Cristian Romero è a tutti gli effetti un nuovo calciatore dell’Atalanta. Il difensore argentino classe 1998 passa alla Dea dalla Juventus (dopo aver trascorso gli ultimi due tornei al Genoa) in prestito con opzione di riscatto fissato a 23 milioni di euro.
Gasperini: “Calendario? Mi preoccupa di più il ritardo nell’organico”
L’allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini ha commentato il calendario della Dea sorteggiato quest’oggi. Queste le sue dichiarazioni, tratte da Tuttomercatoweb.com
“Quel che mi preoccupa di più non è il calendario, che riserva sulla carta periodi più o meno difficili, ma il ritardo di organico e di tempo: ci stiamo allenando in pochi, anche se inizieremo il 26 la cosa mi fa pensare. L’inizio è effettivamente impegnativo, le prime tre trasferte sono con Lazio, Torino e Napoli, col Cagliari come prima in casa: tre partite su quattro molto difficili. Dopo la quarta giornata inizierà anche la Champions: sembra distante, ma mancano poche settimane. Quando si entra in quel periodo le cose bisogna averle fatte prima, per tempo, per essere pronti a giocare con grande continuità“.
Atalanta, ecco il calendario del campionato 2020/2021. Esordio (effettivo) in casa del Torino
Questo il calendario dell’Atalanta nel campionato di Serie A 2020/2021. La compagine di Gasperini esordirà con la 2/a giornata contro il Torino in trasferta, in programma nel fine settimana tra il 26 e 27 settembre, in quanto le è stato accordato (come l’Inter) il rinvio della 1/a giornata, all’Olimpico di Roma contro la Lazio, (da recuperare il 30 settembre) avendo terminato la stagione con l’impegno agostano di Champions League con il PSG.
1/a giornata – Lazio-Atalanta (si gioca il 30 settembre)
2/a giornata – Torino-Atalanta
3/a giornata – Atalanta-Cagliari
4/a giornata – Napoli-Atalanta
5/a giornata – Atalanta-Sampdoria
6/a giornata – Crotone-Atalanta
7/a giornata – Atalanta-Inter
8/a giornata – Spezia-Atalanta
9/a giornata – Atalanta-Verona
10/a giornata – Udinese-Atalanta
11/a giornata – Atalanta-Fiorentina
12/a giornata – Juventus-Atalanta
13/a giornata – Atalanta-Roma
14/a giornata – Bologna-Atalanta
15/a giornata – Atalanta-Sassuolo
16/a giornata – Atalanta-Parma
17/a giornata – Benevento-Atalanta
18/a giornata – Atalanta-Genoa
19/a giornata – Milan-Atalanta
Gasperini: “Migliorare? Vorrei farlo dal punto di vista dei punti. Non mi sono piaciute le dichiarazioni di Hateboer. E sui singoli…”
Prima conferenza stampa della stagione 2020/2021 dell’allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini dal ritiro di Zingonia. Queste le sue principali dichiarazioni, tratte da Tuttomercatoweb.
Sugli obiettivi di stagione: “Sento tanti che fanno delle previsioni in questo senso, ma per noi non può essere così. Non possiamo porci obiettivi come la lotta per lo scudetto, questi obiettivi sono nella fantasia giornalistica. Il campionato e la stagione ci impongono di migliorarci, ovvero arrivare ad avere un organico più forte o migliorare le prestazioni. Sono pochissime le squadre che possono partire con questi obiettivi, ma abbiamo l’impegno e l’onere di ripartire al meglio. Poi ci sono anche degli avversari agguerriti. C’è chi vuole confermarsi, ma anche superarci. Noi dobbiamo comunque guardare in casa nostra, dobbiamo fare il meglio possibile“.
Su dove migliorare: “Tutti hanno la possibilità di migliorare. Credo che in questo momento il nostro target di punti è quello, è stato il nostro massimo. È difficile fare valutazioni in questo senso, lo scorso anno ci sono state delle squadre che si sono staccate. Dipenderà anche dalla stagione, se ci sono più squadre coinvolte. Non dobbiamo pensare a un obiettivo, ma dobbiamo presentarci con le nostre caratteristiche. Dobbiamo presentarci con la stessa voglia di sorprendere. Non dobbiamo sottovalutare come ripartirà il calcio, abbiamo finito senza pubblico e giocando ogni tre giorni. Purtroppo ripartiremo così: è un tema che lascia molte incertezze. Poi, a me tocca sempre la questione punti. Abbiamo tantissime cose su cui poter lavorare. Se alzi l’aspetto tecnico hai più possibilità. Sull’aspetto tattico ci sono state molte novità, tante squadre interpretano le partite in modo diverso, a detta loro anche per il modo di giocare dell’Atalanta. In alcune partite abbiamo avuto delle difficoltà, ma è normale. Dobbiamo trovare delle contromisure diverse, ma fa parte dell’evoluzione della singola squadra. I record sono fatti per essere battuti, io ogni anno parto da zero per affrontare il nuovo campionato senza mai fare riferimento al passato, è antipatico per chi deve giocare. Vedremo se riusciremo ad essere competitivi. Ogni campionato cambia, si riparte da zero. Chi sta fermo e pensa a ripetersi, torna indietro. Abbiamo visto che non eravamo una delle squadre che correvano di più, ad esempio. Ci sono tante questioni. Quello che non deve mancare mai è il tipo di mentalità“.
Su Ilicic: “Aspettiamo la prossima, al momento non fa parte del nostro organico“.
Sulle dichiarazioni di Hateboer: “Sono brutte, lasciano parecchi dubbi. Al di là del risultato dovremmo avere uno spirito diverso“.
Su Pessina: “In quel ruolo li siamo ultracoperti, ma i giocatori vanno sempre valutati. Siamo più carenti in altri ruoli, spero in un’alternativa“.
Su Miranchuk: “È stato individuato come un giocatore che va a sostituire la defezione di Ilicic. Lo scorso anno lo chiedevo un vice-Ilicic, poi abbiamo visto cosa è successo. Le squadre le costruisci in questa fase. Per caratteristiche Miranchuk è di assoluto valore, purtroppo anche lui ha avuto questo infortunio: non è serio, ma può portargli via qualche settimana. Non può risolvere subito la situazione. Non gli posso chiedere questo. È un giocatore su cui contiamo“.
Su Gollini e il resto del mercato: “Gollini? Bisogna vedere quali sono i suoi tempi, bisogna aspettare ancora. Non è questione di Romero o meno, ci sono tanti giocatori seguiti in tutti i reparti. La società si sta muovendo. L’Atalanta può guardare qualcosa in più rispetto all’ultimo mercato. Se si riuscirà a dare nuove energie, sarà meglio“.
Atalanta, via al raduno. Assenti tre positivi al COVID-19
La stagione 2020/2021 dell’Atalanta è incominciata quest’oggi con il raduno a Zingonia. La società bergamasca ha comunicato l’elenco dei convocati e ha reso noto inoltre che, oltre ai nazionali, sono assenti tre calciatori positivi al COVID-19. Tutti e tre però risultano asintomatici. Questo l’elenco dei convocati:
PORTIERI
- CARNESECCHI Marco (in Nazionale – Italia U21: disponibile dal 9/9)
- DAJCAR Matevz
- GOLLINI Pierluigi
- ROSSI Francesco
- SPORTIELLO Marco
DIFENSORI
- CALDARA Mattia (in Nazionale – Italia: disponibile dall’8/9)
- DJIMSITI Berat (in Nazionale – Albania: disponibile dall’8/9)
- GUTH Rodrigo
- PALOMINO Josè
- ŠUTALO Bosko (in Nazionale – Croazia U21: disponibile dall’8/9)
- TOLOI Rafael
ESTERNI
- BELLANOVA Raoul
- CASTAGNE Timothy (in Nazionale – Belgio: disponibile dal 9/9)
- GOSENS Robin (in Nazionale – Germania: disponibile dal 7/9)
- HATEBOER Hans (in Nazionale – Olanda: disponibile dall’8/9)
- RECA Arkadiusz
CENTROCAMPISTI
- DA RIVA Jacopo
- DE ROON Martin (in Nazionale – Olanda: disponibile dall’8/9)
- FREULER Remo
- MALINOVSKYI Ruslan (in Nazionale – Ucraina: disponibile dal 7/9)
- PAŠALIĆ Mario (in Nazionale – Croazia: disponibile dal 9/9)
- PESSINA Matteo
ATTACCANTI
- COLLEY Ebrima
- GOMEZ Alejandro
- MURIEL Luis
- ZAPATA Duván
Qualcosa di più di un vice-Ilicic, ecco chi è Aleksey Miranchuk
L’Atalanta batte il suo primo colpo in questa anomala sessione estiva di calciomercato 2020. Approda a Zingonia dalla Lokomotiv Mosca, Aleksey Miranchuk, trequartista russo classe 1995.
Nato a Slavjansk-na-Kubani, cittadina russa che sorge sulle sponde del fiume Protoka il 17 ottobre 1995, Miranchuk assieme al gemello Anton approda a Mosca nel 2011, per iniziare la trafila delle giovanili con lo Spartak. Ma la loro esperienza con gli Spartachi dura poco, dato che a fine anno passano al Lokomotiv Mosca. E la squadra dei Ferrovieri diventa la loro seconda famiglia.
Dopo poche apparizioni con la seconda squadra, passa subito nella prima. Il suo esordio nel campionato russo è datato 20 aprile 2013, Kuban Krasnodar – Lokomotiv Mosca 0-0. La prima di 228 partite con la maglia dei ferrovieri di Mosca, così suddivise: 178 in campionato con 32 reti e 30 assist; 19 in Coppa di Russia con 5 reti e 5 assist; 5 in Supercoppa di Russia con 2 reti; 16 in Europa League con 2 reti e 8 assist; 10 in Champions League con 2 reti realizzate alla Juventus nella fase a gironi del torneo appena concluso. Contribuendo a vincere il campionato nel 2017/2018, due Coppe di Russia nel 2016/2017 e nel 2018/2019 e la Supercoppa di Russia nel 2019/2020. Miranchuk vanta 25 presenze e 5 reti con la Nazionale russa.
Dal punto di vista tattico, Miranchuk è un trequartista di piede naturale destro che, molto semplicemente, segna e fa segnare. Può però destreggiarsi tranquillamente sull’esterno di un tridente offensivo. Quindi, casomai Gasperini decidesse di optare per un 4-2-3-1 in corso (o magari anche inizialmente) d’opera, il russo può giocare sia sulla sinistra a piede invertito che sulla destra dei tre dietro Zapata.
Insomma, considerato che attualmente (spiace dirlo, ma è la verità) Ilicic è inaffidabile, Miranchuk rappresenta molto di più di un semplice vice dello sloveno. Per tecnica, senso della posizione e del gol, duttilità tattica ed esperienza internazionale, il russo potrebbe essere un vero e proprio intoccabile dell’undici di Gasperini.
Le nuove maglie e le esternazioni…sugli esterni
Nell’attesa di ricominciare il 31 agosto la nuova stagione, sono due i temi di discussione in casa Atalanta. In primis, quello estetico delle nuove maglie.
La società ha infatti reso nota la casacca che Papu Gomez e compagni indosseranno per le gare di Champions League. Tornano le strisce neroazzurre strette, similari alla prima maglia dell’Atalanta del Percassi-bis, stagione 2010/2011. Con due novità in termini di scritte. Innanzitutto, lo sponsor, che sarà l’azienda Plus500, leader nel campo dei contratti per differenza. E poi, sul colletto nella parte retrostante, la scritta “Atalanta Bergamo”, a simboleggiare l’unione tra la Dea e la sua città, ancora più forte in quest’anno disgraziato.
Poi, il calciomercato. E sono le esternazioni sugli esterni (cacofonia voluta) a far discutere maggiormente i tifosi in questi giorni. Esternazioni cominciate con l’intervista a una testata olandese rilasciata da Hans Hateboer. Il terzino destro ha dichiarato senza mezzi termini che il suo ciclo all’Atalanta è concluso.
Oltre ad Hateboer, da segnalare l’oramai certa cessione della meteora Czyborra al Cagliari, Castagne che continua a non rinnovare e un Gosens al quale non mancano le offerte. Insomma, c’è il forte rischio di cambiare tutti e quattro gli esterni a disposizione di Gasperini.
Un rischio minimo, però. Difficilmente una società come l’Atalanta potrà procedere a una rivoluzione totale in un ruolo nevralgico nel gioco del Vate di Grugliasco, soprattutto in una situazione in cui vi sarà ancora più poco tempo per assimilare gli schemi e i movimenti, dato che il 26 settembre sarà già Serie A 2020/2021.
E allora cosa accadrà? Probabilmente accadrà che partirà Hateboer, ma salvo clamorose offerte dovrebbero restare sia Gosens che Castagne. Reca, di ritorno dal prestito alla SPAL, sarà valutato mentre la scommessa dovrebbe essere il kosovaro Vojvoda dallo Standard Liegi. Da non escludere, l’ingaggio di un cursore d’esperienza. Il nome sulla bocca di tutti, inutile nasconderlo, è quello di Alessandro Florenzi. Sarebbe un ottimo colpo, casomai accadesse.
Una pacata ma ferma risposta alle inesattezze de “Il Napolista”
Pare che stia diventando il passatempo preferito degli organi di informazione napoletani: il dare addosso all’Atalanta. Il motivo di questo accanimento? Beh, lo scopriremo in fondo a questo pezzo. Ma procediamo con ordine.
Tra gli organi di informazione napoletani, a questo nuovo sport che sta prendendo piede sotto le pendici del Vesuvio si è iscritto anche “Il Napolista“, con l’articolo a firma Roberto Liberale dal titolo: “L’Atalanta è meno favola di quanto la propaganda voglia far credere“.
Qui il link: https://www.ilnapolista.it/2020/08/latalanta-e-meno-favola-di-quanto-la-propaganda-voglia-far-credere/
Un articolo pieno zeppo di inesattezze (anche se la tentazione di utilizzare un termine sinonimo di “inesattezze” caro a Celentano è forte), che smontiamo una per una in maniera pacata ma ferma.
CALCIOSCOMMESSE 2011 – Il Napolista parla di coinvolgimento della società e di punizione leggera, citando solo i 6 punti di penalizzazione in Serie A 2011/2012. Ebbene, l’Atalanta, come tutti sanno, ha subito non solo questi 6 punti di penalità, ma anche 2 punti in Serie A 2012/2013. Sempre per il coinvolgimento di Cristiano Doni nell’aver alterato il risultato di due partite del torneo di Serie B 2010/2011, Atalanta-Piacenza e Padova-Atalanta. Il Napolista cita Doni ma favoleggia anche di un fantomatico “coinvolgimento della società”. Offriamo al collega Liberale un veloce ripasso di giustizia sportiva. Le parole “coinvolgimento della società” farebbero intendere una responsabilità diretta della società Atalanta che ovviamente non c’è mai stata, dato che le condanne sono avvenute solo ed esclusivamente per responsabilità oggettiva stante il deferimento di Doni. E ovviamente il Napolista non può arrogarsi il diritto di stabilire cosa sia giusto e cosa no in ambito di sentenze, è pacifico.
INDULGENZA MEDIATICA NEL CALCIOSCOMMESSE – Liberale evidentemente a giugno 2011 era in vacanza in un luogo dove non c’erano tv, radio e giornali. Il 4 giugno 2011 il Televideo Rai sparava a pagina 103: “Si aggrava la posizione dell’Atalanta“. E poi come dimenticare i servizi di Studio Aperto dove si enfatizzava che “le bandiere nerazzurre ai balconi per festeggiare la promozione stridono con la situazione che si è venuta a creare“. Se questa è indulgenza mediatica, Cicciolina è vergine.
PRESA DIRETTA – La trasmissione citata da Il Napolista è ricca di errori. Consigliamo al collega Liberale la lettura di questo pezzo a firma dell’ottimo Roberto Belinghieri: https://www.ecodibergamo.it/stories/Sport/342790_il_silenzio_di_doni_fu_pagato_ma_presadiretta__piena_di_errori/
QUESTIONE JUVENTUS – Il Napolista cita che l’Atalanta da 31 sfide non batte la Juventus in campionato. Ed è vero. Però il collega Liberale non cita le vittorie in Coppa Italia 2004/2005 (2-0 a Bergamo, 3-3 a Torino, ottavi di finale) e 2018/2019, 3-0 a Bergamo il 30 gennaio 2019 nella gara secca dei quarti di finale. E tra Atalanta e Napoli, l’ultima squadra – cronologicamente parlando – a essere sconfitta sia all’andata che al ritorno dalla Juventus è proprio quella partenopea nella stagione 2018/2019 (3-1 a Torino e 1-2 a Napoli).
QUESTIONE RAZZISMO – Vero, il Team Manager dell’Atalanta Moioli ha sbagliato, nulla da dire. Peccato che il Napolista si sia dimenticato di scrivere come il tifoso partenopeo provocatore si sia avvicinato a tesserati senza mascherina, violando qualunque norma del protocollo FIGC anti-Covid 19. E poi, una domanda. Il Napolista condanna senza se e senza me i cori “odio Bergamo” che da anni echeggiano dalle curve del San Paolo in ogni Napoli-Atalanta?
QUESTIONE PERCASSI – Percassi piccolo imprenditore? Ma chi ha mai detto una boiata del genere? Evidentemente, come nel giugno 2011, il collega Liberale si trovava in vacanza.
QUESTIONE CHAMPIONS LEAGUE – Breve ripasso del funzionamento della fase finale di Champions League al collega Liberale. Le 32 squadre che vi accedono vengono suddivise in 8 gironi da 4 squadre e la loro distribuzione (dopo aver formato le 4 fasce da otto squadre) avviene tramite sorteggio. Così, sempre tramite sorteggio, avviene l’abbinamento degli ottavi di finale, dei quarti e delle semifinali. Quindi, trattandosi di una combinazione di sorteggi, è ovvio che la componente fortuna abbia il suo peso. Ma lo si sa dall’inizio. Lamentarsi che una squadra sia stata più fortunata rispetto all’altra è esercizio di pura ipocrisia.
IL VERO MOTIVO – Il vero motivo dell’accanimento della stampa napoletana contro l’Atalanta? Semplice, puro rosicamento per come è andata la Champions League 2019/2020. Un rosicamento che è simboleggiato dalla foto che correda l’articolo. Comunque, il Napoli può provarci il prossimo anno a rompere il tabù dell’ingresso ai quarti di Champion……ah, già, dimenticavamo. Come non scritto.
Articolo a cura di Giuseppe Pucciarelli
Dea Story – 15/08/1999, il Figlio del Vento torna a Bergamo
Correva il Ferragosto di 21 anni fa e Bergamo tornava ad abbracciare uno dei suoi figli “bergamaschi d’adozione” più amati. Anzi, il Figlio con la F maiuscola. Il Figlio del Vento.
Sulle tribune di questo che è adesso il Gewiss Stadium, si accomodava Claudio Paul Caniggia. Il presidente Ruggeri riuscì così a riportare all’Atalanta dopo sette anni uno degli idoli della Pisani.
L’occasione del bentornato a Caniggia fu la sfida valevole per la 1/a giornata del girone 4 di Coppa Italia 1999/2000, che vide l’Atalanta di Vavassori sfidare la Cremonese. I nerazzurri si imposero per 2-1 grazie ai gol di Nappi e Caccia (Zanetti in rete per i grigiorossi). Ma gli occhi di tutti furono solo per Caniggia. Il Figlio del Vento contribuì alla promozione in Serie A della Dea con due reti in 20 presenze stagionali, una alla Pistoiese in Coppa Italia e una al Cosenza in campionato.
Certo, esperienza marginale rispetto al triennio 1989-1992, ma sempre carica di emozione. Perché il Figlio del Vento è sempre il Figlio del Vento.
Atalanta-PSG, 1-2, l’editoriale – Brucia, ma c’è orgoglio
Come col Malines 32 anni fa, così ieri con il PSG. L’Atalanta di Gasperini imita purtroppo quella di Mondonico in semifinale di Coppa delle Coppe 1987/1988 e termina il sogno europeo.
Sulla partita, poco da dire. L’Atalanta ha avuto la bravura di sbloccarla con Pasalic e di resistere in maniera stoica e con un po’ di fortuna per 90 minuti agli attacchi parigini (anche se c’è da scrivere onestamente che Neymar si è mangiato un paio di gol colossali).
Poi al 60′ il PSG fa entrare quell’autentico fuoriclasse di Kylian Mbappé che ha spaccato la partita, con la condizione dei francesi che saliva sempre di più e quella dei bergamaschi che calava sempre di più (aperta e chiusa parentesi, ma vuoi vedere che alla fine ci ha azzeccato la Francia sospendendo il campionato?) e alla fine l’episodio chiave: Remo Freuler preso dai crampi che non ce la fa più, facendo rimanere in inferiorità numerica l’Atalanta.
Non c’è più la diga a centrocampo a far da frangiflutti e l’Atalanta crolla. Due imbucate centrali al 90′ e al 93′ e il PSG, con la sua enorme qualità, la ribalta e approda in semifinale.
L’Atalanta esce quindi ai quarti di Champions League, da miglior italiana (meglio quindi di Juventus, Napoli e Inter) facendo un’impresa storica, considerando che si tratta della prima uscita della Dea nel massimo trofeo continentale. Ed esce tra gli applausi dei suoi tifosi e della maggioranza di quelli delle altre squadre.
Quanto alla becera minoranza che sta esultando, piena di italioti minus habens invidiosi e falliti nella vita, che come sport praticano al massimo l’autoerotismo (ammesso che siano capaci a farlo), ricordiamo solo due cose: il Napoli riuscirà ad approdare ai quarti di Champions League il giorno che Rocco Siffredi entrerà in convento e il Milan è la Pro Vercelli d’Europa. Ha vinto tanto, ma per i prossimi 100-200 anni non vincerà più nulla nel Vecchio Continente.
