Atalanta-Roma 1-4, l’editoriale – Gasperini, occorre cambiare tattica. In tutti i sensi

L’Atalanta, in questo suo fantastico periodo iniziato nella stagione 2016/2017, è riuscita ad ottenere un altro piccolo primato: perdere una partita con tre reti di scarto nonostante un possesso palla del 71% e con 10 calci d’angolo a favore contro ZERO (sì, avete capito bene, ZERO) degli avversari.

Eppure il calcio è straordinario perché basta interpretarlo con assoluta semplicità. Se sono un allenatore di una squadra che ha a disposizione due attaccanti rapidi e tecnici (Abraham e Zaniolo) e un centrocampo di straordinari palleggiatori (Veretout e Mkhitaryan) e vado ad affrontare una squadra che concede subito l’1 vs 1 in difesa, ho una scelta semplice semplice: sfrutto gli spazi fin dall’inizio, con la tecnica dei miei attaccanti vado in gol, mi difendo con ordine e con i palleggiatori che tengo organizzo letali contropiedi.

Catenaccio, insomma. La Roma di Mourinho si è imposta con una tattica vecchia di 75 anni (nata a Salerno, sulle spiagge di Santa Teresa, grazie ad Antonio Valese e sviluppata dall’allora allenatore della Salernitana Gipo Viani nel 1947) ma che non passa mai di moda. E che non è un’offesa, anzi, ma è un modo del tutto legittimo di interpretare il calcio.

Mourinho aveva preparato la gara per vincere, aveva detto in conferenza stampa. Ebbene, Gasperini gli ha dato una grossa mano. Non è solo il gol di Abraham dopo 56 secondi di ieri. Ma è quello di Calabria col Milan. E’ quello di Danjuma contro il Villareal. E’ quello di Pereyra con l’Udinese lo scorso anno. Sinceramente, basta.

Le partite durano 90 e più minuti e contro squadre dalle indubbie doti tecniche partire ad handicap diventa un fardello che non sempre riesci a recuperare. A maggior ragione, non può recuperarlo un’Atalanta che appare stanca fisicamente, soprattutto nei suoi mastini di centrocampo De Roon e Freuler (a tal proposito, perché Koopmeiners in panchina?).

Ci sono voluti lo 0-1 di Abraham e lo 0-2 di Zaniolo, per convincere Gasperini, con l’ingresso di Muriel al posto di Djimsiti a passare al 4-2-3-1. L’Atalanta ha trovato più equilibrio e sono arrivati l’1-2 del colombiano e 22 minuti della ripresa dove si è giocati in una sola metà campo.

Poi, in una partita del genere, contano anche gli episodi. 67′, Zapata colpisce di testa da calcio d’angolo, la palla è deviata da Cristante e finisce in rete. Sarebbe la rete del 2-2. Ma l’intervento dell’ex atalantino viene effettuato per impedire che Palomino, in fuorigioco attivo su colpo di testa di Zapata, intervenisse a sua volta. Rete purtroppo giustamente annullata al VAR (saremo massacrati, in primis da Gasperini, ma siamo solamente obiettivi).

Cinque minuti dopo, punizione di Veretout, Musso rimane inchiodato sulla linea di porta, Smalling insacca comodamente. La partita finisce qui, il secondo gol di Abraham non fa testo. Una situazione che apre un altro spunto di discussione: il portiere.

La differenza nel punteggio, purtroppo, è stata fatta anche dagli estremi difensori. Rui Patricio ha compiuto tre interventi fondamentali su Djimsiti, Toloi e Malinovskyi, Musso non ha avuto colpe sulle prime due reti, ma sul gol di Smalling non ha assolutamente scuse: quella palla doveva assolutamente essere sua, non ci sono discussioni che tengono.

L’argentino ex Udinese continua sull’ottovolante delle prestazioni. Se si tratta di conclusioni nello specchio della porta, bene o male, si è tranquilli ma sulle uscite, per ora, è da horror. E l’Atalanta non può permettersi il lusso di aspettarlo.

Come non può permettersi di aspettare che Gasperini decida di cambiare tattica. Questa squadra è decisamente più equilibrata in questo momento con il 4-2-3-1, non ci sono storie. Il Vate di Grugliasco, invece di sbraitare in sede di conferenza, si convinca a modificare in alcune occasioni il suo credo. A meno che sia soddisfatto di subire sempre gol al primo giro di lancette.

Gasperini: “L’episodio del gol annullato sul 2-2 è stato determinante. Ce lo venissero a spiegare”

La conferenza stampa del tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini subito dopo la sconfitta della sua squadra con la Roma per 4-1.

Sull’episodio del gol annullato sul 2-2: “Fai 2-2 a 20 minuti dalla fine e cambia tutto. Qualcuno venga a spiegarmi perché è stato annullato quel gol. Palomino non tocca il pallone ma la prende Cristante. E non provassero a cercare di girarla sul fatto che Palomino fosse dietro Cristante. L’arbitro non è andato neanche a vedere. Ripeto, gli arbitri vengano a spiegarmelo“.

Sugli errori in generale e il VAR: “Basta, questi episodi vanno tutti contro di noi. Anche oggi, rigore non dato su Toloi, il rigore di Maehle con la Fiorentina. Questi sono punti. Non si capisce più nulla con queste regole. Incontro con gli arbitri? No, l’incontro lo deve fare tutto il mondo del calcio, non si capisce il regolamento“.

Sui gol presi al primo minuto: “Quando ti accade tre volte, non è più casualità, è una prova”.

Sul discorso maglia sbagliata del Christmas Match: “Non ce ne fregava nulla. Purtroppo a Bergamo si corre il rischio di fare attenzione più ad altre cose che alle partite“

Sulla Roma: “Attenzione, la Roma ha meritato di vincere. A prescindere dall’episodio, che rimane incomprensibile“.

Sulle dimensioni della sconfitta
: “Quando si perde, per certi aspetti è meglio, così hai più materiale sul quale lavorare”.

Atalanta-Roma 1-4, il tabellino


Il tabellino di Atalanta-Roma 1-4, tratto da calcionews24.com

ATALANTA-ROMA 1-4

ATALANTA (3-4-1-2): Musso; Toloi, Palomino, Djimsiti (34′ Muriel); Hateboer (78′ Zappacosta), De Roon, Freuler, Pezzella (78′ Maehle); Ilicic (46′ Malinovskyi), Pasalic (64′ Miranchuk); Zapata. A disposizione: Sportiello, Rossi, Piccoli, Pessina, Lovato, Koopmeiners, Demiral. Allenatore: Gasperini

ROMA (3-5-2): Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibáñez; Karsdorp, Veretout (92′ Kumbulla), Cristante, Mkhitaryan (88′ Calafiori), Vina; Zaniolo (67′ Shomurodov), Abraham (92′ Bove). A disposizione: Fuzato, Boer, Calafiori, Darboe, Diawara, Mayoral, Perez, Villar, Zalewski. Allenatore: Mourinho

Marcatori: 1′ Abraham, 27′ Zaniolo, 45’+1 aut. Cristante, 72′ Smalling, 81′ Abraham

Ammoniti: De Roon, Zaniolo, Ibanez, Mancini

Atalanta, i convocati per la Roma

L’Atalanta ha comunicato la lista dei convocati per la sfida alla Roma, valida per la 17/a giornata di Serie A 2021/2022 e in programma domani alle 15. Sono 23 i calciatori chiamati. Assente il solo lungodegente Gosens. Questo l’elenco completo dei convocati:

PORTIERI: Musso, Rossi, Sportiello
DIFENSORI: Demiral, Djimsiti, Hateboer, Lovato, Maehle, Palomino, Pezzella, Toloi, Zappacosta
CENTROCAMPISTI: De Roon, Freuler, Koopmeiners, Malinovskyi, Miranchuk, Pasalic, Pessina
ATTACCANTI: Ilicic, Muriel, Piccoli, Zapata

Gasperini: “La Roma non è così distante da noi. Noi anti-Inter? Pensiamo al nostro percorso”

La conferenza stampa della vigilia di Atalanta-Roma del tecnico della Dea Gian Piero Gasperini, tratta da tuttomercatoweb.com

Sulla partita: “Abbiamo bisogno di migliorare il nostro rendimento in casa, ci vuole una serie di vittorie per riuscire ad alzare la quota punti in casa, ma sono tutte statistiche, quel che conta è Atalanta-Roma. Sarà una gara di cartello è di valore, dove dobbiamo arrivare molto concentrati, non dobbiamo avere pensieri natalizi. È un momento molto importante del campionato, in tre giorni chiudiamo il girone di andata, abbiamo avuto un rendimento significativo“.

Sulla Roma e Mourinho: “Rimane una squadra di valore nonostante sia attardata in classifica. Al di là dei numeri che abbiamo fatto, in una classifica così corta non possiamo guardare i risultati indietro, tutte corrono molto forte. Siamo soddisfatti di ciò che stiamo facendo, ma ogni volta si riparte da capo. Mourinho? Sicuramente è un grande allenatore, sia per l’entusiasmo travolgente che ha portato all’inizio che per la sua storia, in una piazza entusiasta come Roma, poi il campo è sicuramente un altro argomento. Sono convinto che nel tempo potrà alzare la qualità. Ha appena iniziato un percorso, è umano anche lui come tutti e ha bisogno di tempo. Gli attaccanti della Roma? Ha un reparto d’attacco che vale quello delle migliori squadre, Zaniolo e Abraham sono due giocatori molto forti, hanno una bella rosa. La squadra è attrezzata e ha giocatori forti. Avevamo bisogno di lavorare in una settimana piena, mi sembra una settimana lunghissima, non siamo più abituati a questo (ride, ndr). Ogni tanto è sicuramente utile avere una settimana di allenamento“.

Sui tre ex Cristante, Mancini e Ibanez: “A Roma sono contenti del loro rendimento, giocano con continuità. Bryan è molto duttile, ha giocato in più ruoli e caratterialmente è un leader, come lo era qui nonostante la giovane età. Lo stesso Mancini ha avuto qualche acciacco, ma è un giocatore di valore. Dobbiamo fare attenzione soprattutto sui calci piazzati, loro sono fortissimi. Ibanez? Ha giocato poco da noi, ha avuto un inizio difficile, in quel momento doveva andare a giocare da altre parti per fare esperienza in più. All’inizio la società ha pensato di darlo in prestito, poi la Roma ha fatto un’offerta importante e la società ha deciso di venderlo. A volte si tirano fuori delle polemiche che non ci sono, è sempre stato un ragazzo positivo, poi è andata così: noi in quel momento eravamo ben attrezzati in difesa. Io ho molto rispetto della forza della Roma, noi dovremo essere molto bravi domani, noi abbiamo una buonissima determinazione e un’alta autostima, in certi momenti della stagione questo può spostare l’asticella. In un campionato comunque lungo tutto va a riequilibrarsi“.

Su come sta la squadra
: “A parte Gosens ci siamo tutti, speriamo presto di recuperarlo, è un giocatore importantissimo per i gol e gli assist. Il recupero di Gosens è stato questo, c’è stato un momento in cui abbiamo sperato di velocizzarlo, ma sin da subito ho visto l’importanza della lesione. Il momento? Non si finisce mai di migliorare. Ci sono sempre tante situazioni migliorabili, ma la squadra si è compattata molto sia per l’emergenze sia per il valore che ha saputo esprimere. Abbiamo una bella testa, quando vinci gare come quella col Verona vuol dire che l’autostima poi cresce“.

Sugli infortuni: “È difficile spiegare scientificamente il motivo di questi infortuni che hanno toccato tutti, probabilmente la frequenza di partite può fare la differenza, ma questo è un tema che lasciamo anche ai medici. Siamo usciti da quella situazione di grande emergenza, ora l’emergenza riguarda qualche altra squadra, speriamo in futuro che ci possano essere delle situazioni migliori, sapendo anche tutto il lavoro che c’è dietro che i giocatori fanno per recuperare. Ora stiamo bene“.

Sull’Olympiacos
: “Abbiamo preso una bella squadra, lo sappiamo. È un ambiente particolare, hanno un pubblico che ha grande entusiasmo, dobbiamo fare bene per superare il turno, incontriamo una squadra di valore“.

Sul discorso “anti-Inter”: “Fa parte di quello che viene detto e scritto, lo dicono gli altri. Noi abbiamo il nostro percorso in testa, che è semplice e immediato. Pensiamo alla Roma e a come vincere la partita, viviamo meno pensieri a lunga scadenza, non è un modo per nascondersi, ma è il modo per interpretare le gare. L’importanza della gara di domani? Mi ripeto, ma è come ho già detto. Domani però non sarà decisiva, il nostro obiettivo è cercare di vincerne il più possibile e di affrontare l’avversario nel migliore dei modi. Lo stiamo facendo non con la forza di 11 giocatori, ma con tutta la rosa, è determinante chi entra e chi non gioca, è determinante la spinta da parte di tutta la rosa. Affronteremo l’argomento quando ne sarà il momento, sarebbe fantastico raggiungere nuovamente la Champions, non parliamo del resto perché siamo concentrati su questo. Non so quanto possa essere difficile comprendere il nostro atteggiamento, ma è così. Il nostro spirito è solo questo“.

Sui singoli: “Muriel? Era partito benissimo, poi l’infortunio lo ha bloccato, già da qualche settimana è tornato ad essere quello dello scorso anno, è chiaro che per noi è un giocatore fondamentale, ma in attacco tutti sono fondamentali. Dal momento che siamo tornati ad essere pericolosi davanti abbiamo iniziato a vincere le partite. Muriel come minutaggio è indietro perché ha avuto l’infortunio. Miranchuk? È un dato di fatto che predilige giocare in una determinata zona di campo. Dico sempre che un giocatore va gratificato e messo dove esprime al meglio, poi per necessità si fanno degli adattamenti. De Roon in emergenza può fare anche il portiere, ma non solo lui. Non è colpa di nessuno, il giocatore è molto forte e non c’è nessun dubbio su questo, ha talento e tecnica, ha avuto difficoltà di inserimento. È un ragazzo buonissimo, educato, rispettoso. Zapata? Il momento di Zapata è straordinario perché non è di una partita o due, ma è dall’inizio dell’anno che ha una condizione fisica e mentale straordinaria. Pensavamo fosse già ad alti livelli, ma stiamo vedendo un giocatore cresciuto anche come personalità e consapevolezza, sta facendo cose migliori rispetto agli altri anni. Abbiamo 14 giocatori diversi andati in gol? Speriamo di averne 16-17. Su Maehle? Fa i gol con la Nazionale“.

Sulla “letterina” a Babbo Natale: “C’è già una bella letterina per domani, poi quella di martedì, poi pensiamo al pranzo di Natale con la famiglia. Al momento nella letterina ci sono queste richieste“.

Verona-Atalanta 1-2, l’editoriale – Una vittoria “psicologica”

Oramai è palese da tanto tempo. Se si vuol prevalere nello sport, bisogna far coniugare due caratteristiche: un’adeguata preparazione fisica e una grandissima forza mentale. Se sei preparato atleticamente ma ti sciogli come neve al sole al primo intoppo, non fai tanta strada. Idem se hai grande consapevolezza nei tuoi mezzi ma sei stato pigro negli allenamenti.

Un binomio inscindibile che però, attenzione, non si traduce in un perfetto equilibrio “50 e 50”. Alle volte, infatti, è necessario che la bilancia penda dalla parte di una caratteristica rispetto che dall’altra. E la vittoria dell’Atalanta di ieri a Verona ne è stata una perfetta dimostrazione.

I calciatori sono esseri umani e come tali risentono di emozioni. Era palese che l’eliminazione dalla Champions avvenuta contro il Villareal lasciasse delle scorie in Zapata e compagni. Ed è stato questo il motivo principale per la prima mezz’ora da “horror” della Dea, totalmente in balia del Verona che è meritatamente passato in vantaggio con Simeone e ha sfiorato il raddoppio con Lasagna.

L’Hellas, però, ha commesso il peccato originale nel quale incappano spesso e volentieri tutte le squadre di caratura media quando affrontano una cosiddetta “grande” del campionato: non chiudere la partita quando il più quotato avversario è in difficoltà.

L’Atalanta, utilizzando il vantaggio tecnico, è uscita piano piano dal guscio, è stata abile a trovare il gol del pari con Miranchuk prima del 45′ e ha accelerato nella ripresa quel tanto che bastava per “permettere” a Tameze di deviare la conclusione di Koopmeiners nella propria porta, regalando i 3 punti alla formazione di Gasperini.

Tre punti pesanti in ogni caso perché il “Bentegodi” resta un terreno di gioco difficile (Juventus e Lazio ci hanno lasciato le penne, l’Inter ha vinto ma soffrendo) e, soprattutto, perché Napoli e Milan hanno rallentato il loro cammino, con i partenopei sconfitti in casa da un Empoli sempre più sorprendente e i rossoneri che solo grazie alla zampata di Ibrahimovic (e un Silvestri non irreprensibile) in pieno recupero hanno evitato il ko a Udine.

La classifica sorride, con l’Atalanta terza a 37 punti a -3 dall’Inter ma anche e soprattutto a +7 sulla Fiorentina quinta e a +11 sull’Empoli ottavo (guardiamo sempre tutto il discorso europeo). Il record di punti del girone d’andata della Dea di Gasperini è stato già staccato. Ma l’appetito vien mangiando e Roma e Genoa rappresentano due occasioni per rimpinguare il bottino. Sperano che la rete di Miranchuk non resti un “unicum” (sarebbe davvero fondamentale recuperare definitivamente il russo, a prescindere dalle sirene di mercato).

Fino al 21 dicembre sera, dunque, si pensi solo ed esclusivamente al campo. Per mercato (queste voci di Muriel scontento si fanno sempre più insistenti) ed Europa League, ci sarà tempo e modo.

Percassi: “Olympiakos? Non sarà facile. EL non è Champions di Serie B. E noi…”

Al sito ufficiale dell’Atalanta, il Presidente Antonio Percassi ha rilasciato le proprie impressioni in merito al sorteggio dei sedicesimi di Europa League che vedrà la Dea opposta all’Olympiakos.

Sul sorteggio e sull’Olympiakos: “Si tratta di una squadra tosta, dura. Nel loro stadio, poi, sarà una battaglia“.

Sull’Europa League: “Essere usciti dalla Champions ci dispiace, ma l’Europa League non è una Champions di Serie B. Ci sono squadre forti ed esperte. Il mister e la squadra daranno il massimo“.

Sul campionato: “Grazie all’esperienza accumulata, abbiamo evitato il contraccolpo psicologico derivante dall’eliminazione e abbiamo subito vinto a Verona. Ci mancano due partite alla fine del girone d’andata. Vogliamo far bene per concludere un’annata straordinaria. E speriamo…di salvarci“.

Questa sera alle 22 “BergamoNerazzurra” in diretta

Questa sera alle ore 22, vi aspettiamo in diretta sulla pagina Facebook di BergamoNerazzurra.net. Con il direttore Giuseppe Pucciarelli e i suoi ospiti parleremo di quanto accaduto ieri a Verona con la vittoria dell’Atalanta per 2-1. Spazio anche ai sorteggi di Europa League, con la Dea impegnata contro l’Olympiakos Pireo a febbraio.

Vi aspettiamo numerosi.

Atalanta, a febbraio l’Olympiakos in Europa League

Sono stati sorteggiati pochi minuti fa i sedicesimi di finale di Europa League 2021/2022 (d’accordo, sono ufficialmente “spareggi” ma de facto sono confrontabili con i “vecchi” sedicesimi di Europa League). L’Atalanta sfiderà i greci dell’Olympiakos. Andata a Bergamo il 17 febbraio, ritorno ad Atene il 24 febbraio. Questo il quadro completo dei sedicesimi di Europa League.

Siviglia – Dinamo Zagabria
Atalanta – Olympiakos
Lipsia – Real Sociedad
Barcellona – Napoli
Zenit San Pietroburgo – Betis Siviglia
Borussia Dortmund – Rangers Glasgow
Sheriff – Braga
Porto – Lazio

Gasperini: “Vittoria nata dalla testa dei calciatori. Scudetto? A Zingonia di casa ci sta l’umiltà”

La conferenza del tecnico dell’Atalanta Gian Piero Gasperini subito dopo il successo della sua squadra sul campo del Verona per 2-1.

Sulla partita: “Vittoria pesante contro una squadra forte, fisica e che gioca anche bene. Abbiamo sofferto la prima mezz’ora, poi meglio nella restante parte della gara. Un passo avanti. Ne usciamo rafforzati? Sì, ci hanno mangiato nella prima mezz’ora, eravamo imbambolati e stiamo cresciuti giocando e col carattere. Siamo stati capaci nell’arco della stessa partita di crescere sia mentalmente che tecnicamente, un successo nato dalla testa”.

Sui cambi di formazione rispetto al Villareal: “7 cambi? I calciatori sono tutti titolarissimi, per me, non mi perdo dietro le stupidate di chi gioca tra uno o l’altro“.

Su Miranchuk: “Grande Miranchuk, lo vedevo anche in allenamento. Il problema è che sia lui, che Malinovskyi che Ilicic amano giocare a destra. Dobbiamo sperare che uno dei tre si adatti a giocare a sinistra“.

Sullo scudetto
: “Scudetto? Ribadisco quanto detto sette giorni fa. Se arriviamo in testa alla classifica ne parlerò. Attenzione però a non diventare arroganti e presuntuosi, vinciamo qui, vinciamo là. Questo atteggiamento è completamente distante dalla realtà di Zingonia, dove predomina l’umiltà che ti consente di migliorarti sempre dove occorre“.

Sull’eliminazione con il Villareal: “Siamo dispiaciuti dell’eliminazione perché era un passaggio del turno alla nostra portata. Però non condividiamo cosa è stato detto su questa partita perché è stata comunque una gara che ci ha detto che siamo a livello di queste squadre. Il percorso che dobbiamo fare noi continua. Poi ci sta che in una serie di partite ne puoi sbagliare una“.

Sui numeri: “Vi è la dimostrazione che questa stagione ci sta dando soddisfazioni“.

Sul Verona: “Rispetto al Verona di Juric? La base è simile, poi ognuno ci mette del suo. Arrivati a certi livelli, i particolari fanno la differenza e Tudor ha messo i suoi particolari così come Juric li mette nel Torino. Chi verrà qui troverà sempre difficoltà“.

Su Koopmeiners: “Koopmeiners ha un gran sinistro, è una soluzione in più che può darci. Calciatore che ha potenzialità“.

Sulle differenze tra le vittorie di Torino e Napoli: “Partite diverse. A Torino hai vinto soffrendo, a Napoli hai vinto ribaltando anche sfruttando le loro assenze importanti“.

Su Zappacosta: “L’ho cambiato anche perché lunedì ha subito una distorsione alla caviglia“.