Freno all’emorragia di risultati, tre punti importanti per poter alimentare le flebili speranze di qualificazione alle prossime Coppe Europee (sperando in buone notizie quest’oggi da Salerno e da Roma) ma anche tre punti che per non prenderli ci si doveva davvero impegnare. Questa la sintesi del successo dell’Atalanta per 3-1 a Venezia firmato Pasalic, Zapata e Muriel.
Una vittoria da “minimo sindacale“. Contro un avversario giunto all’ottava sconfitta consecutiva e al 99,9% retrocesso in Serie B, non si poteva non capitalizzare col bottino pieno l’enorme vantaggio tecnico a propria disposizione. Basti pensare alla rete di Zapata, quella del momentaneo 2-0, con Muriel che affonda in area come una lama in una fetta di burro caldo e serve al suo connazionale, liberissimo, un pallone facile facile da spingere in rete.
Ragion per cui, tutti soddisfatti (e ci mancherebbe altro che non fosse così), ma attenzione e prudenza a definire l’Atalanta “guarita” (poi ognuno la può pensare come vuole sul tema, qui, a differenza di onde medie e di calci d’angolo, non esistono censure se si rimane nei binari dell’educazione) Il recupero di mercoledì sera col Torino sarà banco di prova ben più attendibile, con l’ennesima sfida tra il maestro Gasperini e l’allievo Juric.
Una sfida che sarebbe d’uopo giocare con la maglia corallo. La casacca non tanto apprezzata esteticamente quando è stata presentata la scorsa estate è ricomparsa al “Penzo” e ha proseguito la striscia di risultati utili consecutivi. Vero, la scaramanzia è l’alibi degli ignoranti. Ma Eduardo De Filippo, che ignorante sicuramente non era, soleva dire che: “essere scaramantici è da ignoranti, ma non esserlo porta male”. Quindi, a scanso di equivoci…
Non parla Gian Piero Gasperini al termine della vittoria della sua Atalanta con il Venezia per 3-1, ma è Tullio Gritti a esprimere le sue opinioni ai microfoni di DAZN (conferenza tratta da tuttomercatoweb.com):
Sulla partita: “Le sconfitte avevano cominciato a creare bisbigli negativi, ci era mancata qualità davanti. Però se recuperi Zapata e Muriel così, si ritorna a vedere l’Atalanta che era e torniamo a far gol. E’ una boccata d’ossigeno per il morale, siamo di nuovo vicino alle piazze dove vorremmo stare“.
Su Zapata e Muriel: “Di attaccanti come lui non ne abbiamo, abbina forza a tecnica, se ti manca per tanto tempo uno così è pesante. Anche Muriel, se gioca accanto a lui, rende di più. Si è visto nel girone d’andata con Duvan abbiamo fatto il record di punti: poi hai dei problemi d’infortuni che non quantifichi ma siamo ripartiti bene adesso, ci divertiremo ancora“.
Sulla soddisfazione di Gasperini: “Soddisfatto? Lo era anche per qualche gara persa. L’episodio negativo ti toglie tutto quel che di buono puoi aver fatto. Lo valuti ma l’Atalanta non era mai mancata tanto sul piano del gioco“.
Sulla lotta per l’Europa: “Cinque partite alla morte, ci sono scontri diretti delle altre. Ci crediamo fino alla fine finché qualcuno non ci dirà che non ci siamo“.
Allo stadio Penzo, il match valido per la 34ª giornata di Serie A 2021/2022 tra Venezia e Atalanta: sintesi, tabellino, risultato, moviola e cronaca live
Allo stadio Penzo, Venezia e Atalanta si affrontano nel match valido per la 34ª giornata della Serie A 2021/22.
4′ OCCASIONE ATALANTA – Muriel pesca Djimsiti in profondità, il diagonale del difensore fuori di un soffio
5′ GOL VENEZIA ANNULLATO – Splendido traversone di Aramu, Henry di testa in tuffo pesca l’angolo basso. Ma il VAR irrompe e annulla per fuorigioco dell’attaccante francese
12′ OCCASIONE ATALANTA – Clamorosa carambola in area lagunare, Palomino da due passi coglie il legno in maniera sporca
13′ OCCASIONE ATALANTA – Dea travolgente, Zapata trova Muriel in area che al volo di sinistro fa la barba al palo
22′ OCCASIONE ATALANTA – Destro a botta sicura di Hateboer, miracoloso Ceccaroni sulla linea e palla che sbatte sulla traversa
30′ Mezzora di gioco, il Venezia guadagna campo dopo la lunga fase in cui gli orobici hanno premuto
44′ GOL ATALANTA – Giocata super di Muriel che salta mezza difesa e mette in mezzo: Ampadu devia sulla traversa, ma sul tap-in c’è facile facile Pasalic
45′ Fine primo tempo
46′ Inizia la ripresa
47′ GOL ATALANTA – Muriel fugge a un tenerissimo Svoboda e assiste Zapata che segna il più facile dei gol
52′ Reagisce subito il Venezia, Musso reattivo sulla conclusione defilata di Okereke
57′ Palo Atalanta – Pasalic imbuca centralmente per Muriel che stoppa, entra in area e spara forte col mancino. Maenpaa è battuto, ma il pallone si stampa sul palo.
63′ GOL ATALANTA – La Dea cala il tris con Muriel che approfitta alla perfezione, di testa, di un cross dalla sinistra di Zappacosta.
67′ Palo Venezia – Padroni di casa vicini al gol con Henry che di testa mette il pallone alle spalle di Musso, ma colpisce il palo.
80′ GOL VENEZIA – I lagunari provano a regalarsi una speranza. Palla in profondità di Nsame per Crnigoj che entrato in area tira forte sul primo palo. Musso battuto e gol.
FISCHIO FINALE
Migliore in campo: Scalvini al termine del primo tempo PAGELLE
L’Atalanta ha reso noto l’elenco dei convocati per la sfida di domani a Venezia, con fischio d’inizio alle ore 15 e valevole per la 34/a giornata di Serie A 2021/2022. Sono 22 i calciatori chiamati. Assenti gli infortunati Toloi, Maehle, Pezzella e Malinovskyi. Aggregati anche i giovani Cissé, Oliveri e Sassi, terzo portiere al posto dell’indisponibile (per gastroenterite) Rossi. Questo l’elenco completo dei convocati:
7 febbraio 1999, 20/a giornata di Serie A 1998/1999. La Juventus Campione d’Italia viene travolta dal Parma nel posticipo serale per 4-2. I bianconeri sono noni in classifica con 27 punti, a -15 dalla Fiorentina capolista e a -10 dal quarto posto che significherebbe preliminari di Champions League. Negli spogliatoi, Marcello Lippi, tecnico che ha portato quella Juventus sul tetto d’Italia, d’Europa e del Mondo, rassegna le dimissioni dicendo di aver visto “una squadra spenta e se il problema fosse lui, in questo modo la squadra non avrebbe avuto più alibi“.
Ecco, ieri avremmo voluto che Gian Piero Gasperini avesse fatto lo stesso al termine di Atalanta-Verona 1-2, terza sconfitta consecutiva in campionato, quarta stagionale se si considera anche il ko interno con il Lipsia di Europa League. I campanelli d’allarme c’erano tutti, ma ora la caduta è verticale. Con il forte rischio di incappare in una poco dignitosa “via Crucis” calcistica in queste ultime sei partite.
Poco da dire della partita di ieri se non di aver avvertito la netta sensazione di una squadra spenta che non seguiva per nulla Gasperini. Proprio come la Juventus del febbraio 1999 non seguiva per nulla Lippi. Poi, diciamocela tutta, qualunque tecnico con i numeri pessimi del girone di ritorno dell’Atalanta (13 punti in 13 partite, crollo dal quarto posto dell’andata all’attuale ottavo, 3 vittorie, 4 pareggi e ben 6 sconfitte) in qualunque campionato dall’Artide all’Antartide sarebbe stato messo in discussione. Non si capisce perché Gasperini debba godere di quale immunità. Riconoscenza? Nel calcio, la riconoscenza non fa punti. Altrimenti, faremmo ancora giocare Evair, Stromberg e Caniggia.
Quindi, con buona pace degli atalantini che per il Gasp hanno il culto della personalità (a cominciare dall’hater strimpellatore di chitarre che capisce di calcio quanto Rocco Siffredi di gerarchie ecclesiastiche), è giunto il momento di cambiare. Questo non toglie nulla, ripetiamo, non toglie nulla ai meriti che Gasperini ha avuto. La sua Atalanta ha conquistato un posto d’onore nella storia del calcio e verrà ricordata con affetto anche tra 100 anni. Ma si vive di presente e di futuro. Il presente si chiama Venezia. Se si dovesse perdere malamente anche in Laguna contro una squadra tutt’altro che irreprensibile, allora il futuro potrebbe essere accelerato.
Questa sera alle ore 21 torna “BergamoNerazzurra.net in diretta“. Vi aspettiamo sulla Pagina Facebook di BergamoNerazzurra.net per parlare del crollo verticale dell’Atalanta in campionato. A condurre il direttore di BergamoNerazzurra.net Giuseppe Pucciarelli. Vi aspettiamo numerosi!
Le dichiarazioni di Gian Piero Gasperini subito dopo la sconfitta della sua Atalanta contro il Verona per 2-1.
Sul momento difficile: “Sono tante settimane che è così. Questo ci ha impedito di fare un girone di ritorno alla nostra altezza, in campionato da dicembre non abbiamo trovato stessa disinvoltura e precisione di fare gol. E questo ci ha causato queste sconfitte, dobbiamo comunque chiudere nel modo migliore il campionato. Momento più brutto di risultati, forse peggio anche del mio inizio. Risultati che fanno specie perché arrivati in una squadra che ha fatto bene“.
Sull’impegno della squadra: “L’impegno è stato massimo anche oggi, nulla da rimproverare a questi ragazzi“.
Sulla pressione: “Pressione dovuta all’eventuale obiettivo scudetto? No, non c’erano i presupposti per ragionare su questi termini, ho sempre alzato l’asticella, quest’anno non era un mettere le mani avanti ma era una mia convinzione“.
Sulle parole di Percassi e il futuro: “Ringrazio Percassi ma penso al presente che è mettere la società nelle condizioni migliori per fare tutte le sue valutazioni, devo troppo a questo ambiente per pensare al futuro. Lo affronteremo alla fine del campionato, pensare che stiamo perdendo molte partite che giochiamo allo stesso modo del presente, non vogliamo finire con un record negativo. Però ora prendiamo atto che non abbiamo più l’esigenza di vincere a tutti i costi“.
Sugli errori arbitrali: “Fa parte di tutto il percorso del girone di ritorno, sono stati pesanti“.
Su Malinovskyi: “Ha avuto un problema al ginocchio, speriamo non sia una distorsione“.
Sulla paura della squadra: “No, nessuna paura per chi gioca a calcio. E’ mancata la nostra prolificità“.
Una squadra più forte contro una squadra che commette sempre i soliti errori che oramai sono diventati cronici. Cosa succede? Succede che è la logica a prevalere. Quindi, la compagine migliore si impone su quella che tende a sbagliare sempre. Ed è quello che è accaduto ieri.
Il Lipsia ha battuto 2-0 l’Atalanta al “Gewiss Stadium” e passa in semifinale di Europa League 2021/2022. Poche chiacchiere, i tedeschi sono stati superiori tecnicamente (non hanno sbagliato né uno stop né un passaggio), fisicamente (arrivavano sempre sulle seconde palle e correvano il doppio) e mentalmente, stando sul pezzo per tutta la partita.
L’Atalanta, invece? Sempre la solita con i soliti errori: il voler entrare con il pallone in porta sbattendo contro il muro eretto dagli avversari, lasciare praterie in difesa che ora come ora è un lusso che la squadra non può permettersi, continuare a scivolare (nel senso letterale del termine, ma cosa fanno i magazzinieri?) in campo. In più con un nervosismo che sta montando nel gruppo, vedi alcuni gesti di stizza di Freuler e Hateboer. E con il solito episodio dubbio arbitrale, sebbene lo stesso de Roon abbia onestamente ammesso come si sarebbe molto arrabbiato se gli fosse stato fischiato un rigore contro come quello potenziale sul tocco di mani di Dani Olmo.
Ora ci sono 7 partite per completare questa travagliata stagione. Con una difficilissima qualificazione europea da conquistare. Questo perché Lazio e Fiorentina stanno viaggiando con il vento in poppa, quindi o calano oppure ci vorranno 67 punti per entrare quantomeno in Conference League. Cioè, fare 6 vittorie in questo rush finale. Obiettivamente, un miracolo sportivo per quanto fatto vedere dall’Atalanta finora. Realisticamente, l’obiettivo concreto è la difesa dell’ottavo posto che vale gli ottavi di Coppa Italia, con il Sassuolo a -5 e il Verona a -6.
Proprio la partita del lunedì di Pasquetta contro gli scaligeri ci dirà molto sull’immediato futuro della Dea. Per quanto riguarda il futuro da giugno in poi, il discorso è molto semplice. Una squadra che crolla dal quarto posto dell’andata al settimo/ottavo/nono posto del ritorno è una squadra che si sta “abituando alle sconfitte”. Quindi, ha bisogno di una terapia d’urto. Una terapia che prevede o il cambiamento di 10/15 calciatori o il cambiamento della guida tecnica (con buona pace dei tifosi della Gasperiniana). Di conseguenza, l’Atalanta di queste ultime cinque stagioni rimarrà una pietra miliare del calcio e ringrazieremo sempre Percassi, Sartori e Gasperini per tutto quanto. Ma è il passato. Il presente e il futuro prossimo affermano che tutti sono in discussione. Gasperini compreso.
Le dichiarazioni di Gian Piero Gasperini subito dopo la sconfitta della sua Atalanta per 2-0 da parte del Lipsia che le è valsa l’eliminazione dall’Europa League tratte da tuttomercatoweb.com.
Come valuta la partita? “Equilibrata, dove pensiamo di avere fatto una buona gara. Non siamo riusciti a trovare lo spunto giusto, abbiamo sfruttato poco le palle inattive. Abbiamo attaccato a lungo ma non ho concluso abbastanza. Loro sono indubbiamente pericolosi, un’ottima squadra“.
Sul rigore. “La cosa strana è che prima ha dato una punizione che per me era un fallo meno evidente di quello che era rigore. Sui falli di mano c’è confusione assoluta. Lo stesso arbitro, in trenta secondi, valuta più grave il primo episodio rispetto al secondo che è molto più netto“.
Sui gol subiti. “È sempre così, loro hanno passo e velocità, giocano molto chiusi e poi vanno sulle ripartenze. Alcune volte le fanno molto bene, noi abbiamo attaccato a lungo e purtroppo in queste ultime settimane abbiamo difficoltà a trovare l’ultimo passaggio, il tiro decisivo. Anche se per lunghi tratti è stata un’ottima gara dell’Atalanta“.
Dani Olmo era più nel vivo del gioco… “Beh, non è che lo annulli. Noi abbiamo fatto una buona gara, abbiamo concesso qualcosa, come è normale in queste partite. Ci sono situazioni gol da una parte e dall’altra, in Europa. Tutti hanno una qualità offensiva importante. Non è stata la difesa a penalizzarci“.
Quanto è distante l’Europa, al di là della classifica. “Ci prepareremo per queste ultime partite, dove abbiamo ancora delle possibilità. Dovremo fare molte vittorie per recuperare le posizioni in graduatoria. Come questa sera questa squadra le giocherà al meglio“.
Quale sarà il suo futuro, sia suo che della squadra. “È lunedì contro il Verona, è prossimo. Poi il Venezia e le altre partite che arriveranno fino alla fine del campionato