La solita vecchia Atalanta che fa fatica in casa con le piccole, verrebbe da dire. E la solita vecchia Atalanta che difetta di concretezza, verrebbe da aggiungere.
Non si andrebbe molto lontano nel descrivere in questo modo l’1-1 interno con il Pisa, nella 1/a giornata di Serie A 2025/2026 e prima gara ufficiale di Ivan Juric sulla panchina dell’Atalanta dopo 9 anni di Gian Piero Gasperini.
Come accadeva infatti lo scorso anno, gli uomini di qualità della Dea hanno fatto fatica a scardinare l’ottimo assetto difensivo eretto dalla squadra di Gilardino. E come spesso accaduto gli scorsi anni su 5 occasioni nitidissime, solo una è stata sfruttata: la girata di Scamacca che ha impattato l’autorete di Hien con la quale i toscani si erano portati avanti nel primo tempo.
Già, il primo tempo. Troppo brutta l’Atalanta per essere vera al cospetto di un Pisa che ci ha messo cuore e condizione atletica. Nella ripresa, dopo la prevedibile sfuriata di Juric (a proposito, buon compleanno mister a lei e all’AD Luca Percassi), la Dea è tornata a essere padrona del campo e avrebbe meritato la vittoria (ah, Maldini, cosa ti sei mangiato).
Però come purtroppo spesso accade è il risultato a condizionare i giudizi e quindi sono già partiti i “de profundis” nei confronti del tecnico croato. Assolutamente prematuri e ingiustificati.
Bisogna ragionare con calma e non essere impazienti. C’è un mercato ancora in atto (sperando che arrivi presto un difensore forte per completare il reparto) e, soprattutto, ci sono 37 partite ancora da giocare.
Questo non significa evitare critiche costruttive e suggerimenti. Crediamo sinceramente – e in verità lo crediamo già dallo scorso girone di ritorno – che l’Atalanta non possa più permettersi tre giocatori offensivi in campo contemporaneamente.
Per due motivi. 1) la carta d’identità di Marten De Roon comincia a pesare e magari sarebbe più produttivo accorciare le dimensioni della sua zona di competenza; 2) sia De Ketelaere che soprattutto Samardzic difettano nel primo pressing e nella copertura, squilibrando de facto la squadra.
E se a questo aggiungiamo la scelta dei braccetti difensivi che non ci ha convinto (perché Scalvini e l’adattato Djimsiti in luogo di Kossounou e Ahanor?), si arriva alla conclusione che il primo Juric ufficiale non ci abbia convinto del tutto. Ma da qui a demonizzarlo ce ne passa.

