Uscire dall’Allianz Stadium di Torino con un pareggio ed essere fortemente arrabbiati. Basta questo per dare un’ulteriore prova di come l’Atalanta sia cresciuta in questi anni. E ieri, ovvio, il primo sentimento a fine partita non può non essere la rabbia.
La rabbia per aver giocato sicuramente meglio della Juventus ed essere andati a un tanto così da ottenere quello che sarebbe stato il decimo successo consecutivo in campionato. Solo due rigori (che purtroppo c’erano, a causa di una regola assurda) realizzati da Cristiano Ronaldo hanno impedito alla squadra di Gasperini di portare a casa tre punti che sarebbero stati meritatissimi.
L’Atalanta di scena ieri sera ha giocato sulla falsa riga delle ultime sfide, ossia coniugando tre parole: intensità, intelligenza, qualità. Intensità perché quando Papu Gomez e compagni hanno premuto il pedale dell’acceleratore, la Juventus ha sofferto salvandosi solo per una solidità difensiva che è la migliore in Italia, con i bianconeri che si sono chiusi a riccio evitando di concedere spazi.
Intelligenza perché quando, nei primi 10 minuti del secondo tempo, la Juventus si è ricordata di essere la capolista del campionato, l’Atalanta ha dimostrato di reggere l’urto non scomponendosi né andando in difficoltà. E questo è un ennesimo segnale di crescita.
Infine, ultimo ma non ultimo, qualità. Perché se non hai elementi dal tasso tecnico elevato come Papu Gomez e Zapata nel primo gol e Muriel e Malinovskyi nel secondo, reti del genere te le puoi solo sognare. E l’Atalanta non può non essere arrivata dove è arrivata senza la qualità.
Tre parole alle quali bisogna aggiungerne altre due. Umiltà perché manca poco all’obiettivo della qualificazione in Champions League, ma bisogna ancora lavorare per rendere tale obiettivo reale. E orgoglio. Sì, di quest’Atalanta dobbiamo esserne tutti orgogliosi.
Articolo a cura di Giuseppe Pucciarelli
Gasperini: “C’è rammarico, pareggiato per episodi”
Le dichiarazioni dell’allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini subito dopo il pareggio della sua squadra con la Juventus a Torino per 2-2.
Sulla partita: “C’è rammarico perché siamo andati vicini a vincere, ma nel calcio ci sono anche gli episodi e questi possono cambiare la gara, soprattutto se a procurarli sono grandi calciatori. Ma, allo stesso tempo sono anche orgoglioso. Abbiamo corso pochissimi pericoli e sono contento perché abbiamo dimostrato di funzionare anche senza i tre tenori“.
Sulla regola dei falli di mano in area: “In Italia vi è questa interpretazione. Penalizza tutti, non solo noi“.
Sulla Champions: “Da questa partita usciamo rafforzati anche in vista di questa manifestazione“.
Juventus-Atalanta 2-2, il tabellino
JUVENTUS (4-3-3): Szczesny; Cuadrado, De Ligt, Bonucci, Danilo (12′ st Alex Sandro); Rabiot, Bentancur, Matuidi (38′ st Ramsey); Bernardeschi (13′ st Douglas Costa), Dybala (26′ st Higuain), Ronaldo. A disposizione: Pinsoglio, Buffon, Chiellini, Pjanic, Rugani, Olivieri, Muratore. Allenatore: Sarri
ATALANTA (3-4-2-1): Gollini; Toloi, Palomino (30′ st Caldara), Djimsiti; Hateboer, De Roon, Freuler (31′ st Tameze), Castagne; Gomez (24′ st Malinovskyi), Ilicic (15′ st Pasalic); Zapata (25′ st Muriel). A disposizione: Rossi, Sportiello, Sutalo, Czyborra, Bellanova, Colley. Allenatore: Gasperini
ARBITRO: Giacomelli di Trieste
MARCATORI: 17′ pt Zapata (A), 10′ st rig. Ronaldo (J), 36′ st Malinovskyi (A), 45′ st rig. Ronaldo (J)
NOTE: Ammoniti: Bernardeschi, Cuadrado, Rabiot (J); Pasalic, Hateboer (A). Recupero: 2′ pt e 3′ st
Gasperini: “Juventus? Test anche in chiave PSG. I bianconeri per il campionato, a noi servono punti per la Champions matematica”
Ai microfoni del sito ufficiale, l’allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini ha presentato la difficilissima sfida di domani sera contro la Juventus. Queste le sue principali dichiarazioni.
Sulla Juventus: “Si tratta di una squadra che ha una grande voglia di raggiungere lo scudetto e hanno un discreto vantaggio in termini di punti sulle altre a 7 gare dal termine“.
Sull’Atalanta: “Noi cercheremo di prepararci al meglio, cercando di schierare la migliore formazione possibile in questo frangente dove si gioca ogni tre giorni e tutti sono in difficoltà. Proveremo a portare a casa punti fondamentali per conseguire quello che è adesso il nostro obiettivo: la qualificazione in Champions League matematica“.
Sul PSG, prossimo avversario ai quarti di Champions League: “Certo, non giocano da sei mesi ma sono sicuro che non ci faranno sconti e arriveranno preparati all’appuntamento. Parliamo di una squadra candidata al successo in questa manifestazione. In un certo senso, la partita di domani contro la Juventus, un’altra candidata alla vittoria in Champions, potrebbe rappresentare un test”.
Atalanta, ai quarti di Champions c’è il PSG
Sarà il Paris Saint Germain l’avversario dell’Atalanta ai quarti di finale di Champions League. Questo il risultato del sorteggio che si è svolto pochi minuti fa a Nyon. La partita si disputerà a Lisbona (a porte chiuse) tra il 12 e il 15 agosto. In caso di passaggio del turno, la Dea in semifinale affronterebbe una tra Lipsia e Atletico de Madrid.
Le altre italiane sono dall’altra parte del tabellone: la Juventus, dovesse accedere ai quarti, affronterà una tra Manchester City e il Real Madrid mentre per il Napoli, in caso di passaggio col Barcellona, toccherà una tra Bayern Monaco e Chelsea, con i bavaresi nettamente favoriti considerato il risultato dell’andata che li ha visti vincere per 3-0.
Questo il resoconto del sorteggio:
Ritorno 4 partite mancanti ottavi di finali, tra parentesi il risultato dell’andata (7-8 agosto 2020)
Manchester City – Real Madrid (2-1) (1)
Bayern Monaco – Chelsea (3-0) (2)
Juventus – Lione (0-1) (3)
Barcellona – Napoli (1-1) (4)
Quarti di finale dal 12 al 15 agosto 2020
Vincente 1 – Vincente 3 (5)
Lipsia – Atletico Madrid (6)
Vincente 4 – Vincente 2 (7)
Atalanta – PSG (8)
Semifinali 18-19 agosto 2020
Vincente 5 – Vincente 7 (9)
Vincente 6 – Vincente 8 (10)
Finale 23 agosto 2020
Vincente 9 – Vincente 10 (11)
Verona-Inter 2-2, Atalanta matematicamente in Europa per il quarto anno consecutivo
Termina 2-2 il posticipo della 31/a giornata di Serie A 2019/2020 tra Verona e Inter. Gli scaligeri di Juric aprono e chiudono le danze, andando in rete al 2′ con Lazovic e all’86’ con Veloso. In mezzo, le due reti interiste con Candreva al 49′ e con l’autogol di Dimarco al 55′.
Per l’Atalanta si tratta di un ottimo risultato, per due motivi. In primis, l’Inter rimane dietro di una lunghezza alla formazione di Gasperini (66 punti contro 65). E poi perché la Dea conquista la quarta qualificazione in una manifestazione europea consecutiva. Sassuolo e Verona, infatti, sono ottave a 43 punti, quando ce ne sono 21 a disposizione e quindi non possono più raggiungere l’Atalanta. La squadra bergamasca è certa, conseguentemente, di piazzarsi tra le prime sette in Serie A e di centrare così un piazzamento europeo. Un ennesimo traguardo storico raggiunto.
Articolo a cura di Giuseppe Pucciarelli
Atalanta-Sampdoria 2-0, l’editoriale – Segnali di nuova maturità
Dopo la vittoria con il Napoli, ci chiedevamo se l‘Atalanta avesse fatto quel passo in più. Ora possiamo affermarlo: sì, quel passo in più la Dea l’ha fatto. La vittoria di ieri con la Sampdoria per 2-0, la nona consecutiva in campionato, l’undicesima di fila stagionale contando anche i due successi negli ottavi di Champions League col Valencia (record rafforzato), ha confermato il processo di maturazione della squadra di Gasperini.
Lo ripetiamo, a costo di rischiare una stucchevole retorica. Queste 12 giornate (per alcune squadre, Atalanta compresa, 13) rappresentano un campionato non “regolare” nella quintessenza del termine. Perché non è regolare giocare ogni tre giorni in pieno luglio. Giocoforza, le squadre che partecipano a questo campionato non “regolare”, devono diventare, se vogliono ottimizzare il rapporto obiettivo da raggiungere e lo sforzo da profondere, altrettanto non “regolari”.
L’Atalanta di queste ultime partite sta confermando questa tendenza. Considerando che gli impegni dei nerazzurri non termineranno il 2 agosto, Gasperini da qualche giornata a questa parte ha impostato la partita in maniera diversa dalle quali eravamo abituati. L’Atalanta non inizia più le partite con il baricentro avanzato, lasciando “spazio” alle iniziative avversarie che ricorrono spesso e volentieri al pressing.
Ma il pressing non può durare 90 minuti e il calo fisico avversario lascia spazio alla qualità del gioco della Dea. Di chi sta in campo, come Papu Gomez. Di chi invece parte dalla panchina, come Luis Muriel. I numeri del colombiano sono strepitosi in tal senso: 17 reti in campionato (record personale), 10 da subentrato (record stagionale a livello europeo). Ultimo della serie è il destro chirurgico dal limite dell’area che si è piazzato nell’angolino basso alla sinistra di Audero e che è valso il gol del 2-0.
A tutto questo si uniscono i gol da calcio piazzato, fondamentali sempre ancora più decisivi in questa particolare fase della stagione. Erano il cardine della prima Atalanta di Gasperini, poi mano a mano erano scomparsi. Ma, dalla ripresa, sembrano essere tornati ed è un ritorno che ci piace, vero Rafael Toloi?
Infine, ultimo ma non ultimo non si può non sottolineare un dato importantissimo: la gara con la Sampdoria è stata la terza consecutiva senza subire gol al passivo. Non accadeva da due stagioni. Così come Gasperini, di nuovo dopo Cagliari, in un frangente della gara non ha avuto dubbi nell’infrangere il dogma della difesa a 3, schierandosi a 4 dietro e provando tattiche alternative. Segnali di maturità.
Ora mancano pochissimi punti per centrare la matematica certezza della partecipazione alla prossima Champions League. Questo e solo questo deve esserci nelle menti dei calciatori e dei tifosi atalantini. Tutto il chiacchiericcio su qualcosa di più lo lasciamo ai soliti media. Il non lasciarsi distrarre rappresenterebbe un altro indice di maturità.
Articolo a cura di Giuseppe Pucciarelli
Gasperini: “Scudetto? Riguarda la Juventus, noi vogliamo la Champions matematica”
“Scudetto? Una parola che è nelle mani della Juventus. È la squadra più forte del campionato, lo ha fatto vedere anche ieri. A noi interessa la matematica per la Champions, dato che Roma, Napoli e Milan stanno facendo grandi cose. Poi magari penseremo a insidiare Lazio e Inter“. Queste le parole del tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini rilasciate a Sky dopo la vittoria della Dea sulla Sampdoria per 2-0.
Atalanta-Sampdoria 2-0, il tabellino
Il tabellino di Atalanta-Sampdoria 2-0, tratto da diarionerazzurro.it
ATALANTA-SAMPDORIA 2-0 (primo tempo 0-0)
MARCATORI: 75′ Toloi, 85′ Muriel.
ATALANTA (3-4-1-2): Gollini; Toloi, Caldara, Djimsiti (dal 52′ de Roon); Hateboer, Pasalic (dal 69′ Muriel), Freuler, Gosens (dall’86’ Castagne); Gomez; Ilicic (dal 69′ Malinovskyi), Zapata (dall’86’ Sutalo) – A disposizione: Rossi, Sportiello, Tameze, Czyborra, Guth, Bellanova, Colley – Allenatore: Gasperini
SAMPDORIA (4-5-1): Audero; Bereszynski, Yoshida, Colley, Murru; Depaoli, Ekdal (dall’83’ Augello), Thorsby, Linetty, Jankto (dall’83’ Ramirez); Gabbiadini (dall’83’ La Gumina) – A disposizione: Seculin, Chabot, Bonazzoli, Askildsen, Maroni, Léris, Quagliarella, D’Amico, Bertolacci – Allenatore: Ranieri
ARBITRO: Giua di Olbia
NOTE: gara di andata: Sampdoria-Atalanta 0-0 – gara disputata a porte chiuse – ammoniti al 23′ Djimsiti, al 35′ Thorsby, al 55′ Jankto, al 61′ Ranieri e Gasperini e al 65′ Bereszynski – espulso al 65′ Ranieri per proteste – recupero 0′ p.t. e 5′ s.t.
Gasperini: “Sampdoria avversario difficile, pensiamo solo a loro. In questo momento servono concentrazione e condizione”
Le dichiarazioni del tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini, alla vigilia della sfida di domani sera contro la Sampdoria.
Sulla partita: “Affrontiamo un avversario difficile, che è reduce da due vittorie che l’hanno fatto uscire dalla zona calda. Pensiamo solo alla Sampdoria, non alla Juventus. Dobbiamo conquistare dei punti che ci avvicinano al nostro obiettivo“.
Sulla sfida di Cagliari: “Sono soddisfatto che, nonostante 6-7 cambi, l’organizzazione della squadra è rimasta praticamente identica. Il gruppo ha lo spirito alto, sicuramente foraggiato dai risultati. Però nel finale a Cagliari abbiamo sofferto, segno che nel calcio se molli per un attimo, rischi di non portare a casa il risultato“.
Sul momento del campionato: “Sicuramente è un torneo diverso, sia per il momento in cui si sta giocando, sia per l’assenza del pubblico. Occorre mantenere alto sia il livello di concentrazione mentale che quello di condizione fisica“.
