Una delle leggi non scritte del calcio è quella che vede il risultato delle partite essere condizionato da episodi. Juventus-Atalanta 2-0 di ieri, partita valida per la 5/a giornata di Serie A 2026/2027, non ha fatto eccezione a tale regola.
Sull’1-0 per i bianconeri, calcio d’angolo per la Dea, colpo di testa di Kristensen e Kolo Muani salva sulla linea. Dall’altra parte, zuccata di Bremer, Raspadori imita Rivera nel gol di Muller in Italia-Germania 4-3 dei Mondiali Messico 1970 e decisivo 2-0 per Madama.
Troppo riduttivo sintetizzare la partita di ieri in questi due episodi? Nì. Perché se è vero che potrebbe trattarsi di una sintesi troppo brutale, è altrettanto vero che si sono affrontate due squadre in netta difficoltà tecnica, tattica e psicologica. E quando ci sono tali problemi, gli episodi fanno la differenza ancor di più che in situazioni normali.
Poi gli uomini. Bremer non sbaglia un pallone dietro e la butta dentro in avanti, Scalvini disorienta tutta la difesa rimanendo in terra di nessuno (responsabilità da dividere con Kessie) in occasione del gol dell’1-0 di Conceicao e si fa scavalcare dal difensore bianconero per il 2-0.
Lungi da noi voler gettare la croce addosso al buon Giorgio, ma questa prestazione è l’ennesima prova di come sia difficile collocarlo difensore centrale a 4. Sebbene, a sua scusante e a scusante di Sarri, non è che ci siano parecchie alternative al momento.
E qui veniamo agli acini. La saggezza popolare afferma che per un acino di sale si rischia di perdere la minestra. Ecco, non vorremmo che la scelta di non rimpolpare il reparto dei difensori centrali con un leader che già conoscesse i dettami tattici del mister (senza fare nomi e cognomi, Alessio Romagnoli) possa essere quel famoso acino mancante che possa fare la differenza tra una minestra insipida e una saporita.
Troppo stucchevoli? Vi lasciamo allora col seguente quesito: con Romagnoli in campo Mendy settimana scorsa e Bremer ieri avrebbero segnato lo stesso?
