Atalanta-Frosinone 4-4, l’editoriale – La pallanuoto e la coperta

Rari Nantes Atalanta – Canottieri Frosinone 4-4. No, non siamo impazziti (ancora non del tutto, almeno). Ma facciamo nostro il commento che ieri Cesare Malnati ha fatto nel corso di “Atalanta Diretta Stadio” su Bergamo TV nel corso di Atalanta-Frosinone: “questo non è calcio, questa è pallanuoto“.

In effetti, difficile rammentarsi di una sfida terminata con quattro reti per parte tra le due squadre e che avrebbe tranquillamente potuta finire con un punteggio ancora più roboante dato che ogni azione è risultata essere una potenziale occasione da gol.

Una situazione che ha sicuramente divertito gli appassionati neutrali che vogliono solo spettacolo, meno i “puristi” del gioco del calcio che non possono etichettare come “bella” una partita dove le fasi difensive se ne sono andate tranquillamente a farsi benedire.

Ancora meno si sono divertiti i tifosi dell’Atalanta che, al triplice fischio di Marinelli di Tivoli, hanno subissato di fischi sia Sarri che la squadra, dando voce a una legittima contestazione di questo periodo. Con la parola “esonero” che oramai è quella più gettonata.

Allora, bisogna innanzitutto dire che la squadra sta col tecnico. Dopo il vantaggio ciociaro dopo appena una ventina di secondi, se i calciatori avessero voluto far fuori Sarri avrebbero potuto tranquillamente sbracare stile Atalanta-Sassuolo dello scorso anno.

Invece, per ampi frangenti della gara l’Atalanta si è fatta preferire, soprattutto nel reparto offensivo che ha finalmente proposto un De Ketelaere sugli scudi, un Krstovic sempre più bomber e un Rowe che sembrerebbe mano a mano ingranare.

Peccato che la fase difensiva, complice il rabberciamento obbligato (e che sarà ancora più obbligato, considerato l’ennesimo infortunio in quel reparto occorso a Bellanova) della retroguardia, sia fatta di burro e gli avversari possono affondarci dentro con relativa facilità.

E da questo punto di vista si passa alla coperta: ad Amsterdam giovedì scorso, finale a parte, l’Atalanta è stata molto attenta dietro quanto sterile in avanti. Ieri, a distanza di neanche 66 ore, è accaduto l’esatto opposto.

Evidentemente Sarri, tra le tante cose, non è riuscito ancora a trovare la quadra e il comportamento della squadra in campo è specchio riflesso di questo difetto. Mancano gli equilibri, spaziando da un modulo, il 4-3-3, che viene interpretato in maniera fredda e scolastico all’altro, il 4-2-3-1 dove attualmente parlando la squadra non ha equilibrio.

Speriamo che questa ricerca vada a dama nel più breve tempo possibile. Il campionato non aspetta più. E, lo ribadiremo fino alla noia, se si deciderà di esonerare Sarri si dovrebbe ottemperare a un altro sollevamento dall’incarico: quello di Giuntoli.

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