Atalanta, sorriso anche in campionato. Fiorentina battuta 2-0

Un’Atalanta cinica e fortunata torna al successo in campionato battendo la Fiorentina per 2-0 nella sfida valevole per la 13/a giornata di Serie A 2025/2026.

La Dea trova le reti al 41′ con Kossounou che segna con un cross sbagliato e con Lookman al 51′ che la mette dentro sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Fiorentina che ha sbattuto contro Carnesecchi, bravo su Kean e l’ex Piccoli nel primo tempo e sul palo colpito dallo stesso Kean nella ripresa. L’Atalanta sale a quota 16 punti in campionato.

L’agente di Ederson: “Un’opportunità per le big d’Europa”

Che Ederson sia probabilmente alla sua ultima stagione con l’Atalanta è il segreto di Pulcinella.

E l’ha confermato, in un’intervista a Cadena Ser, il suo agente Andre Cury. Il quale ha affermato che, stante la scadenza del contratto di Ederson fissata al 30 giugno 2027, il prezzo del cartellino si sia dimezzato a 30-35 milioni di euro, diventando un’opportunità per le big d’Europa.

Eintracht Francoforte – Atalanta 0-3, l’editoriale – Ma con la Fiorentina non si può mettere la musichetta della Champions?

Dr. Jekyll e Mr. Hyde. L’Atalanta 2025/2026 sta ricalcando in pieno il protagonista del famoso racconto gotico di Robert Louis Stevenson. Tanto brutta in campionato, tanto bella in Champions League. E la vittoria di ieri per 3-0 in casa dell’Eintracht Francoforte ne è stata l’ennesima riprova.

Nella spettacolare cornice del “Waldstadion” o “Deutsche Bank Park” per motivi di sponsorizzazione, con le due splendide coreografie delle tifoserie storicamente gemellate, la compagine di Palladino è tornata felicemente all’antico. Giocando un calcio propositivo (assenti i retropassaggi a Carnesecchi), spensierato e qualitativo.

E quando si gioca in questo modo la bilancia giocoforza pende dalla squadra più tecnica (in questo caso è stato bravissimo Palladino a rimarcare come l’Atalanta sia una squadra di valore). Squadra più tecnica che, pur avendo qualche distrazione di troppo dietro, ha preso due legni clamorosi nel primo tempo con Lookman e Scamacca.

E nella ripresa in cinque minuti ha chiuso i giochi con Lookman, Ederson e De Ketelaere facendo vivere a Carnesecchi 45 minuti da spettatore non pagante.

Evidentemente due sono le considerazioni da fare: 1) questi calciatori quando vogliono giocare bene, giocano bene (e conseguentemente quando vogliono giocare male tipo Sassuolo…); 2) non bisogna commettere l’errore di pensare che l’Atalanta di Palladino sia già guarita.

La strada per la “cicatrizzazione” delle ferite è ancora lunga e tortuosa, come lo stesso tecnico ha saggiamente riconosciuto. Bisogna rimanere umili. Certo, se domenica prima della partita con la Fiorentina partisse per “errore” la musichetta della Champions non sarebbe poi così male.

Palladino: “Una notte magica che ci voleva. E un aneddoto nello spogliatoio…”

Le dichiarazioni dell’allenatore dell’Atalanta Raffaele Palladino subito dopo il successo per 3-0 in Champions League in casa dell’Eintracht Francoforte rilasciate ai microfoni di Sky

Sulla partita: “Si è trattato di una notte magica, voglio ringraziare la società per avermi dat mia fiducia, il mio staff e i ragazzi per la prestazione Questa è la vittoria di un gruppo con valori umani e tecnici che meritava una soddisfazione del genere e che mi ha regalato una serata indimenticabile. Mi è piaciuto che abbiamo giocato da squadra, abbiamo difeso e attaccato da squadra“.

Sul futuro: “Dobbiamo restare umili ma serviva una scintilla che ci sbloccasse mentalmente. Ora rimaniamo concentrati per domenica. Ci sono cose da migliorare sempre però vedo che la squadra ascolta e segue quello che propongo, da una settimana che stiamo assieme già vedo grandi progressi come questa prestazione in uno stadio dove diverse grandi hanno sofferto“.

Sul gruppo: “Racconto un aneddoto, ho fatto scrivere su un foglio dai ragazzi un aggettivo che dovesse rappresentare il DNA che doveva ritrovare questa squadra e ognuno di loro mi ha dato un aggettivo che ho riscontrato in campo questa sera. Hanno scritto coraggio, leggerezza, ambizione, fame. Questo foglietto l’ho appeso nello spogliatoio ma il DNA deve essere anche quello della città che rappresentiamo, dobbiamo lavorare sodo e rimanere umili. Fermo restando che questa squadra ha poi dei valori tecnici che non ho inventato io, aveva solo bisogno di ritrovare entusiasmo“.

Atalanta, la Champions ti fa bella. 3-0 per la Dea a Francoforte

Festa sugli spalti per lo storico gemellaggio con due splendide coreografie, festa in campo per l’Atalanta. La Dea si impone 3-0 in casa dell’Eintracht Francoforte nella sfida valevole per la 5/a giornata della fase campionato di Champions League e sale a quota 10 punti in classifica, vedendo vicina la qualificazione ai playoff.

Primo tempo equilibrato con quattro occasioni per parte ma con due pali clamorosi colpiti dall’Atalanta con Lookman e Scamacca. Nella ripresa, in 5 minuti la formazione di Palladino chiude la pratica.

Al 60′ Lookman trova il gol con un piattone al volo su cross di De Keteleare. Due minuti dopo, uno-due Ederson-Lookman con il brasiliano che a tu per tu con Zetterer non sbaglia. E al 65′ De Ketelaere butta dentro il pallone precedentemente respinto dalla clamorosa traversa colpita da Scamacca. Un successo che ci voleva.

Napoli-Atalanta 3-1, l’editoriale – Urge un 2 ottobre 2016 bis

Chi sa un pochino di calcio sa benissimo che era difficile ipotizzare un risultato positivo dell’Atalanta al “Maradona” contro il Napoli. Questo per tre motivi: 1) la forza tecnica dell’avversario; 2) i partenopei che non potevano più permettersi il lusso di sbagliare; 3) la cabala positiva all’Atalanta nell’impianto di Fuorigrotta e che quindi prima o poi avrebbe dovuto avere termine.

Quindi, la sconfitta per 3-1 di ieri che ha bagnato l’esordio di Palladino come allenatore dell’Atalanta non lascia stupefatti. Nonostante questo, si sono intraviste cose positive.

La gara è stata – anche se qualcuno storcerà il muso a queste parole – sostanzialmente equilibrata. Primo tempo di marca napoletana che, al piccolo trotto, essendo la Dea totalmente inesistente ha capitalizzato (ma purtroppo in questo momento all’Atalanta gira così) le tre occasioni che ha creato.

Tre occasioni figlie – nella doppietta di Neres – di una brutta prestazione di Ahanor (che ci può stare a 17 anni, ci mancherebbe altro) e di un errato disimpegno che ha portato al gol di Lang.

Nella ripresa di marca atalantina, Scamacca ha subito trovato il gol del 3-1 e in altre tre occasioni (due con De Ketelaere e una con lo stesso Scamacca) si è sfiorato quel 3-2 che avrebbe messo un po’ di pepe alla parte finale della partita.

Questa la parte positiva. La parte negativa è semplice semplice: l’Atalanta non può permettersi due lussi. Non può permettersi innanzitutto di giocare solo un tempo. E poi non può permettersi di giocare senza centravanti.

Anzi, i lussi sono tre. Non può permettersi una riconoscenza all’infinito. Quindi, caro Mister, con la Fiorentina bisognerà imitare quello che fece Gasperini in quel famoso 2 ottobre 2016 con il Napoli. Serve gente che lotta e che ha fiato. Il curriculum vitae dei calciatori non porta punti in classifica.

Palladino: “Un tempo a testa, ma dobbiamo lavorare”

Le dichiarazioni dell’allenatore dell‘Atalanta Raffaele Palladino subito dopo la sconfitta della sua squadra per 3-1 in casa del Napoli

Sulla scelta di Pasalic falso centravanti nel primo tempo: “Scelta dovuta alla partita, volevamo attirare i difensori avversari per giocare i nostri duelli individuali ma non abbiamo fatto bene. Abbiamo cercato Pasalic con palle alte e sporche, nella ripresa c’è stato più peso in avanti con una punta di ruolo e questo ci ha dato una grande mano“.

Sulla partita: “Mi porto a casa un ottimo secondo tempo, la squadra mi è piaciuta come spirito e intraprendenza. Dentro alla partita ci sono grandi meriti del Napoli che è venuto in avanti con aggressività, ha fatto il primo gol con qualità e parliamo sempre della prima in classifica. La squadra è partita contratta per una questione di strategia ma anche per bravura degli avversari“.

Sulla reazione: “Mi porto a casa il positivo di questa reazione. Sul 3-0 altre squadre possono crollare, noi no. La partita non è mai finita, se facciamo il 3-2 la riapriamo“.

Sul gruppo: “Il gruppo ha lavorato bene in queste due settimane, ho bisogno di lavorare e sono le partite che danno gli spunti. Bisogna lavorare per avvicinarsi all’Atalanta che voglio“.

Sugli attaccanti: “Ci è mancata la stoccata finale e devo lavorare per mettere in condizioni gli attaccanti nel crederci di più e nel tirare più in porta“.

L’Atalanta gioca solo un tempo ma non basta: il Napoli si impone 3-1

Un tempo per parte tra Napoli e Atalanta con la non banale differenza che nella prima frazione di gioco i partenopei hanno capitalizzato al 100% le occasioni create. Ecco spiegato il 3-1 finale per la squadra di Conte contro la compagine di Palladino.

Atalanta pressoché nulla nei primi 45 minuti dove il Napoli fa tre gol su tre occasioni: doppietta di Neres (e in entrambe le volte purtroppo Ahanor è stato responsabile dei gol subiti) e gol di testa di Noa Lang.

Nella ripresa entra Scamacca e il numero 9 atalantino accorcia subito con una girata al volo su cross di Bellanova. La Dea prende in mano le redini del gioco e sfiora per ben altre tre volte la marcatura, due volte con De Ketelaere e una con lo stesso Scamacca. La compagine di Palladino riparta dalla ripresa.

Palladino: “Felice di essere all’Atalanta. Obiettivo Europa”

La conferenza stampa di presentazione del neotecnico dell’Atalanta Raffaele Palladino tratta da sportmediaset.it

L’era Raffaele Palladino è pronta ad iniziare all’Atalanta. Con il gruppo al completo solamente per pochi giorni prima dell’esordio in casa del Napoli, il nuovo tecnico della Dea è pronto ad iniziare una nuova avventura a pochi mesi dalla separazione dalla Fiorentina: “Sono molto felice di essere in una grande società come l’Atalanta, farò di tutto con il mio staff per portarla in alto. Per me è una grande opportunità, sono rimasto sorpreso da compattezza, sostegno e fiducia nei miei confronti dalla società che è una grande famiglia”.

Al netto delle parole classiche da presentazione, Palladino deve mettere a posto una situazione non complicatissima ma in ogni caso al di sotto delle aspettative dopo la gestione Juric: “Ho battuto molto sull’intensità da avere in campo e sul DNA dell’Atalanta – ha proseguito in conferenza -. Bisogna ritrovare l’identità fatta di sacrificio e grinta, ciò che contraddistingue questo club. C’è un gruppo con grandi valori tecnici e umani”.

Palladino è pronto a rimettersi in gioco dopo le esperienze positive con Monza e Fiorentina: “In questi mesi di stop ho studiato tanto anche per crescere. Ho avuto tante chiamate, ma ho aspettato l’Atalanta. Mi ci è voluto poco per dire sì anche perché gli obiettivi sono gli stessi”. Del resto Palladino era stato accostato alla Dea fin dai primi momenti dopo l’addio a Gasperini, il suo mentore: “Dobbiamo battagliare in tutte le competizioni, ogni giorno è un test per tutti. Il nostro obiettivo è tornare in Europa, la rosa è forte e credo che questa squadra debba fare di più. Nei primi giorni abbiamo messo i primi concetti e principi, ma c’è stata molto partecipazione”.

La curiosità sul nuovo modo di giocare dell’Atalanta di Palladino è molta: “Non sono un integralista – ha specificato il nuovo tecnico nerazzurro -, voglio capire ogni singolo aspetto dei giocatori in rosa. Voglio dare il vestito giusto alla squadra, ma sempre partendo dalla giusta grinta da mettere. Penso che il 3-4-2-1 sia quello più adatto, ma c’è da migliorare”.

Lo stesso Palladino vuole ripartire da Lookman, giocatore arrivato ai ferri corti con Juric dopo un’estate passata con la valigia in mano e nonostante le voci di mercato e la Coppa d’Africa all’orizzonte: “Uno come lui può essere fondamentale, valuterò il suo impiego in base agli allenamenti, ma Ademola si è presentato molto bene. Quello che chiedo alla squadra è di riempire di più l’area”.

L’esordio è in casa del Napoli: “Mi aspetto che i ragazzi si dimostrino squadra con consapevolezza nei propri mezzi e con la mentalità di giocarcela con tutti. Voglio un’Atalanta intensa e sfrontata fin dalla mia prima partita. Dobbiamo avere la mentalità di giocarcela con tutti, anche coi Campioni d’Italia”.