roon, Tameze, Castagne; Pasalic (60′ Ilicic); Malinovski (60′ Gomez), Muriel (60′ Ilicic). A disposizione: Gollini, Rossi, Bellanova, Czyborra, Djimsiti, Colley, Freuler. Allenatore: Gasperini.
Arbitro: La Penna di Roma
Ammoniti: Carboni (C), Pisacane (C), Palomino (A), Nandez (C), Hateboer (C)
Espulsi: Carboni (C)
Marcatori: 26′ rig. Muriel (A)
Gasperini: “Si giocherà ogni tre giorni, spazio a varianti dall’inizio”
Il tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini ha presentato la sfida di domani a Cagliari al sito ufficiale della società nerazzurra. Queste le sue principali dichiarazioni:
Sul Cagliari: “Avversario difficile. Si tratta di una delle tante squadre che hanno ancora un obiettivo da raggiungere in questo torneo“.
Sulle condizioni della squadra: “I calciatori sono tutti a disposizione e stanno tutti bene“.
Sull’eventuale rotazione dei giocatori: “Inizia un ciclo di partite dove si giocherà ogni tre giorni. Necessario concedere spazio a tutti, ci saranno diverse varianti dall’inizio“.
IZ e il gioco dei castelli in aria
Se spulciate tutte le enciclopedie di questo mondo, alla voce “castello in aria” troverete la dicitura: “con il termine castello in aria si indica un progetto, un sogno, un’aspirazione certamente destinata a non realizzarsi nel breve periodo e pertanto non meritevole di attenzione immediata“.
Sì, il castello in aria è una metafora del “voglio…”. Tutti noi nella vita vogliamo avere qualcosa, vogliamo essere qualcosa. E all’elenco si è aggiunto anche IZ, che vuole avere quello che prendono i giocatori dell’Atalanta nell’intervallo.
IZ chi? Come, non lo conoscete? Ma se tutti noi vogliamo essere lui? Sì, lo confessiamo, il nostro castello in aria più grande è quello di diventare come IZ. Vogliamo cavalcare l’onda dei tifosi italiani medi per i quali l’Atalanta deve essere per forza la centrale del doping del calcio, tanto per vendere qualche copia in più, lanciando illazioni libere fregandocene altamente di qualcosina che si chiama “deontologia professionale”, “ricerca delle fonti”, ecc…
Cosa? Combattere per un calcio controllato al 101% e obbligare i calciatori alla reperibilità obbligatoria (tutti e di tutte le squadre professionistiche europee) come avviene nel ciclismo? Ma siamo matti, IZ sa benissimo che se scrivesse una cosa del genere non venderebbe quelle fantomatiche copie in più. Ma sai che succederebbe se un Ronaldo o un Messi, ma anche un Papu Gomez o un Immobile, tanto per fare un esempio, fossero costretti a comunicare i loro spostamenti? Ovvio, ci sarebbe la rivoluzione dei tifosi italiani (ed europei) medi, chi me lo fa fare di inimicarmeli?
No, troppo complicato. Molto più semplice punzecchiare chi è mediaticamente più debole e darlo in pasto ai frustrati da tastiera. Sì, tutti noi vogliamo essere IZ, questo è il nostro castello in aria. Il nostro castello metaforico concreto, invece? Essere esattamente l’opposto di IZ.
