Una fotocopia di Atalanta-Venezia. Ma con una, importantissima differenza: il punteggio. La spiegazione del tracollo interno della Dea con il Parma è tutta qui.
Il primo tempo della sfida di ieri, infatti, è stato del tutto identico a quello contro i lagunari. Gli uomini di Sarri hanno in entrambe le occasioni schiacciato gli avversari ma, mentre con il Venezia hanno capitalizzato le opportunità da rete create portandosi sul 3-0, contro il Parma hanno scialacquato le azioni pericolose costruite restando sullo 0-0.
A fine primo tempo, proprio come accaduto contro gli arancioneroverdi che avevano accorciato con Hainaut, i gialloblu sono passati in vantaggio con Fabbian. Ed esattamente come successo con i veneti, le già poche certezze dell’Atalanta si sono sgretolate come grissini.
Solo che il Venezia ha avuto il torto di non approfittare pienamente dello sbandamento degli avversari mentre il Parma non ha avuto tanti scrupoli: autogol di Zappacosta, eurogol di Lontani e buonanotte ai suonatori.
L’Atalanta – con Giuntoli che almeno ci ha messo la faccia – va così in ritiro a leccarsi le ferite: il Qairat in Conference e il Monza di Juric in campionato decreteranno il futuro a Bergamo di Maurizio Sarri che già ora è fortemente in bilico.
Dovesse saltare, questo eventuale esonero significherebbe la parola fine per la carriera ad alti livelli dell’allenatore toscano. Evidentemente, Sarri non ha ancora capito che questa generazione di calciatori non può più reggere gli infiniti schemi e movimenti del suo calcio. Gli atalantini si applicano pure ma, subito il gol, vanno nello sconforto e le gambe non rispondono più alla testa.
Però sarebbe oltremodo ingiusto che Sarri debba eventualmente saltare da solo. Ad accompagnarlo dovrebbero esserci anche Cristiano Giuntoli e Luca Percassi.
Il primo deve rispondere di un mercato disastroso, soprattutto in difesa e soprattutto per aver lasciato Sarri alla deriva senza aver acquistato nessun calciatore che già lo conoscesse e che avrebbe potuto fare da guida al gruppo.
Il secondo non ne sta imbroccando mezza da gennaio 2025. La ciliegina sulla torta? No, non aver rotto i rapporti con Gasperini ma non aver rinnovato il contratto a Palladino per mero orgoglio dopo il primo rifiuto dell’allenatore napoletano dopo l’eliminazione agli ottavi di Champions League con il Bayern Monaco.
Quindi, giusto che Sarri salti. Ma Giuntoli e Percassi jr dovrebbero tenergli compagnia.
