“La Corte Federale d’Appello a Sezioni Unite presieduta da Marco Lipari, chiamata dal Collegio di Garanzia del CONI ad effettuare una nuova valutazione della misura della sanzione sul ‘caso tamponi’ legato alla Lazio, ha parzialmente accolto i reclami proposti dal presidente del club Claudio Lotito, dai medici Ivo Pulcini e Fabio Rodia e dalla S.S. Lazio, determinando la sanzione in 2 mesi di inibizione per Lotito e in 5 mesi di inibizione per Pulcini e Rodia. La società biancoceleste è stata sanzionata con 50mila euro di ammenda“.
Questo il testo, apparso sul sito della FIGC, del dispositivo della Corte Federale d’Appello riguardante la nuova sentenza sul “caso tamponi”. La squalifica di Claudio Lotito è stata così ridotta a 2 mesi. In questo modo, il presidente della Lazio rimarrà Consigliere Federale. Come diceva George Orwell: tutti sono uguali, ma qualcuno è più uguale degli altri.
Empoli-Atalanta 1-4, l’editoriale – Ci vuole della calma
Riccardo Magrini è una delle voci più apprezzate nel panorama dei commentatori tecnici sportivi. Ex corridore professionista dal 1977 al 1986 (con nel curriculum vitae una tappa vinta al Giro d’Italia e al Tour de France nel 1983), è attualmente commentatore tecnico delle principali corse ciclistiche per Eurosport. E, tra le varie sue “massime” diventate oramai celebri, ve ne è una che calza a pennello per il successo di ieri dell’Atalanta in quel di Empoli e per il momento generale della compagine bergamasca, fresca di festeggiamenti per i suoi primi 114 anni di vita (Auguri, Dea!)
“Ci vuole della calma“. Questa è una frase tipica che Magrini ripete soprattutto quando commenta i Grandi Giri e si è nelle fasi iniziali, volendo sottolineare e rimarcare come nulla si possa considerare in quel momento deciso. Ebbene, ci vuole della calma per commentare quanto accaduto al “Castellani”.
Sarebbe infatti troppo facile lasciarsi andare alla oramai tanto abusata espressione vittoria “scacciacrisi”. In primis, perché non vi era nessuna crisi (almeno di risultati) in corso. In secundis, perché l’Atalanta ha conquistato sì tre punti fondamentali e che la mantengono nel gruppo delle immediate inseguitrici di Napoli e Milan, ma la vittoria ha lasciato ancora diversi dubbi.
Però partiamo dalle note liete. La prima ha il nome e cognome di Josip Ilicic. Con la doppietta di ieri, lo sloveno è diventato il primo straniero ad andare in gol per undici campionati di Serie A consecutivi. Una statistica paradossale. Un primato di continuità per un calciatore che ha fatto della discontinuità una delle sue caratteristiche principali. Ma quando l’interruttore della sua voglia è impostato su “ON”, resta sempre uno spettacolo. Due reti (la seconda semplicemente eccezionale), giocate interessanti e un rigore…malamente sbagliato giusto per non essere troppo perfetto, mettiamola così.
La seconda ha ancora un nome e cognome, quello di Mario Pasalic. L’elogio della semplicità. ognuno deve essere messo dove rende meglio. Basta, basta davvero mettere il croato a centrocampo, dove viene solo mortificato. Nel suo ruolo naturale, quello di trequartista, ha inciso su tre delle quattro reti dell’Atalanta di ieri. Un dato numerico incontrovertibile.
Infine, un’aumentata consapevolezza dei propri mezzi. Vero, l’Atalanta ha sofferto in alcune fasi della partita ma si è percepita la sensazione che alla fine la superiorità tecnica della compagine bergamasca avrebbe fatto la differenza. E infatti lo stesso Gasperini ha voluto giustamente sottolineare questo aspetto.
Ma, come si scriveva poc’anzi, si è sofferto. Quando Demiral è costretto a salvare sulla linea per due volte nella stessa partita, beh, non si può certo affermare che la gara sia stata una passeggiata di salute. Anzi, se all’85’ i toscani avessero segnato il gol del 2-3, la sofferenza si sarebbe moltiplicata.
L’Atalanta, soprattutto dal 65′ al gol di Zapata all’89’, ha subito l’Empoli. Non è mai andata in vero affanno, ma ha subito. E una squadra che avrebbe l’intenzione di avere alla fine del torneo una classifica di una certa importanza, non può lasciare l’iniziativa per 25 minuti buoni di gara a un avversario inferiore tecnicamente. Perché se lo facessi contro una squadra della tua caratura o più forte, soccomberesti inesorabilmente.
Essere sempre sul pezzo. Ecco cosa manca ancora attualmente all’Atalanta. Ma siamo fiduciosi che questo tassello verrà presto inserito nel puzzle. Siamo ancora all’inizio. E ci vuole della calma.
Gasperini: “Bravi tecnicamente, Ilicic straordinario. Su Toloi e Koopmeiners…”
La conferenza stampa dell’allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini subito dopo la vittoria della sua squadra a Empoli per 4-1
Sulla partita: “Si è trattato di una partita aperta. Nella prima parte, vi è stato un Empoli propositivo e ce lo aspettavamo. L’Empoli gioca bene, è squadra che può fare gol sempre. Noi siamo stati bravi tecnicamente e nel modo di attaccare, abbiamo creato opportunità. Nel secondo tempo, la gara è stata più agevole solamente nel finale dopo il gol di Zapata“.
Su Ilicic: “Oggi è stato straordinario. Poco da dire, con lui siamo più forti, ci dà qualità perché aiuta non solo a realizzare ma a costruire tutto il gioco d’attacco. Evidentemente, la Nazionale gli ha fatto bene. Il rigore? Ha tirato male, rigoraccio (ride, ndr). Dobbiamo essere felici per la sua prestazione“.
Sugli infortunati: “Gestire? Vi è poco da gestire, abbiamo 5 assenti, 5 titolarissimi. Stiamo cercando di inserire tutti, sempre mantenendo inalterata la nostra identità“.
Su Toloi: “Ha avuto una ricaduta sull’infortunio avuto prima della sosta, ma è stata una fermata precauzionale. I tempi di recupero però non saranno brevissimi“.
Su Koopmeiners: “Ottimo giocatore, giocando sarà sempre più inserito nei meccanismi. Lui è arrivato il 31 agosto, poi tra partite e Nazionali ha fatto pochi allenamenti col gruppo. Ma si tratta di un calciatore intelligente che diventerà un calciatore importante. Tant’è vero che sulla sua sostituzione c’è stato un fraintendimento, poiché non volevo sostituirlo“.
Empoli-Atalanta 1-4, il tabellino
Il tabellino di Empoli-Atalanta 1-4, tratto da calcionews24.com
EMPOLI (4-3-1-2): Vicario; Stojanovic, Romagnoli (42′ Tonelli), Viti, Marchizza (81′ Parisi); Zurkowski (62′ Cutrone), Stulac, Haas (46′ Haas); Henderson; Pinamonti, Di Francesco (62′ Bajrami). Allenatore: Andreazzoli. A disp: Ujkani, Mancuso, La Mantia, Fiamozzi, Asllani, Tonelli, Luperto, Ismajli.
ATALANTA (3-4-1-2): Musso; Toloi (39′ Freuler), Demiral, Palomino; Maehle, De Roon, Koopmeiners (68 Lovato), Zappacosta (90′ Pezzella); Pasalic; Ilicic (68’Malinovskyi), Muriel (46′ Zapata). Allenatore: Gasperini. A disp: Rossi, Scalvini, Olivieri, Zuccon, Sportiello, Miranchuk, Piccoli
Marcatori: 10′ Ilicic (A), 25′ Ilicic (A), 30′ Di Francesco (E), 49′ aut. Viti (A), 89′ Zapata (A)
Ammoniti: Marchizza (E), Stulac (E), Bandinelli (E), Freuler (A), Palomino (A)
Alle 18, sulla pagina Facebook di BergamoNerazzurra.net, il post partita di Empoli-Atalanta
Riapre il bar dello sport virtuale di BergamoNerazzurra.net. Alle 18, sulla Pagina Facebook di BergamoNerazzurra.net ( https://www.facebook.com/BergamoNerazzurraNet), commentiamo assieme il post partita di Empoli-Atalanta. Ospiti del direttore di BergamoNerazzurra.net Giuseppe Pucciarelli, ci saranno Luca Rossi, direttore di MondoAtalanta – Diarionerazzurro.it e Marco Finassi, tifoso. Vi aspettiamo numerosi.
Gasperini: “Empoli campo ostico, pensiamo solo ai toscani. Koopmeiners? Basta chiedermi di lui, sta giocando. Anche se preferivo calciatori in altri reparti”
La conferenza stampa della vigilia di Empoli-Atalanta del tecnico della Dea Gian Piero Gasperini, tratta da tuttomercatoweb.com
Sulla partita di domani con l’Empoli: “Empoli è un campo difficile e ostico, ci siamo appena radunati, non abbiamo avuto tanto tempo per preparare la gara. Speriamo di ripartire bene, pur sapendo la difficoltà della gara. L’Empoli? Ci sono squadre che giocano un calcio propositivo e dinamico, altrimenti si hanno delle difficoltà. Sta facendo bene, Empoli è già storicamente un campo difficile. C’è bisogno di arrivare con la condizione migliore“.
Su Andreazzoli e l’ex Haas: “Andreazzoli è un allenatore molto propositvo e organizza bene le sue squadre, vale per lui ma anche per la società. Sia per gli allenatori che per la qualità dei giocatori, è un bellissimo esempio. Haas? Si è allenato con noi, non ha giocato molto, ma di giocatori ne passano tanti. Non tutti si fermano, ma sono buoni giocatori che magari continuano la loro carriera. È un ragazzo che ha dei valori“.
Su come sta l’Atalanta: “Adesso sono rientrati anche Musso e Zapata, durante la settimana sono rientrati un po’ tutti. Gli infortunati sono quelli che sapete, ripartiamo da questo nuovo tour de force. Le prestazioni sono stati di alto livello, poi diversamente abbiamo avuto qualcuno in più o meno. Noi siamo molti vicini al top, il discorso della preparazione è un alibi. Abbiamo giocato 3 partite in 8 giorni. Questa è l’Atalanta, poi se si debba che deve vincere lo scudetto e crea un sacco di problemi di sicuro non sono le mie. Io rispetto quello che pensano gli altri, ma il mio è questo. Abbiamo avuto qualche infortunio, ma la squadra è di alto livello. Noi dobbiamo fare risultati, in questo momento l’Atalanta deve farli. Va in campo chi può dare un apporto superiore. In questo momento le scelte sono queste. Se poi dobbiamo puntare sulla valorizzazione è diverso. L’Atalanta è uno dei migliori settori giovanili, non c’è bisogno di cercare giocatori di prospettiva. L’Atalanta al momento ha bisogno di qualcosa di immediato se vuole restare a certi livelli, se poi le aspettative si abbassano è un altro discorso“.
Su Koopmeiners: “Questa storia di Koopmeiners deve un po’ finire, è da quando arrivato che non fate altro che chiedermi di lui. Sta giocando come tutti gli altri, bene o male sta giocando sempre. È arrivato nell’ultimo giorno di mercato, non era la priorità assoluta in quel reparto, avevo De Roon e Freuler, la necessità era trovare giocatori in altri reparti. È arrivato Koopmeiners, cerchiamo di adattarci con quello che abbiamo. Ci sono tanti giocatori che giocano, ma non mi chiedete mai di loro. Questa è una situazione un po’ pesante che viene creata sistematicamente da inizio stagione“.
Sui singoli: “Toloi? Sta bene, si è allenato regolarmente durante la sosta, è tornato a disposizione. Maehle? Ha fatto dei bei gol in nazionale, speriamo che possa fare qualcosa anche con noi. Ilicic? In nazionale sicuramente è entrato bene, ha fatto dei bei gol, le ultime prestazioni con l’Atalanta non sono state molto buone, aspettiamo sempre che possa avere una buona condizione. Quando è più dinamico e veloce diventa un giocatore indispensabile. Abbiamo bisogno del miglior Ilicic, per esserlo deve avere un’ottima condizione. Freuler? Di sicuro è molto più felice dopo che è diventato papà, iniziano a diventar vecchi (ride, ndr). Ha giocato bene con la Svizzera. Lovato? Si sta inserendo, in questo momento se giocano altri vuol dire che altri sono più pronti“.
Sui complimenti di Tuchel: “I complimenti di Tuchel li vedo come un premio, forse sono tra i più prestigiosi che ho ricevuto. Tuchel ha vinto la Champions eliminando squadre super favorite, non c’è una conoscenza importante tra di noi, per questo li ho apprezzati molto. Credo che le difficoltà sono un po’ per tutte le squadre, le gare sono tutte più equilibrate. Abbiamo giocato partite di livello molto alto nelle ultime quattro, abbiamo segnato due gol all’Inter, due al Milan, è una squadra che produce azioni da gol. Se non c’è il risultato dietro la prestazione viene giudicata in maniera severa“.
Sulla partita col Milan: “Con il Milan è stata una prestazione di livello, abbiamo pagato dal punto di vista del risultato“.
Percassi: “Gasperini? Non facile lavorarci, ma oramai l’abbiamo adottato. Preparazione iniziale? Non fatta come si doveva. Salvezza obiettivo principale. Scambio Muriel-Kulusevski a gennaio?…”
A margine della cerimonia di premiazione “Personaggio dell’anno 2019” ricevuto dal GLGS-USSI Lombardia, il presidente dell’Atalanta Antonio Percassi ha rilasciato alcune interessanti dichiarazioni. Eccone un sunto.
Su Gasperini: “Non è certo facile lavorare con il mister, ma l’abbiamo adottato e capito. Lo lasciamo sfogare dopo la partita e il giorno dopo è più sereno. Con le sue maniere, stimola squadra e società a dare il meglio“.
Sugli investimenti: “Vero, 250 milioni di euro sono stati incassati in questi 5 anni, ma abbiamo anche re-investito. Abbiamo trovato un modello giusto e speriamo di continuare, nonostante qualche squadra voglia imitarci“.
Sul mercato e sui singoli: “Scambio Muriel-Kulusevski a gennaio? Non c’è nulla. Piccoli? Fortissimo. Ilicic? Ha fatto bene con la Slovenia, speriamo ritrovi presto il gol anche da noi“.
Sull’obiettivo: “Rimane la salvezza, poi tutto quello che verrà di più sarà guadagnato. Riduttivo parlare sempre di salvezza? Assolutamente no, rimarrà sempre il primo obiettivo. Anche se speriamo di ripetere quanto fatto negli ultimi 3 anni“.
Sul campionato e gli infortuni: “Si riparte da Empoli, partita tosta come è tosto tutto il campionato. Serviranno attenzione e concentrazione. Gli infortuni? La preparazione iniziale non è stata fatta come si doveva. Poi, si gioca ogni 3 giorni ed è un problema. Speriamo terminino qui“.
Sull’impegno di Manchester in Champions: “Partita pazzesca, un sogno per un tifoso dell’Atalanta“.
Sul settore giovanile: “Ci ha sempre aiutato anche per creare leggere plusvalenze“.
Sulla Coppa Italia: “Vincerla? Speriamo“.
Sulla coincidenza pandemia-momento più importante dell’Atalanta: “Purtroppo, è andata così. Sarebbe stato bello festeggiare con i nostri tifosi, ma intanto speriamo di tornare presto al 100% di capienza“.
Luca Percassi, il giusto ravvedimento e la dolce bugia
Sono diverse le riflessioni che scaturiscono dall’intervista di Luca Percassi all’edizione di ieri de L’Eco di Bergamo. L’AD dell’Atalanta ha toccato diversi argomenti riguardando i temi protagonisti in questa prima parte di stagione 2021/2022. Ma due hanno colpito particolarmente.
In primis, il caro biglietti. Percassi ha giustamente fatto il “mea culpa” e ha promesso un deciso abbassamento del costo dei tagliandi, affinché lo stadio possa tornare a essere focoso come un tempo. La decisione della società è assolutamente giusta e bisogna comunque applaudire alla correzione di Zingonia. Sperando che sia il prologo di altre correzioni riguardanti il “Gewiss Stadium”.
L’impianto di viale Giulio Cesare è di proprietà dell’Atalanta e non saremo mai grati abbastanza alla società per l’investimento realizzato, di vitale importanza nel calcio moderno. Però alcuni tifosi che hanno assistito alle gare affermano di essersi sentiti “ospiti in casa d’altri” e che sia stata destinata maggior importanza agli sponsor (e ai loro accreditati) invece che a loro.
Una sensazione che, se confermata, è assolutamente da correggere perché il tifo atalantino (già indubbiamente in difficoltà per lo scioglimento degli Atalanta Supporters, il gruppo trainante della Curva Pisani) per essere incisivo al 100% deve essere libero da ogni condizionamento relativo al luogo.
Un altro tema di discussione è stata la frase di Luca Percassi riguardante la qualità tecnica della squadra. Per l’AD, la squadra di quest’anno è più completa rispetto allo scorso anno. Beh, ci permettiamo con molta umiltà di far notare che si tratta di una dolce bugia. Vero, si può parlare di rafforzamento se pensiamo a Musso, Demiral e Koopmeiners. Però, volendoci soffermare sul solo reparto offensivo, questa asserzione non è che sia così vera.
Con un Ilicic ancora lontano parente di quello di due stagioni fa e con un Miranchuk che permane nel suo status poco invidiabile di “oggetto misterioso”, sarebbe assolutamente servito un calciatore in grado di dare quel pizzico di imprevedibilità e di qualità tecnica in più (e, se vi ricordate bene, l’Atalanta ci provò l’ultimo giorno di calciomercato per Berardi) che sta mancando come il pane in questo inizio stagione.
Quindi, ieri Percassi ha detto una dolce bugia. A gennaio, nel mercato di riparazione, c’è il tempo per trasformarla in verità.
Atalanta, ora la difesa a 4 è pressoché obbligatoria
Dopo Gosens e Pessina (senza considerare Hateboer mai a disposizione), un’altra tegola si è abbattuta in questo fine settimana sull’Atalanta. Berat Djimsiti si è fratturato l’avambraccio sinistro nel corso della partita, valida per le qualificazioni ai Mondiali di calcio Qatar 2022, vinta dalla sua Albania in casa dell’Ungheria per 1-0. Il difensore dovrà stare fermo ai box per 1 mese.
Considerato che anche Toloi, per un problema muscolare al flessore della coscia destra, è a mezzo servizio, Gian Piero Gasperini si ritrova in rosa con soli tre centrali a disposizione: Demiral, Lovato e Palomino. Quattro, volendo considerare il giovanissimo Scalvini.
Ragion per cui, dalla sfida con l’Empoli in poi, il tecnico piemontese potrebbe definitivamente convincersi ad adottare una retroguardia a 4. In questo modo, 2 centrali sarebbero in campo ma ci sarebbero 2 alternative pronte in panchina. Ma non vi è solo questa motivazione puramente numerica per propendere all’utilizzo della difesa a 4.
La ragione principale di quello che sarebbe l’eventuale nuovo spartito tattico è infatti la ricerca di quell’imprevedibilità in fase offensiva fondamentale da trovare per dare una svolta in positivo alla stagione dell’Atalanta. Dato che in sede di mercato non si è colpevolmente rinforzato l’attacco con un giocatore di qualità, tocca all’allenatore trovare una nuova alchimia che possa sorprendere le squadre avversarie.
Schierandosi a 4 dietro, l’Atalanta potrebbe o ri-optare per il 4-2-3-1 ammirato con successo nella seconda parte della scorsa stagione. Dietro Zapata, i tre trequartisti dovrebbero essere Muriel a sinistra, Malinovskyi a destra e uno tra Pasalic e Koopmeiners sottopunta.
L’olandese ex AZ Alkmaar potrebbe rappresentare la vera novità. Oltre al già citato ruolo alla Cristante, Koopmeiners potrebbe anche alternarsi con De Roon nel ruolo di regista in un 4-3-3, con Freuler e Malinovskyi (con quest’ultimo che ha già giocato interno di centrocampo in nazionale) mezzali e Zappacosta avanzato ala in avanti con Zapata e Muriel.
E giocando a 4 potrebbe tornare molto più utile Giuseppe Pezzella. L’esterno sinistro ex Parma ha sempre agito in una difesa a 4 nel corso della sua carriera, quindi conosce perfettamente i movimenti di questa strategia tattica.
Insomma, in una stagione che, dal punto di vista degli infortuni, definire sfortunata appare quasi un eufemismo potrebbe essere finalmente arrivato il momento della tanto agognata svolta tattica. Ok, per costrizione. Ma non stiamo a guardare il capello.
Djimsiti, sospetta frattura dell’avambraccio sinistro
Sospetta frattura dell’avambraccio sinistro. Questa la prima diagnosi (approssimativa, bene ricordarlo) dell’infortunio occorso al difensore dell’Atalanta Berat Djimsiti nel corso della partita di qualificazione ai Mondiali di Qatar 2022 della sua Albania contro l’Ungheria. Infortunio che ha costretto Djimsiti a uscire dal campo in barella al 30′. Seguiranno aggiornamenti.
