Atalanta-Napoli 4-2, l’editoriale – L’ira del giusto “Gaspourinho”

Si tratta di una delle tanti frasi e diciture che vengono erroneamente attribuite alla Bibbia. Ma chi conosce anche solo marginalmente il Sacro Testo, sa perfettamente che “L’ira dei giusti” non si trova in nessuno dei 73 libri che lo compongono. Fa parte della letteratura, questo sì, ma solo perché è titolo parziale di un libro dello scrittore spagnolo Manel Loureiro datato 2013: “Apocalisse Z – L’ira dei giusti”.

Non è nella Bibbia, quindi, ma l’”ira dei giusti” è andata in scena ieri, nella sala interviste del “Gewiss Stadium” di Bergamo, subito dopo la partita che ha visto l’Atalanta avere la meglio sul Napoli per 4-2. O meglio, è andata in scena l’ira del “giusto”, l’ira di Gian Piero Gasperini.

Al Vate di Grugliasco l’espulsione comminatagli dall’arbitro Di Bello non è proprio andata giù, così non è proprio andata giù ai calciatori della Dea la direzione di gara dell’arbitro brindisino (uno che evidentemente più fa danni, più fa carriera, per informazioni chiedere ai tifosi della Salernitana che ancora si ricordano i disastri combinati da Di Bello il 12 giugno 2011 nella finale d’andata dei playoff di Lega Pro in casa del Verona).

Ed ecco che Gasperini ha fatto da parafulmine al malcontento dei propri ragazzi, tirando fuori dal repertorio una frase emblematica: “mi sento come fossi andato sotto un treno senza farmi nulla”. Un allenatore che non ha paura di metterci la faccia, riparando i propri calciatori e attirando su di se tutte le attenzioni mediatiche. Il modus operandi di un altro famoso allenatore, José Mourinho. Vi ricordate il portoghese ai tempi dell’Inter? E quelle manette di undici anni fa, che lo “Special One” mimò con le mani all’indirizzo della tribuna di S.Siro, dopo che l’arbitro Tagliavento espulse prima Samuel e poi Cordoba in un Inter-Sampdoria 0-0.

Con quel gesto, Mourinho si attirò tutte le ire e gli strali dei cosiddetti benpensanti ma isolò la squadra dalle critiche e come finì quella stagione 2009/2010 per l’Inter ce lo ricordiamo tutti.

Quindi, sì, chiamatelo pure Gaspourinho, in una crasi forse non proprio elegante ma che sintetizza bene l’idea di come il tecnico dell’Atalanta si stia comportando dal punto di vista comunicativo.

Dal punto di vista calcistico, beh, che dire, se non che Gasperini ha nuovamente incartato la partita a Gattuso e a un Napoli sempre più in crisi d’identità. La mossa vincente è stata quella di schierare Muriel centravanti e Zapata sul centrodestra, nella zona di Mario Rui che in questi ultimi tempi non è certo un fulmine di guerra. In questo modo, l’Atalanta ha sfondato in avanti quando voleva e ha legittimato un successo che è stato in discussione solo per pochi minuti nella ripresa per una prodezza balistica di Zielinski e un’autorete.

Una vittoria che vale molto, considerati anche i risultati degli altri campi con la Roma che rallenta e con Sassuolo e Verona che fanno altrettanto (bisogna sempre guardarsi anche alle spalle, per consolidare il piazzamento europeo). Ma che vale anche per il prestigioso appuntamento di mercoledì. A Bergamo, per l’andata degli ottavi di Champions League, sarà di scena la squadra più iconica del pianeta: il Real Madrid. Una serata di gala da godersi. Senza alcuna pressione di sorta.


Gasperini: “La mia espulsione? Ho solo detto che era rigore. Una gara che ci dà carica per il Real”

Le dichiarazioni del tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini subito dopo la vittoria della sua squadra sul Napoli per 4-2 tratte da tuttomercatoweb.com

Sulla partita: “Quando incontri questo tipo di squadre il risultato è sempre molto in bilico, puoi vincere o perdere, metti in preventivo tutto. Ma nelle ultime settimane abbiamo giocato tre volte col Napoli, nonostante le partite difficili abbiamo sempre fatto qualcosina in più“.

Sulla sua espulsione:Io ho detto che era un rigore grosso come una casa, chiunque intuisce un po’ la dinamica del gioco del calcio…l’ho visto io da 70 metri che poteva essere toccato. Poi si può andare o non andare al VAR, ma quello è stato soltanto un episodio. Poi ci sono stati altri episodi meno eclatanti, ma difficili da capire. Anche il quarto uomo ha avuto un atteggiamento molto strano. È andata bene così, siamo stati bravi. Ma queste sono partite di cartello. Atalanta-Napoli è importante, ci sono tanti interessi in palio, c’è anche l’Atalanta dentro questo tipo di partite. Dobbiamo essere ancora più attenti“.

Sul Real Madrid: Ci dà un bel morale per la sfida col Real, anche se sarà un altro tipo di partita. Sappiamo del valore del Real, sta recuperando molto in campionato, sta vincendo molte partite. Andiamo ad incontrare una delle migliori squadre nel panorama europeo, vogliamo confrontarci per vedere cosa possiamo fare contro di loro. Arriviamo col morale alto“.

Su Muriel: “È straordinario, per assist, gol, qualità di gioco e anche per continuità. Non posso che unirmi a tutti i complimenti che gli fate, se li merita tutti“.

Su Ilicic: “Non è che ho intenzione di risparmiarlo, ho intenzione di metterlo in condizioni migliori, ci può dare un valore notevole. Bisogna anche avere una buona condizione, una predisposizione per poter dare il contributo che lui è capace di dare“.

Atalanta, i convocati per il Napoli

L’Atalanta ha comunicato l’elenco dei convocati per la sfida di domani al Napoli valevole per la 23/a giornata di Serie A 2020/2021. Sono 23 i calciatori chiamati. Assente il solo Hateboer, mentre è stato convocato Maehle. Questo l’elenco completo dei convocati.

PORTIERI: Gollini, Rossi, Sportiello
DIFENSORI: Caldara, Djimsiti, Gosens, Palomino, Maehle, Romero, Ruggeri, Sutalo, Toloi
CENTROCAMPISTI: De Roon, Freuler, Kovalenko, Malinovskyi, Miranchuk, Pasalic, Pessina
ATTACCANTI: Ilicic, Lammers, Muriel, Zapata.

Gasperini: “Hateboer? Se ne parla ad aprile. Domani Maehle in dubbio”

Le dichiarazioni dell’allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini, alla vigilia della sfida col Napoli, tratte da tuttomercatoweb.com

Sull’aver affrontato una settimana di lavoro: “Ci siamo dovuti riabituare un po’, ci voleva. Abbiamo fatto una buona settimana per poter recuperare tutti al meglio. Adesso torniamo a giocare quattro partite di fila una dietro l’altra, ritorniamo nell’agonismo del campionato”.

Sulla partita di domani: “Cerchiamo sempre di mandare in campo la miglior formazione, al netto di acciacchi e fatiche. Sarà così anche domani, dopo penseremo al Real. Stiamo tutti bene, l’unico problema riguarda Maehle. Ha preso una contusione sulla gamba, non so se riusciremo a recuperarlo per domani. Hateboer non ci sarà, il resto sono tutti disponibili“.

Sul Napoli: “Mi aspetto un buon Napoli. È una squadra forte, con dei valori. Il fatto che abbiamo giocato due partite molto recenti ti dà qualcosa in più, sono state due buone partite. Domani però si ripartirà da capo. Abbiamo la voglia di far bene in campionato, la classifica è molto corta. Non sarà una partita decisiva, ce ne saranno altre quindici. Ma iniziano ad essere partite importanti. Andata? Arrivavamo da una sosta di nazionali, siamo stati due settimane fermi. Parecchi sono arrivati il venerdì, giocando il sabato. Adesso è una situazione diversa. Sono situazioni differenti, chi ha un carico di partite in più fa fatica“.

Sul rischio testa al Real Madrid: “Affrontare squadre importanti come il Napoli in campionato annulla questo rischio“.

Sul momento della squadra: “Abbiamo la concentrazione e la testa sul campionato. Intanto abbiamo sistemato la coppa Italia, era un obiettivo che abbiamo dichiarato subito. Ci ha costretto a giocare quattro settimane consecutive. Questo non vuol dire che sia stata la causa di alcune defezioni, abbiamo sempre detto che vogliamo stare dentro a tutto, con le nostre forze. Io andrei avanti così. Questo è un altro campionato, non so quanti punti si possono fare nel ritorno. A volte sento che ci si aspetta di più, ma il cammino dell’Atalanta è superiore rispetto agli altri anni. Sono soddisfatto così. I risultati sono altri rispetto anche alle stagioni precedenti, questo viene notato meno. Sembra che l’Atalanta stia facendo meno. La svolta non avviene in una domenica, ma con una striscia di risultati. Nel caso specifico abbiamo la testa sul Napoli. Poi se vinciamo bene, ma non è che se perdiamo non abbiamo la testa giusta“.

Sul gol nel finale a Cagliari: “È un po’ che non succedeva, era un bel po’ che non facevamo gol nei minuti finali. Abbiamo cercato fino alla fine di segnare, è un bel segnale. La squadra ha un po’ di garra in più come dicono i sudamericani. Al di là della fortuna Muriel ha fatto una grande azione“.

Su Muriel e Zapata
: “Staffetta? Per domani ho un po’ di idee. Io vi suggerirei di controllare le statistiche di Muriel perché a volte si scrivono inesattezze, ha giocato 29 gare. Lui partecipa sempre, a parte il minutaggio. È un giocatore che viene impiegato sempre, forse dopo Zapata è il più impiegato“.

Sulle condizioni di Hateboer: “So che i tempi sono lunghi, il giocatore ha il piede bloccato per una decina di giorni. Non credo possa recuperare prima di aprile“.

Sul Real Madrid: “La Champions è una competizione difficilissima, si sono visti anche i risultati. C’è grande equilibrio, le partite sono più giocate rispetto al campionato. Lo sappiamo, poi incontreremo la più titolata al mondo. Chi gioca in quelle squadre è un giocatore di altissimo livello. Gli infortuni dei madrileni? A turno gli infortuni stanno riguardando tutte le squadre“.

Su Toloi convocabile per l’Italia: “È una cosa meritata, nel suo modo di essere è un leader. È un leader un po’ più silenzioso, ma ha l’effetto giusto sui compagni. La sua convocazione per noi sarebbe un successo, ma il fatto di aver preso la cittadinanza è un bene anche per la sua carriera e per quello che ha fatto”.

Sulla moda di costruire dal basso: “Non è una moda, molte squadre hanno cambiato il loro modo di pressare alto. Se riesci ad uscire con un disimpegno ti crei lo spazio, il rovescio della medaglia è che diventa rischioso se perdi palla. Ognuno fa i suoi conti. Bisogna farlo bene, se riesci a uscire ottieni dei vantaggi. C’è una ricerca, che non è una moda ma un’esigenza. Ultimamente si vedono squadre che attaccano alto, proprio per questo motivo. Devi sapere fare un po’ tutto. Devi saper giocare anche sulla palla lunga“.

Su Mauro Bellugi, deceduto quest’oggi: “Non l’ho conosciuto come giocatore, ho seguito la sua vicissitudine e il suo coraggio da vero atleta. Forse una volta l’ho incontrato, ma non ho ricordi particolari da avversari. Ma mi è piaciuta molto la sua forza dopo l’operazione”.

Hierro: “Atalanta? Ai miei tempi le italiane erano di maggior caratura”

La bandiera del Real Madrid e della Nazionale spagnola Fernando Hierro, intervistato dal quotidiano spagnolo As, ha rilasciato le proprie impressioni in vista dell’ottavo di finale di Champions League tra l’Atalanta e le Merengues.

Rispetto tantissimo l’Atalanta – ha dichiarato Hierro – e ammiro il suo calcio offensivo, ma ai miei tempi le italiane erano di maggior caratura. Juventus, Inter e Milan che affrontammo negli anni ’90 erano tutt’altra cosa. Le italiane ai tempi erano le dominatrici d’Europa, poi le abbiamo soppiantate negli anni Duemila“.

Per quanto riguarda l’ottavo di finale nello specifico, questo lo Hierro pensiero: “Il Real Madrid deve avere fiducia nelle sue possibilità, non può farsi intimorire dall’Atalanta“.

Real Madrid, anche Benzema in dubbio per l’Atalanta

Zinedine Zidane, allenatore del Real Madrid, deve aggiungere alla lista dei dubbi in vista dell’andata degli ottavi di finale di Champions League contro l’Atalanta (mercoledì 24 febbraio, al Gewiss Stadium di Bergamo, ore 20:45) anche Karim Benzema.

Il centravanti francese è alle prese con un problema muscolare che lo sta tormentando da diverso tempo e lo costringerà a saltare la partita di campionato di domani contro il Valladolid. Benzema potrebbe aggiungersi a una corposa lista di assenti che vede, tra gli altri, Sergio Ramos e Marcelo.

Hateboer in Olanda, rischio operazione?

Hans Hateboer sarebbe in Olanda per un consulto medico per l’infortunio al metatarso del piede sinistro. Queste sono le indiscrezioni che filtrano da Zingonia.

L’esterno destro nerazzurro è fermo ai box dalla vittoria della Dea a San Siro contro il Milan per 3-0 dello scorso 23 gennaio a causa di questo fastidiosissimo problema. Si deciderà in questi giorni se optare per l’intervento chirurgico oppure per una terapia conservativa.

Nel primo caso, la stagione di Hateboer potrebbe considerarsi conclusa. Nel secondo, l’esterno olandese potrebbe rivedere il campo solo ad aprile inoltrato. Si attendono sviluppi.

Caos tamponi, cosa rischia la Lazio

E’ oramai notizia di ieri che la Lazio sia come società sia nelle sue principali figure, il presidente Claudio Lotito, il direttore sanitario Ivo Pulcini e il medico sociale Fabio Rodia, è stata deferita dal Procuratore Federale della FIGC Giuseppe Chiné per aver schierato in distinta nelle gare di campionato contro Torino (Torino-Lazio 3-4, 1/11/2020) e Juventus (Lazio-Juventus 1-1, 8/11/2020) calciatori positivi al tampone per diagnosticare la presenza del Covid-19.

Alla società biancoceleste sono contestate le violazioni dell’art.4 del Codice di Giustizia Sportiva, dell’art. 44 comma 1 delle NOIF della FIGC e dell’inosservanza del protocollo anti Covid-19 firmato l’1 settembre 2020. Secondo il Corriere dello Sport, la Lazio potrebbe rischiare non solo le sconfitte a tavolino nelle partite considerate (che priverebbe i biancocelesti di 4 punti in classifica) ma anche una considerevole penalizzazione.

Una situazione che comprometterebbe la corsa europea della compagine di Lotito. L’Atalanta, diretta concorrente dei biancocelesti, assiste interessata alla vicenda.

Atalanta, ripresa degli allenamenti verso il Napoli. Azzurri, fuori anche Petagna

Trascorso un giorno di riposo, l’Atalanta ha ripreso gli allenamenti per preparare la sfida di campionato contro il Napoli di domenica prossima alle 18. Tutti in gruppo nella formazione di Gasperini, eccezion fatta per Hateboer fermo ai box. Domani è previsto a Zingonia un allenamento mattutino.

Frattanto, continuano i problemi in casa Napoli. Oltre Lozano, domenica mancherà anche Petagna. L’attaccante partenopeo, ex di turno, sarà fermo ai box almeno per tre settimane a causa di una distrazione del retto femorale destro.

Cagliari-Atalanta 0-1, l’editoriale – Muriel, la semplicità del calcio

Il plotone d’esecuzione era già pronto per uscire nel piazzale. Dopo la sconfitta con la Lazio e la clamorosa rimonta subita dal Torino, l’Atalanta stava per compiere un altro mezzo passo falso nella sua corsa verso le altissime posizioni della classifica.

Lo 0-0 contro il Cagliari avrebbe significato 2 punti persi da Roma e Napoli e 2 punti guadagnati dal Sassuolo nei confronti dei nerazzurri, con Gasperini al muro per il troppo turnover messo in campo alla Sardegna Arena. Nelle canne dei fucili ci sarebbero state poi altre critiche del tipo “Pessina che non rende a centrocampo come sulla trequarti“, “Sutalo non può giocare esterno destro quando si è obbligati a vincere“, “Ilicic quando è svogliato è un peso“.

Invece, proprio quando pareva essere tutto pronto per una settimana di polemiche, ci ha pensato un quasi trentenne colombiano che quando entra in campo è più letale della “ciabatta della mamma” (citazione della pagina Facebook “Chiamarsi Bomber“).

Già, si possono fare tutte le elucubrazioni mentali che si vogliono sul calcio, ma tutte cadono quando si ha a disposizione un calciatore come Luis Muriel. Una sua perla ieri ha tolto le castagne dal fuoco al 90′ all’Atalanta, la sua tredicesima perla stagionale, la quinta da subentrante.

Una rete dove Muriel ha dimostrato – semmai ce ne fosse stato ancora bisogno – la sua indubbia tecnica. Dribbling a un paio di avversari e staffilata imprendibile per Cragno, un gol eccezionale.

Un gol che vale 3 punti di platino per la classifica dell’Atalanta, che finalmente ha una settimana piena per preparare un impegno importante come lo scontro diretto in campionato contro il Napoli. Un gol che dimostra una verità inconfutabile: tutte le discussioni sul calcio cessano dinanzi alla tecnica e alla classe dei protagonisti in campo. E Luis Muriel è uno di questi.