Vittoria più ossimorica di quella ottenuta dall’Atalanta sul Venezia per 3-1 nella sfida valevole per la 6/a giornata di Serie A 2026/2027 non avrebbe potuto esserci.
La compagine di Sarri era chiamata a vincere e, se possibile, anche a convincere per rispondere a un periodo opaco sia in termini di risultati (tre sconfitte consecutive) sia in termini di gioco. E il fanalino di coda Venezia era l’avversario ideale per ottenere questo doppio scopo.
I primi 35 minuti di gioco hanno infatti soddisfatto le aspettative della vigilia. L’Atalanta ha trovato con facilità tre reti, ha costruito altre opportunità, ha pressato alti gli avversari impedendo loro di trovare contromisure.
Il tutto con un modulo, il 4-2-3-1 con De Ketelare alle spalle di Krstovic e con Elmas, uno dei due esterni alti assieme a Rowe, a far da equilibratore. Bene anche la diga mediana formata da Kessie e Ederson.
Ma c’è stato uno spartiacque: il gol di Hainaut su dormita di Zappacosta arrivato alla prima folata offensiva del Venezia. Da lì in avanti l’Atalanta si è spenta completamente.
Certo, nei restanti 60 minuti (nel computo abbiamo considerato anche i due recuperi) qualche occasione in contropiede (e non sfruttata) da parte della Dea vi è stata ma è innegabile evidenziare come la partita l’abbia fatta la squadra di Stroppa (esonerato quest’oggi, ndr) e che solo qualche errore di troppo in fase di realizzazione (e la sfortuna di due legni colpiti) abbia impedito ai lagunari di riaprire una gara frettolosamente dichiarata chiusa dai nerazzurri.
Ecco perché risulta difficile godere pienamente del successo dell’Atalanta. Perché questi 60 minuti hanno del tutto oscurato i primi, scintillanti, 35.
In sala stampa, Sarri ha ammesso di non essere riuscito ancora a capire se il calo sia stato fisico o mentale.
Sinceramente, propendiamo per la seconda ipotesi. Perché è plausibile che una squadra in cerca di certezze come è l’Atalanta possa andare in tilt se subisce gol al primo tiro degli avversari in una partita in controllo.
Ed è ancora più plausibile che vada in tilt se i suoi leader tecnici (o presunti tali) non abbiano performato come De Ketelaere e Rowe.
Detto questo, servivano i 3 punti e i 3 punti sono arrivati. Sperando che il processo di crescita prosegua in maniera rapida.
