Correva il 16 maggio 2000 quando la popstar statunitense Britney Spears pubblicava il suo singolo che la fece definitivamente assurgere a stella della musica internazionale. “Oops…I did it again“, questo il titolo del pezzo, che in italiano significa: “Oops, l’ho fatto di nuovo“.
Dopo la gara di Verona, nella quale Gasperini sconfessò sé stesso schierando una difesa a 4 dall’inizio, il tecnico atalantino aveva più volte giurato e spergiurato che si sarebbe trattato solo di un episodio, dovuto alla contemporanea assenza degli esterni.
Infatti, ieri, Atalanta-Udinese, Gosens e Maehle erano entrambi disponibili ma il tecnico di Grugliasco ha nuovamente riproposto il 4-2-3-1, schierando il tedesco terzino sinistro con Toloi a destra e relegando il danese in panchina. Il risultato è stato identico a quello del Bentegodi. Vale a dire, prestazione quasi impeccabile e 3 punti in saccoccia.
E nuovamente Ruslan Malinovskyi sugli scudi. Il nuovo modulo sta all’ucraino come la pozione magica sta ad Asterix. Non è un caso. Quante volte avevamo ripetuto che il Mali fosse fuori ruolo utilizzato da trequartista e che avrebbe reso molto meglio largo, con più spazio a disposizione per le sue giocate? Tante. Sinceramente, non ci stupisce il suo miglioramento perché ora è stato messo in grado di poter esprimere al meglio le sue indubbie potenzialità.
Ma da questa nuova veste tattica ne ha tratto giovamento anche Palomino. L’argentino impacciato di inizio 2021 sembra essere diventato solo un pallino ricordo. Accanto a Romero e coperto lateralmente, Palomino ha riacquistato sicurezze ed è tornato a essere un baluardo.
Poi, Muriel. Vero, Lucho rende (e segna, sono 18 in campionato) ovunque e comunque. Ma messo largo a sinistra nei tre dietro Zapata può diventare micidiale nell’uno contro uno, come ha già dimostrato contro la sua ex Udinese, divenuta sua vittima preferita.
Continuando la disamina, c’è un’altra ragione che rende preferibile ora l’utilizzo di questo modulo. Il 3-4-1-2 è oramai metabolizzato dalle squadre avversarie, che lo neutralizzano con un metodo tanto antico quanto poco spettacolare: il pullman davanti alla difesa. Il 4-2-3-1, con i due esterni offensivi larghi, vanifica la densità di calciatori difendenti al centro, proprio perché bisogna seguire chi dà ampiezza alla proposta offensiva.
Certo, prezzi da pagare ce ne sono. Ieri, Gosens non ha giocato la sua miglior partita. Vuoi perché stanco causa impegni delle Nazionali, vuoi perché fortemente disabituato a giocare da terzino. Toccherà a Gasperini “resettarlo” in tal senso.
In conclusione, giusto sottolineare come l’unica pecca di ieri siano state le due reti subite nelle due uniche vere sortite offensive dell’Udinese. Sebbene, forse sarebbe più corretto parlare di autentici regali (nonostante siamo a Pasqua e non a Natale) della retroguardia atalantina.
Finché le fai contro l’Udinese (squadra che oramai può mettersi in ciabatte ad aspettare il finale di stagione), passi. Ma se le fai contro una tua diretta concorrente o una compagine in piena bagarre salvezza, le distrazioni potrebbero costare caro. Perciò, attenzione massima.
Atalanta-Udinese 3-2, l’editoriale – E Gasperini fece il verso a Britney Spears
