Tegola Atalanta, fuori Kossounou

Tegola per l’Atalanta. Maurizio Sarri, nella sfida di domani alle 18 in casa della Juventus, non avrà a disposizione Odilon Kossounou a causa di un risentimento muscolare accusato nel corso della seduta di rifinitura. E per l’Atalanta è emergenza difensiva.

Atalanta-Cagliari 1-2, l’editoriale – Bisogna mettersi d’accordo

Perdere fa male. Perdere contro una squadra sulla carta alla portata come il Cagliari davanti ai propri tifosi fa ancora più male. E ci mancherebbe altro che non fosse così.

Ma la sfida contro i sardi ha seguito pedissequamente il copione dell’Atalanta “cantiere aperto” che sta obbligatoriamente (e chi capisce di calcio deve per forza essere d’accordo) caratterizzando la compagine di Sarri in questo inizio di stagione.

A far la differenza nel risultato rispetto alle gare con Sassuolo e Bologna (che sono realtà che si possono comparare a questo Cagliari) sono stati semplicemente e unicamente gli episodi.

Con le squadre emiliane all’Atalanta è girato tutto bene, con i sardi il risultato è stato determinato da un errore di lucidità di Kolasinac che salta a mano aperta in area (rigore solare realizzato da un Maldini che si è comportato “bene” in campo non esultando sotto la Curva Pisani e poi nel prosieguo della serata fuori dallo stadio ha fatto quello che tutti sapete) e da un Samardzic che, dopo una grande azione personale, ha clamorosamente ciccato quello che sarebbe stato il pallone del 2-2.

Tutto qui. Tutto, semplicemente, qui. Anzi, rispetto alle già citate Sassuolo e Bologna c’è stato un passo in avanti dal punto di vista della tenuta difensiva dato che il Cagliari ha costruito solo tre occasioni, rete di Mendy inclusa. Ossia, il 50% in meno circa delle prime due uscite.

Vero, un passo in avanti piccolo dato che in attacco è stata la solita calma piatta con l’affidarsi alle singole individualità per cercare di ottenere qualcosa e che a centrocampo Kessie ha dimostrato di non essere solo una “scarpa vecchia” reduce dall’Arabia (per citare qualcuno) e che potrà tornare molto utile in questa stagione.

Questa l’analisi. Ma agli opinionisti da “Televideo“, che giudicano solo ed esclusivamente in base al risultato, questo non va bene. E cominciano già a fioccare richieste di esonero per Sarri da parte di questi soliti noti.

Signori, mettiamoci d’accordo una volta per tutte. Non è che si sta cambiando solo modulo, si sta cambiando modo di stare in campo, si stanno cambiando movimenti, si stanno cambiando attitudini.

Insomma, si sta attuando una vera e propria “Rivoluzione Francese” che ha bisogno del suo tempo per essere assimilata. Chi vuole convocare un “Congresso di Vienna” anticipato, sempre per citare qualcuno, se ne facesse una ragione.

Sarri: “Ripartiamo da qui, oggi esco meno preoccupato rispetto alle partite precedenti”

Le dichiarazioni di Maurizio Sarri subito dopo la sconfitta della sua Atalanta con il Cagliari per 2-1

Sulla partita: “A Roma abbiamo rischiato di vincere giocato da compassati, qui siamo stati più intensi e abbiamo creato di più ma abbiamo perso per errori individuali. Ripartiamo da qui. Sono molto meno preoccupato oggi rispetto alle partite precedenti“.

Su un eventuale richiamo di preparazione durante la sosta per le Nazionali: “Noi avremo parecchi calciatori in giro per le Nazionali, quindi non faremo niente di particolare“.

Sulla condizione fisica: “La condizione fisica mi è parsa in netta crescita nonostante in campo avessimo un calciatore che ultimamente ha giocato nulla come Kessie e poco come Rowe. Occasioni ne potevamo creare di più ma non era semplice con il muro eretto dal Cagliari“.

Sul “dualismo” Gaetano-Kessie: “Gaetano sta facendo bene ma il Kessie di stasera non lo ha fatto rimpiangere, è un giocatore solido che ha dato una bella risposta e che per noi sarà molto importante“.

Atalanta, secondo ko di fila: il Cagliari si impone 2-1

Seconda sconfitta di fila per l’Atalanta che cede al Cagliari a Bergamo nella sfida valevole per la 4/a giornata di Serie A 2026/2027. I sardi si impongono 2-1.

Purtroppo solita Dea di inizio stagione, versione cantiere aperto, con poche idee e il Cagliari ne ha approfittato andando in rete con Mendy al 19′ su cross di Adopo.

L’Atalanta si aggrappa alle individualità e trova il pari con Scamacca al 41′ che premia un’azione insistita di De Ketelaere. Nella ripresa, gol dell’ex di Maldini al 61′ su rigore fischiato per fallo di mano di Kolasinac in area.

La Dea passa al 4-2-3-1 con l’ingresso di Raspadori subito dopo l’occasione sciupata da Samardzic che fa tutto bene ma poi spara fuori davanti a Caprile. Altra pallagol la ha Kessie che spara in bocca a Caprile il pallone del possibile 2-2. Atalanta che rimane a 6 punti in classifica.

Rowe: “Contento di essere all’Atalanta, non vedo l’ora di giocare”

La conferenza stampa di presentazione del nuovo calciatore dell’Atalanta Jonathan Rowe tenutasi oggi pomeriggio al centro sportivo di Zingonia tratta da atalantini.com

Su Sarri: “Buongiorno. Innanzitutto sono molto contento di essere arrivato qui all’Atalanta. È stato un percorso piuttosto lungo queste ultime settimane, ma finalmente siamo riusciti a ottenere ciò che volevamo. Per quanto riguarda il mister, prima di arrivare qua sapevo che il mister sarebbe stato molto importante per la mia crescita e, guardando anche la squadra, sapevo che avrei potuto dare il mio contributo a questa squadra. Quindi spero di poter fare grandi cose qui a Bergamo e continuiamo a lavorare tutti quanti insieme“.

Sull’affinità con Lookman: “Innanzitutto vorrei ringraziare la proprietà, nello specifico Luca Percassi così come il direttore Cristiano Giuntoli, per aver fatto sì che questa trattativa potesse andare a buon fine. Per quanto riguarda Ademola Lookman, io penso che sia un ottimo calciatore. L’ho visto quest’estate in vacanza e lui aveva soltanto delle belle cose da dire sull’Atalanta. Quindi questo mi ha motivato ancor di più prima ancora che iniziasse la trattativa. Quindi sono arrivato già molto fiducioso. In campo lui ha le sue qualità, io ho le mie qualità. Siamo due calciatori e due uomini diversi. Io spero di poter mettere le mie qualità al servizio dell’Atalanta e spero che io possa fare il mio contributo affinché possiamo raggiungere i nostri obiettivi quest’anno“.

Ancora su Sarri e i suoi obiettivi personali: “Come ho già detto, secondo me Maurizio Sarri è un ottimo allenatore, molto esperto, ha tanto rispetto all’interno del movimento calcistico italiano, ha già fatto tanto per quanto riguarda il suo palmarès e ha delle ottime idee calcistiche. Io penso di fare molto bene sotto la guida di Sarri. Sono piuttosto ottimista per il futuro. Per quanto riguarda gli obiettivi personali, tendenzialmente li tengo per me perché sono una specie di sfida con me stesso. Però vorrei contribuire tanto sia alla squadra che alla società in termini di gol e assist quest’anno“.

Sui suoi eventuali problemi caratteriali a Bologna: “Per chi mi conosce, loro sanno la verità e quindi io preferisco non esprimermi in merito per quanto riguarda questa situazione. Per ora sono molto concentrato sui miei obiettivi personali per questa stagione e ormai sono un giocatore dell’Atalanta“.

Sulla società Atalanta: “Penso di averlo già detto, è un’ottima società, una specie di famiglia. Credo che questo sia l’ambiente migliore per la mia crescita, per poter raggiungere i miei obiettivi sia come collettivo che a livello individuale. Avevo un buon feeling verso l’Atalanta, tendo a seguire un po’ appunto questa mia sensazione, quindi penso di aver preso la buona decisione. Sono molto contento di essere qua e spero di poter ripagare la fiducia che il direttore Giuntoli e Luca Percassi hanno riposto in me, appunto con le mie prestazioni in campo“.

Sull’obiettivo nazionale inglese: “Sì, senza dubbio. È un mio sogno da quando ero bambino. Certo, bisogna fare i passi giusti all’interno della carriera per poter raggiungere questi obiettivi, però l’Atalanta ha una storia recente che parla di grandi successi nelle competizioni europee ed è per questo che questo ha fatto sì che diventasse una decisione piuttosto semplice per me“.

Sull’obiettivo Conference League: “Sì, sarei d’accordo, perché comunque quando si tratta di grandi serate, queste competizioni, sicuramente c’è la posta in palio che è più importante. Quindi ci vogliono calciatori molto coraggiosi, calciatori che sono disposti a cambiare la partita, che possono contribuire a punti per la squadra o addirittura a una vittoria. Io penso di essere questo tipo di calciatore, quindi cercherò di dare il massimo affinché possiamo raggiungere tanti risultati. Però poi bisogna vedere ciò che succederà in campo. Mi è stato detto da qualcuno che bisogna portare comunque la stessa mentalità a prescindere dalla partita, quindi cercherò di avere questi stessi obiettivi sia in campionato che in coppa“.

Sui complimenti di Gary Graham e la sua continuità: “È sempre bello essere ricordato di queste dichiarazioni da parte di un ex allenatore. Io sono ancora in contatto con Gary Graham, appunto. Per quanto riguarda la domanda, bisogna sempre trovare l’equilibrio tra l’umiltà e l’autostima, la fiducia nei propri mezzi. Io è da qualche anno che sto lavorando appunto per raggiungere questo equilibrio, per far sì che le mie prestazioni possano essere al massimo ogni domenica. Fa parte di un percorso, io ci lavoro tutti i giorni. Però, ripeto, io sono sempre lo stesso ragazzo che ero quando ero bambino, quindi non sono per niente cambiato da quel punto di vista“.

Sulla sua esperienza a Bologna: “Cercherò di essere breve. Ho passato poco tempo a Bologna, ma sembrava un percorso molto più lungo perché ho stretto un bel rapporto con i miei compagni di squadra, abbiamo creato una bellissima atmosfera al club, per cui sarò sempre grato al Bologna perché mi ha dato la possibilità di mettermi in mostra, di dimostrare le mie qualità. Ho avuto modo di salutare i miei compagni di squadra, sono rimasto in contatto con tanti di loro, anche perché ci lega un’amicizia a vita. Però, ripeto, per il momento sono concentrato sul presente e non vedo l’ora di fare delle belle prestazioni in campo, di rendermi al massimo in campo“.

Su se preferisce giocare dall’inizio o a partita in corso: “Credo che ogni calciatore risponderebbe nella stessa maniera a questa domanda: ogni calciatore vuole disputare ogni singolo minuto, anche non è diverso per il sottoscritto. Se avessi la possibilità, io disputerei ogni singolo minuto per il resto della mia carriera. Però bisogna anche rispettare le scelte del mister e confidare nelle decisioni prese dall’allenatore. Bisogna farsi trovare pronti dal punto di vista mentale e fisico per far sì che un calciatore, anche dalla panchina, possa cambiare la partita“.

Sul campionato italiano e il centro sportivo di Zingonia: “Chiaramente bisogna essere molto aperti di mente per quanto riguarda ogni sfida. Ogni sfida va abbracciata. Io sono molto aperto, ma anche determinato, e quindi sono molto contento di vivere questa nuova esperienza. È un’opportunità per crescere e anche per migliorare le mie qualità in quanto calciatore. Quindi sono molto contento di stare qua, mi piace molto l’ambiente di Zingonia e non vedo l’ora di conoscere i tifosi“.

Kessie: “Bergamo scelta di cuore. Lottiamo per tutto”

Si è svolta pochi minuti fa a Zingonia la conferenza stampa di presentazione di Franck Kessie. Queste le sue principali dichiarazioni

Sul perché ha scelto l’Atalanta: “Ho scelto Bergamo perché è una scelta di cuore, voglio ringraziare Luca Percassi e la proprietà e sono orgoglioso di far parte
del loro progetto. C’è il mercato ed è normale che le squadre ti cercano se sei libero ma quando l’Atalanta è entrata in gioco, l’ho scelta perché mi hanno dimostrato tanto. Decisione facile da prendere, ho detto “torno a casa”. sono qui per aiutare la squadra e il mister
“.

Sul suo ritorno a Bergamo: “Ho lasciato Bergamo da “bambino”, ora sono diventato un uomo. L’Atalanta a me ha dato tutto, ho realizzato qui il mio sogno di diventare calciatore professionista e tornare qui dove è iniziato tutto è una scelta di cuore. Ma ora devo dimostrare sul campo“.

Su quale ruolo sia il suo preferito: “Sarri è un grande allenatore e per me questa è una garanzia dal punto di vista tecnico e lui sa bene dove posso essere utile, dove il mister mi mette sono pronto a dare il massimo“.

Sullo stadio nuovo e la tifoseria: “La tifoseria è sempre calda e ora li avrò più vicini rispetto a 10 anni fa. E sono contento di giocare con più pressione“.

Sulla sua esperienza internazionale: “Dopo il Milan e il Barcellona sono stato tre anni in Arabia e ho vinto tre trofei. Il Mondiale? Grande esperienza vissuta assieme agli atalantini Kossounou e Diallo“.

Sull’esperienza: “Così come sono stato aiutato dai più esperti quando era giovane, così aiuterò i più giovani ora. Metto la mia esperienza in campo, così come fanno i miei compagni, per dare forza e coraggio ai giovani“.

Sugli obiettivi: “Lottiamo per tutto, dallo Scudetto alla Coppa Italia passando per la Conference League. A fine maggio faremo i conti“.

Su se vivrà a Bergamo a fine carriera: “Non sarebbe una scelta cattiva ma ora preferisco concentrarmi sul presente“.

Giuntoli: “C’è una rivoluzione in atto, occorre tempo. Prima l’identità e poi gli obiettivi. Su De Roon…”

Prima della conferenza stampa di presentazione di Franck Kessie, il direttore sportivo dell’Atalanta Cristiano Giuntoli è intervenuto su vari temi.

Sul mercato dell’Atalanta: “Siamo partiti da Sarri perché è la persona giusta per rifondare un nuovo ciclo. Poi abbiamo preso un regista italiano come Gaetano, poi Kristensen dopo l’addio voluto di Djimsiti, poi Elmas che conosce bene il 4-3-3 e può ricoprire più ruoli. Poi De Roon ci ha chiesto di andare alla Roma e ci siamo fondati su Kessie grazie al rapporto tra il calciatore e Luca Percassi. Infine, siamo andati su Rowe che può rappresentare un’ottima soluzione per l’attacco del mister completando un reparto offensivo di livello. Non abbiamo preso un altro difensore perché Hien sta procedendo bene la sua rieducazione e contiamo presto di averlo con noi e poi anch per la crescita di Obric, poi non ci sono state opportunità. Pensiamo di aver fatto diversi investimenti di proprietà, sereni di aver fatto un lavoro importante. L’Atalanta ha fatto grandi cose negli ultimi anni, facendo crescere l’azienda in maniera incredibile. Occorrerà tempo per il gioco di Sarri, c’è una rivoluzione totale in atto dopo 10 anni“.

Sugli ultimi due acquisti: “Kessié può giocare dovunque, sia regista che mezzala. Franck ha scelta Bergamo non solo perché l’Atalanta è oramai una realtà importante, ma per il cuore e per il rapporto con Luca Percassi. Rowe è stato scelto perché volevamo un calciatore più pronto come ruolo di esterno offensivo“.

Sul mercato in generale: “Ogni mercato è differente, quest’anno il Mondiale lo ha molto rallentato ed ecco perché si è sviluppato negli ultimi 15 giorni“.

Sulla vicenda De Roon: “Credo che sia stato doveroso ascoltare De Roon per il suo trascorso a Bergamo, ma abbiamo voltato subito pagina“.

Sui cambiamenti in atto a Zingonia: “Dietro le quinte abbiamo cambiato un po’ di cose ma fa parte anche del meccanismo di rinnovamento che volevamo instaurare ma anche questo è un percorso e ci vorrà tempo“.

Sugli obiettivi: “Molte volte si parla sempre di obiettivi, ma noi dobbiamo trovare prima una nostra identità perché da quella si capiscono gli obiettivi. Preferisco prima ottenere un’identità, ci vorrà un po’ di tempo“.

Roma-Atalanta 2-1, l’editoriale – E non ci si può neanche arrabbiare più di tanto

Normalmente quando perdi una partita che vinci fino al 90′ perché subisci sia la rete del pari che quella del sorpasso in pieno recupero non è che ti arrabbi. Vai proprio fuori di testa. E ne avresti ben donde poiché passi in un battito di ciglia dall’apoteosi alla disfatta.

Invece, per l’Atalanta che sabato vinceva 1-0 a Roma e che si è fatta rimontare e sorpassare in zona Cesarini dai giallorossi con i gol di Hermoso e Soulé, c’è un’ulteriore beffa: per come è andata la gara non vi è neanche il diritto di lamentarsi.

Intendiamoci, Sarri ha preparato la gara nel modo giusto, cioè inserendo la modalità “provinciale”. Non poteva fare altrimenti perché se avesse giocato a viso aperto avrebbe dovuto utilizzare il pallottoliere per contare le reti al passivo.

E non poteva, essendo ancora in piena fase di “cantiere aperto”, non affidarsi alle solite armi di questo inizio di stagione: un pizzico di fortuna e un grande Carnesecchi.

Entrambe le armi sono state efficienti fino al 90′ (vedasi i due legni di Castro per la fortuna e le parate di Carnesecchi in almeno tre occasioni) ma poi, sparite quelle, sparito tutto.

Quindi, la vittoria della Roma è essenzialmente meritata e quindi è pressoché inutile arrabbiarsi.

Certo, qualche piccolo progresso, soprattutto nella tenuta difensiva, lo si è visto perché nei venti minuti dopo il vantaggio iniziale di Ederson l’Atalanta ha tenuto bene il campo senza scomporsi più di tanto e, anzi, ha sciupato due occasioni prima con Samardzic e poi con Krstovic che avrebbero potuto indirizzare l’incontro a favore della squadra di Sarri in maniera netta.

Ma la condizione atletica resta ancora un problema, dato che dal 70′ in poi la Dea è stata letteralmente surclassata dai giallorossi in questa specifica caratteristica.

E, se a questo quadro, Sarri aggiunge nuovamente una gestione dei cambi che ha lasciato perplessi (perché Elmas fuori e non De Ketelaere e perché Rowe tenuto in panchina), la montagna da scalare per l’Atalanta rimane ancora più ostica.

Speriamo che in questa settimana i nerazzurri possano mettere benzina nelle gambe e fare un passettino di più nel memorizzare i meccanismi degli schemi di Sarri. Con il Cagliari, infatti, sarebbe fondamentale non sbagliare.

P.S: la querelle Luca Percassi – Tony D’Amico? Ma chissenefrega.

Sarri: “Peccato, ma stiamo crescendo”

Le dichiarazioni di Maurizio Sarri subito dopo la sconfitta della sua Atalanta in casa della Roma per 2-1 rilasciate ai microfoni di Sky Sport tratte da pazzidifanta.com

Sulla partita: “Abbiamo affrontato la squadra più in forma di questo momento, si giocherà il titolo fino alla fine. Abbiamo fatto una buona partita, nel finale ci siamo abbassati troppo. Usciamo con l’ambizione di aver messo in difficoltà una squadra forte. Abbiamo avuto troppa difficoltà a prendere campo nei minuti finali. Stiamo crescendo, siamo lontani dalla Roma, ma stiamo crescendo”.

Sulle sostituzioni: “Rowe fuori? Purtroppo ci eravamo lasciati gli ultimi due cambi e ho dovuto sostituire due giocatori che non ce la facevano più, sono cose che possono succedere in partita. Espulsione Gaetano? Ha detto che non ha detto nulla, penso che l’arbitro abbia confuso la situazione. Se tutti lo dicono, ci credo: è un errore arbitrale palese

Come col PSG, Dea rimontata nel finale: 2-1 per la Roma

La Roma batte l’Atalanta 2-1 nella sfida valevole per la 3/a giornata di Serie A 2026/2027. E lo fa emulando cosa fece il PSG nella Champions League del 2020, ossia rimontando la Dea in pieno recupero.

Dopo un primo tempo che è stato un monologo giallorosso, l’Atalanta alla prima occasione passa avanti al 48′ con Ederson. La Dea ha però il torto di sciupare due clamorose occasioni con Samardzic e Krstovic e la Roma è risalita in cattedra.

Due traverse per Castro, due grandi parate di Carnesecchi, ma nel finale l’uno-due mortifero: al 90′ Hermoso trova l’1-1 con un colpo di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo e al 93′ Soulé elude Zappacosta e sul primo palo batte Carnesecchi. Roma a 9 punti, Atalanta a 6.