Atalanta-Juventus 1-0, l’editoriale – I tre motivi della vittoria della Dea

4 febbraio 2001 – 18 aprile 2021, 20 anni, 2 mesi e 2 settimane. Nel commentare il successo dell’Atalanta sulla Juventus per 1-0 di ieri non si può non partire da questo intervallo temporale che rappresenta la distanza trascorsa dall’ultima vittoria della Dea su Madama in campionato. Quella volta furono Lorenzi e Ventola gli eroi di Bergamo, in questa la palma del nome inscritto nella storia va al calciatore del momento in casa Atalanta: Ruslan Malinovskyi.

Poi, va analizzata la partita nel dettaglio. E l’aspetto che più colpisce è che l’Atalanta abbia finalmente vinto una gara equilibrata. Quindi, senza dover per forza dominare l’avversario per portare a casa i tre punti.

Si è trattata di una partita dove le due squadre si sono rispettate l’un l’altra e dove solo gli episodi l’avrebbero potuta indirizzare da una parte o dall’altra. E questa volta il dio del calcio ha guardato verso Bergamo. Maehle commette una sciocchezza in area, Morata conclude a botta sicura ma Djimsiti salva sulla linea. Sull’altro versante, al minuto 87, Malinovskyi calcia da fuori area e trova la testa di Alex Sandro che spiazza Szczesny, portando tre punti di platino in dote all’Atalanta.

Ma sarebbe fin troppo riduttivo attribuire solo alla mera sorte le cause del successo bergamasco. Come si suol dire, fortuna audaces iuvat. E l’Atalanta si è costruita la vittoria cercandola di più rispetto alla Juventus. Basta guardare il tabellino per accorgersene. Gasperini ha fatto entrare Ilicic e Malinovskyi, Pirlo invece Danilo al posto dell’infortunato Chiesa, quindi optando per un cambio conservativo e dando quasi l’impressione (anzi, senza il quasi) di volersi accontentare del pareggio.

In aggiunta, la Dea è stata camaleontica tatticamente parlando. In partenza, il ritorno alla difesa a 3, forzata anche dall’assenza dello squalificato Romero. Poi, l’inserimento di Ilicic e Malinovskyi e di nuovo il 4-2-3-1 che tanto bene sta andando.

Quindi, un maggior coraggio, una profondità di rosa maggiore rispetto alla Juventus (sì, profondità di rosa maggiore rispetto alla Juventus, non siamo ubriachi) e una maggior freschezza tattica. I tre motivi per i quali l’Atalanta ha battuto la Juventus. Tenendo conto assolutamente che la lotta per qualificarsi alla prossima Champions League è apertissima. Superlega permettendo.

UEFA, pronto il pugno duro: chi fa la Superlega fuori dalle Coppe

Potrebbe essere un’estate caldissima per il calcio europeo, ma non solo climaticamente parlando. Questo fine settimana i rapporti tra l’associazione dei club europei, l’ECA, presieduta da Andrea Agnelli, e l’UEFA si sono davvero complicati.

Undici squadre vorrebbero far partire la Superlega, il campionato delle cosiddette 20 compagini europee più “prestigiose” (in base a cosa, poi?), fin dal 2022. Questo per rimpinguare le loro casse societarie, rese più povere dal Covid-19.

Le undici “ribelli” sono le italiane Juventus, Milan, Inter, le spagnole Real Madrid, Barcellona e Atletico Madrid e le inglesi Manchester United, Liverpool, Arsenal, Chelsea e Tottenham. DAZN sarebbe già in procinto di trasmettere il torneo, anche se dal broadcast è arrivata puntuale la smentita.

L’UEFA ha fatto sapere in giornata che chi aderirà alla Superlega si potrà già considerare escluso dalle competizioni europee e i giocatori di queste compagini esclusi dalle convocazioni delle Nazionali. Si attendono sviluppi.

Gasperini: “Vittoria importante, ma non decisiva. Buffon alla Dea?”

Le dichiarazioni di Gian Piero Gasperini, subito dopo la vittoria della sua Atalanta sulla Juventus per 1-0, tratte da tuttomercatoweb.com

Sulla partita: “Questa vittoria ci dà grande orgoglio e soddisfazione. In 14 mesi abbiamo fatto prestazioni bellissime, non sapremo mai come giustificare non averle fatte con il pubblico. Questi tre punti sono fondamentali, non rallenta nessuno. La Juventus è sembrata comunque una squadra molto forte, ai fini della Champions non è determinante in nulla, ci vorranno altre vittorie. È un campionato meraviglioso“.

Sui cambi: “Malinovskyi, Ilicic, Pasalic…hanno fatto bene. Non finirò mai di elogiarli, hanno capacità e adattabilità. Abbiamo trovato una squadra forte fisicamente e con tecnica. Globalmente abbiamo fatto qualcosa in più, è stata combattuta e bella. Giocare queste prestazioni meritano elogi da parte di tutti“.

Sulla Juventus
: “Siamo andati vicino a vincere spesso, anche quest’estate. La Juventus può anche perdere. Rimane una grandissima squadra, però la vittoria di oggi ci dà grande morale”.

Su Buffon: “Viene a Bergamo? Magari sarebbe dovuto venire prima (ride, ndr)”

Atalanta-Juventus 1-0, il tabellino

Il tabellino di Atalanta-Juventus 1-0, tratto da fantacalcio.com

Atalanta (3-4-1-2) – Gollini, Toloi, Palomino, Djimsiti, Maehle (72′ Malinovskyi), De Roon, Freuler, Gosens, Pessina (46′ Pasalic), Muriel (69′ Ilicic), Zapata D.
ALL.: Gasperini
Juventus (4-4-2) – Szczesny, Cuadrado, De Ligt, Chiellini, Alex Sandro, Mckennie (77′ Arthur), Bentancur, Rabiot, Chiesa (58′ Danilo), Dybala (68′ Kulusevski), Morata
ALL.: Pirlo

Marcatori: 87′ Malinovskyi

Atalanta, i convocati per la Juventus

L’Atalanta ha diramato l’elenco dei convocati per la sfida di domani alle 15 contro la Juventus. Sono 22 i calciatori chiamati. Assenti lo squalificato Romero e l’infortunato Hateboer. Questo l’elenco dei convocati:

PORTIERI: Gollini, Rossi, Sportiello
DIFENSORI: Caldara, Djimsiti, Gosens, Maehle, Palomino, Ruggeri, Sutalo, Toloi
CENTROCAMPISTI: De Roon, Freuler, Kovalenko, Malinovskyi, Miranchuk, Pasalic, Pessina
ATTACCANTI: Ilicic, Muriel, Lammers, Zapata

Gasperini: “Non è uno spareggio. Non c’è Ronaldo? Problema della Juventus. Controllo antidoping? Non ho interrotto nulla. Meglio la Champions che la Coppa Italia, dovessi scegliere io”

La conferenza stampa del tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini alla vigilia della partita di campionato con la Juventus, tratta da tuttomercatoweb.com

Sulla partita: “Non è uno spareggio, semmai uno spareggio sarà quello di Coppa Italia. In finale deve esserci un vincitore per forza. In campionato sarà una gara importante, ma poi rimangono sette match e 21 punti disponibili. I punti pesano sempre di più, ma in tutti i modi non sarà una partita definitiva. Tutti sono concentrati sulla propria gara, si è visto anche domenica scorsa“.

Sulla diversità di pressioni rispetto alla Juventus: “Per loro non arrivare in Champions sarebbe un bruttissimo risultato. Come ambizioni siamo due squadre diverse. Noi pensiamo a quella che è la nostra opportunità, per noi arrivare in Champions per la terza volta di fila sarebbe un traguardo fantastico, per la Juventus sarebbe un traguardo minimo ma da raggiungere a tutti i costi“.

Sulle scelte tattiche: “Ritorno della difesa a tre? Ci siamo tutti, in questo momento possiamo schierarci come meglio crediamo. È una forza, possiamo esprimerci con assetti diversi. Poi la valutazione va fatta in base all’avversario“.

Sull’episodio con l’ispettore antidoping: “Non penso alla dietrologia e alla giustizia ad orologeria, l’unica cosa che posso dire è che io e l’Atalanta non abbiamo interrotto niente, nessun tipo di test, non c’è stata nessuna interruzione. Tutto il resto lo vedremo all’udienza, su tutto questo mettiamo un punto“.

Sul raffronto con la finale di Coppa Italia del 19 maggio: “Può essere un modo per misurarsi in vista della finale. Può essere un modo per prendere le giuste contromisure“.

Su cosa preferirebbe tra la qualificazione in Champions e la Coppa Italia: “Ho sempre detto la qualificazione in Champions, lo ripeto anche quest’anno, in termini di crescita e blasone. La Coppa Italia sarebbe un trofeo in bacheca, viene sicuramente ricordato di più“.

Sull’assenza di Ronaldo: “È un problema della Juve. Può esserci qualche accorgimento diverso, ma noi pensiamo ad affrontare i bianconeri“.

Su Dybala: “Ho avuto la possibilità di allenarlo a Palermo. Un predestinato. Sul piano tecnico come si fa, non tira mai fuori, prende sempre la porta, possiamo discutere di altri argomenti, ma sul piano calcistico…Dybala? Avrei preferito fosse rimasto fuori una settimana o due“.

Sulla gara dell’andata: “Pirlo ha detto che all’andata la Juventus ci mise in difficoltà? È stata una gara equilibrata, c’è stato il rigore parato da Gollini e altri due interventi su Morata, globalmente è stata una gara equilibrata e il risultato è stato giusto. Da quella sera l’Atalanta ha migliorato di molto le sue prestazioni

Sui singoli: “Pessina? Sta bene, si è allenato in maniera individuale. Ieri si è aggregato alla squadra, se gioca o meno te lo dico domani. Gollini? Si gioca un posto all’Europeo. Speriamo che possa giocarselo al meglio. Gli Europei sono importanti per tanti nazionali, questo rush finale può essere determinante. Alcuni si giocano la convocazione, è un evento importantissimo“.

Su cosa preferisce tra vincere o giocare bene: “Sicuro, cercheremo di giocare malissimo (ride, ndr). Rispetto al primo anno sono state gare equilibrate, nelle ultime otto ne abbiamo pareggiate sei. Al di là del risultato la Juventus rimane una squadra forte insieme all’Inter, ci siamo avvicinati. Quando giochi coi più forti devi mettere in conto che puoi perdere, ma alcune sconfitte in Champions League ci hanno fatto bene in chiave campionato. Se siamo arrivati a competere in una fascia alta ci siamo arrivati grazie al confronto con squadre distanti. Rimango convinto che contro queste squadre devi avere il coraggio, se riesci a farle soffrire ti avvicini molto di più. È la mia filosofia“.

Sul clima nella squadra: “C’è un bel clima e c’è un po’ di tensione giusta per affrontare la gara di domani. Poi c’è la Roma, c’è un mese in cui raccogli i risultati per quanto riguarda la prossima stagione. Siamo lì, c’è un po’ di tensione. Ma c’è un bel gruppo. Lo dimostra anche la maglia di Ronaldo regalata a Gosens. Magari già sapevano che non sarebbe venuto (ride, ndr)”.

Su Orsato: “È uno dei migliori arbitri in assoluto, ha fatto qualche erroraccio come Inter-Juve di qualche anno fa, che ha pagato, ma anche i grandi giocatori hanno sbagliato. Se è una garanzia te lo dico domani dopo la partita“.

VIDEO – Buon Compleanno Muriel. Il “regalo” di Gollini

Giorno di festa in casa Atalanta, questo 16 aprile, dato che Luis Muriel ha compiuto oggi 30 anni. Tutta Zingonia si è stretta attorno al colombiano per celebrare al meglio il suo compleanno (auguri a “Lucho” da BergamoNerazzurra.net) E non sono mancate le sorprese. Come quella che Pierluigi Gollini ha riservato al suo compagno di squadra. Una sorpresa da vedere al seguente link: https://www.instagram.com/p/CNu_27nKnWp/?utm_source=ig_web_copy_link
Una sorpresa che Muriel non ha proprio “apprezzato”.

Pessina negativo al tampone, con la Juventus ci sarà

Matteo Pessina sarà a disposizione di Gian Piero Gasperini per la sfida di domenica contro la Juventus. Il centrocampista atalantino si è sottoposto quest’oggi a un tampone molecolare che ha riscontrato la negatività al Covid-19.

Pessina era risultato positivo dopo esser stato coinvolto nel focolaio che ha colpito, due settimane fa, la Nazionale impegnata nelle prime giornate di qualificazione ai Mondiali di Qatar 2022 e aveva saltato la partita di domenica scorsa contro la Fiorentina. Oggi la bella notizia della negatività e del conseguente ritorno in gruppo.

Caso Gasperini-antidoping? Una bollicina di sapone (evitabile) dalle tempistiche sospette

L’unica cosa che resta oscura, fortemente, sono le tempistiche. Per il resto il caso del deferimento da parte del Tribunale Antidoping nei confronti di Gian Piero Gasperini sembrerebbe essere di una chiarezza disarmante.

Il massimo organismo giuridico sportivo per quanto riguarda la lotta alla frode farmacologica dei risultati (indipendente dalla FIGC, ricordiamolo) avrebbe deferito il tecnico dell’Atalanta perché avrebbe insultato un ispettore antidoping che lo scorso 7 febbraio si era recato a Zingonia per svolgere un controllo antidoping a sorpresa (come regolarmente previsto dai vari protocolli).

Gasperini si sarebbe inizialmente irritato perché il controllo avrebbe ritardato l’inizio dell’allenamento. Dopo una rapida trattativa, si era arrivati all’accordo di far svolgere il controllo al termine della seduta con l’ispettore che avrebbe dovuto assistere alla stessa. Da qui il diverbio con Gasperini, in quanto il tecnico di Grugliasco avrebbe voluto mantenere le porte chiuse per tutti.

Il controllo si è svolto regolarmente a fine allenamento con esito negativo (meglio specificarlo per i tanti minus habentes tifosotti italiani frustrati medi che questo aspettavano per sfogarsi un po’ e dimenticare la loro vita fallimentare), ma il diverbio con l’ispettore sarebbe costato a Gasperini la violazione dell‘articolo 3.3 del regolamento antidoping, ovvero la “condotta offensiva” verso un ispettore e non (sempre per i i tanti minus habentes tifosotti italiani frustrati medi che questo aspettavano per sfogarsi un po’ e dimenticare la loro vita fallimentare) la mancata collaborazione al controllo, articolo 3.2 (siccome il controllo c’è stato, eccome).

Ecco spiegato perché la richiesta dell’accusa per il processo, da tenere il 10 maggio (con Gasperini che, certo delle sue ragioni, ha rifiutato il patteggiamento), sia molto leggera, 20 giorni su un massimo di 6 mesi. Il problema è che, se condannato, Gasperini non solo non potrà sedere in panchina ma non potrà neanche dirigere gli allenamenti per le ultime tre giornate e per la finale di Coppa Italia.

Qui nessuno vuole fare il complottista, ma far uscire la notizia due mesi dopo, ovverosia la settimana che porta ad Atalanta-Juventus e far scontare l’eventuale squalifica proprio nel finale di stagione (sebbene, nell’eventualità, Tullio Gritti è un Gasperini bis, quindi c’è assolutamente da fidarsi), è assolutamente sospetto.

Però bisogna altresì sottolineare come questa bollicina di sapone avrebbe potuto essere evitata se Gasperini si fosse autocontrollato. Non è la prima volta che il tecnico di Grugliasco si va a prendere delle rogne a causa del suo carattere fumantino. A questo punto un segnale, da parte della società, va dato. Perché situazioni del genere non abbiano più a ripetersi.

E Gosens ha ricevuto la maglia di Ronaldo…

Simpatico siparietto avvenuto oggi negli spogliatoi di Zingonia. Robin Gosens ha ricevuto dai propri compagni un regalo inatteso: la maglia di Cristiano Ronaldo.

Appena l’esterno tedesco ha scartato il pacchetto e ha trovato la casacca bianconera della Juventus, con il numero 7 si è lasciato andare a una risata fragorosa. Il motivo è presto detto. Gosens, nella sua autobiografia, ha scritto che Ronaldo, al termine di Atalanta-Juventus 3-0 di Coppa Italia del 30 gennaio 2019, gli aveva rifiutato la maglia. Arrivata oggi grazie ai compagni di squadra.