Atalanta – Kairat Almaty 1-1, l’editoriale – Sarri, stacchiamo la spina

In un periodo normale, il pareggio dell’Atalanta con i kazaki del Kairat Almaty sarebbe stato archiviato come incidente di percorso e neanche inatteso. Questo segno “X” di Conference League avrebbe fatto compagnia ai pareggi casalinghi contro il Celtic due stagioni fa e contro lo Slavia Praga lo scorso anno in Champions League. Capita, avremmo pensato, all’Atalanta andare a sbattere contro il pullman eretto dagli avversari.

Invece, il periodo della Dea è tutto meno che normale. A distanza di due mesi e mezzo dal pareggio interno contro l’Hapoel Tel Aviv nell’andata dei playoff di Conference League, spiace dirlo, ma non è cambiato nulla.

Giocatori imballati fisicamente, bloccati mentalmente, imbrigliati nei tanti schemi e schemini di Sarri contro i quali l’effetto “rigetto” appare inequivocabile. Una squadra senza certezze che se trova la mezz’ora giusta e concretizza le occasioni vince, altrimenti finisce inevitabilmente per capitolare.

O meglio, una novità c’è: Maurizio Sarri ha definitivamente perso la bussola. Spiacente per il professionista che ha sicuramente come attenuante il mercato deficitario del ds plenipotenziario Cristiano Giuntoli (un altro che assieme all’AD Luca Percassi dovrebbe levare il disturbo da Zingonia) ma le sue dichiarazioni nel post partita sono da esonero immediato.

Soprattutto due: 1) l’aver confessato senza colpo ferire di aver fatto giocare Scamacca lo stesso nonostante il centravanti avesse un solo allenamento nelle gambe; 2) l’aver confessato senza colpo ferire che servirà l’intero campionato per capire chi è utile al suo gioco e chi no.

Un intero campionato per capire? Ma stiamo scherzando? Sono parole gravi e che sanno proprio di tremenda arrampicata sugli specchi. Mister, ci dispiace, ma qui nessuno ha intenzione l’anno prossimo di giocare, con tutto il rispetto, con il Potenza o con il Brescialò.

Non chiediamo le sue dimissioni perché solo un folle rinuncerebbe a 9 milioni di euro, ce ne rendiamo conto. Però ci permetta di chiedere alla sua società il suo esonero. Altrimenti a Monza sarà l’ennesima sconfitta annunciata.

Rispondi