Noi non perdiamo mai. O vinciamo, o impariamo. Una frase che è diventata un vero e proprio mantra da quando Gian Piero Gasperini è diventato allenatore dell’Atalanta. Il tecnico di Grugliasco ha abituato i tifosi atalantini a vincere (e ci sta abituando fin troppo bene, bisogna ammetterlo) ma anche a incassare con filosofia le (rare) sconfitte, affermando che in quelle partite dove l’Atalanta non c’è bisogna imparare da cosa si è sbagliato.
E Parma-Atalanta sembrava dover essere una delle partite dove la Dea doveva soffermarsi a imparare. Il primo tempo della sfida del “Tardini” è stato un monologo dei ducali, che sono partiti fin dal primo minuto con il piede pigiato sull’acceleratore. Almeno quattro sono state le nitide occasioni da gol per la formazione di D’Aversa oltre al gol dell’ex di Kulusevski. L’Atalanta del primo tempo? Praticamente non pervenuta e tutti quanti noi atalantini avevamo pensato: “ok, il campionato è finito. La testa è al PSG“.
Però il Parma nel primo tempo ha commesso uno e un fondamentale errore: quello di non aver concretizzato le occasioni per chiudere la partita. E far rimanere in corsa l’Atalanta è stato un errore fatale.
Nella ripresa, fuori la Croazia con Sutalo e Pasalic (da recuperare Supermario, attenzione!), dentro Djimsiti e Malinovskyi. Ed è la svolta. Complice il gran caldo, il Parma tira il fiato e arretra il suo baricentro, l’Atalanta sale in cattedra facendo valere il suo tasso tecnico superiore. E grandissime gesta tecniche sono state le reti di Malinovskyi e Papu Gomez, che hanno consentito all’Atalanta di strappare la sua undicesima vittoria in trasferta in questo campionato. Dato da capogiro.
E basta sfogliare il grande metaforico libro della storia del calcio per capire che le squadre che riescono a portare a casa l’intera posta in palio pur non essendo nella loro giornata migliore e solo grazie a individualità superiori alle norma, si appellano con un solo aggettivo: grandi. Allora, probabilmente sì, diciamolo ancora sotto voce ma diciamolo: questa Atalanta è una grande squadra.
Però, nonostante la Dea abbia vinto, Parma va messa a referto come partita dove si è imparato. Si è imparato che si può soffrire ma vincere lo stesso. Ma si è imparato anche che il PSG ti potrebbe fare a pezzettini se gli concederai le stesse occasioni che ha avuto il Parma nel primo tempo. Gasperini, siamo certi, di questo ne è pienamente conscio.
Milan-Atalanta 1-1, l’editoriale – Dea e Diavolo, chi ha fermato chi?
Si tratta di uno dei processi più conosciuti nell’ambito della fisica della particelle: l’annichilazione. Avviene quando una particella subatomica incontra la sua antiparticella. L’esempio classico è quello dello scontro tra l’elettrone e la sua antiparticella, il positrone. Una collisione dalla quale scaturiscono due fotoni gamma, ossia due particelle dall’alto contenuto energetico.
Ebbene, la sfida tra Milan e Atalanta di ieri sera ha ricordato un po’ il processo fisico dell’annichilazione. Dallo scontro tra le due squadre più in forma in questo periodo atipico di campionato, ne è scaturito un pareggio che rafforza il “contenuto energetico” di entrambe le formazioni.
La partita è stata pressoché equilibrata. Una rete per parte, una clamorosa occasione per parte (il rigore sbagliato da Malinovskyi per i nerazzurri e il palo colpito dall’ex Bonaventura per i rossoneri) e nessuna squadra che abbia nettamente dominato l’una sull’altra.
Da qui, l’accrescimento di consapevolezza per entrambe. Per il Milan è completato con un percorso quasi netto il periodo di incontri con le “grandi” del campionato 2019-2020, per l’Atalanta la dimostrazione (dopo la vittoria con il Bologna) di riuscire a prendere punti su campi difficili e contro avversari in condizione, nonostante la squadra sia in calo naturale di forma atletica e, soprattutto, conviva col rischio di appagamento avendo già raggiunto l’obiettivo della qualificazione alla prossima Champions League (a netto del pluricitato caso di Roma e Napoli vincenti in EL e in Champions il prossimo agosto).
Ma anche una partita che lascia un quesito. Chi ha fermato chi? Il Milan ha fermato l’Atalanta che vincendo si sarebbe portata a -3 dalla Juventus o è stata la Dea a stoppare la corsa del Diavolo verso quel quinto posto che significherebbe Europa League diretta? Un quesito curioso, destinato probabilmente a non aver risposta.
Ora per la compagine di Gasperini vi sono le ultime due fatiche. Con Parma e Inter, la Dea si giocherà un secondo posto in campionato che profuma di storia solo a scriverlo (ma attenzione, lo diciamo subito, guai a rimanere delusi nel caso non arrivasse questo piazzamento, eh) ma, soprattutto, affinerà la preparazione in vista della Final-8 di Champions League a Lisbona. Il 12 agosto e il PSG sono sempre più vicini…
Gasperini: “Milan peggior avversario da affrontare, ma vogliamo provare ad arrivare secondi”
Le dichiarazioni dell’allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini al sito ufficiale della società nerazzurra alla vigilia della sfida di San Siro con il Milan.
Sulla partita: “Il Milan è sicuramente il peggior avversario da affrontare ora. Si tratta della squadra più in forma ed è motivata anche dalla ricerca del pass per i gironi di Europa League. Noi vogliamo però provare ad arrivare secondi, anche se qualcuno dice che il secondo posto è il primo dei perdenti. Non ci siamo mai riusciti e sarebbe bello farcela. Sarà anche bello tornare a San Siro, che quest’anno abbiamo considerato un po’ casa nostra. Gli acciaccati? Djimsiti e Palomino hanno recuperato, erano solo botte“.
Sulla Champions e la Final Eight a Lisbona: “Si, il PSG giocherà domani. Sarà difficilissimo, ma abbiamo voglia di giocarcela contro una delle favorite“.
Atalanta-Bologna 1-0, l’editoriale – Dea, record e acciacchi
I record sono tali perché hanno una caratteristica: quella di poter essere battuti. E la vittoria di ieri dell’Atalanta sul Bologna per 1-0 ha fatto sì che tre primati in salsa nerazzurra sono stati frantumati. In primis, il record dei punti. Sembrava difficilissimo superare i 72 punti stabiliti dalla prima Atalanta di Gasperini nel 2016/2017, invece la Dea in salsa 2019/2020 ci ha messo addirittura tre partite in meno rispetto alla scadenza naturale del campionato per giungere già a quota 74.
Poi, il record di imbattibilità in Serie A, 15 risultati utili di fila nel massimo campionato (quello assoluto è formato dai 24 risultati utili dell’Atalanta di Mandorlini in Serie B nel 2003/2004). E ancora il record di vittorie in Serie A, 22. Infine, un primato personale. Ossia, quello stabilito da Luis Muriel. Con il gol da 3 punti di ieri, il colombiano sigla la 18/a rete personale e soprattutto l’11/a partendo della panchina. Un primato singolare a livello italiano, quasi sfiorato a livello europeo (meglio di lui ancora lo spagnolo Alcacer, 12 gol partendo dalla panchina nel 2018/2019).
Insomma, una vittoria che porta con sé diversi record. Ma fa capire anche un’altra cosa. Ossia, il pensiero inconscio del PSG è ben radicato nei calciatori dell’Atalanta. Il primo tempo della sfida con i felsinei ha seguito la stessa riga di quello del “Bentegodi” sabato. Gli avversari si sono fatti preferire nei primi 45 minuti, con l’Atalanta che ha lasciato fare per poi sfruttare il tasso tecnico a propria disposizione (eh, già, nessuno può permettersi un Muriel e un Malinovskyi in panchina, tra le migliori compagine del lotto) e l’inevitabile calo fisico degli avversari per portare a casa la partita.
Però sulle seconde palle e sul ritmo dell’intensità, non è stata la solita Atalanta. Ed è normale che sia così. Il gruppo di Gasperini ha sudato e ha lottato per tutto il campionato e per tutta l’edizione della Champions League, raggiungendo traguardi impensabili ai più. E ogni calciatore merita di giocarsi la famosa partita del 12 agosto.
Anche perché, giocando ogni tre giorni e con il caldo che comincia a imperversare, il rischio di acciacchi seri è dietro l’angolo. Per informazioni, chiedere a Djimsiti, Palomino e Zapata, che hanno preso botte da valutare. Ergo, non chiediamo la luna a questi ragazzi in queste ultime tre partite. L’obiettivo, ora, è arrivare integri al 2 agosto.
Gasperini: “Con Mihajlovic cose di campo, ma ho contestato il giallo. Giusto che fosse quest’Atalanta a stabilire il record di punti”
Le dichiarazioni di Gian Piero Gasperini al termine della vittoria della sua Atalanta per 1-0 sul Bologna.
Sulla partita: “Nel primo tempo abbiamo un po’ faticato, anche per merito del Bologna. Noi siamo cresciuti nella ripresa, ma non siamo stati bravi a chiudere la gara“.
Sull’episodio con Mihajlovic: “Sono cose di campo. Ho contestato il cartellino giallo perché non sono stato io a creare tensioni. Si sente tutto? Bene, riascoltate gli audio (ride, ndr)”
Sugli acciaccati: “Palomino aveva i crampi, Djimsiti spero sia solo una contusione“.
Sulla scelta di schierare la formazione migliore: “Ho deciso così perché voglio sfruttare queste partite come allenamento. Poi, a fine torneo, avremo 10 giorni di tempo per pensare al PSG“.
Sui singoli: “Gomez è un po’ stanco, ma è fondamentale per noi e nel secondo tempo è andato un po’ in crescendo. Ilicic? L’ha detto il dg Marino, stiamo provando a recuperarlo“.
Sul record di punti: “Giusto che fosse questa Atalanta a detenerlo“.
Atalanta-Bologna 1-0, il tabellino
ATALANTA-BOLOGNA 1-0 (primo tempo 0-0)
RETI: 64′ Muriel
ATALANTA (3-4-2-1): Gollini; Toloi, Djimsiti (87′ Caldara), Palomino (80′ Sutalo); Castagne, De Roon, Freuler, Gosens; Pasalic (46′ Muriel), Gomez (66′ Malinovsky); Zapata (66′ Colley) – All.: Gasperini
BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski; Tomiyasu (74′ Mbaye), Danilo, Denswil, Krejci (78′ Santander); Medel, Svanberg (64′ Dominguez); Skov Olsen (64′ Orsolini), Soriano, Barrow (64′ Sansone); Palacio – All.: Mihajlovic
Arbitro: La Penna
NOTE: gara di andata: Bologna-Atalanta 2-1 – match disputato a porte chiuse – ammoniti: Tomiyasu, Mihajlovic, Gasperini, Freuler, Danilo, Gosens, Colley, Castagne – espulsi: mister Gasperini alla mezz’ora p.t. – recuperi: 1′ p.t. e 5′ s.t.
Gasperini: “La Champions? Grandissimo risultato. Le ultime 4 gare presentano insidie”.
L’allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini ha presentato la sfida di domani contro il Bologna intervenendo al sito ufficiale della società bergamasca. Queste le sue principali dichiarazioni.
Sulla qualificazione potenziale in Champions League: “Si tratta di un grandissimo risultato, certamente non casuale e che dà continuità a una squadra che è cresciuta nel tempo, arrivando ad alti livelli“.
Sulle ultime quattro gare: “Saranno sfide dove vogliamo affinare la preparazione in vista della Final Eight di Champions League e toglierci qualche soddisfazione a livello personale. Ma sono tutte partite insidiose, a cominciare da quella col Bologna“.
Sul Bologna: “Sì, è una squadra che viene da una sconfitta pesante. Ma alle volte è meglio scendere in campo dopo un ko. Quindi, massima attenzione“.
Sullo giocare partite ravvicinate: “Si tratta di un tour de force per tutte le squadre con le conseguenti difficoltà. Ma, per come stanno andando le cose, bisognerebbe fare un applauso a tutti i calciatori di tutte le compagini“.
Sul caldo e la partita di Verona: “Il pari è positivo contro una squadra in buona condizione. Il caldo? Ha influito, ma non più di tanto dato che potevamo anche vincere“.
Roma-Inter 2-2, Atalanta potenzialmente in Champions League 2021/2022
Roma e Inter impattano 2-2 nella sfida valevole per la 34/a giornata di Serie A 2019/2020. Reti giallorosse di Spinazzola e di Mkhitaryan, mentre per i nerazzurri in gol De Vrij e Lukaku, che su rigore (decretato per un ingenuo fallo di Spinazzola su Moses) all’87’ fissa il punteggio sul definitivo 2-2.
Con questo punto, in attesa di Juventus-Lazio, l’Inter è sola al secondo posto con 72 punti, staccando di una lunghezza l’Atalanta che si trova 71. La Roma è quinta a 58 punti, il che vuol dire che potrebbe al massimo arrivare a 70 punti in campionato. E quindi l’Atalanta, male che vada, è sicura del quarto posto e quindi si può considerare potenzialmente qualificata alla Champions League 2021/2022. Potenzialmente perché è giusto ricordare che esiste una combinazione per cui il quarto posto potrebbe non essere buono.
Se il Napoli vincesse la Champions League 2020/2021 e la Roma facesse altrettanto in Europa League, partenopei e giallorossi si qualificherebbero di diritto in Champions League 2021/2022 affiancando le prime tre classificate in campionato, essendo cinque il numero massimo di squadre che una singola federazione può affiliare alla massima manifestazione europea. La quarta classificata quindi “retrocederebbe” ai gironi di Europa League 2021/2022.
Articolo a cura di Giuseppe Pucciarelli
Verona-Atalanta 1-1, l’editoriale – La differenza tra sogno e realtà
La differenza tra sogno e realtà la si può misurare? I tifosi dell’Atalanta, dopo la sfida pareggiata ieri al “Bentegodi” con l’Hellas per 1-1, forse hanno una risposta a questo quesito. La differenza tra sogno e realtà è possibile quantificarla in quella manciata di centimetri per la quale il tiro di Pasalic su cross di Gomez è andato fuori.
Se quel pallone fosse entrato, parleremmo di una vittoria da grande squadra da parte della Dea che manterrebbe ancora in vita il sogno dello scudetto. Invece, il comunque ottimo punto raccolto dai nerazzurri a Verona (campo dove, vale la pena ricordarlo a qualche ultracritico dell’ultima ora, la Juventus HA PERSO e l’Inter ha pareggiato), ha fatto “ripiombare” l’Atalanta nella realtà.
Una realtà che è comunque stata sempre concreta. Basta leggere il calendario. Alla Juventus bastano 9 punti per il nono scudetto consecutivo e, a meno che sia la squadra bianconera a NON volerlo vincere, questi punti tra Lazio, Udinese, Sampdoria e Cagliari arriveranno tranquillamente. Una realtà che è comunque splendida. 71 punti a quattro giornate dalla fine, il potenziale posto Champions League distante solo una lunghezza e che potrebbe divenire matematico già questa sera se la Roma non batte l’Inter. E l’ennesimo record eguagliato, quello dei 18 risultati utili consecutivi in Serie A.
Altri due fattori appartengono a questa realtà. In primis, l’avere la testa già al PSG. Avevamo pensato fin dal principio che questo nuovo campionato post interruzione causa coronavirus dell’Atalanta fosse improntato su questa caratteristica: premere il pedale dell’acceleratore dall’inizio, chiudere i giochi in chiave qualificazione Champions e poi gestire nelle ultime quattro partite. Ma per vedere se accadrà questo, bisognerà aspettare per forza i risultati di Roma-Inter e Juventus-Lazio.
E poi la questione Ilicic. Dalle poche cose che Gasperini ci ha fatto capire, abbiamo percepito come il problema dello sloveno sia essenzialmente psicologico. Noi non possiamo far altro che mandargli il nostro in bocca al lupo. Forza Josip.
Articolo a cura di Giuseppe Pucciarelli
Atalanta, i convocati per l’Hellas Verona
L’allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini ha diramato la lista dei convocati per la sfida di domani all’Hellas Verona. Sono 22 i calciatori chiamati. In pratica tutta la rosa, eccezion fatta per Ilicic. Questo l’elenco completo.
Portieri: Gollini, Rossi, Sportiello.
Difensori: Bellanova, Caldara, Castagne, Czyborra, Djimsiti, Gosens, Hateboer, Palomino, Sutalo,
Centrocampisti: Da Riva, De Roon, Freuler, Pasalic, Tameze.
Attaccanti: Colley, Gomez, Malinovskyi, Muriel, Zapata.
