Gollini, sarà corsa contro il tempo per il PSG

Iperestensione del tendine del legamento crociato sinistro, questo il responso dell’infortunio occorso a Pierluigi Gollini sabato scorso durante la partita con l’Inter. Lo ha reso noto lo stesso portiere dell’Atalanta tramite il suo profilo Instagram. Come ha confermato lo stesso estremo difensore nerazzurro, per la sfida con il PSG del 12 agosto valevole per i quarti di finale di Champions League 2019/2020, sarà corsa contro il tempo. Forza Gollo!

Atalanta, la lista Champions per gli ottavi. Fuori Taméze, Ilicic c’è

L’Atalanta ha comunicato all’U.E.F.A la lista per la Final-8 di Champions League. La novità più eclatante è una conferma: Josip Ilicic è in lista. Esce fuori, in quanto rientra al Nizza per fine prestito, Adrian Tameze. Dentro Bosko Sutalo e Raoul Bellanova.

UFFICIALE – Tameze non riscattato, torna al Nizza

L’Atalanta ha deciso di non esercitare l’opzione di riscatto per il cartellino di Adrien Tameze. Il mediano francese, 9 presenze in questa stagione tra campionato e Champions League, ritorna così al Nizza. La società francese ne ha dato l’annuncio sul suo profilo ufficiale Twitter. Tameze non sarà a disposizione di Gasperini per la Final Eight di Champions League 2019/2020 a Lisbona.

Atalanta-Inter 0-2, l’editoriale – Una sconfitta…da Champions

Alla fine, la legge dei grandi numeri si è abbattuta implacabile anche su questa immensa, straordinaria Atalanta versione 2019/2020. Dopo 17 risultati utili consecutivi in campionato, è arrivata proprio all’ultimo giro di danza la sconfitta. L’Inter ha avuto la meglio per 2-0.

Una partita che è stata sostanzialmente equilibrata. La miglior difesa del campionato, quella interista, ha pressoché imbrigliato il miglior attacco del torneo, quello atalantino. A far pendere la bilancia dalla parte della formazione di Conte sono state un errore di comunicazione tra Gollini e Gosens che hanno spalancato la porta a D’Ambrosio e un colpo da campione di Young. Anzi, nella seconda parte della ripresa gli ingressi di Muriel e di Malinovskyi hanno dato nuova verve ai bergamaschi che hanno costruito potenziali occasioni, non riuscendo a trovare però la via della rete.

L’Atalanta si ferma quindi a soli “””98″””, dicasi e leggasi 98, gol realizzati, sfiorando quelle 100 marcature che avrebbero ancor di più impreziosito questa stagione (ma non ci strappiamo i capelli per questo, anzi).

La sconfitta contro l’Inter è stata però resa amabilmente indolore dalle notizie che sono sopraggiunte dal “San Paolo” di Napoli. I partenopei hanno sconfitto la Lazio per 3-1 e così facendo hanno consentito all’Atalanta di confermare il terzo posto in classifica che vale la sicurezza della partecipazione alla Champions League 2020/2021 per la Dea, senza preoccuparsi più della (comunque molto scarsa) eventuale combinazione vittoria Champions League 2019/2020 per il Napoli ed Europa League 2019/2020 per la Roma che farebbero retrocedere la quarta classificata in Europa League.

Un traguardo fantastico, che solo qualche anno fa avrebbero dato il TSO a chi lo avrebbe minimamente immaginato. Un traguardo che tutta la squadra ha poi festeggiato, con un pensiero speciale che è volato in Slovenia, a Josip Ilicic.

Ma non solo futuro. La sfida con l’Inter e, soprattutto, le distrazioni, sono servite a Gasperini anche per prendere nota in vista della sfida del 12 agosto al Paris Saint Germain. Facile affermarlo. Se si vuole avere anche una minima possibilità di passare il turno contro la corazzata francese (che tale rimane anche senza Mbappé), non bisognerà sbagliare proprio nulla. Il tecnico di Grugliasco lo sa. E allora buon lavoro a lui. E buona “doppia Champions” a noi.

Gasperini: “Alzare l’asticella non significa…”

L’allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini ha rilasciato le proprie impressioni dopo la sconfitta per 2-0 con l’Inter nella partita valevole per l’ultima giornata di Serie A 2019/2020 ai microfoni di Dazn. Anche se, più della partita, si è parlato di futuro.

Dobbiamo alzare l’asticella – ha dichiarato Gasperini – ma questo non vuol dire automaticamente puntare allo Scudetto o al secondo posto. Non possiamo colmare i punti di ritardo da Juventus e Inter, ma possiamo migliorare la squadra, compatibilmente con le possibilità dell’Atalanta. Decrescita felice? Non se ne parla

Parma-Atalanta 1-2, l’editoriale – Un successo per imparare

Noi non perdiamo mai. O vinciamo, o impariamo. Una frase che è diventata un vero e proprio mantra da quando Gian Piero Gasperini è diventato allenatore dell’Atalanta. Il tecnico di Grugliasco ha abituato i tifosi atalantini a vincere (e ci sta abituando fin troppo bene, bisogna ammetterlo) ma anche a incassare con filosofia le (rare) sconfitte, affermando che in quelle partite dove l’Atalanta non c’è bisogna imparare da cosa si è sbagliato.

E Parma-Atalanta sembrava dover essere una delle partite dove la Dea doveva soffermarsi a imparare. Il primo tempo della sfida del “Tardini” è stato un monologo dei ducali, che sono partiti fin dal primo minuto con il piede pigiato sull’acceleratore. Almeno quattro sono state le nitide occasioni da gol per la formazione di D’Aversa oltre al gol dell’ex di Kulusevski. L’Atalanta del primo tempo? Praticamente non pervenuta e tutti quanti noi atalantini avevamo pensato: “ok, il campionato è finito. La testa è al PSG“.

Però il Parma nel primo tempo ha commesso uno e un fondamentale errore: quello di non aver concretizzato le occasioni per chiudere la partita. E far rimanere in corsa l’Atalanta è stato un errore fatale.

Nella ripresa, fuori la Croazia con Sutalo e Pasalic (da recuperare Supermario, attenzione!), dentro Djimsiti e Malinovskyi. Ed è la svolta. Complice il gran caldo, il Parma tira il fiato e arretra il suo baricentro, l’Atalanta sale in cattedra facendo valere il suo tasso tecnico superiore. E grandissime gesta tecniche sono state le reti di Malinovskyi e Papu Gomez, che hanno consentito all’Atalanta di strappare la sua undicesima vittoria in trasferta in questo campionato. Dato da capogiro.

E basta sfogliare il grande metaforico libro della storia del calcio per capire che le squadre che riescono a portare a casa l’intera posta in palio pur non essendo nella loro giornata migliore e solo grazie a individualità superiori alle norma, si appellano con un solo aggettivo: grandi. Allora, probabilmente sì, diciamolo ancora sotto voce ma diciamolo: questa Atalanta è una grande squadra.

Però, nonostante la Dea abbia vinto, Parma va messa a referto come partita dove si è imparato. Si è imparato che si può soffrire ma vincere lo stesso. Ma si è imparato anche che il PSG ti potrebbe fare a pezzettini se gli concederai le stesse occasioni che ha avuto il Parma nel primo tempo. Gasperini, siamo certi, di questo ne è pienamente conscio.

Milan-Atalanta 1-1, l’editoriale – Dea e Diavolo, chi ha fermato chi?

Si tratta di uno dei processi più conosciuti nell’ambito della fisica della particelle: l’annichilazione. Avviene quando una particella subatomica incontra la sua antiparticella. L’esempio classico è quello dello scontro tra l’elettrone e la sua antiparticella, il positrone. Una collisione dalla quale scaturiscono due fotoni gamma, ossia due particelle dall’alto contenuto energetico.

Ebbene, la sfida tra Milan e Atalanta di ieri sera ha ricordato un po’ il processo fisico dell’annichilazione. Dallo scontro tra le due squadre più in forma in questo periodo atipico di campionato, ne è scaturito un pareggio che rafforza il “contenuto energetico” di entrambe le formazioni.

La partita è stata pressoché equilibrata. Una rete per parte, una clamorosa occasione per parte (il rigore sbagliato da Malinovskyi per i nerazzurri e il palo colpito dall’ex Bonaventura per i rossoneri) e nessuna squadra che abbia nettamente dominato l’una sull’altra.

Da qui, l’accrescimento di consapevolezza per entrambe. Per il Milan è completato con un percorso quasi netto il periodo di incontri con le “grandi” del campionato 2019-2020, per l’Atalanta la dimostrazione (dopo la vittoria con il Bologna) di riuscire a prendere punti su campi difficili e contro avversari in condizione, nonostante la squadra sia in calo naturale di forma atletica e, soprattutto, conviva col rischio di appagamento avendo già raggiunto l’obiettivo della qualificazione alla prossima Champions League (a netto del pluricitato caso di Roma e Napoli vincenti in EL e in Champions il prossimo agosto).

Ma anche una partita che lascia un quesito. Chi ha fermato chi? Il Milan ha fermato l’Atalanta che vincendo si sarebbe portata a -3 dalla Juventus o è stata la Dea a stoppare la corsa del Diavolo verso quel quinto posto che significherebbe Europa League diretta? Un quesito curioso, destinato probabilmente a non aver risposta.

Ora per la compagine di Gasperini vi sono le ultime due fatiche. Con Parma e Inter, la Dea si giocherà un secondo posto in campionato che profuma di storia solo a scriverlo (ma attenzione, lo diciamo subito, guai a rimanere delusi nel caso non arrivasse questo piazzamento, eh) ma, soprattutto, affinerà la preparazione in vista della Final-8 di Champions League a Lisbona. Il 12 agosto e il PSG sono sempre più vicini…

Gasperini: “Milan peggior avversario da affrontare, ma vogliamo provare ad arrivare secondi”

Le dichiarazioni dell’allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini al sito ufficiale della società nerazzurra alla vigilia della sfida di San Siro con il Milan.

Sulla partita: “Il Milan è sicuramente il peggior avversario da affrontare ora. Si tratta della squadra più in forma ed è motivata anche dalla ricerca del pass per i gironi di Europa League. Noi vogliamo però provare ad arrivare secondi, anche se qualcuno dice che il secondo posto è il primo dei perdenti. Non ci siamo mai riusciti e sarebbe bello farcela. Sarà anche bello tornare a San Siro, che quest’anno abbiamo considerato un po’ casa nostra. Gli acciaccati? Djimsiti e Palomino hanno recuperato, erano solo botte“.

Sulla Champions e la Final Eight a Lisbona: “Si, il PSG giocherà domani. Sarà difficilissimo, ma abbiamo voglia di giocarcela contro una delle favorite“.

Atalanta-Bologna 1-0, l’editoriale – Dea, record e acciacchi

I record sono tali perché hanno una caratteristica: quella di poter essere battuti. E la vittoria di ieri dell’Atalanta sul Bologna per 1-0 ha fatto sì che tre primati in salsa nerazzurra sono stati frantumati. In primis, il record dei punti. Sembrava difficilissimo superare i 72 punti stabiliti dalla prima Atalanta di Gasperini nel 2016/2017, invece la Dea in salsa 2019/2020 ci ha messo addirittura tre partite in meno rispetto alla scadenza naturale del campionato per giungere già a quota 74.

Poi, il record di imbattibilità in Serie A, 15 risultati utili di fila nel massimo campionato (quello assoluto è formato dai 24 risultati utili dell’Atalanta di Mandorlini in Serie B nel 2003/2004). E ancora il record di vittorie in Serie A, 22. Infine, un primato personale. Ossia, quello stabilito da Luis Muriel. Con il gol da 3 punti di ieri, il colombiano sigla la 18/a rete personale e soprattutto l’11/a partendo della panchina. Un primato singolare a livello italiano, quasi sfiorato a livello europeo (meglio di lui ancora lo spagnolo Alcacer, 12 gol partendo dalla panchina nel 2018/2019).

Insomma, una vittoria che porta con sé diversi record. Ma fa capire anche un’altra cosa. Ossia, il pensiero inconscio del PSG è ben radicato nei calciatori dell’Atalanta. Il primo tempo della sfida con i felsinei ha seguito la stessa riga di quello del “Bentegodi” sabato. Gli avversari si sono fatti preferire nei primi 45 minuti, con l’Atalanta che ha lasciato fare per poi sfruttare il tasso tecnico a propria disposizione (eh, già, nessuno può permettersi un Muriel e un Malinovskyi in panchina, tra le migliori compagine del lotto) e l’inevitabile calo fisico degli avversari per portare a casa la partita.

Però sulle seconde palle e sul ritmo dell’intensità, non è stata la solita Atalanta. Ed è normale che sia così. Il gruppo di Gasperini ha sudato e ha lottato per tutto il campionato e per tutta l’edizione della Champions League, raggiungendo traguardi impensabili ai più. E ogni calciatore merita di giocarsi la famosa partita del 12 agosto.

Anche perché, giocando ogni tre giorni e con il caldo che comincia a imperversare, il rischio di acciacchi seri è dietro l’angolo. Per informazioni, chiedere a Djimsiti, Palomino e Zapata, che hanno preso botte da valutare. Ergo, non chiediamo la luna a questi ragazzi in queste ultime tre partite. L’obiettivo, ora, è arrivare integri al 2 agosto.

Gasperini: “Con Mihajlovic cose di campo, ma ho contestato il giallo. Giusto che fosse quest’Atalanta a stabilire il record di punti”

Le dichiarazioni di Gian Piero Gasperini al termine della vittoria della sua Atalanta per 1-0 sul Bologna.

Sulla partita: “Nel primo tempo abbiamo un po’ faticato, anche per merito del Bologna. Noi siamo cresciuti nella ripresa, ma non siamo stati bravi a chiudere la gara“.

Sull’episodio con Mihajlovic: “Sono cose di campo. Ho contestato il cartellino giallo perché non sono stato io a creare tensioni. Si sente tutto? Bene, riascoltate gli audio (ride, ndr)”

Sugli acciaccati: “Palomino aveva i crampi, Djimsiti spero sia solo una contusione“.

Sulla scelta di schierare la formazione migliore: “Ho deciso così perché voglio sfruttare queste partite come allenamento. Poi, a fine torneo, avremo 10 giorni di tempo per pensare al PSG“.

Sui singoli: “Gomez è un po’ stanco, ma è fondamentale per noi e nel secondo tempo è andato un po’ in crescendo. Ilicic? L’ha detto il dg Marino, stiamo provando a recuperarlo“.

Sul record di punti: “Giusto che fosse questa Atalanta a detenerlo“.