Atalanta-Pafos 3-1, l’editoriale – Le partite vanno rese facili. Ma quel trattamento a Obric, mister Sarri…

Si dirà che per l’Atalanta avere la meglio sul Pafos fosse il minimo sindacale. Teoricamente, sì. Ma, come in ogni attività della vita, tra la teoria e la pratica vi è di mezzo il mare.

Quindi, vanno fatti assolutamente i complimenti all’Atalanta di ieri che ha reso facile anche nella pratica la sua prima partita nella fase campionato di Conference League.

Dal gol di Elmas in poi dopo neanche un minuto è stato un monologo nerazzurro, con questo 4-2-3-1 che sta cominciando a convincere Sarri (sempre restio il tecnico ad abbandonare il suo 4-3-3), con diverse occasioni create e con la gara sempre in controllo.

Vero, non bisogna fare voli pindarici considerata la caratura tecnica dell’avversario e che lo stesso Pafos ha semplificato il compito con un atteggiamento tattico troppo spregiudicato nei primi 45 minuti.

Però immaginate se questa partita si fosse giocata appena un mese fa. Ecco, vi siete già dati la risposta: l’Atalanta avrebbe sofferto, eccome se avrebbe sofferto. Quindi, una volta tanto, godiamoci questo risultato.

Con due appunti, però. Uno alla sfortuna degli infortuni (Kessie e Raspadori staranno fuori almeno per un mese) e uno al trattamento dei calciatori.

Perché, sinceramente, sarebbe stato bello che oltre a Idele anche a Obric fosse toccato l’onore dell’esordio in gara ufficiale. Invece, se lo sloveno non trova spazio neanche in una situazione emergenziale al centro della difesa e vede Zappacosta agire al centro nel finale accanto a Kolasinac (e guardacaso il gol dei ciprioti è arrivato proprio in quel frangente) vuol dire che Sarri non è che lo tenga proprio in considerazione.

E fu così che Obric sarà titolare a San Siro con il Milan…

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