“Forma di comportamento atipica, che riguarda sia la sessualità con il bisogno di associare il piacere a condizioni di sofferenza fisica e di mortificazione, sia un tratto del carattere proprio delle persone che ricercano maltrattamenti e umiliazioni“. Questa la definizione di “masochismo” dell’Enciclopedia Treccani.
Se trasferiamo questa definizione alla scelta di Ivan Juric come successore di Gian Piero Gasperini alla guida dell’Atalanta, verrebbe immediata l’associazione con l’amministratore delegato della Dea Luca Percassi.
Perché solo un masochista nel senso sportivo del termine (tranquilli, non ci siamo dimenticati di D’Amico, siamo pronti a lisciare il pelo anche a lui) affiderebbe le chiavi dell’Atalanta reduce dalla quinta qualificazione in Champions League a un tecnico totalmente inesperto in chiave europea e, soprattutto, appena uscito fuori da due “tranvate” mica da ridere con Roma e Southampton.
Bastava affidarsi a un esperto che avrebbe navigato l’Atalanta del post Gasperini in acque tranquille (e non ci vengano a dire che Sarri o Pioli fossero irraggiungibili) e invece si corre il brivido del rischio.
Poi, per carità, con Juric l’Atalanta vincerà lo scudetto e allora saremo pronti a rimangiarci tutto. Ma la scelta, caro Percassino, rimane assolutamente incomprensibile. E – lo sottolineiamo e lo evidenziamo – totalmente masochista.