Alla vigilia di Atalanta-Midtjylland, ha parlato anche il difensore nerazzurro Berat Djimsiti. Queste le sue principali dichiarazioni, tratte da tuttomercatoweb.com
Sul momento della squadra: “Si vede che c’è la voglia giusta. Penso che sia lo stesso anche per i miei compagni di squadra. Ultimamente abbiamo preso meno gol, siamo più solidi dietro. Abbiamo lavorato per arrivare a questa compattezza in difesa, è la nostra forza. Nelle ultime gare siamo riusciti a giocare meglio, con l’Hellas abbiamo commesso degli errori evitabili, ma possiamo sempre crescere“.
Sulla partita persa col Verona: “Cercheremo di andare avanti e di affrontare al meglio la sfida. Abbiamo perso due punti con due nostri errori, ma cercheremo di affrontare al meglio questa sfida“.
Sull’alternanza di risultati: “Come ha detto il Papu, dobbiamo pedalare. Lo sappiamo, i risultati che abbiamo fatto ultimamente sono arrivati per la voglia che abbiamo. Siamo arrabbiati dopo la partita di sabato, ma vogliamo di andare avanti“.
Su di lui: “Non sono uno che legge tanto i vari giornali, sicuramente sono cresciuto tanto. A gennaio sono cinque anni che sono in Italia, è un campionato che ti fa crescere anche mentalmente. Adesso è il terzo anno che sono qui col mister, penso di essere cresciuto. C’è qualità in questa squadra, questo ti aiuta a crescere“.
Su Romero: “Romero ha fatto vedere che ha tutte le qualità per giocare ad alti livelli. Non è facile recuperare, ma la cosa più importante è non subire infortuni. Per il resto riusciamo a recuperare abbastanza bene tra le varie partite“.
Gasperini: “Col Verona ottima prestazione, ma poco lucidi in avanti. Gosens ha recuperato”
Le dichiarazioni del tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini alla vigilia dell’incontro di Champions League contro il Midtjylland, valevole per la 5/a giornata del gruppo D, tratte da tuttomercatoweb.com.
Sulla partita di domani: “Speriamo di arrivare all’ultima partita con due risultati disponibili, ma domani il risultato non sarà decisivo. La cosa migliore è pensare alla sfida con il Midtjylland. Non saprei come collocare la squadra danese nel torneo italiano“.
Sul momento della squadra: “Abbiamo perso qualche punto in queste partite, ma questa squadra scende in campo con una buona mentalità. Non era facile arrivare dalla partita col Liverpool e calarci nel campionato, ma tutti i giocatori lo hanno fatto nel modo migliore. È arrivato meno di quello che potevamo raccogliere? Fa parte del calcio, ma non c’è mai stato un approccio diverso. I ragazzi si sono sottoposti a tante partite, lo hanno fatto nel modo migliore“.
Su Gosens: “Ha recuperato. La squadra ha fatto un’ottima gara col Verona, non siamo riusciti a riprendere la partita, ma nel complesso è stata un’ottima prestazione. Credo che i ragazzi in questo momento siano encomiabili, stanno facendo il massimo per poter portare avanti tutte le competizioni“.
Sull’attacco: “Abbiamo migliorato diversi aspetti, riusciamo a concedere poco all’avversario. Ci è mancata un po’ di precisione in zona gol. Credo che non si possa dare una spiegazione a tutto, la cosa migliore è guardare avanti e pedalare“.
Sulla pressione: “Siamo più avanti, abbiamo la certezza di giocare in Europa. Possiamo cercare solamente di migliorare, la qualificazione sarebbe un grandissimo risultato visto il girone. Per noi è un motivo di soddisfazione, cercheremo di raggiungere il massimo ad Amsterdam nell’ultima gara“.
Atalanta-Verona 0-2, l’editoriale – Sì, è mini-crisi. Ma va spiegata
I numeri hanno un pregio importantissimo. Sono oggettivi. Sono inconfutabili. Non mentono mai, insomma. E i numeri certificano un dato assolutamente incontrastabile: in campionato, l’Atalanta è in crisi. Dopo la sbornia dei primi tre successi nelle prime tre partite contro Torino, Lazio e Cagliari, nelle successive sei giornate sono arrivate cinque punti, figli di 1 vittoria, 2 pareggi e 3 sconfitte con 5 reti fatte e 11 al passivo. E, soprattutto, due partite consecutive senza andare in rete (accaduto lo scorso anno l’ultima volta a fine ottobre, 0-0 a Genova con la Sampdoria e sconfitta in casa 2-0 con il Cagliari).
Crisi di risultati altamente certificata dunque. Però, appunto, di risultati. Perché l’Atalanta di campionato delle ultime uscite non sarà bella come quella vista ad Anfield Road, ma certamente non è neanche così allo sbando. Se tra Cesena sabato scorso e ieri, la squadra di Gasperini ha costruito 15 potenziali occasioni da gol e i due portieri, Provedel e Silvestri, sono risultati essere tra i migliori in campo, vuol dire che la squadra gioca e produce.
Gioca e produce, ma non concretizza. E qui veniamo alla prima nota dolente. Se le 15 potenziali occasioni certificano che l’Atalanta stia comunque sul pezzo, i 0 gol realizzati affermano come in questi 180 minuti è stata applicata una delle leggi non scritte del calcio, brutale ma efficace: crei ma non segni? Problema tuo, meriti di perdere.
La seconda nota dolente sta nella testa. In campionato, Torino a parte, l’Atalanta, subito lo svantaggio, esce fuori mentalmente dalla partita e sembra non prendere neanche in considerazione l’idea di rimontare. Vero, l’Inter è stata riacciuffata, ma in quel frangente è sembrata essere più una prodezza individuale di Miranchuk che un’azione proposta dal collettivo.
Invece, in Champions, imbarcata interna con il Liverpool a parte, quando con l’Ajax la squadra è andata sotto di 2 gol, si è rimboccata la maniche e ha recuperato la sfida con i lanceri prima di testa e poi di gambe. Il quesito sorge spontaneo: si è deciso di puntare tutto sull’Europa in questa prima fase di stagione, mettendo da parte il campionato dove bisogna solo limitare i danni al momento? Il 9 dicembre, al termine di Ajax – Atalanta, sapremo la risposta.
Giuseppe Pucciarelli
Gasperini: “Partita dai due volti. Noi meno lucidi”
Le dichiarazioni del tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini dopo la sconfitta della sua squadra contro il Verona per 2-0 rilasciate ai microfoni di Dazn e riportate da tuttomercatoweb.com
Sulla partita: “E’ stata una partita dai due volti, dove noi non veniamo fuori con il risultato per vari motivi. Nel primo tempo abbiamo sfruttato gli spazi lasciati dal Verona, pur non essendo molto concreti. Bene anche nel secondo tempo fino al rigore, poi siamo un po’ calati di fiducia e il Verona ha legittimato il successo in contropiede“.
Sulla condizione fisica: “C’era sicuramente meno lucidità, dovuta ad un po’ di fatica perché non è sempre facile recuperare. Fino al rigore è stata un’altra partita, con grande intensità da parte della squadra. La fase offensiva non ci ha premiato questa sera, però non sono insoddisfatto di questa prestazione“.
Sulle cause della stanchezza della squadra: “Più che dopo le partite di Champions direi dopo le convocazioni per le Nazionali. Abbiamo lasciato dei giocatori e ne abbiamo ritrovati degli altri. Questo lo stiamo pagando indubbiamente. La squadra ha fatto un’ottima gara fino al rigore, mentre il Verona aveva fatto molto poco. Non abbiamo concretizzato le tante situazioni cerate. C’era stanchezza sia per le situazioni legate al Covid che per la partita di Liverpool“.
Su Zapata e Gollini: “Questa sera l’unico problema di Zapata è che non aveva una condizione ottimale. Al top della condizione sarebbe stato diverso. Sono serate che possono accadere: peccato, però Duvan ci ha regalato tante soddisfazioni e appena starà meglio tornerà un giocatore importante“.
Su Juric: “Questa sera l’unico problema di Zapata è che non aveva una condizione ottimale. Al top della condizione sarebbe stato diverso. Sono serate che possono accadere: peccato, però Duvan ci ha regalato tante soddisfazioni e appena starà meglio tornerà un giocatore importante“.
Atalanta-Verona 0-2, il tabellino
Il tabellino di Atalanta-Verona, tratto da calciomercato.com
Atalanta (3-4-1-2): Gollini (21′ s.t. Sportiello), Toloi, Djimsiti, Palomino, Hateboer, de Roon, Freuler, Mojica (32′ s.t. Ruggeri), Iličić (18′ s.t. Lammers), Gomez (32′ s.t. Diallo), Zapata (18′ s.t. Muriel). All. Gasperini
Verona (3-4-1-2): Silvestri, Ceccherini (29′ s.t. Favilli), Lovato (31’p.t. Danzi (1′ s.t. Veloso)), Dawidowicz, Faraoni, Tameze, Ilic (13′ s.t. Colley), Dimarco, Zaccagni, Barak, Di Carmine (13′ s.t. Salcedo). All. Juric.
Marcatori: 17′ s.t. Veloso (V), 38′ s.t. Zaccagni (V)
Arbitro: Davide Massa di Imperia.
Ammoniti: 20′ p.t. Gasperini (A), 39′ p.t. Ceccherini (V), 45′ p.t. Dawidowicz (V), 15′ s.t. Toloi (A), 35′ s.t. Diallo (A), 37′ s.t. Veloso (V)
Atalanta-Verona, i convocati (non ufficiali) – fuori Gosens e Pasalic
I convocati ufficiali per la sfida di questa sera tra Atalanta e Verona, valida per la 9/a giornata di Serie A 2020/2021 ancora non sono stati comunicati (semmai lo saranno), ma ufficiosamente si può dire che saranno Gosens e Pasalic gli altri assenti nel gruppo di Gasperini, oltre ai sicuri Miranchuk e Malinovskyi positivi al Covid-19 e Caldara infortunato. Ancora non è chiaro se l’assenza dell’esterno tedesco e del centrocampista croato sia dovuta a eventuali positività al Covid-19.
Percassi: “I mugugni dopo il pareggio con lo Spezia?…”
Al Corriere di Bergamo, il Presidente dell’Atalanta Antonio Percassi ha rilasciato alcune interessanti dichiarazioni in un’intervista. Eccone un sunto:
Sul successo col Liverpool in Champions League: “Questa vittoria è al primo posto delle gioie atalantine, senza ombra di dubbio. Una vittoria in Champions, significa che è stata vista in tutto il mondo. Diciamoci la verità, vincere in casa del Liverpool ha dell’incredibile“.
Sul ritorno di Ilicic: “Devo riconoscere che è stato bravo il mister a sostenerlo in un momento delicato. Ha creduto fermamente in lui ed ha avuto ragione, è tornato il campione che conoscevamo“.
Su Gasperini: “Lui gioca sempre, ha una marcia in più e lo ha dimostrato in tantissime occasioni. Stiamo diventando una squadra sempre più esperta“.
Sui mugugni dopo il pareggio di Cesena con lo Spezia: “Questo è il dramma vero che ti fa cadere le braccia. Pareggi una partita e diventa la fine del mondo. Noi siamo l’Atalanta e non un caso se il nostro primo obiettivo è sempre la salvezza. Ma stiamo scherzando? Non ci si rende conto dei miracoli che un club di provincia sta facendo. Siamo un modello. Diventa intollerabile pensare che caschi il mondo se pareggiamo una partita. Quelli che criticano non sono atalantini“.
Quei record del Liverpool a cui l’Atalanta…
Sono quasi passate 24 ore, ma ancora l’emozione e la gioia dei tifosi atalantini non è scemata. E ci mancherebbe altro. Non capita tutti i giorni di vedere la Dea espugnare un tempio laico del calcio come Anfield Road. Tempio muto, d’accordo, a causa di questo maledetto Covid-19. Ma sempre di tempio si tratta e quindi ieri l’Atalanta ha messo nel suo album delle date da ricordare un’altra combinazione di giorno, mese e anno che resterà impressa per sempre nelle menti e nei cuori dei sostenitori nerazzurri.
Una data che però resterà impressa anche nelle menti e nei cuori dei calciatori e dei tifosi del Liverpool. Le due reti di Ilicic e di Gosens hanno infatti posto fine a determinati record che i Reds stavano costruendo.
Innanzitutto, il più importante che enfatizza ancor di più l’impresa compiuta dagli uomini di Gasperini. Anfield Road è stato violato dopo 64 partite ufficiali. L’ultima squadra capace di riuscirci era stato il Crystal Palace nell’aprile del 2017, imponendosi per 2-1.
Poi, per la terza volta nelle ultime tre stagioni, il Liverpool non riesce a segnare nel suo stadio in casa in Champions League. Le ultime squadre in grado di riuscirci erano state il Porto nel ritorno degli ottavi di Champions League 2017/2018 terminati 0-0 (ma all’andata i Reds avevano messo la qualificazione in ghiaccio imponendosi 5-0) e il Bayern Monaco nell’andata degli ottavi di Champions League 2018/2019, conclusisi sempre sullo 0-0 (poi gli inglesi avrebbero vinto in Germania per 3-1, dando il là alla cavalcata che li avrebbe visti conquistare la Coppa dalle Grandi Orecchie battendo il Tottenham in finale).
Infine, da quando Jurgen Klopp è il tecnico dei Reds, Liverpool-Atalanta 0-2 rappresenta la prima sconfitta interna in assoluto degli inglesi in Champions League nei 90 minuti. Lo scorso anno, l’Atletico Madrid violò Anfield Road nel ritorno degli ottavi imponendosi per 3-2, ma dovette far ricorso ai tempi supplementari.
Liverpool-Atalanta 0-2, l’editoriale – Sì, questa volta Gasperini ha imparato
“Noi non perdiamo mai, o vinciamo o impariamo“. Quante volte abbiamo ascoltato questa massima da Gian Piero Gasperini? Tante. Eppure, dopo la scoppola interna per 5-0 di tre settimane fa in casa con il Liverpool, diversi tifosi dell’Atalanta si sono giustamente domandati: “Gasp, hai veramente imparato la lezione? Come accadde a Manchester col City lo scorso anno, hai concesso l’uno contro uno in difesa, mettendo a repentaglio la retroguardia contro attaccanti tecnicissimi e fortissimi. E 5 gol prendesti lo scorso anno, 5 gol hai preso dai Reds in casa“.
Un quesito pienamente legittimo e una critica assolutamente costruttiva posta al Vate di Grugliasco. E, da quanto si è visto ieri ad Anfield Road, quasi sicuramente è stato Gasperini stesso il critico più aspro di Gasperini. La formazione schierata ne è piena dimostrazione.
Un’Atalanta che ha giustamente rinunciato all’uno contro uno dietro, non inserendo dall’inizio nessuna punta di ruolo, con Ilicic e Gomez liberi di svariare su tutto il fronte offensivo e Pessina a fare il pendolare tra il centrocampo e la trequarti. In questo modo, la Dea non ha fornito alcun punto di riferimento in avanti al Liverpool e soprattutto ha creato una diga in mediana che ha retto pienamente alle – per la verità poche – avanzate inglesi.
Sì, lo possiamo scrivere chiaro e forte. Gasperini ha imparato. Gasperini ha capito che in certe occasioni rinunciare al proprio credo tattico è sinonimo di maturità e non di paura. Poi, certamente, avere, a differenza dall’andata, in campo Romero, De Roon, Gosens e Hateboer a pieno servizio ha dato una grande mano. Perché gli schemi tattici hanno la loro importanza, senz’altro. Ma senza gli adeguati calciatori a metterli in pratica, corrono il rischio di rimanere lettera morta.
Quando invece in campo c’era Diego Armando Maradona, non c’era schema che avesse potuto contenere la classe e l’estro di uno dei più grandi calciatori della storia di questo sport meraviglioso, se non il più grande in assoluto. Sì, poi fuori dal terreno di gioco la sua condotta non è stata irreprensibile. Ma chi ama il rettangolo verde, non può non amare Maradona. E’ stato il Calcio, poche discussioni al riguardo.
Ieri l’Atalanta ha battuto una formazione inglese (emblema di una nazione che, per i motivi noti ai più, non aveva certo in simpatia il “Pibe de Oro“) con le reti siglate al 60′ e al 64′. 60′, come l’età terrena del fuoriclasse argentino, 64′, numero la cui somma delle cifre fa 10, il suo numero per eccellenza. Chiamatele, se volete, coincidenze. Lasciateci però la libertà di credere che non lo siano.
Gasperini: “La miglior vittoria di sempre come prestigio. L’Atalanta deve giocare senza stress”
Le dichiarazioni dell’allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini al termine della vittoria della Dea in quel di Liverpool contro i Reds per 2-0, tratte da tuttomercatoweb.com.
Sulla vittoria: “Questo è un campo che tutti vedono come la storia del calcio. Non perdevano da 64 partite, forse è la migliore vittoria di sempre come prestigio. Ci deve dare la spinta, ci deve dare fiducia“.
Sulla novità tattica dovuta all’inserimento di Pessina: “L’inserimento di Pessina ha aiutato molto, col Papu e Ilicic abbiamo giocato parecchie partite. A volte abbiamo giocato coi tre, è una soluzione. Non è detto che sarà sempre così, per altre partite adotteremo altre soluzioni“.
Su Ilicic e Pessina: “Ilicic? Sono contento per lui, deve ritrovare la convizione di tornare in area. Ha ritrovato la fiducia, ha fatto tanti gol così. Questo gol è davvero molto importante. Pessina? Ha fatto bene ma trovatemene uno o due che hanno giocato male, tutti hanno fatto una partita unica. Non mi sento di fare una classifica“.
Sul discorso qualificazione: “La partita decisiva sarà con l’Ajax. Si dovrà vedere se avremo uno o due risultati a disposizione, abbiamo la qualificazione certa in Europa League. L’ambizione è quella di continuare in Champions, ci giocheremo tutto ad Amsterdam“.
Sugli obiettivi dell’Atalanta: “Deve giocare senza stress senza sentire le pressioni esterne. L’Atalanta deve trovare la soddisfazione a essere in questa competizione. L’unico grande rammarico è non viverlo vicino ai nostri tifosi. In tanti ci vogliono togliere la serenità“.
Su Maradona: “Dispiace. Ho vissuto da avversario il periodo migliore di Maradona“.
