Atalanta, la Champions ti fa bella. 3-0 per la Dea a Francoforte

Festa sugli spalti per lo storico gemellaggio con due splendide coreografie, festa in campo per l’Atalanta. La Dea si impone 3-0 in casa dell’Eintracht Francoforte nella sfida valevole per la 5/a giornata della fase campionato di Champions League e sale a quota 10 punti in classifica, vedendo vicina la qualificazione ai playoff.

Primo tempo equilibrato con quattro occasioni per parte ma con due pali clamorosi colpiti dall’Atalanta con Lookman e Scamacca. Nella ripresa, in 5 minuti la formazione di Palladino chiude la pratica.

Al 60′ Lookman trova il gol con un piattone al volo su cross di De Keteleare. Due minuti dopo, uno-due Ederson-Lookman con il brasiliano che a tu per tu con Zetterer non sbaglia. E al 65′ De Ketelaere butta dentro il pallone precedentemente respinto dalla clamorosa traversa colpita da Scamacca. Un successo che ci voleva.

Napoli-Atalanta 3-1, l’editoriale – Urge un 2 ottobre 2016 bis

Chi sa un pochino di calcio sa benissimo che era difficile ipotizzare un risultato positivo dell’Atalanta al “Maradona” contro il Napoli. Questo per tre motivi: 1) la forza tecnica dell’avversario; 2) i partenopei che non potevano più permettersi il lusso di sbagliare; 3) la cabala positiva all’Atalanta nell’impianto di Fuorigrotta e che quindi prima o poi avrebbe dovuto avere termine.

Quindi, la sconfitta per 3-1 di ieri che ha bagnato l’esordio di Palladino come allenatore dell’Atalanta non lascia stupefatti. Nonostante questo, si sono intraviste cose positive.

La gara è stata – anche se qualcuno storcerà il muso a queste parole – sostanzialmente equilibrata. Primo tempo di marca napoletana che, al piccolo trotto, essendo la Dea totalmente inesistente ha capitalizzato (ma purtroppo in questo momento all’Atalanta gira così) le tre occasioni che ha creato.

Tre occasioni figlie – nella doppietta di Neres – di una brutta prestazione di Ahanor (che ci può stare a 17 anni, ci mancherebbe altro) e di un errato disimpegno che ha portato al gol di Lang.

Nella ripresa di marca atalantina, Scamacca ha subito trovato il gol del 3-1 e in altre tre occasioni (due con De Ketelaere e una con lo stesso Scamacca) si è sfiorato quel 3-2 che avrebbe messo un po’ di pepe alla parte finale della partita.

Questa la parte positiva. La parte negativa è semplice semplice: l’Atalanta non può permettersi due lussi. Non può permettersi innanzitutto di giocare solo un tempo. E poi non può permettersi di giocare senza centravanti.

Anzi, i lussi sono tre. Non può permettersi una riconoscenza all’infinito. Quindi, caro Mister, con la Fiorentina bisognerà imitare quello che fece Gasperini in quel famoso 2 ottobre 2016 con il Napoli. Serve gente che lotta e che ha fiato. Il curriculum vitae dei calciatori non porta punti in classifica.

Palladino: “Un tempo a testa, ma dobbiamo lavorare”

Le dichiarazioni dell’allenatore dell‘Atalanta Raffaele Palladino subito dopo la sconfitta della sua squadra per 3-1 in casa del Napoli

Sulla scelta di Pasalic falso centravanti nel primo tempo: “Scelta dovuta alla partita, volevamo attirare i difensori avversari per giocare i nostri duelli individuali ma non abbiamo fatto bene. Abbiamo cercato Pasalic con palle alte e sporche, nella ripresa c’è stato più peso in avanti con una punta di ruolo e questo ci ha dato una grande mano“.

Sulla partita: “Mi porto a casa un ottimo secondo tempo, la squadra mi è piaciuta come spirito e intraprendenza. Dentro alla partita ci sono grandi meriti del Napoli che è venuto in avanti con aggressività, ha fatto il primo gol con qualità e parliamo sempre della prima in classifica. La squadra è partita contratta per una questione di strategia ma anche per bravura degli avversari“.

Sulla reazione: “Mi porto a casa il positivo di questa reazione. Sul 3-0 altre squadre possono crollare, noi no. La partita non è mai finita, se facciamo il 3-2 la riapriamo“.

Sul gruppo: “Il gruppo ha lavorato bene in queste due settimane, ho bisogno di lavorare e sono le partite che danno gli spunti. Bisogna lavorare per avvicinarsi all’Atalanta che voglio“.

Sugli attaccanti: “Ci è mancata la stoccata finale e devo lavorare per mettere in condizioni gli attaccanti nel crederci di più e nel tirare più in porta“.

L’Atalanta gioca solo un tempo ma non basta: il Napoli si impone 3-1

Un tempo per parte tra Napoli e Atalanta con la non banale differenza che nella prima frazione di gioco i partenopei hanno capitalizzato al 100% le occasioni create. Ecco spiegato il 3-1 finale per la squadra di Conte contro la compagine di Palladino.

Atalanta pressoché nulla nei primi 45 minuti dove il Napoli fa tre gol su tre occasioni: doppietta di Neres (e in entrambe le volte purtroppo Ahanor è stato responsabile dei gol subiti) e gol di testa di Noa Lang.

Nella ripresa entra Scamacca e il numero 9 atalantino accorcia subito con una girata al volo su cross di Bellanova. La Dea prende in mano le redini del gioco e sfiora per ben altre tre volte la marcatura, due volte con De Ketelaere e una con lo stesso Scamacca. La compagine di Palladino riparta dalla ripresa.

Palladino: “Felice di essere all’Atalanta. Obiettivo Europa”

La conferenza stampa di presentazione del neotecnico dell’Atalanta Raffaele Palladino tratta da sportmediaset.it

L’era Raffaele Palladino è pronta ad iniziare all’Atalanta. Con il gruppo al completo solamente per pochi giorni prima dell’esordio in casa del Napoli, il nuovo tecnico della Dea è pronto ad iniziare una nuova avventura a pochi mesi dalla separazione dalla Fiorentina: “Sono molto felice di essere in una grande società come l’Atalanta, farò di tutto con il mio staff per portarla in alto. Per me è una grande opportunità, sono rimasto sorpreso da compattezza, sostegno e fiducia nei miei confronti dalla società che è una grande famiglia”.

Al netto delle parole classiche da presentazione, Palladino deve mettere a posto una situazione non complicatissima ma in ogni caso al di sotto delle aspettative dopo la gestione Juric: “Ho battuto molto sull’intensità da avere in campo e sul DNA dell’Atalanta – ha proseguito in conferenza -. Bisogna ritrovare l’identità fatta di sacrificio e grinta, ciò che contraddistingue questo club. C’è un gruppo con grandi valori tecnici e umani”.

Palladino è pronto a rimettersi in gioco dopo le esperienze positive con Monza e Fiorentina: “In questi mesi di stop ho studiato tanto anche per crescere. Ho avuto tante chiamate, ma ho aspettato l’Atalanta. Mi ci è voluto poco per dire sì anche perché gli obiettivi sono gli stessi”. Del resto Palladino era stato accostato alla Dea fin dai primi momenti dopo l’addio a Gasperini, il suo mentore: “Dobbiamo battagliare in tutte le competizioni, ogni giorno è un test per tutti. Il nostro obiettivo è tornare in Europa, la rosa è forte e credo che questa squadra debba fare di più. Nei primi giorni abbiamo messo i primi concetti e principi, ma c’è stata molto partecipazione”.

La curiosità sul nuovo modo di giocare dell’Atalanta di Palladino è molta: “Non sono un integralista – ha specificato il nuovo tecnico nerazzurro -, voglio capire ogni singolo aspetto dei giocatori in rosa. Voglio dare il vestito giusto alla squadra, ma sempre partendo dalla giusta grinta da mettere. Penso che il 3-4-2-1 sia quello più adatto, ma c’è da migliorare”.

Lo stesso Palladino vuole ripartire da Lookman, giocatore arrivato ai ferri corti con Juric dopo un’estate passata con la valigia in mano e nonostante le voci di mercato e la Coppa d’Africa all’orizzonte: “Uno come lui può essere fondamentale, valuterò il suo impiego in base agli allenamenti, ma Ademola si è presentato molto bene. Quello che chiedo alla squadra è di riempire di più l’area”.

L’esordio è in casa del Napoli: “Mi aspetto che i ragazzi si dimostrino squadra con consapevolezza nei propri mezzi e con la mentalità di giocarcela con tutti. Voglio un’Atalanta intensa e sfrontata fin dalla mia prima partita. Dobbiamo avere la mentalità di giocarcela con tutti, anche coi Campioni d’Italia”.

Percassi jr, la toppa peggio del buco

Luca Percassi, amministratore delegato dell’Atalanta, ha concluso una delle settimane più difficili della gestione della famiglia Percassi dal 2010 iniziata con l’esonero di Juric e l’ingaggio di Palladino al suo posto, con una lunga intervista rilasciata ieri a quotidiani nazionali e locali. Un’intervista che – a nostro modo di vedere – ha prodotto una toppa peggiore del buco tecnico nel quale si è infilata la Dea.

Percassi (e su questo gli va dato onore) si è assunto tutte le responsabilità delle decisioni ma si è dato la zappa sui piedi. Andiamo con ordine.

L’AD atalantino ha affermato come sulla scelta di Juric sia pesata la conoscenza del tecnico croato da parte del ds D’Amico e la volontà della squadra (o di una parte di essa) di proseguire sulla stessa stregua di Gasperini.

Errore triplo: 1) prendere Juric dopo la sua sciagurata stagione precedente; 2) accettare acriticamente il consiglio di D’Amico come se Percassi l’anno scorso fosse vissuto su Marte e non fosse a conoscenza dei precedenti dell’allenatore croato; 3) non capire come, dopo un periodo così, bisognava rivoluzionare anche la mentalità tecnico-tattica e non prendere una brutta copia del tecnico piemontese.

Errore triplo che diventa quadruplo con l’ammissione dell’AD di aver contattato e incontrato Palladino a giugno e non averlo preso in quel momento storico.

E poi altri due errori da matita blu: è stato Gasperini a volersene andare comunicando la decisione due giorni dopo l’ultima di campionato con il Parma? Questo, caro Percassi, non è un alibi ma è un’aggravante. Perché una società che si rispetti deve aver sempre pronto un piano B in caso di mancato accordo.

Infine, l’errore più pesante: oltre a Juric doveva far fagotto da Zingonia anche D’Amico. Per quanto tempo dobbiamo ancora sopportare il suo tandem con Beppe Riso?

Caldara dà l’addio al calcio. Quella serata di Napoli del 2017…

Con una commovente lettera postata sui propri social, Mattia Caldara ha annunciato il proprio ritiro dal calcio a soli 31 anni. I problemi fisici hanno così avuto la meglio sul difensore “figlio di Zingonia” che ha vestito la maglia dell’Atalanta intesa come prima squadra dal 2016 al 2018 e poi dal gennaio 2020 al giugno 2021 per un totale di 92 presenze complessive tra campionato, Coppa Italia e Coppe Europee.

Presenze impreziosite da 10 reti, delle quali 7 realizzate nella magica stagione 2016-2017 nella quale l’Atalanta di Gasperini stupì tutti e passò da squadra in lotta per salvarsi a una in grado di competere per l’Europa.

Una perla di quella stagione avvenne il 25 febbraio 2017, quando l’Atalanta espugnò l’allora “San Paolo” di Napoli per 2-0 con doppietta proprio di Mattia Caldara, nonostante una buona parte di gara giocata in 10 per l’espulsione di Kessiè.

Fu un momento magico per un calciatore che avrebbe meritato sicuramente ben altre soddisfazioni considerate le sue potenzialità. Buona vita, Mattia!

Ma non aspettatevi che Palladino diventi il Ranieri della scorsa stagione

10 novembre 2024: dopo 12 partite tra campionato ed Europa League con 4 vittorie, 3 pareggi e 5 sconfitte come bilancio, la Roma decide di esonerare Ivan Juric e di affidare a Claudio Ranieri la sua panchina.

Come è poi proseguita la storia lo sappiamo tutti. La Roma di Ranieri recupera posizioni su posizioni e arriva alle soglie di quella che sarebbe stata una clamorosa qualificazione in Champions League, con il suo cammino che si interrompe dopo la splendida realizzazione di Ibrahim Sulemana nello scontro diretto di Bergamo vinto dall’Atalanta di Gasperini.

10 novembre 2025: dopo 15 partite tra campionato e Champions League con un bilancio di 4 vittorie, 8 pareggi e 3 sconfitte, l’Atalanta esonera Ivan Juric e affida a Raffaele Palladino la sua panchina.

L’incipit della storia, dunque, è esattamente come quella di 365 giorni or sono a Roma. Però, appunto, l’incipit. Non si pretenda che Palladino diventi a Bergamo improvvisamente il Ranieri 2.0

Innanzitutto perché sarebbe ingiusto pretendere dall’ex tecnico della Fiorentina la qualificazione alle coppe europee. Per un semplice dato numerico. La sua Atalanta parte da 13 punti, in tredicesima posizione, con un distacco di 6 lunghezze dalla zona europea.

Ergo, è come se partisse da un -6 in campionato prossimo all’inizio, una “penalizzazione” non pesante ma certamente da non sottostimare.

Palladino però dovrà adempiere a diversi doveri. In primis, dovrà ricompattare la frattura all’interno dello spogliatoio (soprattutto quella tra “senatori” e “giovani”). Poi, dovrà restituire alla squadra il piacere di giocare e ai suoi tifosi il piacere di vederla giocare, due qualità annacquate dalla parentesi di Juric.

In parallelo, comunque, bisognerà portare a casa dei risultati sportivi. In campionato, l’obiettivo sarà tornare a essere competitivi per la zona Coppe. In Champions League, strappare il pass per i playoff. In Coppa di Lega travestita da Coppa Italia vincere il turno degli ottavi con il Genoa e giocarsela nel probabile quarto con la Juventus.

Questi quindi gli obiettivi di questa prima (non totale) stagione di Raffaele Palladino a Bergamo. Per il bene dell’Atalanta speriamo che li raggiunga. Ma, sottolineiamolo nuovamente, non aspettiamoci Ranieri.

Lutto Atalanta, scomparso Garritano

Lutto in casa Atalanta. A causa della leucemia, all’età di 69 anni, è scomparso Salvatore Garritano. Attaccante, tra le altre, di Torino e Sampdoria ha giocato con l’Atalanta tra il 1978 e il 1980 disputando 35 partite e segnando 8 reti. Un’esperienza segnata da un infortunio a una caviglia che ne ha precluso il suo rendimento.

La redazione di BergamoNerazzurra porge le più sentite condoglianze alla famiglia Garritano.

Questa sera alle 21:45 torna “BergamoNerazzurra in diretta”

Questa sera alle ore 21:45 torna BergamoNerazzurra in diretta. Con il direttore Giuseppe Pucciarelli e i suoi ospiti parleremo dell’esonero di Ivan Juric e dell’ingaggio di Raffaele Palladino come nuovo tecnico dell’Atalanta. Vi aspettiamo numerosi.