Atalanta-Lazio 2-2, il tabellino

Il tabellino di Atalanta-Lazio 2-2, tratto da calcionews24.com

ATALANTA (3-4-1-2): Musso; Lovato, Demiral, De Roon; Zappacosta, Koopmeiners, Freuler, Maehle; Pasalic; Ilicic, Zapata.

A disp.: Sportiello, Rossi, Scalvini, Pezzella, Malinovskyi, Miranchuk, Muriel, Piccoli. All. Gasperini

LAZIO (4-3-3): Reina; Hysaj, Luiz Felipe, Acerbi, Marusic; Milinkovic, Cataldi, Luis Alberto; Felipe Anderson, Immobile, Pedro.

A disp.: Strakosha, Adamonis, Patric, Radu, Lazzari, Leiva, Basic, Escalante, Akpa Akpro, Romero, Moro, Muriqi. All. Sarri

ARBITRO: Guida

AMMONITI: 33′ Luiz Felipe; 77′ Demiral; 90’+1 Reina; 90’+2 Lucas Leiva;

MARCATORI: 18′ Pedro; 45+1 Zapata; 74′ Immobile

Oggi, alle 18, il post partita di Atalanta-Lazio sulla pagina Facebook di BergamoNerazzurra.net

Torna il “bar dello sport” virtuale dove sono invitati tutti i tifosi dell’Atalanta. Questo pomeriggio, alle ore 18, in diretta sulla pagina Facebook di BergamoNerazzurra.net, viviamo insieme il post partita di Atalanta-Lazio. Potete infatti intervenire con i vostri commenti alla trasmissione condotta dal direttore di BergamoNerazzurra.net Giuseppe Pucciarelli.

Vi aspettiamo numerosi!

Atalanta-Lazio, i convocati

L’Atalanta ha comunicato i convocati per la sfida di domani alle 15 alla Lazio, valevole per l’11/a giornata di Serie A 2021/2022. Sono 19 i calciatori chiamati. Demiral alla fine sarà presente. Assenti gli infortunati Hateboer, Gosens, Djimsiti, Pessina, Toloi e lo squalificato Palomino. Questo l’elenco dei convocati:

PORTIERI: Musso, Rossi, Sportiello
DIFENSORI: Demiral, Lovato, Maehle, Pezzella, Zappacosta, Scalvini
CENTROCAMPISTI: De Roon, Freuler, Koopmeiners, Malinovskyi, Miranchuk, Pasalic
ATTACCANTI: Ilicic, Muriel, Piccoli, Zapata,

Gasperini: “Toloi out, Demiral vediamo. Lazio squadra di valore. Il VAR? Non lo capisco, ma non sono favorevole a quello a chiamata. Se andrò in panchina domani?”

Le dichiarazioni dell’allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini alla viglia della partita con la Lazio, tratta da tuttomercatoweb.com

Sulla situazione degli infortunati: “Palomino sarà fuori per squalifica, ma martedì sarà a disposizione. Demiral potrebbe rientrare, per Toloi la situazione si è rallentata un po’, serve più prudenza. Non sarà facile recuperarlo né per domani, né per martedì. Pessina e Gosens? Pessina sta andando bene, anche Gosens sta recuperando, ma il suo infortunio è un po’ più pesante. Djimsiti non ha avuto un problema muscolare, appena avrà la certezza di non farsi male al braccio potrà giocare“.

Sulla Lazio: “Ho visto una squadra che sta crescendo, rimane una buona squadra, con dei principi di gioco diversi rispetto lo scorso anno. Il campionato è difficile per tutti, poi ci sono le coppe, tante partite possono creare dei problemi. Giochiamo contro una rivale di valore“.

Sulla querelle con gli arbitri: “Vedere tutte le partite dalla tribuna? C’è poco da ridere, non sono mai stato ammonito nelle gare precedenti. Mi ha dato fastidio perché so quando ho delle colpe e quando non ho fatto nulla. Poi c’è un problema più serio, in questo calcio faccio fatica a capire i falli di mano, il VAR, i contrasti, eppure sono dentro il calcio da tanti anni. Non lo capisco io, non lo capiscono i giocatori, non lo capisce il pubblico. In troppe partite succedono imprevisti, ma soprattutto non c’è chiarezza. In tribuna, se mi scappa una parola, non ne pago le conseguenze. Ci dicono: “Basta star zitti”. Ma secondo me è giusto tirar fuori il problema. Poi si può far finta di niente, ma non si risolve niente. Forse è il momento di farlo, ma questo non riguarda solo l’Atalanta, altrimenti va a discapito di tutto il calcio. Il VAR ha un peso, carta canta. Non è tanto discutibile, di fronte all’immagine non capiamo più niente. O ci sono interpretazioni di parte o non lo so. Ci devono dire quando il VAR interviene o non interviene, in quel modo ci può essere più equilibrio. L’espulsione di domenica per me è pesantissima“.

Sugli episodi contestati: “Ci sono stati tanti episodi, tra cui anche contrasti e falli di mano, ci sono troppe situazioni cervellotiche, chi gioca a calcio non comprende, siamo fuori e lontani dalla realtà del gioco, così sbarelliamo per forza. Di fronte alle immagini ci sono situazioni differenti. Non ci sono spiegazioni, è un problema che va avanti da un po’ di tempo“.

Sul VAR a chiamata: “Favorevole? No, ho già troppo lavoro da fare (ride, ndr). Non devo essere io a chiamare un’ammonizione a un avversario. Si vedono delle cose che non si capiscono. Meglio far chiarezza, magari capiamo che è un errore. Sui contrasti ad esempio è un problema, alcuni sono validi e sono un aspetto spettacolare del gioco del calcio. Non è un gesto da togliere. Cosa devo dire ai miei? Non contrastiamo più? Diventa complicato, i cartellini fioccano così. Succedono delle cose eclatanti“.

Sull’eventuale appoggio dei colleghi alle sue opinioni: “Non c’è nulla da appoggiare o meno. Non si dice, ma credo che parlarne sia la cosa migliore, c’è un grosso equivoco sul VAR e sul resto. Le immagini sono quelle, non le cambi. Si può sbagliare, ma altrimenti non capiamo più quando è fallo di mano o meno, o il contrasto quando è tale o è fallo. Ce lo hanno spiegato in tutti i modi, ma non è vero. Su questo crei di tutto e di più”.

Sulla sua presenza o meno in panchina domani: “Non lo so, devo decidere. In nove partite ho preso zero ammonizioni, faccio fatica a stare muto su certe situazioni. Poi ognuno deve avere rispetto dei ruoli, ma questa è diventata una situazione che riguarda tutti, non solo gli arbitri. Sinceramente c’è confusione. Va bene anche per gli arbitri se ne parliamo, alcuni sembra che non conoscano la situazione. Io in questo momento faccio fatica a capire, allora faccio un passo indietro io. Non capisco troppe cose“.

Sui singoli: “De Roon? È un giocatore importante, quest’anno abbiamo avuto la sfortuna che nello stesso reparto ci sono stati parecchi infortuni. Anche nella scorsa partita ci siamo organizzati bene. È vero che abbiamo perso Gosens, che faceva molti gol, ma c’è Zappacosta. È una squadra che è pronta a superare le difficoltà, ha un bel carattere e reagisce sempre, è un valore anche per me. Il campionato è duro, non possiamo avere presunzione e arroganza, dobbiamo stare attenti partita dopo partita. Scalvini? Giocando e crescendo vedrete l’evoluzione di un giocatore che ha attitudini importanti. Un po’ di ragazzi li ho visti nel settore giovanile, ma questa non è più l’Atalanta di cinque anni fa dove sarebbe stato subito titolare, e una plusvalenza sicura, ora cresce dietro a giocatori più importanti davanti perché ci sono altri obiettivi, più alti, della società, allora serve gente pronta, sono scelte che vanno fatte. Il pericolo è l’eccessiva esaltazione e poi al primo errore…la fortuna dell’Atalanta è avere tanti giovani per completare la rosa, credo più in questi ragazzi qua che andare in giro altrove a prenderli. Ma oggi si buttano tanti giovani e si bruciano con troppe aspettative. Ilicic? A Empoli si è giocato dieci giorni fa e ha fatto bene sin dall’inizio, in una settimana giochi 3-4 partite, ma non è passato così tanto. Con l’Udinese prendi gol al 93′ e stravolgi tutto, vengono cambiati giudizi, commenti e pagelle. Sono pessimi segnali, sembra quasi che si voglia far casino. Si usano termini come “Si rialza” ecc., ma siamo lì ad inizio del campionato. Muriel? Non gli è successo niente. Ora gioca Piccoli che ha una carica differente. Ha segnato col Torino, ha fatto gol anche con l’Inter, che poi è stato annullato. Ha maggiore reattività rispetto a Muriel. Io ho la fortuna di vedere i giocatori in allenamento, cerco di vedere quando uno è in buone condizioni o meno“.



Sampdoria-Atalanta 1-3, l’editoriale – Gasperini come gli allenatori di rugby? Quasi quasi…

Come è universalmente noto, il gioco del calcio è nato in Inghilterra nel 1848 traendo ispirazione da un altro sport già diffuso Oltremanica all’epoca: il rugby. Dal rugby sono nate le 2 porte, dal rugby sono nati i primi schemi e dal rugby sono arrivati i numeri delle maglie e il fuorigioco. E chissà che, prima o poi, il calcio non possa prendere dal rugby un’altra regola.

Nelle partite dove si gioca con la palla ovale, infatti, l’allenatore è sempre in tribuna con un assistente a bordo campo con il quale si collega. E se questa consuetudine venisse trasportata pari pari un giorno nel calcio? La prima a felicitarsene sarebbe proprio l’Atalanta.

Nella partita vinta ieri 3-1 a Marassi contro la Sampdoria, in panchina dei bergamaschi sedeva infatti Tullio Gritti, causa squalifica di Gasperini per l’espulsione comminatagli domenica scorsa durante Atalanta-Udinese. E il vice ha confermato il suo trend straordinario da “primo allenatore”, con 5 vittorie, 4 pareggi e 1 sconfitta.

Una combinazione che ha fatto balenare l'”idea”: perché Gasperini durante le sfide non se ne va in tribuna e lascia in panchina Gritti? Lo stesso Gasp, tra il serio e il faceto, ha risposto affermativamente alla soluzione prospettata, aggiungendo l’asserzione che in questo modo non verrebbe mai più espulso (ennesima frecciata superflua al mondo arbitrale, area comunicazione dell’Atalanta dove sei?).

Passando alla mera descrizione della partita, tre i temi principali di Sampdoria-Atalanta. In primis, la tenuta psicologica della Dea che è davvero molto, ma molto rilevante.

La compagine di Gasperini era partita bene sfiorando il gol sia con Zapata e poi con Maehle ma poi, al primo affondo, è andata sotto grazie alla rete in contropiede di Caputo. Qualunque altra squadra, reduce tre giorni prima dal pareggio subito in pieno recupero dall‘Udinese, sarebbe crollata. Invece…

Invece, l‘Atalanta ha reagito come meglio non avrebbe potuto. Ha subito premuto sul pedale dell’acceleratore ribaltando la partita sull’asse “ZaZa“, ovvero grazie ai cross di Zappacosta per la testa precisa di Zapata che la prima volta ha trovato la deviazione decisiva di Askildsen ma che nella seconda occasione è stata tutta farina del sacco del colombiano, al suo 100/o centro in Serie A.

Gli altri due temi sono invece strettamente collegati tra di loro: gli infortuni e i giovani. La sfortuna ha nuovamente fatto capolino nell’Atalanta e sempre tra i difensori centrali. Palomino (che sarebbe stato comunque costretto a saltare Atalanta-Lazio per squalifica) si è arreso al 45′ (verrà valutato oggi, ma non dovrebbe essere nulla di grave), aggiungendosi alla lista che già contiene i nomi di Toloi, Demiral (attesi però nell’elenco dei convocati contro la Lazio) e Djimsiti.

Ragion per cui, nella ripresa largo alla meglio gioventù. Ad affiancare Lovato, l’imberbe 17enne Giorgio Scalvini. A quel punto, il giusto passaggio alla difesa a 4, con De Roon a fare da collegamento tra il reparto arretrato e il centrocampo. Risultato? Sampdoria sparita dal campo, Atalanta quasi mai in sofferenza ma con l’unico torto di aver chiuso troppo tardi la partita, al 95′ con uno splendido gol di Josip Ilicic.

Gasperini ha tessuto le lodi dei due giovani atalantini, affermando che il recupero dei colleghi più “esperti” può avvenire con calma. Ed è un complimento importante, dato che proviene da chi difficilmente li dispensa.

Bastone e carota, quindi, quelli applicati da Gasperini. Per ora dalla panchina. Ma chissà che un giorno la tribuna possa rappresentare la regola e non l’eccezione.

Gasperini: “Fatta un’ottima gara, bravi a ribaltarla. Gritti sempre in panchina? Sarebbe un’idea, così mi risparmio le espulsioni”

Le dichiarazioni di Gian Piero Gasperini subito dopo la vittoria della sua Atalanta sul campo della Sampdoria per 3-1.

Sulla partita: “La squadra ha fatto un’ottima gara. In svantaggio subito, poteva nascere una partita difficile e complicata. Invece ottima reazione, primo tempo equilibrato, secondo tempo bene peccato non essere stati bravi a riuscire a chiudere la contesa“.

Su Palomino, cambiato al 45′: “Non l’ho cambiato per l’ammonizione ma per un piccolo problema fisico. Non è grave, ma per tanti piccoli problemi abbiamo diversi indisponibili. Fortunatamente, Toloi e Demiral potrebbero recuperare per sabato. Frattanto, Lovato e Scalvini hanno fatto bene e ci aiutano ad affrontare con fiducia quest’emergenza“.

Sul perché del cambio di fascia tra Maehle e Zappacosta
: “Volevamo vedere come si sistemavano loro. Poi magari dall’alto si vede meglio e nella prima parte della gara c’era lo spazio affinché loro potessero essere decisivi sulle “nuove” fasce“.

Sul perché la squadra ottiene più risultati in trasferta
: “Vero, vi è questa propensione, ma dobbiamo ribaltare la situazione e fare punti in casa, sebbene alcuni punti persi tra le mura amiche lasciano un po’ di rammarico“.

Su Ilicic: “Ha fatto bene. Il gol? Poteva farlo prima (ride, ndr). Scherzo, è stato molto bello“.

Su Muriel: “Non ha giocato perché non sta ancora al meglio“.

Sul periodo della squadra: “Siamo in un periodo di grande fiducia, la squadra sta facendo buone gare. Con l’Udinese abbiamo subito gol nel finale ma nel calcio può capitare, a Manchester si è fatta un’ora di gran calcio“.

Su Gritti “talismano” in panchina: “Vero. Sto pensando di rimanere sempre in tribuna. Anche oggi, infatti, se fossi stato in panchina avrei corso il rischio di essere cacciato“.

Sul modo di giocare: “Dobbiamo essere sempre noi stessi e giocare come sappiamo, indipendentemente dal risultato. Poi, nel finale, se si vince ci possono essere accortezze in più“.

Sampdoria-Atalanta 1-3, il tabellino

Il tabellino di Sampdoria-Atalanta 1-3, tratto da calcionews24.com

SAMPDORIA (4-3-3): Audero; Dragusin, Yoshida, Colley  (65′ Ciervo), Murru (56′ Chabot); Thorsby, Silva (84′ Torregrossa), Askildsen (84′ Ekdal); Candreva, Gabbiadini (65′ Quagliarella), Caputo. A disposizione: Ravaglia, Falcone, Depaoli, Ferrari, Yepes Laut, Migliardi, Trimboli. Allenatore: D’Aversa.

ATALANTA (3-4-2-1): Musso, Lovato, Palomino (45′ Scalvini), de Roon, Zappacosta (79′ Pezzella), Freuler, Koopmeiners, Mæhle, Pašalić (58′ Iličić), Malinovskyi (79′ Miranchuk), Zapata (86′ Piccoli). A disposizione: Rossi, Sportiello, Muriel. Allenatore: Gritti.

MARCATORI: 10′ Caputo (S), 17′ aut. Askildsen (A), 20′ Zapata (A), 95′ Ilicic (A).

ARBITRO: Prontera di Bologna. Assistenti: Alassio di Imperia e Saccenti di Modena. Quarto ufficiale: Minelli di Varese. VAR: Fabbri di Ravenna. AVAR: Cecconi di Empoli.
AMMONITI: Palomino, Thorsby, Askildsen, Colley, Ilicic, Freuler.

Alle 22, sulla pagina Facebook di BergamoNerazzurra.net, il post partita di Sampdoria-Atalanta

Torna il “bar dello sport” virtuale dove sono invitati tutti i tifosi dell’Atalanta. Questa sera, alle ore 22, in diretta sulla pagina Facebook di BergamoNerazzurra.net, viviamo insieme il post partita di Sampdoria-Atalanta. Potete infatti intervenire con i vostri commenti alla trasmissione condotta dal direttore di BergamoNerazzurra.net Giuseppe Pucciarelli. Ospite il direttore di Mondo Atalanta – Diarionerazzurro.it Luca Rossi.

Vi aspettiamo numerosi!

Lutto, è scomparso Umberto Colombo, uno degli eroi della Coppa Italia del 1963

L’Atalanta piange la morte di Umberto Colombo, ex difensore-centrocampista della Dea tra il 1961 e 1966. E, soprattutto, protagonista della cavalcata in Coppa Italia 1962/1963 dell’Atalanta di Tabanelli, conclusasi nella vittoria in finale il 2 giugno 1963 contro il Torino per 3-1 (tripletta di Domenghini).

Colombo ha anche vestito la maglia della Juventus tra il 1954 e il 1961, vincendo 3 scudetti. Oltre Atalanta e Juventus, Colombo ha giocato con Monza e Verona, società con la quale appese le scarpe al chiodo nel 1967.

Alla famiglia Colombo le condoglianze della redazione di BergamoNerazzurra.net.

Gasperini, un turno di squalifica

L’espulsione comminata ieri all’allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini durante la partita con l’Udinese costa al tecnico della Dea una giornata di squalifica e un’ammenda di 5000 euro. Questo il verdetto emesso pochi minuti fa dal Giudice Sportivo di Serie A. Gasperini quindi non sarà in panchina per Sampdoria-Atalanta di mercoledì. Al suo posto, il fido vice Gritti.