Milan-Atalanta 3-2, l’editoriale – Giuntoli e Sarri, se scherzate con il fuoco…

Qual è la vera Atalanta? Questo il dilemma dopo la sconfitta in casa del Milan per 3-2 nella partita valevole per la 7/a giornata di Serie A 2026/2027. Quella brutta e da latte alle ginocchia dei primi 65 minuti o quella che ha messo sotto i rossoneri nei restanti 25 sfiorando quella che sarebbe stata una clamorosa rimonta?

Forse né una né l’altra ma semplicemente un mix delle due. Risposta democristiana? No, realistica. Partiamo dalla prima.

La Dea arrivava a San Siro con ben 7 indisponibili (6 infortunati e lo squalificato Elmas) e qualunque squadra sarebbe in difficoltà in questa situazione, a maggior ragione se è costretta a giocare ogni tre giorni.

In più, l’allenatore ci mette il carico da novanta proponendo una formazione che presentava troppi calciatori offensivi e che si vedeva lontano un miglio potesse avere problemi di equilibrio.

In più, Kolasinac si fa male sullo 0-0. Evento tutt’altro che impronosticabile conoscendo la storia e l’età del calciatore che magari andava risparmiato giovedì per far acquisire esperienza a Obric. E invece Obric (che giovedì si è visto scavalcare nelle gerarchie da centrali pure da Zappacosta) è “costretto” a esordire in A a San Siro e alla prima palla provoca il rigore dell’1-0 di Ramos (poi, però, lo sloveno ha avuto la personalità di non crollare, bisogna dirlo).

In più, i presunti leader tecnici di questa squadra, ossia Ederson, Rowe e De Ketelaere continuano a dormire sonni tranquilli (un po’ di sana e dura panchina farebbe loro solo del bene).

Ed ecco spiegato il perché il Milan, senza neanche impegnarsi più di tanto, al 65′ era sul 3-0. Da lì in avanti, complice un’Atalanta più equilibrata (Gaetano e Zalewski dovevano essere schierati dall’inizio, Mister) e un Milan che ha staccato troppo frettolosamente la spina, la Dea ha dominato, trovando due gol e con quell’occasione per il clamoroso 3-3 sprecata da Zappacosta che grida ancora vendetta.

Quindi, guai a deprimersi troppo per i primi 65 minuti considerate le condizioni al contorno ma guai a esaltarsi per la parziale rimonta dei restanti 25.

Però, sottolineiamo come Giuntoli e Sarri abbiano voluto troppo scherzare col fuoco. Degli eccessivi rischi che si è presi il tecnico ne abbiamo già parlato mentre al direttore sportivo vorremmo chiedere se è ancora convinto che “prendere un difensore centrale non occorreva”. Scommettiamo che entrambi, in questo momento, abbiano bisogno di una buona pomata per le scottature.

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