Caso Gasperini-antidoping? Una bollicina di sapone (evitabile) dalle tempistiche sospette

L’unica cosa che resta oscura, fortemente, sono le tempistiche. Per il resto il caso del deferimento da parte del Tribunale Antidoping nei confronti di Gian Piero Gasperini sembrerebbe essere di una chiarezza disarmante.

Il massimo organismo giuridico sportivo per quanto riguarda la lotta alla frode farmacologica dei risultati (indipendente dalla FIGC, ricordiamolo) avrebbe deferito il tecnico dell’Atalanta perché avrebbe insultato un ispettore antidoping che lo scorso 7 febbraio si era recato a Zingonia per svolgere un controllo antidoping a sorpresa (come regolarmente previsto dai vari protocolli).

Gasperini si sarebbe inizialmente irritato perché il controllo avrebbe ritardato l’inizio dell’allenamento. Dopo una rapida trattativa, si era arrivati all’accordo di far svolgere il controllo al termine della seduta con l’ispettore che avrebbe dovuto assistere alla stessa. Da qui il diverbio con Gasperini, in quanto il tecnico di Grugliasco avrebbe voluto mantenere le porte chiuse per tutti.

Il controllo si è svolto regolarmente a fine allenamento con esito negativo (meglio specificarlo per i tanti minus habentes tifosotti italiani frustrati medi che questo aspettavano per sfogarsi un po’ e dimenticare la loro vita fallimentare), ma il diverbio con l’ispettore sarebbe costato a Gasperini la violazione dell‘articolo 3.3 del regolamento antidoping, ovvero la “condotta offensiva” verso un ispettore e non (sempre per i i tanti minus habentes tifosotti italiani frustrati medi che questo aspettavano per sfogarsi un po’ e dimenticare la loro vita fallimentare) la mancata collaborazione al controllo, articolo 3.2 (siccome il controllo c’è stato, eccome).

Ecco spiegato perché la richiesta dell’accusa per il processo, da tenere il 10 maggio (con Gasperini che, certo delle sue ragioni, ha rifiutato il patteggiamento), sia molto leggera, 20 giorni su un massimo di 6 mesi. Il problema è che, se condannato, Gasperini non solo non potrà sedere in panchina ma non potrà neanche dirigere gli allenamenti per le ultime tre giornate e per la finale di Coppa Italia.

Qui nessuno vuole fare il complottista, ma far uscire la notizia due mesi dopo, ovverosia la settimana che porta ad Atalanta-Juventus e far scontare l’eventuale squalifica proprio nel finale di stagione (sebbene, nell’eventualità, Tullio Gritti è un Gasperini bis, quindi c’è assolutamente da fidarsi), è assolutamente sospetto.

Però bisogna altresì sottolineare come questa bollicina di sapone avrebbe potuto essere evitata se Gasperini si fosse autocontrollato. Non è la prima volta che il tecnico di Grugliasco si va a prendere delle rogne a causa del suo carattere fumantino. A questo punto un segnale, da parte della società, va dato. Perché situazioni del genere non abbiano più a ripetersi.

E Gosens ha ricevuto la maglia di Ronaldo…

Simpatico siparietto avvenuto oggi negli spogliatoi di Zingonia. Robin Gosens ha ricevuto dai propri compagni un regalo inatteso: la maglia di Cristiano Ronaldo.

Appena l’esterno tedesco ha scartato il pacchetto e ha trovato la casacca bianconera della Juventus, con il numero 7 si è lasciato andare a una risata fragorosa. Il motivo è presto detto. Gosens, nella sua autobiografia, ha scritto che Ronaldo, al termine di Atalanta-Juventus 3-0 di Coppa Italia del 30 gennaio 2019, gli aveva rifiutato la maglia. Arrivata oggi grazie ai compagni di squadra.

Fiorentina-Atalanta 2-3, l’editoriale – Occhio a non scherzare col fuoco

La saggezza popolare italiana deve la sua fama a detti brevi che sono contemporaneamente sia molto incisivi quanto decisamente esplicativi. In una parola, i proverbi. Dal Brennero a Lampedusa, queste centinaia di diciture hanno attraversato le generazioni italiche, rimanendo quanto mai attuali. Ebbene, uno di questi proverbi cade a fagiolo per descrivere la vittoria dell’Atalanta al “Franchi” contro la Fiorentina per 3-2 di domenica scorsa. Ovvero, “a scherzare con il fuoco prima o poi ci si scotta”.

Perché il successo con i viola della formazione di Gasperini è stato una copia fotostatica della vittoria casalinga contro l’Udinese ottenuta nel giorno di Sabato Santo. Vale a dire, una partita dominata, dove l’Atalanta ha prodotto gioco, ha segnato ma ha sciupato una quantità considerevole di palle gol, mentre gli avversari hanno capitalizzato quasi al 100% le occasioni prodotte, rimanendo sempre in scia alla Dea.

Fortunatamente, proprio come accaduto come i friulani, l’Atalanta è riuscita lo stesso a portarsi a casa 3 punti fondamentali per rimanere nella piena bagarre per la corsa alla prossima edizione della Champions League. E lo ha fatto con il modulo con la difesa a 4 che oramai non fa quasi più notizia, con un Malinovskyi in formato top player (e anche questa è una piacevole conferma) e con uno Zapata in giornata quasi di grazia.

E scriviamo “quasi” perché è vero che ne ha segnati due di gol, ma ne ha sciupati almeno altrettanti, complice quel Dragowski che contro l’Atalanta diventa Superman. Il portiere polacco e un Vlahovic che conferma di vivere uno straordinario periodo di forma sono stati gli unici a tenere a galla i viola, che, nonostante le chiacchiere in libertà di Iachini e Pradé i quali evidentemente avevano inviato al “Franchi” i loro avatar considerate le loro incomprensibili dichiarazioni rilasciate, sono stati inferiori ai bergamaschi per tutti i 90 minuti più recupero.

In conclusione, a proposito di proverbi e di detti popolari, tutto è bene quel che finisce bene. Ma non sarebbe saggio nascondere la considerazione che la mancata concretezza sotto porta sta cominciando a diventare un problema. E in un campionato dove i verdetti europei saranno molto probabilmente decisi per una o due lunghezze, gettare alle ortiche punti conquistati (esercizio purtroppo già fatto, vedasi Bologna e Torino) significherebbe un vero e proprio delitto sportivo. Da non perpetrare, assolutamente.

Gasperini: “Sarebbe stato folle non vincere questa partita. Nuovo modulo? La squadra deve abituarsi a saperne utilizzare tre. Ilicic via? Ma dove va?”

L’allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini ha rilasciato le proprie impressioni ai microfoni di Sky dopo la vittoria della sua squadra sul campo della Fiorentina per 2-3. Queste le principali dichiarazioni:

Sulla partita: “Sarebbe stato folle non vincere questa gara, considerando quanto abbiamo creato. Zapata quando è uscito mi ha detto che avrebbe potuto fare 5 gol. Comunque siamo stati bravi“.

Sulla Fiorentina: “Ha giocato con grande agonismo e ardore“.

Sul nuovo modulo: “Dettato dai calciatori a disposizione, ma ci tengo a precisare che non stiamo facendo nulla di nuovo. La squadra deve essere abituata a saper utilizzare due-tre moduli. Con questo posso schierare un giocatore offensivo in più dato che ne ho tanti in rosa“.

Su Freuler e De Roon: “Hanno un’intelligenza calcistica eccezionale. Quando dico che posso andarmene in tribuna dato che loro hanno il pilota automatico inserito non scherzo. Sono capaci di far passare la squadra da un modulo all’altro, da un accorgimento all’altro“.

Su Ilicic: “Va via a fine stagione? Vedremo, per ora sta qui e ce lo coccoliamo. Ma alla fine, dove va, qui sta bene. E’ un grande, siamo tutti affezionati a lui. Gioca meno? Meglio, è più motivato quando scende in campo (ride, ndr)”.

Su un discorso scudetto
: “Noi siamo cresciuti di fascia grazie al lavoro di tutti: società, squadra, staff tecnico e tifosi, che ci mancano tanto. Ma non possiamo competere con le primissime come Juventus e Inter mentre non abbiamo il budget uguale alle altre squadre con cui competiamo. Non potremo mai comprare un Barella, un Lukaku, un Osimhen. Quindi, è eccessivo parlare di scudetto“.

Sugli scontri diretti per la lotta Champions League: “In questo periodo valgono doppio. Sebbene credo che si deciderà tutto all’ultima settimana“.

Fiorentina-Atalanta 2-3, il tabellino

Il tabellino di Fiorentina-Atalanta 2-3, tratto da tuttomercatoweb.com

Fiorentina (3-5-2): Dragowski; Milenkovic, Pezzella, Martinez Quarta (32′ st Venuti); Caceres, Bonaventura (32′ st Callejon), Amrabat (26′ st Valero), Castrovilli (26′ st Eysseric), Biraghi; Kouamé, Vlahovic. A disp.: Terracciano, Rosati, Barreca, Malcuit, Montiel, Maxi Olivera, Ponsi, Munteanu. All.: Iachini
Atalanta (4-2-3-1): Gollini; Toloi, Romero (1′ st Djimsiti), Palomino, Gosens; Freuler, De Roon; Malinovskyi (18′ st Maehle), Pasalic , Muriel (18′ st Ilicic); Zapata (41′ st Miranchuk). A disp.: Sportiello, Rossi, Caldara, Sutalo, Ruggeri, Kovalenko, Lammers. All.: Gasperini

Arbitro: Sacchi

Marcatori: 13′ Zapata (A), 39′ Zapata (A), 12′ st Vlahovic (F), 22′ st Vlahovic (F), 25′ st rig. Ilicic (A)

Ammoniti: Pezzella, Amrabat, Milenkovic (F), Romero (A)

Gasperini: “Cambio di modulo? Non è una novità. Fiorentina buona squadra. Momento del campionato importante, non decisivo”.

La conferenza stampa del tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini alla vigilia della sfida di campionato con la Fiorentina di domani sera, tratta da tuttomercatoweb.com

Sul momento della stagione
: “Penso che sia ancora abbastanza lunga. Nove partite sono un quarto di campionato. Tutte le gare sono importanti, ma non decisive. Bisogna continuare a giocare gara per gara e pensare alla singola partita. C’è ancora tempo per raggiungere gli obiettivi. Trovo che sia un campionato bellissimo, appassionante. Forse era successo due anni fa ma con meno squadre coinvolte. Il campionato è avvincente, credo sia molto bello per noi essere dentro, ci dà carica“.

Sulla Fiorentina: “La Fiorentina è una buona squadra, non è riuscita a rispettare le aspettative, ma così come altre squadre. Molte sono state coinvolte nella zona bassa, ma sono squadre di valore. Le gare con la Fiorentina sono sempre state difficili, in questo anno e mezzo hanno pagato le aspettative, ma hanno valore“.

Sulla partita di domani: “Decisiva? Spero che decisiva sia l’ultima settimana, queste sono partite che ti possono aiutare a star dentro. Domani non è decisiva per chiudere, ma per restare dentro. Poi la prossima settimana si giocheranno 3 partite in otto giorni, in 40 giorni si gioca tutto, è decisivo tutto e niente. La volata è iniziata“.

Su Vlahovic: “Sta facendo particolarmente bene, è un giocatore di valore e lo ha dimostrato. Non è mai facile, a volte si devono superare momenti naturali di crescita, a volte ci sono allenatori che ti tirano fuori le caratteristiche. Voglio mandare un grande abbraccio a Prandelli, mi dispiace moltissimo per quello che gli è successo, ma deve sapere che c’è tanta gente che lo stima e che ha grande considerazione per tutto quello che ha fatto nel calcio“.

Su Pessina assente: “Abbiamo diverse soluzioni per sostituirlo. Ci dispiace perdere un giocatore in questo modo, ma con la nazionale c’è stato questo gravissimo problema. Il rammarico più grande per lui è che deve stare fermo per superare il covid, speriamo possa recuperare il più in fretta possibile come tutti quelli coinvolti. Il giocatore è in ottime condizioni, ma ci sono altre soluzioni“.

Sui singoli: “Muriel? Ha avuto una settimana un po’ travagliata, ieri ha fatto bene. Di giorno in giorno è migliorato molto, oggi ci sarà un test più sicuro. Freuler e Romero diffidati? La Fiorentina non è meno importante rispetto alle altre partite. Non credo si possano fare calcoli del genere. Malinovskyi? Era ora (ride, ndr). Ha sempre giocato, ora sta attraversando un gran periodo di forma. È dovuto restare fuori per il covid, ha avuto un problema di ernia addominale. Ma resta un giocatore importante“.

Sul cambio di modulo: “Non ci sono novità, sono tutte situazioni che abbiamo già provato. Abbiamo sempre provato queste situazioni in allenamento e in partita, è diventato naturale trovare le misure giuste perché lo avevamo già fatto tante volte“.

Sul mercato e le voci: “Io mi rendo conto che bisogna parlare anche di mercato, però nel nostro ambiente se ne parla poco, tra di noi non se ne parla. Ci sono ancora 40 giorni da giocare. Poi tutto quello che succede sono chiacchiere esterne. A volte sono veramente inventate, però fa parte della comunicazione che c’è adesso. O magari riguarda altre persone tipo i procuratori, si trovano a cena e fanno castelli dicendo compro questo o quello. Ma poi c’è poca realtà“.

Pessina positivo al COVID-19, il comunicato dell’Atalanta

Purtroppo, Matteo Pessina è incappato nel focolaio di COVID-19 scoppiato la scorsa settimana durante il ritiro della Nazionale. Lo ha comunicato l’Atalanta. Il calciatore è asintomatico e in isolamento. Questo il testo del comunicato della società bergamasca: “Atalanta B.C. comunica che, in seguito ai test molecolari effettuati ieri, martedì 6 aprile, il calciatore Matteo Pessina è risultato positivo al Covid-19. Il tesserato è asintomatico ed è in isolamento. La Società ha attivato tutte le procedure previste dal protocollo in vigore e informato le Autorità per le procedure correlate“.

Atalanta-Udinese 3-2, l’editoriale – E Gasperini fece il verso a Britney Spears

Correva il 16 maggio 2000 quando la popstar statunitense Britney Spears pubblicava il suo singolo che la fece definitivamente assurgere a stella della musica internazionale. “Oops…I did it again“, questo il titolo del pezzo, che in italiano significa: “Oops, l’ho fatto di nuovo“.

Dopo la gara di Verona, nella quale Gasperini sconfessò sé stesso schierando una difesa a 4 dall’inizio, il tecnico atalantino aveva più volte giurato e spergiurato che si sarebbe trattato solo di un episodio, dovuto alla contemporanea assenza degli esterni.

Infatti, ieri, Atalanta-Udinese, Gosens e Maehle erano entrambi disponibili ma il tecnico di Grugliasco ha nuovamente riproposto il 4-2-3-1, schierando il tedesco terzino sinistro con Toloi a destra e relegando il danese in panchina. Il risultato è stato identico a quello del Bentegodi. Vale a dire, prestazione quasi impeccabile e 3 punti in saccoccia.

E nuovamente Ruslan Malinovskyi sugli scudi. Il nuovo modulo sta all’ucraino come la pozione magica sta ad Asterix. Non è un caso. Quante volte avevamo ripetuto che il Mali fosse fuori ruolo utilizzato da trequartista e che avrebbe reso molto meglio largo, con più spazio a disposizione per le sue giocate? Tante. Sinceramente, non ci stupisce il suo miglioramento perché ora è stato messo in grado di poter esprimere al meglio le sue indubbie potenzialità.

Ma da questa nuova veste tattica ne ha tratto giovamento anche Palomino. L’argentino impacciato di inizio 2021 sembra essere diventato solo un pallino ricordo. Accanto a Romero e coperto lateralmente, Palomino ha riacquistato sicurezze ed è tornato a essere un baluardo.

Poi, Muriel. Vero, Lucho rende (e segna, sono 18 in campionato) ovunque e comunque. Ma messo largo a sinistra nei tre dietro Zapata può diventare micidiale nell’uno contro uno, come ha già dimostrato contro la sua ex Udinese, divenuta sua vittima preferita.

Continuando la disamina, c’è un’altra ragione che rende preferibile ora l’utilizzo di questo modulo. Il 3-4-1-2 è oramai metabolizzato dalle squadre avversarie, che lo neutralizzano con un metodo tanto antico quanto poco spettacolare: il pullman davanti alla difesa. Il 4-2-3-1, con i due esterni offensivi larghi, vanifica la densità di calciatori difendenti al centro, proprio perché bisogna seguire chi dà ampiezza alla proposta offensiva.

Certo, prezzi da pagare ce ne sono. Ieri, Gosens non ha giocato la sua miglior partita. Vuoi perché stanco causa impegni delle Nazionali, vuoi perché fortemente disabituato a giocare da terzino. Toccherà a Gasperini “resettarlo” in tal senso.

In conclusione, giusto sottolineare come l’unica pecca di ieri siano state le due reti subite nelle due uniche vere sortite offensive dell’Udinese. Sebbene, forse sarebbe più corretto parlare di autentici regali (nonostante siamo a Pasqua e non a Natale) della retroguardia atalantina.

Finché le fai contro l’Udinese (squadra che oramai può mettersi in ciabatte ad aspettare il finale di stagione), passi. Ma se le fai contro una tua diretta concorrente o una compagine in piena bagarre salvezza, le distrazioni potrebbero costare caro. Perciò, attenzione massima.

Gasperini: “Classifica cortissima, ma siamo più liberi di testa rispetto ad altri”

La conferenza stampa di Gian Piero Gasperini dopo la vittoria della sua Atalanta sull’Udinese per 3-2, tratta da tuttomercatoweb.com

Sulla partita
: “Abbiamo dominato a lungo la partita, al di là dei due gol l’Udinese non ha creato molto. Sono stati in grado di riaprire due volte la gara, ha sicuramente creato un po’ di apprensione. Ma nella globalità della gara il risultato è stato più in equilibrio di quello che si è visto in campo. Oggi abbiamo preso due gol, ma la fase difensiva è stata buona. Non ricordo situazioni pericolose dell’Udinese, ma c’è stata anche la bravura dell’avversario“.

Sul momento della squadra: “Buono? Lo dice la classifica, ma anche gli scontri diretti: abbiamo fatto spesso bene, è giusto alimentare le nostre ambizioni. Quest’anno il campionato è diverso, nessuna big è rimasta attardata rispetto allo scorso anno. La classifica è cortissima, possiamo dire che abbiamo la testa un po’ più libera rispetto agli altri. Non dico che non abbiamo nulla da perdere, ma sicuramente siamo molto motivati per conquistare un traguardo del genere. La nostra fase difensiva può diventare un tema di forza nelle ultime dieci partite“.

Su Muriel e Gosens: “Muriel ha avuto un problema fisico, un risentimento alla schiena. Non dovrebbe essere qualcosa di serio. Per Gosens scelta tecnica, giocando a quattro a avuto meno occasioni di allenarsi“.

Sui nazionali: “La squadra ha fatto molto bene, soprattutto in fase offensiva. Nel finale si è vista un po’ di stanchezza, ma con i cambi siamo riusciti a tamponare“.