Avevamo commentato due giorni fa la conferenza stampa di Giuntoli con il titolo “le tre esposizioni di Giuntoli” (qui il link: https://bergamonerazzurra.net/2026/07/15/le-tre-esposizioni-di-giuntoli/) perché, tra le tanti frasi di circostanza, ci avevano colpito le parole franche del dirigente atalantino su Carnesecchi, Ederson e Ahanor.
Ieri, al suo battesimo comunicativo da allenatore dell’Atalanta, Maurizio Sarri è stato più generoso di Giuntoli e ha fornito diverse – sia nel senso numerico che nel senso della varietà di argomenti – “esposizioni”.
Innanzitutto, la franchezza. Sarri ha esplicitato quel che tutti pensiamo: l’inizio sarà in salita. La storia del tecnico toscano parla chiaro: sia a Empoli che a Napoli ha sempre sofferto all’inizio delle rispettive avventure e difficilmente Bergamo potrà rappresentare un’eccezione (quindi, poche lamentele anche in ottica preliminare di Conference League).
Poi, ha lievemente smentito il suo presunto “integralismo tattico”. Certo, la base di partenza è e sarà il 4-3-3 ma Sarri masochista non lo è di certo e se ha accennato al 4-2-3-1 lo ho fatto perché in rosa ci sono calciatori (Raspadori e Zalewski su tutti) che potrebbero sposarsi meglio con quest’ultimo spartito tattico.
Come ogni buon allenatore, poi, ha giustamente glissato sul mercato analizzando gli aspetti della sua rosa confermando le intuizioni dei più su Samardzic provato mezzala, Kolasinac terzino sinistro secondo le sue idee e uno Scamacca da – testuali parole – portare al 100% della condizione.
Ha anche sottoscritto le parole di Giuntoli su Ederson, esponendosi sul brasiliano in maniera netta dicendo che il calciatore ha la testa giusta per voler rimanere a Bergamo.
E, infine, non ha nascosto il desiderio di voler vincere qualcosa con l’Atalanta e di fare, metaforicamente parlando, un bel viaggio anche se la meta non dovesse essere vincente.
Insomma, tante esposizioni di diversa sfaccettatura. Narrazioni che hanno reso questa conferenza stampa più frizzante del solito. Benvenuto Comandante!
