Atalanta-Spezia 3-1, l’editoriale – Ok, Dea, il compromesso è giusto. E quel gol benaugurante di Piccoli…

Tratto dal dizionario Treccani, uno dei significati della parola “compromesso” nella sua accezione di sostantivo, è il seguente: “Transazione, accomodamento: venire, arrivare a un c.; un c. fra due contendenti; soluzione di c., forma di accordo fra le opposte esigenze di due parti in contrasto, per cui ciascuna delle due cede qualche cosa per risolvere la controversia”.

Ebbene, l’Atalanta ieri ha dovuto stilare un compromesso con sé stessa, nel tentativo di risolvere il dubbio amletico: come faccio a presentarmi al meglio martedì a Valdebebas, nel ritorno degli ottavi di Champions League con il Real Madrid, ma, allo stesso tempo, cercando di non mettere a repentaglio l’eventuale partecipazione alla prossima edizione della massima competizione calcistica europea, conquistando tre punti fondamentali con lo Spezia?

Il compromesso è (quasi) perfettamente riuscito. L’Atalanta ha battuto i liguri 3-1, si siede sul divano aspettando i risultati delle dirette concorrenti nella corsa al quarto posto (Roma e Napoli in primis) e lo fa senza aver speso chissà quali energie e quasi senza intoppi fisici, eccezion fatta per Berat Djimsiti, le cui condizioni verranno valutate oggi.

Certo, il compromesso è costato un primo tempo dove la Dea (pur avendo avuto due occasioni con Pasalic e Ilicic) non ha premuto sull’acceleratore, anche per meriti di uno Spezia coriaceo e ben disposto dal tecnico Italiano.

Una scelta che è stata a metà tra l’obbligata e la voluta. Gasperini conosceva benissimo gli avversari e sapeva altrettanto benissimo che lo Spezia – come, tra l’altro, confermato dallo stesso Italiano nel post partita – soffre della sindrome dei 45 minuti. Vale a dire, gioca un tempo e poi si spegne.

Infatti, sono bastati i primi 10 minuti della ripresa, dove il pedale del gas è stato leggermente schiacciato, per indirizzare l’incontro. Con Ilicic e Muriel, non pervenuti nel primo tempo, che hanno trovato il colpo decisivo. Il primo con l’assist a Pasalic dell’1-0 (merito anche a Maehle intervenuto nell’azione), il secondo con l’ennesima perla del suo repertorio. Il colombiano, spalle alla porta, appena fuori dall’area e calciando da fermo, ha trovato una palombella che ha tolto le ragnatele dall’incrocio. Semplicemente sublime.

L’ultima parte della gara ha visto prima il 3-0, segnato da un Pasalic finalmente ritrovato e poi il punto della bandiera dello Spezia, ancora di marca atalantina. Perché a siglarlo è stato Roberto Piccoli, figlio di Zingonia in prestito ai liguri, che sta crescendo bene. Una rete assolutamente benaugurante. In quanto, lo scorso anno, fu Pessina a segnare, nelle vesti di calciatore in prestito, alla Dea con la maglia del Verona. Chissà che per il giovane centravanti non possa accadere, nella prossima stagione, quello che sta succedendo al “Pes” che da elemento aggiunto della rosa è diventato titolare inamovibile, tranne in casi di turnover, come accaduto ieri con lui e anche con Romero e Zapata.

Ora, è tempo di chiudere le valigie. Martedì vi è il ritorno degli ottavi di Champions League con il Real Madrid. Si può dire tutto e il contrario di tutto riguardo a questo evento. Noi ci limitiamo a ricordare il fattore più importante: speriamo che, al contrario dell’andata, questa volta si possa assistere a una partita di calcio. Poi, si potrà anche uscire (e, in situazioni normali, il Real elimina l’Atalanta dalla Champions, ci mancherebbe altro). Ma fateci assistere a una partita di calcio. E no a uno show arbitrale.

Gasperini: “Ricevuti segnali confortanti. Madrid? Non andremo a fare una passeggiata”

Le dichiarazioni di Gian Piero Gasperini subito dopo la vittoria della sua Atalanta sullo Spezia per 3-1, rilasciate ai microfoni di Sky

Sulla partita: “Ho ricevuto segnali confortanti. Primo tempo difficile, anche per merito dello Spezia che è una squadra con buona tecnica e che tiene bene il campo. Noi abbiamo sbagliato qualche passaggio nei primi 45 minuti, poi sbloccata la gara è diventata più facile“.

Sulla sfida di Champions col Real: “Andremo a Madrid non per fare una passeggiata ma per giocarcela, orgogliosi e felici di non aver compromesso la qualificazione all’andara Il risultato è difficile da ribaltare ma mi auguro di giocarla 11 vs 11. Formazione? Già la ho in mente, dovranno essere in 15 i calciatori a disposizione. L’ideale sarà essere ancora in corsa nella seconda parte di gara“.

Su Pasalic: “Ha purtroppo perso parte della stagione a causa di un piccolo intervento. Sta ritrovando la condizione migliore. I gol? E’ sempre puntuale negli inserimenti in area“.

Su Ilicic e Muriel
: “Bisogna concedere loro il fatto che sbaglino qualche passaggio veniale, poi, però, insisti insisti, ti trovano la giocata“.

Su Zapata: “Sarebbe entrato al posto di un attaccante, probabilmente al posto di Ilicic. Poi siamo andati sul 2-0“.

Atalanta-Spezia 3-1, il tabellino

Il tabellino di Atalanta-Spezia 3-1, tratto da calcionews24.com

Atalanta (3-4-1-2) Sportiello; Toloi, Djimsiti (53′ Romero), Palomino; Maehle, De Roon, Freuler, Gosens (91′ Ruggeri); Pasalic (91′ Pessina); Ilicic (66′ Malinovskyi); Muriel (66′ Zapata). A disposizione: Rossi, Gollini, Lammers, Caldara, Kovalenko, Ghislandi, Miranchuk. Allenatore: Gian Piero Gasperini.

Spezia (4-3-3) Zoet; Vignali (67′ Acampora), Ismajli (80′ Chabot), Erlic, Marchizza; Leo Senza, Ricci, Maggiore (67′ Estevez); Verde (80′ Farias), Nzola (81′ Piccoli), Gyasi. A disposizione: Rafael, Galabinov, Agoume, Terzi, Bastoni, Ferrer, Agudelo. Allenatore: Vincenzo Italiano.

Marcatori: 54′, 73′ Pasalic (A), 55′ Muriel (A), 82′ Piccoli (S)

AMMONITI: Toloi, De Roon

Atalanta, i convocati per lo Spezia

L’Atalanta ha reso noti i convocati per la sfida di domani sera (fischio d’inizio ore 20:45) contro lo Spezia. Sono 23 i calciatori chiamati. In pratica, esattamente gli stessi della sfida di lunedì scorso contro l’Inter. Assenti, quindi, i soli Hateboer Sutalo. Questo l’elenco completo dei convocati.

PORTIERI: Gollini, Rossi, Sportiello
DIFENSORI: Caldara, Djimsiti, Gosens, Ghislandi, Maehle, Palomino, Romero, Ruggeri, Toloi
CENTROCAMPISTI: De Roon, Freuler, Kovalenko, Malinovskyi, Miranchuk, Pasalic, Pessina
ATTACCANTI: Ilicic, Lammers, Muriel, Zapata

Gasperini: “Pensiamo allo Spezia, non al Real. Sportiello o Gollini? Non vedo nulla di strano nel dualismo. Turnover? Giocare a calcio non è un sacrificio”

Le dichiarazioni del tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini alla vigilia dell’impegno della Dea contro lo Spezia, tratte da tuttomercatoweb.com

Sulla partita: “Pensiamo allo Spezia. Si tratta di una squadra sta cercando la salvezza attraverso il gioco. È un bell’esempio, mi sono divertito a vederli giocare. Ha vinto alcune partite, poi chiaro che è lì in classifica. Da parte mia è encomiabile quello che stanno facendo, traggo delle indicazioni e vedo una bella squadra. Gestiscono bene la palla, giocano con sicurezza. Andare a prendergli la palla non è facile, devi essere una squadra organizzata. La partita dell’andata è stata forse la più brutta, arrivavamo dalla pausa delle nazionali. Abbiamo avuto occasioni per vincerla, ma non ci siamo riusciti. Li ho apprezzati“.

Sul momento della squadra: “Non abbiamo bisogno di rifiatare, sembra che giocare a calcio sia un sacrificio. Io questa roba qua proprio non la capisco, i giocatori uguale. Gli unici rischi possono essere gli infortuni. Zapata da valutare, Sutalo e Hateboer sono fuori“.

Su Zapata: “Ieri stava bene, se è in condizione può giocare. Altrimenti lo porto in panchina“.

Sulla partita con l’Inter: “Dobbiamo guardare a noi stessi, al nostro percorso. Per noi questa è la strada per crescere, per aver guadagnato posizioni in classifica e giocare in Europa. È il nostro modo di interpretare il calcio per raggiungere nuovi obiettivi. I modi sono sempre validi quando ci riesci: con l’Inter abbiamo perso, ma partite così ti lasciano comunque la soddisfazione“.

Sull’esultanza degli avversari in caso di vittoria: “Anche noi quando vinciamo esultiamo, non è irrispettoso nei confronti degli avversari. Un’esultanza simile è normale. Ogni gara ha la sua storia, la gara va affrontata in base a come si svolge. Quello che fanno gli altri riguarda gli altri, noi cerchiamo di risolvere quelli che sono i nostri problemi. In queste gare l’episodio cambia lo svolgimento di tutto il match, noi dobbiamo essere bravi a giocare più tipi di calcio. Con lo Spezia sarà una partita diversa, ci saranno altre difficoltà. Comunque siamo soddisfatti, la squadra è concentrata ed è sul pezzo, gioca un bel calcio“.

Sull’Atalanta che si comporta bene in Europa e l’eliminazione della Juventus dalla Champions League
: “Mi dispiace, perché vuol dire che le altre hanno fatto peggio. C’è anche l’Europa League, per il calcio italiano sarebbe bello portare più squadre avanti. La Juve eliminata? Non sono sorpreso, in Europa ci sono squadre forti. Nel loro paese sono in testa al campionato, conoscono il calcio e sanno quali giocatori prendere. A volte c’è un po’ tanta presunzione qui in Italia nell’approcciarsi solo al nome. Il Real Madrid è una squadra di grandissimo livello, sono scontri rischiosi e ti puoi anche far male, ma non abbiamo la paura di snaturarci. È il nostro percorso, l’importante è essere efficaci. Io personalmente cerco di seguire la strada vicina alle mie idee“.

Sul come colmare il gap con le grandi: “Noi siamo l’Atalanta, non possiamo pensare di acquisire giocatori a 80 milioni con contratti del genere, l’Atalanta ha il suo standard ma ha già speso per quello che è il suo target, ricordiamoci che siamo in un periodo di pandemia, la proprietà ha affrontato questa crisi. Dobbiamo mantenere il nostro target, hanno sicuramente sul mercato possibilità di spendere, noi dobbiamo seguire il nostro target. Il tutto in base alle proprie possibilità. Romero, Pessina, Maehle hanno dato un contributo importante, i soldi aiutano ma non si può sforare o fare chissà cosa. Altri hanno centinaia di milioni di debiti, ma si vede che possono affrontarli. Dobbiamo seguire il nostro percorso, la squadra sta migliorando. La sensazione nella sfida dell’altra sera è che siamo sembrati forti rispetto all’Inter prima in classifica. È anche una forte motivazione, per noi quella dell’altra sera è una piccola vittoria, ti permette di pensare al futuro. Vincere a tutti i costi ti porta fuori giri. Su questo cerchiamo di migliorarci“.

Su Sportiello e Gollini: “È un altro tormentone, io non ci vedo niente di strano. Sportiello sta facendo bene, vogliamo migliorare in quel ruolo lì. Il miglioramento può essere fatto da Sportiello, da Gollini o dal mercato“.

Su Piccoli: “Sta facendo una bella esperienza, poteva anche restare qui se non ci fosse stato Lammers. È un ragazzo dell’Atalanta, va seguito nella sua evoluzione“.

Sui singoli: “Djimsiti è stato strepitoso, ma per me l’altra sera abbiamo fatto una straordinaria partita difensiva contro giocatori forti come Lukaku e Lautaro. Gosens non ha mai dato spazio ad Hakimi, ma di tutta la squadra. I 60 gol forse nascono da queste capacità di difendere“.

Su Messi e Ronaldo fuori dai quarti di Champions League: “La Champions League è una competizione durissima, fantastica. Messi e Ronaldo? Speriamo più in là possibile, ma prima o poi smetteranno. Poi ci sono Mbappé, Haaland. Ma la Champions è l’espressione di squadra“.

Verso lo Spezia, la ripresa degli allenamenti

L’Atalanta ha ripreso questa mattina gli allenamenti verso la gara di venerdì prossimo 12 marzo contro lo Spezia (fischio d’inizio ore 20:45). Tutti in gruppo gli uomini di Gasperini, eccezion fatta per Hateboer e Sutalo. Domani pomeriggio, a Zingonia, è in programma un allenamento pomeridiano.

Inter-Atalanta 1-0, l’editoriale – La partita delle consapevolezze

Analizzare la vittoria dell’Inter sull’Atalanta per 1-0 di ieri è un esercizio di una facilità estrema. Una partita di quelle canoniche indirizzate sullo 0-0 che poteva essere risolta solamente da un episodio su palla inattiva, poiché le fasi difensive di entrambe le compagini hanno annullato le rispettive fasi offensive.

Nel primo tempo, l’Atalanta ha avuto gli episodi su palla inattiva con Zapata e Toloi, ma la bravura di Handanovic unita a un gran bel pizzico di fortuna li hanno resi vani. Cosa non accaduto, purtroppo, nel secondo tempo, con l’unico tiro in porta dell’Inter, quello di Skriniar, avvenuto sugli sviluppi di un calcio d’angolo, terminato alle spalle di Sportiello.

Una partita che comunque lascia diverse consapevolezze, ad entrambe le formazioni. Vediamole brevemente.

1) La consapevolezza che l’Atalanta siede con merito al tavolo delle grandi. Delle squadre uscite sconfitte da San Siro sponda interista in campionato, la Dea è sicuramente quella che ha fatto meglio e che ha costretto (ribadiamo, costretto) l’Inter a impostare una partita catenacciara.

2) La consapevolezza che il catenaccio non è una bestemmia e può e deve essere adottato quanto occorre. L’Inter ne aveva necessità ieri sera ed è stata brava a volerlo utilizzare.

3) La consapevolezza che, se vinci una partita in questo modo, poco da dire, è il tuo anno per lo scudetto. Auguri all’Inter Campione d’Italia 2020/2021.

4) La consapevolezza che, se il Milan ha reagito brillantemente alla sconfitta nel derby ed è difficile pensare che la Juventus possa completamente sbracare in campionato, la lotta per il quarto posto dell’Atalanta è ristretta con le due romane e il Napoli.

5) La consapevolezza che, se siamo in uno stato di diritto e non nel paese del Marchese del Grillo, una delle due romane (quella con la maglia biancoceleste) debba giocoforza avere qualche punto di penalizzazione per il caos tamponi (in realtà, carte alla mano, dovrebbe essere declassata all’ultimo posto, ma non vorremmo chiedere troppo).

6) La consapevolezza che il turno è stato positivo, dato che Verona e Sassuolo hanno perso. Perché l’Atalanta deve sempre prima guardarsi alle spalle e difendere il suo piazzamento europeo, arrivando il prima possibile a quota 60 punti.

7) La consapevolezza che la nostra kriptonite si chiama “pullman”, perché l’unico mezzo che hanno le squadre avversarie per fermarci, che si chiamino Inter o Udinese, è creare la densità nella propria trequarti.

8) La consapevolezza che Gasperini debba inventarsi un altro capolavoro per capire come creare il grimaldello adatto per scardinare le porte di tutti i pullman del mondo.

9) La consapevolezza che l’Atalanta è forte e se la può andare a giocare senza paura e senza pressioni a Valdebenas, mentre quell’altra squadra romana, sempre quella con la maglia biancoceleste, andrà a Monaco di Baviera in gita premio.

10) La consapevolezza che ci siano tante finali da qui in avanti. Ma quella con la “F” maiuscola ci aspetta il 19 maggio.

Gasperini: “Spiace solo per il risultato, contento della prestazione, ne usciamo più consapevoli. Inter? Si vede che è il loro anno”

Le dichiarazioni del tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini subito dopo la sconfitta della sua squadra con l’Inter per 1-0, rilasciate ai microfoni di Sky.

Sulla partita: “Spiace solo per il risultato, ma sono contento della prestazione. Abbiamo perso per un episodio, mentre nel primo tempo siamo stati noi a non sfruttare due palle clamorose su calcio d’angolo. La sconfitta ci va stretta. Siamo stati bravi a non concedere contropiede e a rimanere equilibrati una volta sotto. Usciamo comunque bene da questa partita, con più convinzione e con quella giusta arrabbiatura“.

Sull’aver costretto l’Inter a giocare bassa
: “Quando una squadra gioca così bassa, non puoi presentarti da sola davanti al portiere ma devi sfruttare le poche occasioni che ti concede. Poi, passati in svantaggio, o sei abile nello stretto o ti affidi ai cross“.

Sull’Inter e lo scudetto
: “Se vincono queste partite così, allora è il loro anno“.

Su Zapata: “Non sarebbe uscito se non si fosse fatto male, speriamo nulla di grave“.

Su una frase da lui pronunciata in gara: “Ho detto che non mi piaceva questo atteggiamento? Non potete (rivolto al giornalista, ndr) estrapolare una frase da un discorso più lungo e pronunciato in chissà quale momento. Ripeto, sono soddisfatto della prestazione dei ragazzi“.

Inter-Atalanta 1-0, il tabellino

Il tabellino di Inter-Atalanta 1-0, tratto da calcionews24.com

INTER (3-5-2): Handanovic; Skriniar, de Vrij, Bastoni; Hakimi (dall’85’ D’Ambrosio ), Barella , Brozovic (dal 77′ Gagliardini), Vidal (dal 53′ Eriksen), Perisic (dall’85’ Darmian); Lautaro (dal 77′ Sanchez), Lukaku. All.Antonio Conte.

ATALANTA (3-4-2-1): Sportiello; Toloi, Romero, Djimsiti (dall’81’ Palomino); Maehle, de Roon, Freuler (dall’81’ Pasalic ), Gosens; Malinovskyi (dal 46′ Ilicic), Pessina (dal 73′ Miranchuk); Zapata (dal 70′ Muriel). All. Gian Piero Gasperini.

MARCATORE: 54′ Skriniar (I)

ARBITRO: Maurizio Mariani di Aprilia.

AMMONITI: Antonio Conte (all. I), Romero (A).

Atalanta, i convocati per l’Inter

L’Atalanta ha reso noti i convocati per la sfida di domani sera (fischio d’inizio ore 20:45) a Milano contro la capolista Inter. Sono 23 i calciatori chiamati. Assenti i soli Hateboer e Sutalo, rispetto al Crotone rientrano Kovalenko, Lammers e De Roon, che ha scontato la squalifica. Presente anche il primavera Ghislandi. Questo l’elenco completo dei convocati.

PORTIERI: Gollini, Rossi, Sportiello
DIFENSORI: Caldara, Djimsiti, Gosens, Ghislandi, Maehle, Palomino, Romero, Ruggeri, Toloi
CENTROCAMPISTI: De Roon, Freuler, Kovalenko, Malinovskyi, Miranchuk, Pasalic, Pessina
ATTACCANTI: Ilicic, Lammers, Muriel, Zapata