Ahmedhodžić, un difensore per l’Atalanta

Non solo il possibile anticipo dell’arrivo di Viktor Kovalenko, ma l’Atalanta a sorpresa potrebbe arricchire a gennaio anche il reparto difensivo. Il volto nuovo del reparto arretrato potrebbe essere Anel Ahmedhodžić, 23enne svedese naturalizzato bosniaco, attualmente in forza al Malmö. Un acquisto che farebbe presagire un’eventuale uscita di Bosko Sutalo in prestito. Staremo a vedere in questi ultimi giorni di mercato.

Atalanta-Lazio (Coppa Italia) 3-2, l’editoriale – Pullman batte aereo. E quelle pazze idee su Miranchuk e mercato…

L’impensabile è accaduto, l’impossibile si è avverato. Una frase passata alla storia in quanto pronunciata dall’imperatore giapponese Hirohito all’indomani della resa nipponica alle Forze Alleate nella Seconda Guerra Mondiale, resa “agevolata” dalle bombe atomiche che distrussero prima Hiroshima e poi Nagasaki.

Con tutte le debitissime proporzioni del caso, un evento del genere è avvenuto negli ultimi 30 minuti di Atalanta-Lazio, quarto di finale in gara secca di Coppa Italia 2020/2021. Dea in 10 per l’espulsione (giusta, purtroppo) di Palomino ma in vantaggio per 3-2. Allora, Gasperini, per una volta, rinuncia al credo tattico offensivo. E fa bene.

Il tecnico di Grugliasco capisce che la Lazio non ha la qualità tecnica giusta per poter far girare il pallone a terra (la mancanza di Luis Alberto si è fatta sentire in tal senso) e che può affidarsi solo ai cross dalla trequarti per Muriqi e Immobile. Due attaccanti temibilissimi, ma che mal si trovano se gli spazi vengono loro chiusi. Allora, ecco che dalla rimessa dell’Atalanta esce per la prima volta un mezzo di trasporto che pareva essere dimenticato: il pullman.

Fuori Malinovskyi, Miranchuk e Muriel, dentro Zapata a tenere su il pallone appoggiato da Pessina e densità di uomini sulla trequarti con De Roon, Toloi e Caldara. Risultato? La Lazio predomina dal punto di vista territoriale, ma costruisce solo un’occasione nel finale con Acerbi sulla quale Gollini è stato superlativo. Quindi, soffrendo ma il pullman dell’Atalanta consente ai nerazzurri di passare il turno e di aspettare l’avversaria tra Napoli e Spezia.

Gasperini nel secondo tempo l’ha incartata – come si suol dire – a Inzaghi. Ma, onestamente, nel primo tempo è avvenuto l’esatto contrario. Il tecnico piacentino aveva trasformato Acerbi alla Toloi, facendolo salire spesso e volentieri in avanti, costringendo Maehle a ripiegare più che a offendere. Nonostante questo, il difensore prima ha offerto la palla dell’1-1 a Muriqi e poi si è inventato un gol straordinario, con i difensori atalantini a fare delle belle statuine.

Ma alla fine, volendo rimanere ai mezzi di trasporto, il pullman atalantino ha avuto la meglio sull’aereo della Lazio, riferendoci al Savoia-Marchet...ehm, al nuovo mezzo di trasporto della società di Lotito bardato con i colori biancocelesti e utilizzato per trasportare… la Salernitana (prima la FIGC impedirà questa barbarie della multiproprietà, meglio sarà per tutti).

Come nella gara col Cagliari, poi, i due est europei Malinovskyi e Miranchuk erano attenzionati con la lente d’ingrandimento. E sono usciti con certezze e dubbi. Le certezze non possono che essere i gol segnati da entrambi, a confermare la grande confidenza che hanno con la rete. Come certezza è la grande quantità dimostrata dall’ucraino, nonostante l’ernia che lo affligge oramai da mesi. I dubbi, invece, riguardano la qualità.

Né uno né l’altro, infatti, hanno dato idea di poter dare quel tocco qualitativo in più in zona offensiva. Ma, mentre da Malinovskyi te lo puoi anche aspettare, da Miranchuk rimani ancora un po’ sorpreso del fatto che non sia ancora al 100% quel talento che si è ammirato alla Lokomotiv Mosca.

Però, segna, eccome se segna. 4 reti in 314 minuti giocati, 1 ogni 78,5 minuti. Numeri che fanno balenare un’idea che potrebbe sembrare folle. Vale a dire, sarebbe davvero una pazza idea far vestire i panni di “vice-Ilicic” a un Luis Muriel che ha già dimostrato di saper svariare su tutto il fronte offensivo e anche di saltare l’uomo e quelli di “vice-Zapata” a un Miranchuk “falso centravanti”?

Idee tattiche a parte, non è follia però la richiesta alla società di un centrocampista di ruolo che possa sostituire all’occorrenza De Roon. Diciamocela tutta, senza l’olandese in campo la Dea avrebbe potuto sostenere l’assedio laziale? Abbiamo molti dubbi al riguardo. Ecco perché un mediano serve, assolutamente. E, lo precisiamo, non è Kovalenko, al momento, il profilo giusto.

Atalanta, questa volta il pullman è a favore. Lazio sconfitta 3-2, Dea in semifinale

Atalanta e Lazio si sfidano per le prima di due partite ravvicinate, che vale per i quarti di finale di Coppa Italia 2020/2021. I nerazzurri sbloccano subito il risultato al 7′. Calcio d’angolo, girata di Palomino, respinta di Reina e Muriqi spazza addosso a Djimsiti col pallone che carambola in rete. 120 secondi dopo, Muriel si trova solo in area, si gira repentinamente e conclude, ma Reina si fa trovare pronto.

La Lazio però reagisce e al 17′ impatta proprio con Muriqi. Cross di Acerbi, colpo di testa di Muriqi che sovrasta Palomino e spedisce il pallone nell’angolino basso alla sinistra di Gollini. I biancocelesti si fanno preferire e al 34′ si portano in vantaggio. Sugli sviluppi di un disimpegno, Acerbi anticipa Pessina, si invola palla al piede, salta Palomino e realizza un gran gol.

Tre minuti dopo, l’Atalanta rimette le cose a posto. Muriel, sulla sinistra, disorienta Hoedt e mette un cioccolatino che Malinovskyi deve solo scartare. Al 43′, Atalanta vicino al vantaggio. Calcio d’angolo e Romero, da buonissima posizione, anche perché ostacolato da Palomino, conclude alto. Ultima emozione di un primo tempo che si conclude 2-2.

Inizia la ripresa e al 50′ l’Atalanta si fa pericolosa. Cross di Malinovskyi, colpo di testa di Miranchuk che solo conclude centrale. Pochi minuti dopo, imbucata di Lazzari (entrato da poco al posto di Fares) che si invola solo davanti a Gollini, Palomino lo atterra e, siccome è ultimo uomo, viene espulso.

Ma, clamorosamente, è l’Atalanta a ripassare in vantaggio. Al 57′, errore di disimpegno della difesa della Lazio, Romero può servire Miranchuk che solo soletto infila Reina per il nuovo vantaggio nerazzurro. Dieci minuti dopo, calcio di rigore per l’Atalanta. Zapata viene atterrato da Hoedt, ma dal dischetto il colombiano si fa ipnotizzare da Reina.

Entra anche Immobile e la Lazio si butta in avanti. Al 72′, girata di Muriqi ben intercettata da Gollini. Si tratta di un assedio biancoceleste e all’88’ Gollini è miracoloso su Acerbi, che svetta di testa su punizione di Correa. Quattro minuti di recupero, la Lazio insiste ma Zapata è bravissimo a guadagnare due calci d’angolo che fanno perdere tempo preziosissimo. Al 94′, il triplice fischio di Pairetto. L’Atalanta batte 3-2 la Lazio ed è in semifinale di Coppa Italia.

ATALANTA (3-4-2-1) Gollini; Palomino, Romero, Djimsiti; Maehle (88′ Caldara), Pessina, Freuler, Gosens; Malinovskyi (58′ Zapata), Miranchuk (58′ De Roon); Muriel (62′ Toloi). A disp.: Rossi, Sportiello, Sutalo, Ruggeri, Scalvini, Gyabuaa, Ilicic, Lammers All. Gasperini

LAZIO (3-5-2): Reina; Patric (45′ Parolo), Hoedt (70′ Immobile), Acerbi; Marusic, Milinkovic-Savic, Escalante (62′ Correa), Akpa Akpro, Fares (45′ Lazzari); Pereira (81′ Lulic), Muriqi. A disp.: Alia,, Vavro, Armini, Radu, Cataldi, Czyz, Pereira. All. Inzaghi

Marcatori: 7′ Djimsiti (A), 17′ Muriqi (L), 34′ Acerbi (L), 37′ Malinovskyi (A), 57′ Miranchuk (A)

Arbitro: Pairetto di Nichelino

Note: Espulsi: Palomino (A), Ammoniti: Romero (A), Malinovskyi (A), Patric (L), Fares (L), Escalante (L)

Grazie Papu, il comunicato dell’Atalanta

L’Atalanta ha diramato un comunicato per dare il proprio saluto al Papu Gomez, ceduto oggi al Siviglia. Questo il testo: “In questo lungo viaggio, durato oltre sei anni, sono state tante le emozioni condivise. E quelle resteranno per sempre, così come i gol (tanti e belli), gli assist (ancora di più) e le giocate da applausi (infinite) in oltre duecentocinquanta partite con la maglia nerazzurra (252 per la precisione), la maggior parte giocate con la fascia di capitano al braccio. Un emozionante percorso fatto di gioie (tante) e di sofferenze (per fortuna poche), dai festeggiamenti per la salvezza ottenuta la prima stagione grazie a un suo gol a Palermo, a quelli per la prima storica qualificazione in Champions con la sua firma nel successo sul Sassuolo. E poi le notti magiche europee, i quarti col Psg, le imprese di Liverpool e Amsterdam, il sogno di una Coppa Italia solo sfiorata. Non resta che dire solo una parola…

GRAZIE! Ed in bocca al lupo per la nuova avventura

Il saluto del Papu Gomez su Instagram ai tifosi dell’Atalanta

Dopo aver firmato con il Siviglia (contratto fino al 2024), il Papu Gomez ha scelto il suo profilo ufficiale Instagram per rivolgere un messaggio a tutti i sostenitori dell’Atalanta tramite un video. Un video contenente il seguente messaggio: “Non avrei mai pensato di lasciare Bergamo. Sono settimane che cerco le parole giuste ma non trovo le parole per dire quello che non avrei mai voluto dire. Ma oggi è il giorno dei saluti. Ringrazio la città di Bergamo perché per quasi 7 anni mi sono sentito come a casa mia. Ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato in questi anni. Ringrazio ogni tifoso che mi ha incontrato per strada per ogni parola d’affetto. Ringrazio lo staff dell’Atalanta che mi ha supportato e che mi è sempre stato vicino. Ringrazio il Mister per quello che ho imparato in questi anni. Ringrazo la famiglia Percassi per la fiducia data 7 anni fa. Ho lasciato il cuore per ogni partita giocata e sono orgoglioso di essere stato il Capitano dell’Atalanta che oggi si trova tra le migliori d’Europa. Un’esperienza che rifarei mille volte. A presto Bergamo. E sempre Forza Atalanta!

Atalanta, i convocati per la Lazio

L’Atalanta ha comunicato l’elenco dei convocati per la sfida di domani alla Lazio valevole per i quarti di finale di Coppa Italia 2020/2021, in programma alle ore 17:45. Sono 23 i calciatori chiamati. Assenti Pasalic e Hateboer, quest’ultimo fermo ai box per un dolore al metatarso del piede destro (si spera di recuperarlo per la sfida di campionato contro i biancocelesti). Questo l’elenco dei convocati:

PORTIERI: Gollini, Rossi, Sportiello
DIFENSORI: Caldara, Djimsiti, Gosens, Maehle, Palomino, Romero, Ruggeri, Scalvini, Sutalo, Toloi
CENTROCAMPISTI: De Roon, Freuler, Gyabuaa, Malinovskyi, Miranchuk, Pessina
ATTACCANTI: Ilicic, Lammers, Muriel, Zapata

Gomez alla partenza per Siviglia: “Bergamo è nel mio cuore. Voglio bene a tutti. Anche a Gasp?”

Intercettato alla partenza per Siviglia, Papu Gomez ha rilasciato alcune brevi dichiarazioni ai giornalisti presenti. Eccone un estratto:

Su come si sente: “Triste e soddisfatto contemporaneamente. Sono sensazioni strane, lasciare l’Italia e Bergamo dopo tanti anni“.

Su cosa non rifarebbe: “Rifarei tutto ciò che ho fatto. A volte, le cose succedono. Lascio una società che è tra le top in Europa“.

Sui tifosi e la squadra: “Bergamo è la mia città, tornerò, la tengo nel cuore. Mi mancheranno tanto come mi mancheranno i compagni. Voglio bene a tutti“.

Sui Percassi e Gasperini: “Ho parlato loro, sanno cosa penso. Posso dire solo che gli vorrò sempre bene. Pure a Gasperini? Certo“.


Gomez, guarda che percorsi di MTB a Siviglia. Ma scommettiamo che…?

Salvo clamorosi ripensamenti dell’ultima ora, il Papu Gomez lascerà Bergamo in questa sessione di gennaio per andare al Siviglia. Una città splendida, dove si possono praticare anche diverse attività sportive. Tra le quali, la Mountain Bike, nuova passione dell’argentino (anche oggi il Papu ha postato, sul suo profilo Instagram, foto di una gita in MTB che, ricordiamo, è espressamente vietata dall’accordo collettivo tra la Lega di Serie A e l’Associazione Italiana Calciatori).

Allora, pensiamo di fargli cosa gradita nel mostrargli tre bei percorsi di MTB che potrebbe fare in Andalusia, tutti con partenza e arrivo a Siviglia.

Il primo è quello più facile, di 51,6 km. Si parte da Siviglia, si sale fino a Castilleja de Guzman, dove si prende la via Verde Italica per arrivare ad Alondra, dove vi è il giro di boa per ritornare a Siviglia passando per Olivares.

Di difficoltà media il secondo. 86,2 km, i primi 22 pianeggianti uscendo da Siviglia, poi si sale in direzione El Real de la Jara, dove è posto il traguardo dopo 64 km di sali scendi.

Impegnativo l’ultimo. 128,8 km seguendo il corso del fiume Guadalquivir fino ad arrivare alla sua foce, piazzata tra Jerez de la Frontera e Cadice. Ma per un tipo allenato come il Papu potrebbe essere lo stesso molto stimolante affrontarlo. Ma, scommettiamo che, una volta approdato al Siviglia, le gite in Mountain Bike scompariranno come per incanto?

Ibra-Zapata? La polemica montata sul nulla in questo campionato con asterisco

Inutile girarci attorno, comunque andrà a finire, il campionato di Serie A 2020/2021 non sarà ricordato per essere stato uguale agli altri. Questo maledetto virus Covid-19 impedirà, con ogni probabilità, ai tifosi di poter tornare alla stadio per tutta la stagione.

Ragion per cui, la spinta del pubblico non potrà condizionare alcuni risultati come accadeva in passato e come – si spera – accadrà in futuro e questo campionato è destinato a rimanere un torneo dove i risultati ottenuti saranno validissimi ma saranno tutti “asteriscati”, poiché bisognerà sempre ricordare le particolari condizioni nelle quali questi verranno ottenuti.

L’assenza del pubblico e la presenza di molti microfoni e di molte telecamere amplifica poi gli echi dei colloqui tra i calciatori. E, chi ha minimamente frequentato un terreno di gioco indossando gli scarpini, sa che non vi sono scambi di “effusioni”. Ma altrettanto sa che, soprattutto quando il risultato è conseguito, si può stemperare la tensione con provocazioni accettate da entrambi i contendenti.

Quello che è accaduto ieri sera sul finale di Milan-Atalanta. A partita in ghiaccio, con la Dea davanti per 3-0 nei minuti di recupero finali, si stava attendendo l’esito del Var per un eventuale rigore a favore dei rossoneri. Nell’attesa, Zapata è andato da Ibrahimovic chiedendo se volesse il tredicesimo rigore di questo campionato. Lo svedese ha risposto dicendo che ha più gol segnati rispetto alle presenze in carriera del colombiano, ma ha risposto sorridendo.

Uno scambio di vedute che è nato ed è finito lì, senza – ne siamo sicuri – reciproci rancori da una parte e dall’altra. Ma semplicemente perché si è trattata di una cosa di campo, come ne avvengono 10000 del genere in ogni partita. Montarne una polemica significa davvero che la classe giornalistica italiana sta davvero raschiando il fondo del barile.

Milan-Atalanta 0-3, l’editoriale – Il sabato di gioia di Bergamo. Ma non si è fatto ancora nulla

Aveva iniziato l’opera Sofia Goggia, aveva proseguito nella costruzione Michela Moioli, ha completato il disegno l’Atalanta di Gian Piero Gasperini. Ed ecco confezionata una giornata, il 23 gennaio 2021, che rimarrà di diritto nella storia sportiva di Bergamo.

La Goggia che a Crans Montana vince la seconda discesa libera consecutiva in due giorni, la terza consecutiva in stagione, la decima della sua carriera che, unita ai due supergiganti, fanno 12 in totale. La Moioli che si impone a Chiesa Valmalenco, portando a casa il sedicesimo successo della sua carriera in Coppa. Infine, la Dea che detta legge nel tardo pomeriggio sul campo della capolista del campionato italiano e campione d’inverno.

Un successo netto e perentorio, quello dell’Atalanta, che in termini di gioco non ha lasciato spazio al Milan. Romero non solo ha segnato la rete che ha sbloccato la partita ma ha totalmente annullato Ibrahimovic, Freuler e De Roon hanno annichilito Tonali e Meité (forse troppo prudenzialmente schierato come trequartista da Pioli), Zapata ha giganteggiato in avanti. Ilicic è stato il Genio, il Direttore d’orchestra con le maiuscole d’obbligo, che – come anche lui ha dichiarato nel post partita – si è divertito e ha fatto divertire. Ma tutti, dal primo all’ultimo, hanno costruito l’ennesima perla da aggiungere a una collezione che in questa stagione conta già gemme come Liverpool e Amsterdam.

Come però sempre accade dopo le grandi partite, il rischio del rilassamento inconscio è lì, dietro l’angolo, pronto a far capolino. Per far sì che rimanga solo un rischio, l’antidoto è proposto dal calendario. Due volte la Lazio, sia mercoledì in Coppa Italia che domenica in campionato. Avversario che va affrontato con concentrazione e con un pizzico di rivalsa, soprattutto per quanto riguarda l’impegno di Coppa, ricordando la finale scippata di due anni fa.

L’Atalanta svolta quindi a 36 punti. Appunto, svolta. Ricordiamocelo sempre: tanto si è gia fatto, ma…non si è fatto ancora niente.