Sassuolo-Atalanta 2-1, l’editoriale – Che fastidio

Sì, lo ammettiamo, siamo ancora in pieno loop sanremese. E quindi prendiamo in prestito il titolo della canzone di Ditonellapiaga, arrivata terza in classifica, per redigere l’editoriale riguardante Sassuolo-Atalanta 2-1.

Che fastidio…il Sassuolo: se è scritto che ogni squadra ha la sua bestia nera, l’Atalanta ne ha una neroverde. Sconfitta all’andata con conseguente esonero di Juric, sconfitta al ritorno. Per fortuna non ci giocheremo più contro in questa stagione.

Che fastidio…le palle inattive: Beukema sette giorni fa, Koné ieri. Ogni punizione o calcio d’angolo contro l’Atalanta si sta trasformando in un’occasione per l’avversario. E non è un fattore positivo.

Che fastidio…la superiorità numerica: come fare a trasformare un vantaggio in un boomerang? Chiedere lumi all’Atalanta. Esattamente come accaduto con il Genoa, giocare 11 vs 10 ha destabilizzato chi…aveva un uomo in più. Come mai? Boh.

Che fastidio…la mancanza di concretezza: possiamo parlare quanto vogliamo ma sono girati male anche gli episodi. E se Zalewski e Samardzic l’avessero buttata dentro nel primo tempo molto probabilmente staremmo parlando d’altro.

Che fastidio…la sfortuna: sul 3-2 a sfavore all’Olimpico Gatti la butta dentro e fa in modo che la Juventus esca indenne dallo scontro diretto con la Roma; sul 2-1 a sfavore al Mapei Stadium Scalvini coglie una clamorosa traversa. Le classifiche finale si scrivono anche in base a questi episodi.

Che fastidio…gli infortuni: un tour de force da affrontare senza De Ketelaere, Raspadori e (forse) anche Ederson. Uscirne indenni sarà proibitivo.

Che fastidio…chi cambia spesso opinione: vero che il risultato è l’unica cosa che conta, ma non si può passare dall’esaltazione alla depressione e viceversa in men che non si dica.

Atalanta sfortunata, scarica e sprecona: il Sassuolo si impone 2-1

L’Atalanta paga le fatiche di Champions League e si arrende 2-1 al Sassuolo nella sfida valevole per la 27/a giornata di Serie A 2025/2026. I neroverdi hanno meritato il successo nonostante l’inferiorità numerica dal 16′ per l’espulsione di Pinamonti trovando i gol della vittoria con Koné al 23′ e Thorstvedt al 69′.

La compagine di Palladino accorcia le distanze solo all’88’ con Musah ma si mangia le mani per le reti divorate da Zalewski e Samardzic nel primo tempo e per i legni colpiti dallo stesso Samardzic e da Scalvini nella ripresa. L’Atalanta resta al settimo posto con 45 punti.

Atalanta-Borussia Dortmund 4-1, l’editoriale – Quello spiraglio lasciato aperto all’andata

Lo avevamo detto. Anzi, lo avevamo scritto. Il Borussia Dortmund aveva fatto benissimo nove giorni fa. Tranne una cosa. Ossia, aveva alzato il piede dall’acceleratore accontentandosi di vincere solamente 2-0 nell’andata dei playoff di Champions League contro l’Atalanta. Evidentemente perché convintissima che le sarebbe bastato.

Un errore di presunzione. Un errore che lasciava all’Atalanta uno spiraglio per credere nel miracolo sportivo. Uno spiraglio che la compagine di Palladino ha reso concreto fin da subito.

Prima di tutto, copiando dal Dortmund lo stesso primo tempo disputato in Germania. Vantaggio immediato firmato da Scamacca, raddoppio nel finale di prima frazione con Zappacosta. Nel mezzo, praticamente solo Atalanta con Zalewski che mattatore che avrebbe meritato di timbrare il cartellino dei marcatori.

Nella ripresa, la squadra di Palladino non ha commesso l’errore che fece il Borussia all’andata. Non si è specchiata ma ha interpretato ottimamente la doppia fase di sofferenza e di proposizione.

Nella prima è stata compatta e fortunata (vedi palla ciccata da Guirassy e palo colpito da Beier), nella seconda è stata abile a sfruttare una delle sue armi migliori: l’asse De Roon-Pasalic, cross dell’olandese e inserimento puntuale del croato per il 3-0.

Poi, però, non poteva mancare l’episodio che avrebbe potuto cambiare copione alla favola: l’infortunio di Kolasinac, l’inserimento di Ahanor con il diciottenne difensore atalantino che dimostra subito di soffrire la velocità di Adeyemi, anch’egli entrato da pochissimo e puntualmente arriva il gol del 3-1 che porterebbe la sfida ai supplementari.

Ma qualcuno evidentemente non è d’accordo, perché a Eupalla i presuntuosi non piacciono. Ed ecco che quello che sarebbe stato un comodo rinvio da parte del portiere Kobel al 94′ viene intercettato da Pasalic. Cross per Krstovic che subisce una tacchettata in volto da Bensebaini, calcio di rigore e un freddissimo Samardzic dal dischetto non sbaglia portando l’Atalanta agli ottavi.

La presunzione teutonica, dunque, partì a cavallo. E tornò a piedi. Passando per le terre slave degli atalantini decisivi.

Palladino: “Partita che resterà nella storia nostra, nessuno credeva in noi”

Le dichiarazioni del tecnico dell’Atalanta Raffaele Palladino subito dopo la vittoria della sua squadra sul Borussia Dortmund per 4-1 e la conseguente qualificazione agli ottavi di finale di Champions League

Sulla partita: “Partita che resterà nella storia nostra e del calcio italiano, è una partita che rimarrà sempre nella mia mente ed è la migliore per ora della mia gestione. Ringrazio tutti. Era un’impresa difficile ma non impossibile, all’andata abbiamo fatto un po’ di errori tecnici ma davanti ai nostri tifosi e con la positività che avevamo dopo la rimonta con il Napoli abbiamo mostrato tutto il nostro spirito. Encomiabile l’episodio di Krstovic che ci ha creduto nell’ultimo episodio. Probabilmente nessuno credeva in noi e l’ho detto anche ai ragazzi ed è servito da sprone.

Su come è stata preparata la partita: “Abbiamo preparato la partita portando tanti attacchi alla profondità cercando di andarli a prendere alti sul portiere“.

Sul calcio italiano: “Ho sentito tanti commenti a volte non belli sia nei nostri confronti sia nei confronti delle altre squadre, credo che il calcio italiano vada protetto, bisogna essere un po’ più costruttivi e propositivi“.

Sull’ultimo quarto d’ora: “Un mese e mezzo fa questa partita l’avremmo persa, invece ora abbiamo capito come interpretare i momenti di difficoltà e poi hanno fatto, soprattutto negli ultimi minuti, tutto i ragazzi con intelligenza, pazienza e furbizia. Si meritano questa soddisfazione“.

Luca Percassi: “Commosso per questa serata, contento per il popolo atalantino”

Le dichiarazioni di Luca Percassi dopo la straordinaria qualificazione dell’Atalanta agli ottavi di finale di Champions League dopo la vittoria per 4-1 sul Borussia Dortmund rilasciate ai microfoni di Sky

Sulla partita: “Fin dal primo momento abbiamo avuto l’impressione di non aver espresso la migliore Atalanta, direi che il mister ci ha sempre creduto e ha trasmesso la sua voglia a tutti e fa piacere per tutto il calcio italiano e a chi vuole bene all’Atalanta“.

Sull’importanza della serata: “La considero come emozione solo sotto a Dublino. Bellissimo vedere tutto il trasporto che lo stadio ha infuso alla squadra, sono commosso perché di partite gloriose ne abbiamo vissuto tante ma stasera è emersa quella che è l’Atalanta. Siamo orgogliosi che tutto il popolo atalantino può gioire di quella serata“.

Su Pasalic: “Mario è stato decisivo in tantissimi frangenti e mi ha fatto piacere che domenica ha detto pubblicamente di essere orgoglioso di essere atalantino“.

Sulla querelle contro il Borussia Dortmund sull’affare Samuele Inacio: “Poi era una sfida nella sfida anche per il comportamento del Borussia Dortmund nei confronti di un nostro tesserato e magari chi è andato via scappando dall’Atalanta oggi rimpiangerà questa scelta“.

Questa sera alle 21:40 torna “BergamoNerazzurra in diretta”

Questa sera, sulla pagina Facebook e sul canale Youtube di BergamoNerazzurra, torna “BergamoNerazzurra in diretta“. Con il direttore Giuseppe Pucciarelli e i suoi ospiti parleremo della vittoria dell’Atalanta sul Napoli e della vigilia del ritorno dei playoff di Champions League contro il Borussia Dortmund. Vi aspettiamo numerosi.

Atalanta-Napoli 2-1, l’editoriale – Contenti ma realisti

Quando si vince, si è sempre contenti. Quando lo si fa in rimonta, si è contenti ancor di più. Quando batti una rivale non per obiettivi ma per campanile come il Napoli e lo fai in casa tua sotto la Pisani, beh, tocchi il cielo con un dito.

Quindi, le scene di giubilo al triplice fischio finale di Chiffi da parte dell’ambiente atalantino, dello staff tecnico e dei calciatori della Dea sono pienamente meritate e giustificate.

Anche perché l’Atalanta ha meritato il successo con una ripresa dove ha schiacciato il Napoli (privo di diversi calciatori, va detto, così come la stessa Dea era priva di De Ketelaere e Raspadori) nella propria metà campo, trovando dapprima il pareggio con Pasalic pareggiando la rete su palla inattiva del vantaggio partenopeo di Beukema.

E alla fine si è portata a casa i tre punti grazie anche alle scelte di Palladino visto che sono stati i subentranti a costruire il gol vittoria con il cross di Bernardeschi suggellato dal colpo di testa di Samardzic. E speriamo che questo possa essere l’episodio che possa sbloccare definitivamente il calciatore serbo.

Il Napoli – episodi arbitrali a parte – è stato pericoloso solamente nell’occasione del gol e nell’azione di Alisson Santos nel finale del primo tempo ma per il resto nulla. Soprattutto è calato fisicamente nel finale di gara nonostante una settimana di riposo rispetto agli avversari.

Quindi, si ha ragione nell’essere contenti. Ma bisogna essere anche realisti. Parlare di Atalanta in lotta per il quarto posto va bene perché è un argomento che tira ma rimane un obiettivo difficilmente raggiungibile e che, soprattutto, sarebbe ingiusto pretendere da Palladino e dalla sua squadra.

Si mantengano i piedi per terra e si punti a superare il Como nella lotta per il sesto posto, che già sarà un traguardo complicato. Il resto, se verrà verrà, senza stress.

Parentesi conclusiva sugli errori arbitrali che avrebbero penalizzato il Napoli. Avrebbero, appunto. Il rigore è stato giusto toglierlo perché Hojlund si lascia palesemente cadere al primo soffio di vento di Hien. E sul gol di Gutierrez, Hojlund applica uno strappo al braccio del difensore atalantino. Una bellissima mossa di lotta. Ma questo è calcio. E nel calcio, lo strappo al braccio è fallo. Se ne facessero una ragione sotto al Vesuvio.

Atalanta, vittoria di cuore. Napoli battuto 2-1

L‘Atalanta rimonta il Napoli battendolo 2-1 e conquista tre punti fondamentali in questa 26/a giornata di Serie A 2025/2026. Partenopei avanti al 18′ con Beukema che segna di testa su palla inattiva. Ma sempre di testa arrivano nella ripresa le reti nerazzurre di Pasalic al 61′ e Samardzic all’81’. L’Atalanta sale così a 45 punti, riagguantando il Como al sesto posto e mettendosi a -1 dalla Juventus al quinto posto.

Borussia Dortmund – Atalanta 2-0, l’editoriale – Un appiglio e un consiglio (a Palladino)

Il calcio è semplice. Qualche volta può sorprendere ma spesso e volentieri segue una logica. E logica vuole che la seconda classificata della Bundesliga se gioca in casa senza (quasi) nessuna assenza contro la sesta della Serie A che deve rinunciare per infortuni ai suoi due calciatori di maggiore qualità vinca e pure facilmente.

E ieri a Dortmund è accaduto semplicemente questo. Il Borussia, senza fare troppi sforzi, sfruttando la superiorità tecnica e un Guirassy straripante, ha vinto 2-0 contro un’Atalanta generosa ma che ha pagato duramente le assenze. Sia quelle di De Ketelaere e Raspadori, sia quelle in campo di alcuni fisicamente presenti ma troppo distratti come Kossounou e Scamacca.

Fine. Aggiungere altre parole per descrivere questa partita apparirebbe superfluo. Però, visto che non possiamo scrivere un telegramma, ci proviamo. Cercando di allargare lo sguardo al futuro.

Innanzitutto, al ritorno. Se esiste un minimo appiglio per provare a ribaltare il tutto bisogna aggrapparsi alla presunzione del Borussia. Tutti noi abbiamo avuto la sensazione che se i tedeschi avessero accelerato la punizione per l’Atalanta sarebbe stata ancora più pesante.

Invece, i gialloneri si sono limitati a una vittoria tranquilla ma non certo rassicurante. L’hanno fatto per presunzione? L’hanno fatto per risparmiare energie per la Bundesliga? Non si sanno i motivi ma l’hanno fatto. Ed è stato un errore che, chissà, Eupalla potrebbe far pagare loro.

E poi un consiglio a Palladino. In questo momento vi è abbondanza di esterni ma alcuni calciatori (De Roon, Kossounou, Scamacca) sono in debito d’ossigeno e ci sono gli assenti sovranominati.

Quindi, non sarebbe più saggio optare per un 4-4-1-1 con un Ahanor terzino sinistro, una coppia centrale formata da Hien e Djimsiti, uno Scalvini spostato in mediana per far rifiatare De Roon e un Samardzic libero di agire centralmente senza compiti difensivi alle spalle di Krstovic?

Il tecnico napoletano ha più volte ribadito di non avere tabù verso la difesa a quattro. Ecco, potrebbe essere questo il periodo di dimostrarlo.

Palladino: “Peccato essere andati subito sotto, ma ci credo alla rimonta”

Le dichiarazioni dell’allenatore dell’Atalanta Raffaele Palladino subito dopo la sconfitta in casa del Borussia Dortmund per 2-0 rilasciate ai microfoni di Sky:

Sulla partita: “Peccato essere andati subito sotto perché sappiamo che loro sono un’ottima squadra con calciatori forti. Nel primo tempo non siamo stati bravi a giocare tecnicamente, abbiamo fatto diversi errori mentre nella ripresa abbiamo fatto molto meglio da questo punto di vista. E poi soprattutto nel primo tempo siamo stati un po’ lenti nella manovra e abbiamo attaccato poco la profondità. Potevamo fare qualcosa di più in chiave offensiva ma ci è mancata qualità negli ultimi metri“.

Sugli infortunati: “Non recrimino perché noi dobbiamo guardare solo chi c’è perché gli infortunati sono infortunati e non ha senso recriminare sulla loro assenza“.

Sul ritorno: “Ora abbiamo il secondo tempo in casa nostra e come noi abbiamo preso due gol ne possiamo fare altri. Vero che i loro attaccanti sono forti e che hanno qualità tecniche e fisiche ma la nostra mentalità deve essere quella di essere coraggiosi e di giocarcela. Io ci credo, sarà una bolgia a nostro favore in casa nostra“.

Su dove ripartire: “Ho detto alla squadra che loro sono stati molto cinici nello sfruttare le occasioni da gol avute. In effetti, non hanno avuto molte occasioni da gol e dobbiamo partire anche da questo fattore positivo”.

Sulla diatriba con Kovac a fine partita: “A me non piace protestare mentre ho visto che nella panchina del Borussia hanno protestato moltissimo“.