Gasperini: “Massa ha rovinato la partita. Scudetto? Noi diciamo che ci proviamo. Futuro? Se ti accorgi che quello che vuoi fare non piace più, è giusto cambiare”

Le dichiarazioni del tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini subito dopo la sconfitta della sua squadra in casa con l’Inter per 2-0

Sulla risposta del pubblico: “L’ immagine dello stadio è stata molto buona quindi è rimasto soddisfatto“.

Sull’espulsione di Ederson: “Su Ederson avete visto tutti, la gara è stata letteralmente rovinata da una decisione assurda che ha rovinato una bella partita

Sulla partita: “Abbiamo fatto un’ottima prestazione contro una grandissima squadra. Abbiamo giocato alla pari, gara tirata al limite da parte nostra perché bastava poco per cambiare gli equilibri. Siamo stati fermi sul calcio d’angolo ma la partita era ancora lunga, poi è arrivata l’espulsione“.

Sui gol presi da calci d’angolo: “Oggi era una partita difficile, sui calci d’angolo siamo in negativo tra dare e avere e contro di loro molto spesso siamo andati sotto su queste situazioni“.

Sul futuro: “Nove giornate sono tante perché c’è ancora tutto in palio, noi dobbiamo giocare con questo spirito, faremo partite importanti, usciamo da queste due sfide gratificati e se c’è stato l’applauso del pubblico vuol dire che abbiamo fatto bene“.

Sugli infortuni: “Sugli infortuni siamo nella media ma abbiamo tre infortuni che ci hanno privato di tre giocatori forti, i tre dovrebbero recuperare. Abbiamo recuperato Cuadrado e Toloi con il primo che era fermo da due anni e il secondo che ha riguadagnato continuità, Zappacosta si è sempre conservato, gli acciacchi che durano 15-20 giorni sono nella normalità del calcio”.

Sullo striscione della tifoseria sullo scudetto: “L’ago e il filo? In un campionato dove tutti dicono che vogliono arrivare quarti per i soldi della Champions ed è forse anche meglio del primo posto così non pagano premi partita, noi diciamo che ci proviamo per lo scudetto che è un sogno impossibile e che è ancora diventato ancora più impossibile“.

Sul futuro: “Bergamo mi ha cambiato la vita e il pubblico mi ha dato decisamente di più rispetto a quello che ho dato io a loro. Poi c’è il calcio. Altri scelgono e quando ti accorgi che quello che vuoi fare non piace più è giusto cambiare“.

Atalanta, l’Inter rimane un tabu. 2-0 per la squadra di Inzaghi a Bergamo

Lo scontro diretto tra Atalanta e Inter vede gli ospiti imporsi per 2-0. La squadra di Inzaghi infligge l’ottava sconfitta consecutiva negli scontri diretti alla Dea e rimane in testa a 64 punti, con l’Atalanta terza a 58.

Il primo tempo si conclude 0-0, con un’occasione per parte: palo di Thuram per l’Inter, colpo di testa di Pasalic con grande parata di Sommer per l’Atalanta.

Nella ripresa al 49′ calcio d’angolo per l’Inter. Ma Calhanoglu non batte subito per un malore avvertito da un tifoso interista e quindi la partita viene sospesa per consentire i soccorsi. Il corner viene battuto dopo 5 minuti e Carlos Augusto di testa batte Carnesecchi.

All’81’ Ederson si fa espellere ingenuamente per proteste e la partita termina con il gol in contropiede di Lautaro Martinez all’87’. In pieno recupero espulso pure Bastoni per l’Inter sempre per proteste.

Questa sera alle 21:45 torna “BergamoNerazzurra in diretta”

Questa sera alle ore 21:45, sulla pagina Facebook di BergamoNerazzurra, torna BergamoNerazzurra in diretta. Con il direttore Giuseppe Pucciarelli e i suoi ospiti parleremo della storica vittoria sul campo della Juventus per 4-0 e ci proietteremo alla sfida di domenica sera contro l’Inter. Vi aspettiamo numerosi.

Juventus-Atalanta 0-4, l’editoriale – Una Dea “vuciniciana”

Mirkoooo, Mirkooooo, che hai fatto? Tu i gol facili nun li sai fà e poi te inventi ste coseeeee“. Quando Mirko Vucinic giocava nella Roma, Carlo Zampa – simpatico giornalista/telecronista di fede giallorossa – soleva esultare così alle prodezze del centravanti, ricordandogli nel frattempo che era stato in grado di sbagliare gol più semplici.

Ebbene, dopo il successo netto in casa dell’Atalanta sulla Juventus per 4-0 ci è subito venuta in mente l’associazione con il centravanti montenegrino. La compagine di Gasperini è in grado di cannare partite (solo sulla carta) “facili” con Cagliari e Venezia in casa ma poi di schiantare a domicilio una squadra di Thiago Motta reduce da cinque vittorie consecutive in campionato e in odore di clamoroso reinserimento nella corsa scudetto.

Un reinserimento che rimane e rimarrà solo sulla carta mentre l’Atalanta in questa corsa è pienamente inserita, a -3 dall’Inter e a -2 dal Napoli. La partita non ha praticamente avuto storia. Anzi, l’Atalanta – se proprio bisogna trovare un difetto – ha avuto il torto di non concretizzare altre occasioni che avrebbero reso ancora più facile il match.

Ma, appunto, si tratta di pelo dell’uovo di una serata che rimarrà alla storia. Merito della squadra, merito di Gasperini che ha surclassato Motta con la mossa del “tridente lineare” atipico con Lookman e Cuadrado esterni alti sì ma che partivano più bassi e più vicini al centrocampo. A dimostrazione come la Dea abbia bisogno di continuare a rinnovarsi tatticamente per essere competitiva fino alla fine.

Ora Atalanta-Inter. Una sfida che va preparata mettendo in ciclo continuo le parole di Simone Inzaghi post Supercoppa Italiana. Quel “non c’è stata partita” da ricacciare in gola a lui e a “mister simpatia” Farris.

E, a proposito di “mister simpatia”, massima solidarietà al collega Massimiliano Nebuloni di Sky. Gasperini è unico e eccezionale ma certe cadute di stile deve evitarle. I giornalisti fanno i giornalisti. Se lui preferisce gli scendiletto e i trombettieri, è un problema suo.

Gasperini: “Disputato una grande partita. Lookman? Si possono avere visioni diverse ma…”

La conferenza stampa di Gasperini dopo la vittoria della sua Atalanta in casa della Juventus per 4-0 tratta da tuttomercatoweb.com

Sulla vittoria: Lo dice il risultato per noi è un risultato clamoroso. Difficile immaginare una vittoria così alla vigilia vista la striscia di vittorie della Juventus. Una prestazione quasi perfetta, perchè abbiamo sbagliato qualche gol di troppo. Oggi abbiamo disputato una grande partita“.

Su cosa è orgoglioso: Abbiamo fatto, in questi anni, alcune partite molto simile a questa. Ogni tanto ripeterti ci fa sentire una squadra competitiva e compatta. Siamo una squadra come tutte con dei momenti di difficolta, ma che reagisce e non si abbatte. La squadra che ha uno spogliatoio molto forte e quando qualcuno prova a toccare questi argomenti in modo superficiale a me non fa piacere. Possiamo avere delle difficoltà di campo, ma mai di persona perchè quelli li risolviamo“.

Su Lookman: “Questo è un esempio. Le persone possono avere delle visione diverse. Lookman è diventato un giocatore fantastico quando ha pensato di più alla squadra. Spesso pensava a livello individuale, lui ha reso grande l’Atalanta e l’Atalanta ha reso grande lui. Sono convinto che a fine indosserà la fascia da capitano così avrà l’Atalanta sulla sua pelle“.

Sul giocare una volta a settimana: Le Coppe vorrei sempre farle e mi dispiace esser andati fuori. A noi lavorare queste due settimane ci ha aiutato, ma abbiamo giocato 5 mesi ogni tre giorni con anche qualche bruttissimo infortunio. Oggi a noi mancava solo un giocatore Posch. In questo momento ci hanno aiutato queste settimane e in primavera con il caldo conviene giocare. Chiave tattica? Cuadrado, perchè sono partito con un terzo attaccante“.

Sul fatto se sia la vittoria più bella della sua gestione: 0-4 è la vittoria più eclatante della storia dell’Atalanta a Torino. Anche vincere 0-3 a Liverpool. Ci sono state altre belle vittorie. È una vittoria importante, perchè ci fa stare vicino a Napoli e Inter che non sbagliano mai un colpo. Per noi giocare una partita da primi in classifica non era mai successo“.

Apoteosi Atalanta, 0-4 allo Stadium contro la Juventus

L‘Atalanta trionfa allo Stadium contro la Juventus, rimanendo a 3 punti dalla capolista Inter, battendo i bianconeri con un rotondo 4-0. Vantaggio nerazzurro con Retegui su rigore al 29′.

Raddoppio di De Roon al 46′, poi Zappacosta al 66′ e Lookman al 77′ arrotondano il punteggio in una gara monotematica nerazzurra. Solo nel finale la Juventus si fa vedere dalle parti di un Carnesecchi spettatore non pagante.

Atalanta-Venezia 0-0, l’editoriale – Una differenza e una domanda

Di motivazioni per spiegare la differenza dei risultati tra le ultime due gare esterne concluse in goleade a Verona e a Empoli e tra le ultime due interne impattate sullo 0-0 con il Cagliari e con il Venezia ieri ve ne sono a iosa. Noi decidiamo di sottolineare quella più semplice: il pallone che non è voluto entrare.

Mentre al “Bentegodi” e al “Castellani” si è trovato quasi subito il gol del vantaggio che ha tolto ai calciatori in campo l’ansia di sbloccare il punteggio ed è diventato tutto facile, in casa (dove in campionato nel 2025 non si è mai vinto) sia con i sardi che ieri con i veneti l’Atalanta ha avuto le sue brave occasioni ma non è riuscita a concretizzare.

E mano a mano che scorrevano i minuti il nervosismo è aumentato mentre aumentava dall’altra parte la fiducia del Venezia nello strappare un punto che avrebbero potuto anche essere tre se non fosse stato per un paio di interventi di Carnesecchi e per l’imprecisione dei propri attaccanti.

Quindi, occasione persa. Occasione persa per il contemporaneo (e auspicabile) pareggio tra Napoli e Inter. Occasione persa perché alimenta le speranze di una Juventus – prossima avversaria della Dea – che in caso di vittoria contro il Verona potrebbe rientrare clamorosamente in corsa per lo scudetto (i bianconeri si troverebbero a -6 dall’Inter capolista e a -3 dall’Atalanta).

Ma – più per l’occasione persa – il rammarico e la preoccupazione nelle menti dei tifosi atalantini sono sorti a causa di una prestazione nel complesso non certo eccelsa da parte dall’Atalanta.

E questo fa sorgere spontanea una domanda: questa squadra e questo allenatore sono ancora sul pezzo o ci sta già un clima da “rompete le righe”? Un dubbio che viene da alcuni calciatori sottotono come Ederson e De Ketelaere e da un Gasperini apparso stranamente “sereno” nel post-partita.

E che comunque – “serenità” a parte – ogni domenica ci mette del suo come la sostituzione di Retegui che non sta né in cielo né in terra dato che questo centravanti, senza altri impegni oltre il campionato, deve rimanere sempre in campo. O come la collocazione di Maldini sulla quale però il tecnico di Grugliasco ha fatto “mea culpa” in sala stampa.

Ecco perché le prossime tre partite con Juventus, Inter e Fiorentina saranno decisive in ottica quarto posto (rimaniamo con i piedi per terra). Se le cose dovessero precipitare, vediamo se in società ci terranno davvero ai 18 milioni per la Champions League prendendo l’unica decisione possibile da prendere.