A La Gazzetta dello Sport, il Presidente dell’Atalanta Antonio Percassi e l’azionista di maggioranza relativa Stephen Pagliuca hanno rilasciato un’interessante intervista avente come oggetto, ovviamente, il futuro della Dea. Queste le loro parole, tratte da tuttomercatoweb.com
Così Pagliuca: “Verrò a Bergamo il più spesso possibile, la prima volta nelle prossime settimane, spero ad aprile. Sarò sempre a stretto contatto con la squadra manageriale: nei Celtics il nostro modello è sempre stato improntato sulla leadership e la stabilità del management, la pazienza, il focalizzarsi sui tifosi. A Boston in vent’anni abbiamo avuto lo stesso presidente e general manager, Danny Ainge, e solo tre tecnici. Quando ad aprile, con l’ok della Federazione, sarà ratificata l’ufficialità dell’accordo di partnership, daremo dettagli sui nomi dei soci che mi accompagneranno in questa avventura. Ma nei Percassi abbiamo dei leader fantastici e il progetto non comporta nessuna svolta epocale proprio perché prevede che si continuino a fare le cose come sono state fatte sinora. Da anni ci stavamo interessando alla Serie A. Ho incontrato i Percassi attraverso Luca Bassi, un mio partner in Bain Capital, cinque-sei mesi fa: siamo venuti a Bergamo per Atalanta-Manchester United, abbiamo cenato con loro e capito subito di avere la stessa passione e visione dello sport. Boston è storicamente legata ai Celtics come Bergamo all’Atalanta: sappiamo quanto sia importante per tutta l’area geografica e che buona parte del successo dell’Atalanta sta nel grande supporto della sua gente. Per noi questo è un onore. Ho sentito un feeling simile a quando nel 2003 comprammo i Celtics: i club come una religione in città“.
Così Percassi: “E’ stato un altro atto d’amore per l’Atalanta, che è nel mio cuore, in quello della mia famiglia, dei tifosi e di Bergamo. Ho visto in Steve Pagliuca la mia stessa passione e ambizione, anche lui come me ha un passato nello sport praticato, anche lui con i Boston Celtics ha avuto l’esperienza di una gestione di successo. Giocare nell’Atalanta diventerà un’ambizione“.
Atalanta-Sampdoria 4-0, l’editoriale – A Firenze torna il gelo
No, Atalanta-Sampdoria non è iniziata ieri alle 20:50. E’ iniziata al 94′ di Sassuolo-Fiorentina 2-1 del 26 febbraio, quando Defrel ha smontato le speranze viola di arpionare almeno il pareggio. E’ proseguita al 94′ di Lazio-Napoli 1-2, quando la rete di Fabian Ruiz ha mantenuto i biancocelesti a distanza di sicurezza. Si è definitivamente concretizzata ieri, con il netto successo degli uomini di Gasperini (squalificato ieri, in panchina il “talismano” Gritti) sui blucerchiati per 4-0.
Tutte le vittorie sono importanti ma, parafrasando Orwell, alcune sono più importanti delle altre. E il successo contro la compagine di Giampaolo ha tutte le caratteristiche per appartenere alla seconda categoria. In primis, come scritto, per la classifica. L’Atalanta torna a -3 dalla Juventus quarta con una partita in meno, ne guadagna 3 sulla Lazio settima e sulla Fiorentina ottava, rispedite rispettivamente a 4 e 5 lunghezze di distanza (torna quindi una temperatura artica in riva all’Arno, -5) e risponde alla vittoria della Roma a La Spezia, con i giallorossi di Mourinho distanziati di 3 punti in attesa dello scontro diretto di sabato pomeriggio.
Ma anche e soprattutto per la modalità con la quale questa vittoria è arrivata. D’accordo, la Sampdoria di ieri ha offerto una resistenza davvero debole, ma lo ha fatto perché dinanzi ha avuto un’Atalanta che ha ricalcato quella dei “tempi belli”: forte fisicamente, precisa tecnicamente, concreta il giusto. Diversi calciatori hanno offerto un rendimento mai ammirato in questa stagione.
E parliamo di Pessina in primis, devastante ieri. Ma anche di Hateboer e della cerniera di centrocampo Freuler-De Roon. Quattro calciatori che ieri sono tornati a essere centrali e performanti al loro massimo. Ma tutta la squadra ieri ha sfoderato una grande prestazione e le reti di Pasalic, Koopmeiners (due) e Miranchuk sono state solo le ciliegine sulla torta.
Certo, il gol dello “Zar” e la sua “esultanza” a mo’ di scusa ha un significato che non si può non associare ai drammatici giorni che stiamo vivendo. L’Atalanta è un unicum in Europa, avendo lui e l’ucraino Malinovskyi in rosa. Un “paradosso” che però sembrerebbe aver cementato ancora di più il gruppo, con tutti gli altri ragazzi che si sono chiusi a riccio nel proteggerli.
Chiudiamo con il discorso dei gol. Ora, i più accaniti filo-societari potrebbero urlare ai quattro venti: “avete visto che l’attaccante non serviva?“. Ebbene, rispondiamo loro che la partita di ieri rappresenta la pietra tombale sulla loro tesi. No, non siamo impazziti. Puoi giocare senza un riferimento centrale se e solo se tutti gli elementi della squadra (e quindi, anche quelli dell’attacco “improvvisato”) sono al loro meglio sia fisicamente che tecnicamente, in maniera da occupare gli spazi e creare di continuo occasioni da rete. E, contemporaneamente, l’avversario sbanda paurosamente in difesa (come la Sampdoria ieri).
Infatti, puoi essere anche al top ma se ti ritrovi dinanzi un avversario granitico nel suo reparto arretrato, un grimaldello d’esperienza in avanti ti sarebbe molto utile. Come sarebbe utile inserire un attaccante forte fisicamente negli ultimi minuti di una partita nella quale sei in vantaggio di misura, in maniera da tenere il pallone quanto più possibile lontano dalla propria area.
Oramai però questi siamo e questi rimarremo fino al termine della stagione. Speriamo di non pentircene. A cominciare da sabato contro la Roma.
Marino: “Miranchuk e Malinovskyi? Vale il post di Pessina”
A rappresentare l’Atalanta nel post partita della gara vinta con la Sampdoria per 4-0 ha parlato il dg Umberto Marino.
Sulla convivenza di Mianchuk e Malinovskyi: “Il post di Pessina è lo specchio della situazione. Sono due ragazzi per bene che vivono con grande rispetto uno dell’altro questa vicenda. Siamo un caso unico in Europa, con in rosa un ucraino e un russo e questo dimostra come questi due popoli possano convivere assieme“.
Sulla prestazione: “Credo che l’Atalanta non sia mai mancata da questo punto di vista, è mancata la fortuna nel trovare gol e in qualche episodio sul quale non voglio ritornare“.
Su Malinovskyi: “Malinovskyi si è subito fermato dopo un piccolo problemino al polpaccio“.
Sul Bayer Leverkusen: “Si tratta della squadra più forte assieme al West Ham tra quelle che avremmo potuto prendere. E’ sempre stimolante e bello affrontare squadre forti con la possibilità di portare molti tifosi in uno stadio bello come quello di Leverkusen. Saranno due gare combattute tra due squadre che giocano al calcio“.
Sul campionato: “Giochiamo per l’Europa fino alla fine, campionato veramente lungo e ricco di sorprese“.
Sulla partita con la Roma: “Andata da dimenticare, cercheremo di giocarcela. Già stasera la squadra ha dato segnali forti, non credo che abbia sofferto di meno, anzi“.
Atalanta-Sampdoria 4-0, il tabellino
Il tabellino di Atalanta-Sampdoria 4-0, tratto da calcionews24.com
ATALANTA (3-4-1-2): Musso; Toloi (88′ Cittadini), de Roon, Palomino; Hateboer (82′ Maehle), Koopmeiners, Freuler, Zappacosta (82′ Scalvini); Pessina (82′ Pezzella); Pasalic, Boga (59′ Miranchuk) . A disposizione: Rossi, Sportiello, Muriel, Mihaila, Allenatore: Gritti.
SAMPDORIA (3-4-1-2): Falcone; Ferrari (76′ Vieira), Magnani (45′ Yoshida), Colley; Conti, Thorsby, Ekdal, Murru (67′ Augello); Sensi (45′ Sabiri); Quagliarella (45′ Rincon), Caputo. A disposizione: Audero, Ravaglia, Supryaga, Giovinco, Trimboli Allenatore: Giampaolo.
Marcatori: 6′ Pasalic,, 29′ e 61′ Koopmeiners, 86′ Miranchuk
Pessina su Instagram: “Quell’abbraccio di Ruslan e Aleksej a Zingonia”
Uno splendido post di Matteo Pessina sulla sua pagina Instagram che illustra come la tragicità della guerra tra Ucraina e Russia non stia intaccando il rapporto tra l’ucraino Ruslan Malinovskyi e il russo Aleksej Miranchuk, anzi.
Questo il testo del post: “Sarà banale sentire un calciatore dire “no alla guerra”. Sarà banale sentirgli dire che la guerra è sbagliata, sempre. Ma se fosse davvero così banale non saremmo qui, nel 2022, a ribadirlo tutti insieme. Ci penso da giorni ma non riesco a darmi una risposta: come puó accadere dopo le sofferenze provate negli ultimi due anni? Nel nostro spogliatoio i due popoli coinvolti in guerra hanno i volti di Ruslan e Aleksey. “Mali” un ragazzo introverso, disponibile e con un carattere forte. “Mira” un ragazzo semplice, forse il più buono che conosca, timido e con passioni molto simili alle mie. L’altro giorno, mentre la follia della guerra metteva contro Russia e Ucraina, loro a Zingonia si sono abbracciati. E noi ci siamo stretti a loro e continueremo a farlo in questo momento difficile come una grande famiglia. Questo è il calcio che unisce ciò che la follia umana prova a dividere. Stop alla guerra in Ucraina!”
Sassuolo-Fiorentina 2-1, Defrel al 94′. Questa fa male ai “Commisso boys”, oh se gli fa male
Una goduria per tutti i tifosi del Sassuolo. E dell’Atalanta. Diciamo la verità, siamo sobbalzati tutti quando Defrel ha siglato il gol della vittoria contro la Fiorentina al 94′. I neroverdi hanno sconfitto i “Commisso boys” per 2-1 nell’anticipo serale della 27/a giornata di Serie A 2021/2022. Vantaggio del Sassuolo con Traoré nel primo tempo, pareggio viola (in 10 per l’espulsione di Bonaventura) con Cabral all’88’ e poi la “pera” di Defrel all’ultimo secondo. E questa volta non c’era Hateboer in fuorigioco…
Olympiakos-Atalanta 0-3, l’editoriale – Da Ruslan un Messaggio e un messaggio
Parlare di quello che resta un argomento leggero, il calcio, in una giornata davvero difficile per il mondo sembra essere un esercizio pleonastico. Ma, sebbene in minima parte, anche il rettangolo verde può dare il suo prezioso contributo a portare un sorriso su volti resi tristi e duri dalla tragicità di quella che rimane e rimarrà sempre un’assurdità tutta umana: la guerra.
Una guerra che vede suo malgrado coinvolto Ruslan Malinovskyi. Una sensazione che non vorremmo mai provare, quella che è capitata ieri mattina al nostro “Colonnello“. Immaginate solo per un istante di vivere e lavorare in un Paese straniero e, a poche ore da un importante appuntamento di lavoro, venite a sapere che l’Italia sia stata invasa e che quindi i vostri cari siano a rischio. Vengono i brividi solo a pensarlo.
Questa situazione immaginaria per Malinovskyi è diventata durissima, tostissima realtà nella prima mattinata di ieri. E da buon padre di famiglia, Gian Piero Gasperini ha ovviamente chiesto a Ruslan se se la sentisse o meno di giocare.
Malinovskyi ha detto sì. E in queste situazioni, delle due l’una: o hai la testa (in maniera giustificata) da un’altra parte e non ne azzecchi mezza oppure sfoderi una prestazione da urlo. Per fortuna dell’Atalanta, l’opzione giusta è stata la seconda. Dopo il vantaggio di Maehle, nella ripresa due siluri di sinistro dell’ucraino hanno schiantato le resistenze di un debole Olympiakos e hanno regalato la qualificazione agli ottavi a questa Atalanta.
Due gol che sono stato il messaggio, quello con la “m” minuscola”, che Malinovskyi e compagni hanno voluto inviare al resto della concorrenza italiana ed europea. “Vero, siamo spuntati (per colpevole decisione della società e dello staff tecnico, ndr), siamo pochi ma ce la giocheremo fino alla fine“, questo il testo dell’ipotetica missiva made in Zingonia. Missiva rafforzata da Boga e Koopmeiners che ieri, quando sono entrati in campo, hanno dimostrato di essere loro i calciatori che devono trascinare il gruppo in questo ostico momento.
Ma poi vi è stato il Messaggio. Quello semplice ma efficace, scritto sotto la maglia. “No War in Ukraine“, diretto, schietto, sincero. Accompagnato dalle mani giunte del Colonnello. La semplicità contro l’assurdità? Vero, sembra una lotta impari, una goccia. Ma tante gocce formano l’oceano.
Gasperini: “Meritato di qualificarci, sempre a testa alta nonostante le defezioni. A Malinovskyi ho chiesto…”
Le parole di Gian Piero Gasperini rilasciate a Sky subito dopo la vittoria della sua Atalanta sull’Olympiakos, valevole il passaggio agli ottavi di finale di Europa League.
Sulla partita: “Abbiamo meritato di qualificarci in una manifestazione dove vogliamo far bene. C’è stato un ambiente caldo ma abbiamo fatto una bella prestazione e ottenuto un risultato importante“.
Sull’Europa ricostituente: “Sì, ma ci siamo trovati bene anche in campionato. L’ ultimo mese è stato particolare. Siamo lì, continueremo a giocare nel rispetto di tutti e a fare le cose migliori possibili. Vero, siamo calati in certe prestazioni per le defezioni in attacco che pesano, ma non abbiamo mai fatto di questo un alibi. Abbiamo giocato ottime partite con Inter, Juventus e Lazio. Negli ultimi 10 giorni sono successe cose troppo difficili da rimediare, ma giocheremo sempre a testa alta contro chiunque“.
Su Malinovskyi: “Stamattina gli ho chiesto se se la sentiva di giocare, lui mi ha risposto di sì e sono contento per lui. Il calcio non risolve i problemi, ma può dare un piccolo contributo per rendere tutti più vicini“.
Sugli infortunati: “Andata bene stasera che non si è fatto male nessuno. Se recupereremo qualcuno per la Sampdoria? Non lo so, però siamo in numero sufficiente per far buone prestazioni“
Olympiakos-Atalanta 0-3, il tabellino
Il tabellino di Olympiakos-Atalanta 0-3, tratto da calcionews24.com
Olympiacos (3-5-2): Vaclik; Manolas, Sokratis, Cissé (46′ Masouras); Lala (67′ Vrousai), M. Camara, A. Camara, M’Vila (67′ El-Arabi), Reabciuk; Soares (74′ Fadiga), Onyekuru (60′ Valbuena). All. Martins. In panchina: Tzolakis, Bouchalakis, Kunde, Ba, Papadopoulos, Kitsos, Rodrigues.
Marcatori: 40′ Maehle, 67′ e 69′ Malinovskyi
Arbitro: Carlos del Cerro Grande (SPA)
Ammoniti: Cissé, Toloi, M’Vila, M. Camara
Gasperini: “Senza una punta? Noi segniamo lo stesso. Svincolati? Non c’erano profili giusti. Nuova proprietà USA?…”
La conferenza stampa della vigilia del ritorno dei sedicesimi di Europa League 2021/2022 tra Olympiakos e Atalanta del tecnico della Dea Gian Piero Gasperini, tratta da tuttomercatoweb.com
Sulla partita: “Domani è una partita importante per l’Europa League, il campionato è importante per la manifestazione. È decisiva per la qualificazione in questa competizione, per la natura stessa del dentro fuori sono gare diverse rispetto al campionato, ancora lungo e combattuto con tante chance per tutti. Quando ti confronti direttamente hai il valore vero dell’avversario, ci ha dato la sensazione che possiamo fare la nostra gara, con grande rispetto con l’Olympiacos, capace di fare gol subito. Possiamo pensare di giocare con le nostre caratteristiche“.
Sull’assenza di un attaccante: “Noi stiamo vivendo un momento di emergenza soprattutto in attacco, lo sappiamo. Anche l’assenza di Zapata, ma ora ci sono fuori Muriel, Ilicic e anche Miranchuk che poteva darci una mano. Noi abbiamo perso ultimamente queste partite, ma siamo stati anche in grado di pareggiare con Inter, Lazio, Juventus. Abbiamo sempre fatto gol, anche ultimamente, qualche volta non ce l’hanno assegnato. Djimsiti ha fatto gol l’ultima volta, proviamo più soluzioni. Stiamo provando Sportiello, Rossi, possiamo ruotare bene“.
Sull’Olympiakos: “Hanno modificato il loro assetto solito, non so domani cosa decideranno di fare. Abbiamo visto l’Olympiakos spesso, sia in Europa che in campionato, sono una squadra duttile che cambia l’assetto di gioco. Abbiamo capacità ed esperienza per affrontare l’avversario. Mi aspetto una partita diversa rispetto all’andata, ma avremo fiducia e identità. L’Olympiacos ha un organico molto completo, noi conosciamo meglio Papastathopoulos o Manolas per i trascorsi in Italia. Io da sempre, nelle squadre, guardo il potenziale offensivo. Hanno ottimi giocatori e una varietà di sostituzioni che possono determinare la partita. Quello che ti mette più in difficoltà sono i giocatori offensivi“.
Sull’Europa League: “Sugli impegni delle coppe, è una storia lunga: personalmente preferisco farle sempre. L’Europa League, la Champions, ci hanno dato tanto in termini di crescita e di esperienza, di miglioramento e di qualità. Aggiunge comunque molte situazioni diverse, incontri squadre leader nei loro paesi. Le coppe le farei sempre, in certi momenti è vero che ti possono togliere qualcosa, molto meno rispetto a quello che ti aggiunge“.
Sul giocare subito dopo l’episodio di Firenze: “Penso che tutto sommato sia la medicina migliore, quindi nel ritornare in campo hai la possibilità di fare meglio e toglierci anche le polemiche pesanti che si sono susseguite, non solo domenica“.
Sulla proprietà USA: “Credo sia molto prematuro questo aspetto, verrà affrontato questo aspetto. Posso dire che quando il presidente e Luca Percassi mi hanno avvisato della situazione che si stava concretizzando è stato un momento di grande emozione. Abbiamo avuto la sensazione di avere fatto qualcosa di molto importante per attirare l’attenzione di questi gruppi dall’America. Si chiude probabilmente un’era, ma credo che diventerà più forte, come ha detto il presidente. Spero anche di potere ottenere risultati migliori di questi anni”.
Sulle mancate vittorie in trasferta in Champions League: “Dipende dal girone, si è comportato bene anchequest’anno in Champions, siamo andati molto vicini a vincere, perché siamo andati in vantaggio con il Villarreal, con il Manchester United, con lo Young Boys. Ci sono mancati quei due punti o quel punto per arrivare all’ultima per due risultati“.
Sulle polemiche dell’Olympiakos riguardo gli arbitri: “Non ho avuto modo, per quanto mi riguarda la partita non penso che sia uscito. C’è il problema di alzare la bandierina o farlo dopo, crea un po’ di situazioni strane. Diventano azioni da gol e poi non lo sono chiaramente, è una nuova regola che lascia, come altre, molto interdetti anche gli spettatori stessi. Non mi sembrano che ci siano stati episodi, noi siamo abituati molto diversamente, che incidono su gol fatti che poi tolgono tolti, su falli o mezzi contrasti, questa roba qua ci fa ridere“.
Sul mancato inserimento di uno svincolato in avanti: “È una valutazione che è stata fatta, probabilmente non c’erano i profili. Sfortuna è che Zapata si è fatto male subito dopo la prima giornata. Noi non è che avessimo un numero piccolo di attaccanti, è che ne abbiamo quattro fuori, più un altro paio in campo. Non puoi avere dieci attaccanti. Abbiamo avuto delle assenze anche per il Covid, nelle nostre risorse abbiamo trovato quel che serve, sono soddisfatto di quanto fa la squadra, cerchiamo di essere competitivi“.
